Cattive Innovazioni: Le strisce pedonali luminose

A volte anche li idee che in apparenza sembrano buone ed economiche non lasciano che il ricordo di una cattiva esperienza. Quello che vediamo è l’innovativo attraversamento pedonale “Life Safe”, una cattiva esperienza per il comune che l’ha voluto,  non tanto per la sua tecnologia, quanto per la sua breve durata.

Il continuo passaggio di mezzi pesanti infatti aveva ben presto compromesso il funzionamento dell’apparecchio e, dopo qualche intervento di ripristino, era stato definitivamente rimosso.

“Niente costi in più per il Comune” avevano subito specificato dal palazzo del sindaco, con dichiarazioni però contarstanti su un possibile reimpiego del sistema su di un’altra strada prima che venisse inumato. Seppellito sotto una impietosa colata di asfalto. Ecco la misera (forse inevitabile) fine del passaggio pedonale illuminato a led posto all’altezza di giardinetti pubblici. Una installazione che faceva parte di un percorso “Città sicura”, sbandierato – forse con troppa audacia – come l’ultimo grido in fatto di sicurezza, un’installazione all’avanguardia per la città.

Forse non è questa la via più efficace per rendere “Sicura” una città, anche se avrebbe potuto sembrarlo.

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Scuola: il modello Finlandese (parte prima)

Non ci sono valutazioni con voto fino a 13 anni ed il modello educativo non è quello delle lezioni frontali, qui si impara facendo; ci sono gli insegnanti di sostegno, si insegnano e praticano tre lingue e i docenti sono accuratamente selezionati, motivati ed aggiornati ma non strapagati. Ecco alcuni dei metodi della scuola finlandese, la scuola migliore del mondo.
Secondo i dati dello studio Pisa (Programme for international study assessment), condotto su 400mila 15enni di 57 Paesi, i ragazzi finlandesi risultano davvero i migliori, surclassano i concorrenti in lingua, matematica e scienze. Gli italiani decisamente fanno una figura peggiore: uno su quattro quasi non capisce ciò che legge e uno su due, incredibile al giorno d’oggi, manca delle nozioni di base in matematica.

Quali sono i segreti della scuola finlandese? La scuola finlandese continua ad essere considerata la migliore tra i paesi dell'OCSE

I bambini vanno quasi tutti all’asilo nido e poi alla scuola materna dello stesso distretto. Il che consente grande omogeneità educativa: fin dalla prima infanzia si stimolano autoriflessione, senso di responsabilità, empatia e collaborazione. Qualità ideali per l’apprendimento e la crescita.
La scuola vera e propria inizia a sette anni compiuti, quando il cervello è al giusto stadio di maturazione per apprendere. Il 99,7% dei bambini (immigrati e rom compresi) termina la scuola nove anni dopo, “nessuno escluso”, come dice la legge finlandese, istitutiva della scuola.
Per la pedagogia istituzionale sono gli insegnanti a doversi sintonizzare sugli alunni, non i discenti a doversi uniformare ai vari docenti che incontrerà. Un insegnante in una classe di 25 alunni deve quindi sviluppare diverse strategie come il sostegno ad hoc per chi ha difficoltà di apprendimento, giochi ed esercizi di mediazione per aiutare i piccini provenienti da altri paesi a superare le barriere linguistiche e culturali.
In classe, fino ai 13 anni, niente voti e le interrogazioni non hanno nulla a che fare con giudizi punitivi o selezioni. La pedagogia finlandese parte dalla convinzione che tutti i bambini possano imparare a leggere, scrivere, fare di conto e parlare tre lingue come imparano a correre e parlare, senza ricorrere ad umiliazioni.
Si impara facendo. Un fare che è sperimentare l’apprendimento con i sistemi sensoriali. Albert Einstein diceva “che apprendere significa sperimentare. Il resto è solo informazione”.
Finiti i primi nove anni di scuola, ne seguono tre di scuola superiore. Il 53% degli alunni finlandesi (solitamente quelli con i voti migliori) continua nelle scuole superiori di carattere umanistico, mentre il 39% va alle scuole superiori tecniche. Continua a leggere Scuola: il modello Finlandese (parte prima)

Il Geotermico dell’Alfina ed il suo impatto sul territorio…

Ci si chiede come mai in Italia si è restii a qualsiasi proposta di miglioria e di progresso, anche se si tratta di proposte che contengono in se caratteri molto vicini a quanto il nostro desiderio vorrebbe incontrare. La risposta è semplice: se è troppo bello per esser vero fai attenzione, di solito c’è la fregatura. Per esempio se ci proponessero sul territorio una maggior autosufficienza energetica basata su fonti assolutamente rinnovabili e naturali, come potremmo esser titubanti dal gridare un entusiastico Siiiiii?

Impianto Geotermico

Il fatto: Nei pressi del territorio orvietano, a Castel Giorgio, la società privata Itw Lkw Geotermia Italia ha proposto la realizzazione di un’impianto pilota per lo sfruttamento dell’energia geotermica sull’altopiano dell’Alfina. Il comune ha recepito questo documento il 7 agosto rendendolo, come norma vuole, disponibile ai cittadini che faranno istanza per visionarlo. Costoro avranno poi tempo fino al 6 ottobre prossimo per depositare in forma scritta eventuali osservazioni e rilievi. Sotto la pressione dei movimenti il sindaco di Castel Giorgio ha organizzato un’incontro pubblico (negli aggiornamenti sotto vedrete com’è andata a finire) Continua a leggere Il Geotermico dell’Alfina ed il suo impatto sul territorio…

Il motociclista dove lo metto?

Una parte interessante dell’incoming turistico della città è quello dei motociclisti. Un pubblico peculiare di viaggiatori. Sono dotati, è vero, di mezzi rombanti e fumosi, ma non rimanendo mai incolonnati nel traffico ed occupando poco spazio al parcheggio rappresentano una di quelle mobilità alternative alle quattro ruote (ed a quell’oggetto bizzarro che è il Suv) che se non incentivate almeno non andrebbero vessate, cosa che qui ad Orvieto accade regolarmente. In effetti la domanda, che  si pone il motociclista Orvietano, così come il viandante è:

Dove posso parcheggiare la moto?

parcheggiare moto in Orvieto è faccenda complessa
parcheggiare moto in Orvieto è faccenda complessa

Capita infatti che ci si debba fermare in zone dove le aree parcheggio-moto siano distanti più di un chilometro (ovvero i 5 posti moto presso San Domenico): I turisti non avendo una cartina aggiornata dei parcheggi moto certo non possono usufruirne.

Secondo il Codice della Strada si possono utilizzare i parcheggi destinati a tutti i veicoli (strisce bianche) quando non siano escluse le due ruote. Come anche i parcheggi a pagamento (strisce blu) dove non hanno modo di porre il tagliando con la certezza che il vento non glielo porti via (o che non glielo porti via l’automobilista appena arrivato). Continua a leggere Il motociclista dove lo metto?

L’Accademia della Crusca

L’istituto nazionale per la salvaguardia e lo studio della lingua italiana è l’arcinota Accademia della Crusca [Link].

Per capirci sono degli appassionati della lingua Italiana e lo sono tanto dall’imbufalirsi già per la “i” maiuscola che posta sull’aggettivo che qualifica il lemma “lingua”, dal lettore testé incontrato internamente alla proposizione subordinata che precede codesta incidentale, sicché invero appartengono al consesso di esperti conoscitori dell’attuale forma dell’idioma dell’Alighieri tanto quanto di quella che ebbe nel passato.Il famoso Vocabolario degli Accademici della Crusca

Dunque great respect per questi fratelli che si dedicano a codesta mission impossibile di tener assieme,  unite e vive tutte le anime del nostro scrivere e parlare di oggi e del passato, e facciamo tesoro del grande impegno che dal 1582 costoro indomabilmente continuano mentre noialtri abusiamo dei punti di riferimento lessicali, degli usi  grammaticali e delle regole d’ortografia arrogandoci licenze sul maiuscolo reverenziale, sull’incidentale ed addirittura sulla corretta aggettivazione. Quanto sopra a ragionar di chi, esperto del thesaurus integrato in word 2012, si pregia di porre osservazioni da trollaio sentendosi volpe nel pollaio. Costui si svegli e sappia che: lo sentirsi nel pollaio lo si cura da dottore, per lo sentirsi volpe, Iddio ci scansi, la cura c’è, ma è il cacciatore.

L’ostello del PAAO

Il Comune di Orvieto partecipa al bando regionale del POR FESR Umbria 2007-2013 – attività 2.2.2 per la “Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio ambientale e culturale” con il progetto di valorizzazione del tragitto della via Cassia.

il progetto riguarda la zona di Campo della Fiera e, in particolare, il completamento del Centro di accoglienza del PAAO, l’ex scuola del Tamburino (in parte già restauro con i fondi del Docup 2000/2006) per trasformarlo in Ostello, e la sua conseguente entrata in funzione quale luogo di accoglienza agli archeologi che scavano nell’attigua area ed ai gruppi di turisti interessati. A questo punto ci sorge qualche dubbio sull’effettiva logica di destinare una simile struttura ad un turismo di nicchia e al personale tecnico degli scavi, non vorremmo che si crei una nuova struttura da far gestire ai soliti noti trasformandola in una sorta di bar, e magari con gli stessi risultati di quello della terrazza panoramica, aperto e chiuso in un battibaleno. Continua a leggere L’ostello del PAAO

IPAD – Inopportune Piccole Azioni Didattiche

Ricordate il governo delle tre I (Informatica, Internet ed Inglese), che ci raccontava come questi “visionari”, questi grandi pensatori con lo sguardo rivolto al futuro, immaginassero di svecchiare la scuola d’Italia, quella pubblica intendo, comprando per ogni classe qualche chilo di tecnologia d’avanzo imbottita di software proprietario, ovvero qualcosa destinato a diventare vecchio ed inutilizzabile quando gli alunni finiranno il ciclo educativo. Col governo “tecnico” ci risiamo, abbiamo un ministro che “sogna” tablet in ogni classe e noi che pensiamo: “Ma dai, è un ingegnere e rettore abituato a trattare con aziende che pongono brevetti sui software ed impongono costose licenze d’uso a fronte di tecnologia e servizi che altri danno gratis e con l’accesso ai progetti ed i codici sorgenti, come può fare gli interessi della scuola?”. Beh, almeno speriamo nelle buone pratiche che si posson fare localmente, speriamo che la didattica riconosca che supporti informatici, libri e quaderni son cose diverse e che l’uno non sostituisce l’altro tout court, speriamo che la didattica riconosca che i supporti “proprietari” (per esempio quelli della Apple) hanno l’obsolescenza nel loro dna e quindi una data di scadenza a 2-4 anni dalla prima uscita, senza possibilità di aggiornamento, che il software da prediligere debba essere libero da vincoli, costi e licenze d’uso, che sia possibile lo scambio e la condivisione… speriamo e veniamo smentiti, sempre.

Ad Orvieto domani inizia per la 3G della scuola media Scalza Signorelli una sperimentazione lanciata dalla azienda orvietana Vetrya in collaborazione con 3 Italia.

IPAD, uno degli oggetti che ha reso l'Apple di Steve Jobs l'azienda che fattura quanto il Belgio.
IPAD, uno degli oggetti che ha reso l’Apple di Steve Jobs l’azienda che fattura quanto il Belgio.

Trenta iPad 3 con preinstallate applicazioni sviluppate in accordo con il personale docente, per:

“contribuire ad avvicinare sempre più i ragazzi al mondo della scuola attraverso strumenti e modalità di apprendimento delle nuove generazioni”.
Katia Sagrafena, direttore generale di Vetrya.

Il progetto al via il 24 settembre con la “benedizione” della preside Anna Rita Bellini, è rivolto non a caso ai ragazzi nati negli anni novanta, Continua a leggere IPAD – Inopportune Piccole Azioni Didattiche

L’annosa questione del Tribunale di Orvieto

Il tribunale della città, così come il giudice di pace, è finito sotto la scure della Spending Review. Per questioni meramente riguardanti i costi che affronta il Ministero della Giustizia esso va chiuso. Kaput!

Ebbene davvero ho difficoltà a capire in base a quale calcolo questa scelta debba portare dei benefici.
aut lex aut justitia?A Terni solo la nuova struttura necessaria ad ospitare la sezione del Tribunale di Orvieto costa (ad appalto per la costruzione di una palazzina di, almeno, 5 piani) milioni di euro. Quindi sposti il tribunale costruendone un altro, accidenti, che bel risparmio. Poi ci sono i costi di trasferimento, d’impianto, altri milioni.

Poi costerà mantenerlo esattamente quanto costava qui, a meno che a Terni il personale, la corrente, i beni ed i mezzi costino di meno. E questo non lo credo. Continua a leggere L’annosa questione del Tribunale di Orvieto

Infopoint del gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle Orvieto e del MeetUp Orviato 5 Stelle.

Visit Orvieto

Probably the most beautiful, memorable, and enjoyable hill towns in central Italy.

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