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Si vis pacem para bellum

LE AMMINISTRAZIONI DEVONO OPTARE PER UNA GESTIONE PRUDENTE ED OPPORTUNA, COME SE IMPREVISTI E PROBLEMI FOSSERO SEMPRE DIETRO L’ANGOLO INVECE DI CROGIOLARSI NEL TUTTO VA BENE…

Il refrain è sempre quello del tutto va bene Madama la marchesa e nel frattempo si danno via i beni pubblici senza alcun tipo di piano, ancora non si vincolano gli organizzatori degli eventi e non si investe nella formazione del personale oppure nella pianificazione con i fondi europei. Sì naviga a vista e campa alla giornata. Una amministrazione non deve aver paura di investire ma deve operare con prudenza e sul lungo periodo, investendo su se stessa e preparandosi al meglio come un esercito che affila le proprie dotazioni di armi, le proprie riserve è la formazione dei propri soldati in vista di una guerra.

Quello che manca è lo spirito con cui almeno un giorno all’anno bisogna immaginare il proprio territorio. Almeno una notte bisogna non dormire e domandarsi cosa fare in caso di una crisi grave. Con l’alluvione ci è andata bene che non ci sono stat vittime ma si vedeva che

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Orvieto: capitale delle iniziative dimenticate

SEMBRA DI VIVERE IN UN ETERNO PRESENTE IN CUI OGNI INIZIATIVA È DESTINATA A NON LASCIARE TRACCIA MA SOLO A CONSUMARE QUEI (POCHI) FONDI CHE ARRIVANO. UNA CITTÀ FERMA NEL TEMPO.

C’era una volta e c’è ancora una città chiamata Orvieto famosa per un pozzo e per il Duomo, in cui non ci si va per il Natale ma per quel concerto jazz che d’estate a Perugia ed in primavera a Terni mentre passa il Capodanno proprio ad Orvieto. Tutto il resto non lascia tracce e viene dimenticato rapidamente. E se una amministrazione non ne fa tesoro Di chi è la colpa?

Ancora una volta ci avviciniamo all’appuntamento elettorale con quella quantità di slogan che negli ultimi anni hanno rivendicato con forza l’idea di andare oltre il passato , anche il proprio passato , a nostro avviso senza fare tesoro degli insegnamenti e delle cose buone fatte che invece si lasciano arrugginire o prender polvere in qualche deposito.

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Lucia Vergaglia per far ripartire Orvieto

BASTA CON LO STROMBAZZARE SOCIAL E STAMPA CHE SPACCIA ATTIVITÀ ORDINARIE COME GRANDI SUCCESSI. OCCORRE ESSERE COME I REGISTI INVECE CHE STARE SOTTO LE TELECAMERE.

In questi giorni stiamo assistendo alla consueta caccia alla visibilità nella quale si dimentica l’umiltà necessaria nel rapportarsi con i cittadini ed il proprio ruolo istituzionale quando sui social ed attraverso veline stampa si vantano risultati come se fossero straordinari. È il caso ad esempio del numero di presenze presso i nostri beni museali e monumentali che pur avendo segnato un + 7,5 per cento non rappresentano in realtà un grande risultato visto che è esattamente in linea con quello del resto della nazione. E guai a contestarli gli assessori che reagiscono come se avessero la cosiddetta coda di paglia. Lo stesso sindaco comprare in video per rivendicare un risultato che non ha ottenuto lui, quello del trasferimento dei rifiuti di Perugia in una sede diversa da quella di Orvieto è lo fa annunciando azioni legali con chi lo contesta. Occorre dire basta, occorre saper proporre un’alternativa che sia in grado di essere regista In modo tale che la protagonista sia la nostra città e non chi si mette sotto la telecamera oppure sui social ad interpretare il ruolo del vincente anche quando non è così. Per far ripartire e far vincere Orvieto serve chi ha saputo dimostrare di saper costruire ed avere prospettive di lungo periodo, Chi conosce la macchina comunale ma anche il contesto legale civico e civile in cui questa deve operare e non solo chi ha padronanza della tecnica burocratica. Occorre chi abbia dimostrato di saper fare filiera con gli enti sovracomunali arrivando fino in Europa e al tempo stesso sappia prendere iniziative che difendono il proprio territorio arrivando anche ad un sano campanilismo.

Occorre che abbia avuto visione delle prospettive di rilancio industriale e lavorativo così come abbia saputo individuare per tempo le problematiche di tanti comparti settori proponendole delle vie d’uscita in forma di atti scritti e concreti.

Lucia Vergaglia, l’attuale capo gruppo del Movimento cinquestelle della città di Orvieto, provincia di Terni, regione Umbria, ha già dimostrato di avere le caratteristiche giuste per condurre fuori dalla palude una amministrazione locale per guardare al futuro e non solo per navigare a vista.

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L’ordinaria amministrazione

SARANNO MESI IN CUI LE INAUGURAZIONI, LE STESE DI ASFALTO ED OGNI ATTO POLITICO AVRANNO UN SAPORE ELETTORALE…

Oggi si inaugura ad Orvieto la riapertura della scuola media intitolata all’illustre architetto rinascimentale Ippolito Scalza. Ricompaiono quindi i nastri da tagliare a pochi mesi dalle elezioni. E prima che le note polemiche cominciano a fioccare vogliamo sottolineare perché non faremo parte dei cori da stadio pro o contro e perché, secondo noi, questo atto pubblico in realtà non è nulla di straordinario ma va inquadrato come parte del dovere di un sindaco. Tuttavia in questo specifico atto previsto nel cronoprogramma spezziamo una lancia a favore della attuale amministrazione ricordando che la maggior libertà di manovra c’è solo da l’uscita dal predissesto e che i cronoprogrammi erano stati ampiamente annunciati. Tuttavia in ordine ai prossimi mesi va ricordato che non è assolutamente opportuno spostare di proposito più in là eventuali altre iniziative del genere che potrebbero essere fatte nei tempi più congrui ed attuali.

“In linea generale quando un sindaco inaugura una scuola fa quella parte del suo dovere di amministratore che ci si aspetta sin dal primo anno sua elezione. Sarebbe da giudicare manchevole se avesse potuto farla prima e deciso di attendere di proposito gli ultimi mesi prima delle elezioni, questo soprattutto perché si è privati i cittadini di un diritto e perché il fatto in sè offende l’articolo 54 della Costituzione.” Lucia Vergaglia, città per la Costituzione

Lucia Vergaglia, città per la Costituzione
Lucia Vergaglia, città per la Costituzione

Cominciamo col chiarire che la giurisprudenza amministrativa ha affermato che nel diritto pubblico la distinzione tra gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione non è cosi netta come nel diritto privato. Per arrivare a identificare da discrimine occorre quindi un criterio elastico (Consiglio di Stato, V, sentenza n. 5757/2002).

In questo senso la Consulta specifica che

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Tanto carbone dalla Befana

LA CALZA DEI NOSTRI POLITICI PIENA DI CARBONE O DOLCI? AVRANNO RISPETTATO LE LORO PROMESSE OPPURE NO?

La risposta è scontata visto che non hanno mantenuto le promesse. Quindi immaginiamo che la befana abbia riempito di carbone le calze del Sindaco e della Giunta che non hanno adempiuto a quanto dovevano pur potendo farlo. Infatti la befana non è un maestro Severo che vuole solo il risultato a tutti i costi ma piuttosto premia l’impegno e la buona volontà che, in molti casi, questa amministrazione non ha dimostrato.

Ma facciamo l’appello e vediamo almeno qualcuno dei tanti motivi per i quali era necessario impegno e non c’è stato.

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Orvieto: sviluppo, estetica e bellezza

LA NOSTRA CITTÀ POTREBBE DAVVERO VIVERE E SVILUPPARSI SUL TURISMO DELLA “GRANDE BELLEZZA”?

Mentre città come Venezia o nel suo piccolo Civita di Bagnoregio istituiscono ticket d’ingresso e ragionano in termini di numero chiuso c’è chi ripete come un mantra che il nostro futuro è nella bellezza. È il caso ad esempio di quegli autori come il Casalini che proprio ad Orvieto ha presentato qualche tempo fa ” Rifondata sulla bellezza”.

Al tempo stesso altri individuano in alcune precise formule quello che l’estetica, cioè quella branca della filosofia che studia il concetto del bello nell’arte e nella natura , ciò che è bellezza è ciò che non lo è. Con tanti saluti al De gustibus e, scientificamente parlando, nessuna individuazione della situazione di contesto cioè dell’ambiente nel quale viene fruita quella stessa bellezza.

Nel passato la sezione aurea, c’è la formula matematica che da origine alla spirale che vedete nella foto qui sopra, era uno dei canali principali sui quali lavoravano gli architetti per costruire delle opere che sarebbero apparse magnifiche come lo sono tuttora, e quel bello va tutelato e rispettato. In molti sono convinti che esiste una qualche formula che permetterà di ottenere il massimo risultato col minimo sforzo anche per quanto riguarda lo sviluppo di un territorio

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Il Sabato del villaggio… scolastico

COMUNQUE LA SI PENSI SUL SABATO SCOLASTICO QUESTA VICENDA È STATA GESTITA IN MODO BUROCRATICO E SCANDALOSO.

Quando vi chiedono perché siamo favorevoli a quelle iniziative di democrazia diretta piuttosto che lasciare nelle mani di una ristretta cerchia il controllo di quelle che poi sono vicende che influenzano i destini di famiglie e borghi, i tempi della vita dei giovani, il lavoro di commercianti e gestori di attività pubbliche, potresti fargli un esempio come questo in cui, per un puro esercizio del potere, si da il peggiore esempio immaginabile ai ragazzi nel luogo più sensibile che è la scuola.

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Controcorrente

MENTRE GLI ALTRI PENSANO AD ALLEANZE E NOMINE NOI, PUR POTENDO, CI CONCENTRIAMO SUI TEMI, SUL PREVENIRE E RISOLVERE I PROBLEMI.

Qualcuno dice che amiamo andare controcorrente , come i salmoni che risalgono i fiumi balzando oltre le cascate e correndo quindi il rischio di non riuscire.

A nostra volta pensiamo che gli altri per andare sul sicuro ed occuparsi troppo degli interessi dei pochi abbiano creato una tale disaffezione per la politica che i cittadini hanno smesso di controllarne l’operato con la grave conseguenze di rendere il paese sempre più difficile per i non privilegiati. Anche se la narrazione dei telegiornali dice diversamente Noi non pensiamo che tutti i sostenitori delle forze politiche siano collusi oppure diversamente intelligenti, Tuttavia osserviamo che certi temi Si sono cominciati a toccare solo quando con irruenza è arrivato il MoVimento 5 Stelle a scompaginare quella sorta di bipolarismo perfetto in cui i temi erano la antiberlusconismo ed il berlusconismo virgola in cui da un lato si promettevano legge anticorruzione e vicinanze agli ultimi e dall’altro Maggiore Libertà per le imprese e sostegno contro uno Stato che vessava. E pagato rosso è stato che convocava Libertà ha creato Equitalia e chi poteva fare le leggi contro la corruzione ed il reddito di cittadinanza invece ha desistito per poter, dicono i maligni, presentarlo alle elezioni successive.

Noi siamo intervenuti subito ed abbiamo dimostrato che si potevano coniugare la vicinanza ai cittadini più fragili e lasciati indietro proprio dalla cattiva politica ed al tempo stesso liberare le potenzialità del nostro paese proprio attraverso le sue imprese. Certo possiamo fare di più e meglio, ma in sei mesi ne abbiamo sfatati di luoghi comuni. E questo certamente è andare controcorrente.

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Il grande gioco delle liste civiche

VOTANO SEMPRE E SOLO COL PARTITO. NESSUNA DIFFERENZA. È IL SISTEMA GRAZIE AL QUALE HANNO GIOCATO IN 5 CONTRO UNO.

È così che funziona con i veri personaggi della politica cittadina che organizzano una lista a temi fintamente civici e si aggregano al candidato dei partiti.

È successo anche da noi con Toni Concina e con Giuseppe Germani eh, Fateci caso, indipendentemente dal proprio programma politico queste liste hanno sempre votato coerentemente col proprio partito di riferimento.

In pratica di civico non c’era nulla. E questo è un peccato di molto grave perché Riduce la fiducia nei confronti della politica e poi svuota di quella possibile contenuto che la società civile oppure potrebbe portare Ma fino adesso non è stata in grado di fare perché coinvolta ed alla fine Travolta dalle logiche dei partiti.

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Buon 2019

È STATO UN ANNO IN CUI SI È SENTITO COME POSSIBILE IL CAMBIAMENTO A TUTTI I LIVELLI. AUGURI PER UN 2019 CHE CAMBI IN MEGLIO.

Quest’anno siamo riusciti a farci strada in Italia ed a dimostrare che tutte quelle cose che davano per scontate gli intellettuali da salotto, i professoroni con numeri e tabelle e di tanti troppi esperti chiamati a denigrare le voci di chi come noi viene per così dire “dal basso” della vita dei cittadini normali, cioè di coloro che vogliono che venga riconosciuta la dignità delle proprie famiglie, del proprio lavoro e del proprio impegno civico, e che secondo quegli stessi commentato che non sarebbero stati mai in grado di farsi rispettare al governo oppure nei rapporti internazionali e men che meno e raggiungere qualche risultato in realtà non era che una narrazione di comodo perché non cambiasse mai nulla , non era che un teorema privo di una dimostrazione ed una controprova. Invece si è dimostrato il contrario e cioè che quando i cittadini entrano nelle istituzioni con idee chiare, un programma pubblico come obiettivi concreti e misurabili ed infine dopo aver fatto quella gavetta di preparazione che noi chiamiamo attivismo i risultati arrivano e la coesione non manca.

Per questo vi auguriamo un 2019 che cambi in meglio, che a chi è insoddisfatto faccia sentire in movimento verso uno scopo e non più girare a vuoto senza prospettive mentre a chi è soddisfatto via quella concreta sensazione di sicurezza ed attesa del meglio nel futuro.

Dopo anni di incertezza, crisi ed una narrazione assolutamente non veritiera della realtà italiana ed occidentale a noi sembra il minimo poter guardare al prossimo anno con maggior fiducia. Anche qui.

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