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La risposta ai dubbi di un attivista.

Quella che segue è la risposta che ha dato Lucia Vergaglia del MoVimento 5 Stelle a fronte di polemiche ed illazioni rilanciate sui social con un certo grado di rosicamento da parte di chi non è riuscito dove lei sta riuscendo.

È più che legittimo avere dubbi e fare domande per approfondire , ci mancherebbe altro che così non fosse! Temo, difatti che la mia comunicazione, sia pur massiccia per impegno e continua esterna ed interna, su una decisione ponderata e valutata in tutte le sue implicazioni nelle cause e soprattutto negli effetti sul panorama politico ed immediato sui cittadini orvietani, sia risutata poco efficace.

Fermo restando, però che essendo in buona salute non c’è bisogno di fare una seduta spiritica per contattarmi e chiedere conto del mio operato. E nell’incarico che svolgo, come nella vita, di tutto ciò che è riconducibile alla mia responsabilità sono ben lieta di risponderne in prima persona in tutte le occasioni.

E vedi V******* S****** comunque l’accusa di essere passata al Pd è inevitabile dal momento che ad Orvieto ne esistono 2 dichiarati scissi e che sono su posizioni opposte: uno che vuole far fuori e l’altro che sostiene l’amministrazione. Mentre la destra evapora e si mette d’accordo con le segreterie di altri schieramenti per andare alle elezioni data l’inconcludenza dell’attività messa in campo in questi anni di insulsa protesta priva di contenuti si è ridotta ad invocare la destituzione per Alto Tradimento del sindaco per una scelta invece di competenza regionale ed in particolare dell’assessore Cecchini. Adesso che la Lega è al Governo molti cambiano residenza per trovare un posto al sole e fare proteste di piazza dove ci sono più organizzatori che partecipanti!

Ma su un atto che priva una città importante come Orvieto di Sindaco, Giunta e Consiglio non si può avere la viltà di astenersi per sfuggire alle critiche, alle pressioni e ai ( vani ) tentativi di condizionarmi. Non è da me, ma soprattutto non è da 5 Stelle e se permetti, non quello in cui tutti crediamo.

Chapeau Lucia, avanti così

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Festa della donna 2018

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA – da @LuciaVergaglia –
Oggi in giro ci sono alcuni Signori quelli gentili che hanno la premura di sorridere, farci gli auguri e magari qualche attenzione.
Noi signore siamo imprevedibili nelle nostre reazioni a questa giornata: ciascuna ha la propria sensibilità, convincimento, temperamento, cultura e cosa più importante il proprio vissuto.

Ecco la mia:
Valori e rispetto non fanno parte del kit che riceviamo all’Ufficio Anagrafe sono qualità che noi UMANI dobbiamo, spesso con fatica ed ostacoli, far emergere e praticare per poterci affermare come esseri sociali evoluti.
Modelli, ruoli e responsabilità sono riferimenti che se non esercitati con coscienza possono diventare demoni per tutti e si va verso la tensione se non addirittura la barbarie a prescindere dall’emisfero in cui si nasce.
Anzitutto, sorvoliamo sulle fesserie neo – linguistiche ipocrite, insulse, cacofoniche e pure ridicolizzanti ovvero la moda di declinare al femminile le professioni e gli incarichi ( quando mi chiamano Avvocata ricordo sempre che l’unica che viene appellata così è la Madonna che intercede per i nostri guai quelli veri….).
Poi vale una regola sola che dovrebbe accomunare TUTTI.
Nel tortuoso percorso della vita di relazione vi è un’unica bussola di orientamento: nessuno si deve permettere di lasciarsi considerare e trattare da inferiore se non addirittura subalterno.

Secondo me prima di nutrirsi d’astio e partire lancia in resta in battaglie squallide e pericolose occorre valutare fino a che punto viene rispettato l’altro essere umano; infondo si tratta di semplice lealtà, il primo sostegno nello stabilire come si sta al mondo.
Si deve scegliere e decidere tra il più comodo e subdolo favorire, concedere, assecondare, spesso lasciar vincere per tirare a campare o confrontarsi un autentico confronto alla pari. Quest’ultimo di certo implica un dispendio di energie notevole e delusioni sul “campo da gioco” a fronte di un gretto, fatale ed inevitabile ergastolo di frustrazione e vittimismi.
Rischiosissimo sabotaggio della correttezza che si riverbera ed amplifica con danni indeterminabili in tema di discriminazione personale e quindi sociale.
Ma vi prego, uomini e donne non tiriamo fuori la solfa del reciproco quieto vivere per andare avanti perché è quanto di più nocivo alla realizzazione di una vera uguaglianza della dignità e dello sviluppo della personalità e non so se avete riconosciuto qualche termine già presente nella nostra amata Costituzione Italiana!!!