Archivi categoria: Orvieto 5 Stelle

Tasse, privatizzazioni e mercato

Il Teorema Tecnico è sempre il solito: c’è bisogno di sacrifici (tasse) e di risparmiare (privatizzazioni e dismissioni dei patrimoni pubblici), così creeremo anche concorrenza (mercato) con grande vantaggio dei cittadini (balla) nella comune casa Europea.

Vorrei ricordare che strangolare di tasse le famiglie, minacciarle attraverso i media di assurde conseguenze in caso non si ottemperi a seguire il Teorema Tecnico allo scopo di non avere reazioni sociali ad un simile strangolamento non è lo scopo ne il compito della politica, non lo è affatto. Inoltre alla comune casa Europea i sacrifici sembrano non bastare mai ed ancora una volta ci ha chiuso la porta in faccia contribuendo a svuotare di senso i sacrifici fatti.

Vero compito della politica permettere la dignitosa vita dei cittadini, la possibilità d’esprimersi ed associarsi liberamente, lo sviluppo della cultura, della socialità, del libero commercio, delle autonomie di usi e costumi anche locali ed il far di questi, come dell’ambiente e del paesaggio un tesoro da valorizzare (nel senso filosofico del termine, non in quello burocratico – ragionieristico di attribuirne un prezzo di mercato), è suo proprio compito creare condizioni migliori, favorire un progresso sano e sostenibile tenendo vive le migliori tradizioni e qualità di territori e popoli. L’Articolo 3 della nostra costituzione recita così:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Ragioni queste per le quali vedo con imbarazzo il proseguire a supportare codesto governo, i cui limiti sono ampiamente dimostrati in risultati, metodo, capacità d’innovazione, capacità di soluzione, prontezza di risposta.

Questi sono banchieri dell’ottocento che al cittadino lo trattan peggio dei cattivi raccontati in questo bel cortometraggio.

Appena alle prese con giocattoli come la regolamentazione della disciplina legale dei rapporti di lavoro (che non dovrebbe esser “Mercato del Lavoro” in un paese che su questo fonda la propria costituzione, e non sulla compravendita di muli da soma o sulla tratta di schiavi rapiti e poi battuti all’asta) e neanche sono capaci a riconoscere e valutare il danno che hanno fatto, neanche sanno contarsi le vittime (ad esempio i cosidetti esodati), per non parlare dello schifo fiscale che protegge solo i più ricchi ed attacca direttamente ed indirettamente le famiglie. Alcuni partiti tengono in vita questo scempio anche se, dall’affacciarsi ad alte percentuali del MoVimento 5 Stelle, cominciano almeno a lavarsene le mani, tuttavia son loro a tenerlo in vita. Se mai voleste spender 2 euro in qualche primaria o votarli alle prossime elezioni ricordatevi poi di non lamentarvene. Altrimenti risparmiatevi la fatica inutilissima delle primarie a 2 euro ed alle elezioni o votate 5 Stelle oppure chi volete tra quelli che si sono opposti ma per favore non votate loro. In ogni caso il 5 Stelle in parlamento ci sarà, e con vero piacere farà le pulizie di primavera.

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Greenpeace: “Io non Vi Voto”

L’interessante campagna della potente associazione GreenPeace cavalca quella forma politica “protester” e, parzialmente, movimentista che i media mainstream e la classe politica attualmente al governo definiscono “antipolitica”.

Io non vi voto
Io non vi voto

Viene persino mutuato l’approccio tipico del MoVimento 5 Stelle nella creazione del parallelo “qualitativo” tra esponenti politici ed azioni politiche da essi effettuate: GreenPeace infatti sfida la politica “fossile”, in cui il parallelo tra immagini di politici vecchi (fossili) ed attività di governo favorevoli all’uso ed abuso di risorse anch’esse fossili come il petrolio ed il carbone risulta la ratio, la ragione ultuma, per cui quei candidati ed i loro partiti non verranno votati.

La personale opinione di chi scrive,di OrvietoCivica tutta, è che questa bella campagna ha il solo difetto di puntare più sulle cosiddette energie pulite (eolico, fotovoltaico ecc…) più che sul risparmio energetico. In questo noi ci sentiamo diversi ma detto questo è difficile non rispettare la meritoria opera internazionale dell’associazione e gli ancor più alti obbiettivi di un mondo pulito,sano, più sviluppato e moderno del nostro. Pertanto sposiamo e rilanciamo: Io non vi voto è lo slogan che compare sugli (anti)manifesti elettorali,  #iononvivoto è l’hashtag di Twitter della campagna e quello qui di seguito è il video di marketing virale che sta impazzando sulle reti sociali. Continua a leggere Greenpeace: “Io non Vi Voto”

Orvieto Vedelago. Dalla politica delle discariche ai centri del riciclo? (Parte Seconda)

Ad Orvieto la politica si è improvvisamente scoperta Ambientalista e nelle sue dichiarazioni pare aver sposato le tesi del MoVimento 5 Stelle. (Continua dalla prima parte)

La realizzazione di un piano di ambito nel settore della gestione dei rifiuti deve prevedere necessariamente meccanismi di riduzione della produzione, recupero e riciclo dei rifiuti stessi – dichiara infatti l’Assessore all’ambiente Claudio Margottini – in particolare l’art. 179 del Decreto legislativo 205/2010 prevede che la gestione dei rifiuti avviene nel rispetto della seguente gerarchia del trattamento rifiuti: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, recupero di altro tipo, come per esempio il recupero di energia e smaltimento. I Comuni dell’Orvietano, quindi, intendono proporsi come area sperimentale per l’avvio di un nuovo modello di gestione dei rifiuti che si collochi nella linea prevista dalla normativa. In particolare vogliono raggiungere l’autosufficienza gestionale realizzando una serie di impianti che limitino lo smaltimento in discarica ad una frazione residuale della raccolta RSU. Da tale politica si vuole innescare inoltre, un processo di sviluppo virtuoso che vede nel riciclo una occasione di occupazione ed imprenditoriale”. Ovviamente, qui ad Orvieto Civica, di quest’ultima frase avvertiamo lo stimolo agli appetiti delle lobby locali sempre pronte a correre in soccorso di una costosa gestione privatizzata. Continua a leggere Orvieto Vedelago. Dalla politica delle discariche ai centri del riciclo? (Parte Seconda)

Orvieto è un castello di sabbia

Ecco cosa succede a costruire tre quarti di un quartiere orvietano in zona di potenziale esondazione! Altro che Rischio Idrogeologico Zero. Purtroppo avevamo già segnalato il rischio ed il pessimo sistema dei lavori (l’ultima è qui) ma qui, per soddisfare gli appetiti speculativi del passato ed ottenere facile consenso quei politici di ogni schieramento incapaci di pensare al domani col contributo di tecnici compiacenti o, non so se è peggio, davvero ignoranti, si è quasi voluto questo risultato.

Solidarietà a chi ha subito danni e perdite, oggi tutti al lavoro od almeno a non disturbare i soccorsi. Domani ci sarà tempo e modo di cambiare le cose.

Orvieto Vedelago. Dalla politica delle discariche ai centri del riciclo (Parte Prima)

L’ondata di protesta ha finalmente scosso i palazzi del potere e tutti, ma proprio tutti i personaggi coinvolti in scandalose pratiche sulla gestione dei rifiuti, stanno tentando di riacquistare una verginità politica e farsi passare quasi per ambientalisti della prima ora. Anzi a sentirli oggi si direbbe che siano tutti degli attivisti del 5 Stelle e non abbiano nel loro DNA nessuna traccia del loro pur recente passato.

Ma a noi va bene così, ci fa piacere che la barra del timone venga orientata verso gli obbiettivi che abbiamo sempre segnalato come prioritari, anche se sappiamo che si tratta dei soliti trappoloni e dei cospicui interessi che in qualche modo, i soliti noti, cercano di salvaguardare.

Sono anni che come 5 Stelle, e molto più modestamente come OrvietoCivica, spingiamo per la strategia RifiutiZero. Abbiamo ospitato in regione lo stesso Paul Connett mentre ancora si dibatteva sulle opportunità date dagli inceneritori. Però il vento è cambiato ed oggi che non siamo più degli sparuti protester con banchetti e siti web ma possente forza politica vediamo sempre più ex-pdl-pd-udc-verdi ecc.. folgorati sulla via di Damasco che cominciano a proporsi come gattopardiani agenti del cambiamento. Mi si perdoni dunque la lunga premessa ma qui si parla di rifiuti, quindi di tanti ma tanti soldi per alcuni e di ambiente e qualità della vita per altri.

Infatti per ottenere il finanziamento con contributi regionali ed europei Continua a leggere Orvieto Vedelago. Dalla politica delle discariche ai centri del riciclo (Parte Prima)

Antipolitica

Dopo anni di nani e ballerine, di mignottocrazia (sf: “corruzione che ottiene potere in cambio di favori”, termine introdotto nel 2008 dall’on. Paolo Guzzanti del PdL), di naomigate (2009), delle candidature di “ciarpame e veline” (Veronica Lario, ex moglie dell’on. Silvio B.), dell’olgiettina, del BungaBunga del predellino, delle case a Montecarlo, del fallimento del San Raffaele, delle sentenze sulla scuola Diaz mentre in altro campo si assisteva alla rottamazione, ai Fiorito, ai Lusi, al “lavoro prima di tutto” ma i miei li pago in nero, agli scandali sui costi della politica ed all’inerzia più totale, alle case comprate da moglie e figli con i rimborsi elettorali, agli interessi privati, ai concorsi ed agli appalti fatti per favorire gli amici e gli amici degli amici, mentre il governo dei mai eletti ma voluti dal Presidente, quello che non sentiva buum dagli anni sessanta, è quello che spreme il paese come un limone, pigiando sulle forze sane e sui deboli, sbagliando sistematicamente i conti, eccedendo costantemente nell’uso del potere loro affidatogli con i voti parlamentari di centrodestra, centro, centrosinistra, mentre c’è tutto questo ancora la gente si chiede come mai c’è l’astensionismo e come mai emerga così prorompente il MoVimento 5 Stelle anche tra chi, per propri motivi, non ne conosca o condivida il programma.

E’ una questione molto semplice. La casta si è così distaccata dal popolo sovrano che la cittadinanza ha voltato loro le spalle, inoltre ha voltato le spalle anche alle istituzioni, percepite distanti, marcie e sanguisughe.

E’ l’antipolitica praticata costantemente da chi in rappresentanza del popolo ci ha consegnati tutti a vent’anni di berlusconismo, alle fondazioni bancarie prossime al default, allo spread, al “governo tecnico”, agli esodati, alla tav, ai ponti sullo stretto, è l’antipolitica che ha messo in fuga chi onestamente credeva di poter partecipare alle scelte dello stato con il voto, è questa antipolitica a dare ai più quel senso di fastidio, di schifo quando si parla di cose pubbliche.

Portare un programma come quello della Carta di Firenze e come quello del 5 Stelle, stare in mezzo alla gente, seguire con passione la politica locale stando col fiato sul collo agli amministratori, immergersi nei conti pubblici e nelle scelte strategiche delle istituzioni, divenire cittadini “informati” e non semplici sudditi, contagiarne altri… beh, questa sarebbe Politica, con la P maiuscola e nient’altro.

 

Antudo!

La TrinacriaAntudo è il motto usato nelle prime fasi convulse del Vespro siciliano (1282) dagli organizzatori come segno di riconoscimento. Lo stesso termine venne utilizzato durante le rivolte siciliane del 1647, durante i moti del 1820, durante la rivolta antiborbonica del 1847 e durante il separatismo siciliano degli anni quaranta del XX secolo e ripreso negli anni successivi da diversi movimenti autonomistici e indipendentistici nell’isola. Il 3 aprile 1282 veniva adottata la bandiera giallo-rossa, con al centro la Trinacria e che diverrà il vessillo di Sicilia. La bandiera venne formata dal giallo di Palermo e dal rosso di Corleone a seguito di un atto di confederazione stipulato da 29 rappresentanti delle due città.

Antudo allora fu scritto anche nel vessillo.

Oggi il separatismo ha vinto! Sissignori la Sicilia si è separata, si è staccata ed è volata via. L’isola, che ha come prima lista elettorale il movimento 5 stelle, è ormai avanti nel tempo e nello spazio, rappresentativa di una superiore cultura politica e starà al resto d’Italia cercare di raggiungerla alle prossime elezioni, starà a tutti noi poter dimostrare una così esemplare volontà di cambiamento.

La Sicilia adesso ha le sue 5 Stelle
La Sicilia adesso ha le sue 5 Stelle

Domenica si è già detto di tutto e si sono già schiariti la voce i tromboni rimasti senza padrone, tutti quelli che fino a pochi mesi fa erano Berlusconiani DOC ed oggi, che i loro simboli mettono in fuga anche i gatti neri per il senso di sfiga che emanano, hanno speso già quasi duecento mila euro per gli studi d’immagine dei nuovi marchi e logotipi per commercializzare, col nuovo nome scelto da esperti di marketing, le proprie aspirazioni di potere nella repubblica, per fare i gattopardi ed ottenere che non cambi nulla.

Antudo, signori miei, la Sicilia parte verso l’Europa, per cambiarla, l’Italia la seguirà presto. L’astensionismo cederà il passo alla speranza anche qui e allora ci staccheremo da quest’imbarazzante ingombrante passato… Antudo!

La Sicilia chiama…

La Sicilia chiama!

Siamo ancora in attesa dei risultati degli spogli ma i numeri sembrano impressionanti.

Domani sarà un piacere leggere i giornali e sentire i discorsi al bar.

Poi, se tutto sarà confermato, i festeggiamenti saranno di rigore e sontuosi. Ce lo meritiamo visto che il prossimo anno non avremo più un attimo libero e non potremmo fermarci a tirar fiato.

Bravo Giancarlo, bravi tutti e un saluto speciale a chi è stato duro d’orecchi.

Trova le piccole differenze

Trova le piccole differenze tra la politica ed il paese
Trova le piccole differenze tra la politica ed il paese

Non tutti i partiti ed i movimenti politici sono uguali, questo è ovvio. Però anche se vengono da differenti storie culturali e sociali del secolo scorso od ancora più antiche, molti di essi, oggi, professano più o meno la stessa politica, le stesse ambizioni, la stessa piccola bancocratica politica.

Può essere difficile farsi un’opinione corretta attraverso i media, anche perché sono largamente lottizzati dai partiti se non addirittura di proprietà di leader politici od ad essi collegati attraverso una rete di fondazioni ed imprese, però i fatti non si cambiano, i comportamenti che i partiti hanno avuto, beh… probabilmente li avranno ancora. In questo video c’è qualche piccolo esempio.

Poi c’è da considerare i Movimenti non come rappresentanza ma come esperienza diretta di democrazia dei cittadini… che vuol dire? Ecco in breve Gianroberto Casaleggio che partendo dalla copertina del Times dedicata ai protagonisti del 2011 ci spiega come sta cambiando ovunque il modo di far democrazia nella parte avanzata del pianeta.

Infine c’è questa semplice considerazione da fare sul perché sia necessario cambiare: il parlamento italiano ha votato 498 a 22 per mantenere i più odiosi privilegi. Dobbiamo saperlo per avere la volontà di fare pulizia.