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Commissione di studio Ambiente e Rifiuti (Agosto 2017)

– LE PAROLE SULLA DISCARICA –

Incredibilmente ancora dobbiamo chiedere con atti formali alla regione di opporsi all’espansione della Discarica nonostante i tanti pareri negativi dal Comune abbiamo un assessore, la Cecchini, ostinatissima ed una situazione regionale completamente folle con le inchieste che minacciano di volta in volta di bloccare gli altri impianti e trasferire d’imperio tantissima spazzatura nell’orvietano dal resto della regione, ed Orvieto ha già fatto ben oltre la sua parte.

Così invece di parlare della sicurezza e della prevenzione, cioè di quelle cose che il recente incendio a Le Crete, dovrebbe averci presentato come possibili e, nel tempo, realisticamente probabili con l’attuale modello di gestione dell’impianto, ci troviamo ancora a scrivere mozioni e deliberazioni affinchè

«la Regione concluda con PARERE NEGATIVO il procedimento di valutazione di impatto ambientale del progetto: “Adeguamento morfomologico del sito ed ottimizzazione dei volumi e del capping sommitale- Discarica di Orvieto” del soggetto proponente Società SAO servizi Ambientali Orvieto Srl,che prevede la sopraelevazione della discarica autorizzata attraverso la realizzazione di un ulteriore gradone (9bis) e la modifica del previsto gradone di chiusura (10) che porterà complessivamente ad un incremento della capacità netta della discarica pari a 797.619 mc;»

Insomma atti che dovrebbero essere d’ufficio e che dovrebbero essere seguiti dall’intervento del Governo nazionale e regionali che, ricordiamolo, è dello stesso colore dell’Amministrazione cittadina. intanto l’incontro della Commissione ha trattato, udite udite, nientepocodimenoche la vera storia della discarica assieme dal altra fuffa politichese tipo il “Parco culturale” dell’altopiano dell’Alfina, ovviamente di sicurezza degli operatori, di inquinamento e di progetti di bonifica con i relativi fondi e posti di lavoro neanche l’ombra. E’ il Pd baby, e qualcuno lo ha votato.

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Earth Overshoot Day 2017

Earth Overshoot Day, il giorno del sovrasfruttamento della Terra: la popolazione mondiale ha già consumato tutte le risorse – frutta e verdura, carne e pesce, acqua e legno – disponibili per il 2017, l’anno scorso fu il giorno 8 agosto, nel 2015 invece fu il 13 agosto; siamo riusciti ad esaurirci quasi una settimana prima ogni anno.

I somari della classe siamo noi! Calcolando la sola Italia, l’Overshoot day sarebbe ad aprile dato che occorrerebbero più di due Terre e mezza se la popolazione mondiale vivesse come gli italiani.

Da adesso stiamo depredando il Pianeta, e immettendo in atmosfera una CO2 che non può essere assorbita.

A dirlo è il Global Footprint Network, secondo cui per soddisfare la domanda umana servirebbero ormai 1,7 Terre.

E intanto qui nel nostro piccolo del territorio di Orvieto e del circondario orvietano in Umbria stiamo facendo abbastanza?

Per la verità no. C’è molto impegno per la gestione del presente, per il recupero degli sprechi e per avviare al riciclo i materiali, ma per il risparmio nei consumi ed energetico si fa davvero poco. Le stesse associazioni ecologiste, ha denunciato già da tempo il gruppo ECOrvietano, troppo spesso si lasciano tentare dall’industrializzazione del ciclo dei rifiuti quando la prima e definitiva regola è RIDURRE. Ma intanto domandiamoci: come consumiamo queste risorse? Ben il 60 per cento corrisponde alla ‘richiesta di natura’ necessario per l’assorbimento delle emissioni di anidride carbonica, lo spiega bene nel dettaglio il portavoce M5S Filippo Gallinella:

«In #Italia sprechiamo il 35 per cento dei prodotti freschi (#latticini, #carne, #pesce), il 19 per cento del #pane e il 16 per cento di #frutta e #verdura. L’impatto sulla Terra che viene generato da questo sperpero non si ferma alla produzione di anidride carbonica, perché determina anche una perdita di 1.226 milioni di m³ l’anno di acqua (pari al 2,5 per cento dell’intera portata annua del fiume Po).
Per fortuna negli ultimi tre anni, le emissioni di anidride carbonica si sono stabilizzate grazie all’avanzata della #green #economy. Ora, si tratta di invertire il trend mantenendo su di giri il motore dell’economia e facendo calare le emissioni serra. »

Il futuro se non riusciamo a prenderci cura delle nostre risorse non è per nulla roseo, neanche un po’.

 

Le Crete: una follia sputtanare l’Osservatorio della discarica

– L’IMPOSSIBILITA’ DI ESSERE CONCRETI SU LE CRETE –

Non sono mancati i tentativi, nel passato, da parte degli attivisti del Movimento, di aggregare sui temi ecologici ed ambientali le tante forze dichiaratesi ambientaliste e di opposizione alla gestione dei rifiuti con le discariche. Purtroppo il risultato si è limitato a tentativi di usare la discarica come cavallo di troia per altri scopi oppure semplicemente sono andati a vuoto.

Silvio Torre, fondatore del Meetup Orvieto 5 Stelle, redattore del Manifesto per l’Osservatorio “Le Crete”

«La discarica di Le Crete? Partiamo dal silenzio assordante dei partiti e delle associazioni più o meno ambientaliste ad Orvieto nonostante l’incendio alla discarica e l’assenza di dati su diossine e metalli pesanti. Dove sono quelli che si stracciavano le vesti ed issavano striscioni? Quelli che hanno accusato la Raggi di voler sommergere Orvieto di spazzatura? Qualcuno li ha visti?

Unici a parlare sono proprio quelli che volevano gli inceneritori e questo è davvero incredibile. La verità è che troppe associazioni sono bracci armati dei partiti e che fanno gola a tutti i voti delle maestranze impegnate a Le Crete.

La morale è che quindi non c’è un’esperienza di verifica delle attività legate all’ambiente, ed è un problema che parte da lontano. Va ricordato che purtroppo è mancata la condivisione di un’esperienza partecipativa del controllo dal basso da parte delle forze di opposizione e del mondo dell’associazionismo e dell’ecologia. Io personalmente e gli attivisti del Meetup hanno provato ad attivare iniziative quali la fondazione di un vero “Osservatorio” che tenesse il fiato sul collo a politica ed industria nella gestione del ciclo dei rifiuti. Scrissi il manifesto per l’Osservatorio Le Crete e raccolta le prime firme (Zeno, Vergaglia, Calcagni) lo portai in Comune per depositarlo, era il 3 luglio di due anni fa.

Con uno sciocco ribaltamento della realtà le forze politiche dell’ex maggioranza ed altre rimaste fuori dal Consiglio arrivarono a crearne il doppione per usarlo come testa di ponte per la presentazione di una “Legge Regionale sui rifiuti” che Continua a leggere Le Crete: una follia sputtanare l’Osservatorio della discarica

Incendio a Le Crete – Solidarietà, dubbi e scenari.

Poco prima dell’alba  del 16 maggio scorso l’intervento dei Vigili del Fuoco orvietani ha permesso di contenere e domare un incendio alla discarica di Le Crete. Quella di Orvieto è una delle discariche più imponenti dell’Umbria ed i suoi impianti sono gestiti dalla romana Acea dopo la cessione, ad un prezzo da saldi, voluta in epoca dell’amministrazione Pd.

La portavoce Lucia Vergaglia

“Grandissimo rispetto e gratitudine da parte degli attivisti dei meetup, e dalla sottoscritta portavoce a nome del Movimento 5 Stelle, al personale della discarica che è stato la prima linea d’intervento con i mezzi di lavoro come le motoruspe in dotazione e con il grande impegno, senza l’abnegazione di tutti loro si sarebbero corsi rischi più gravi in attesa degli addetti mai troppo lodati del distaccamento di Orvieto dei Vigili del Fuoco che hanno gestito la situazione.
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I rilievi dei tecnici dell’Arpa Umbria ci diranno, prima o poi, quali saranno le conseguenze di questo grave evento e se ci sono rischi legati a fumi e polveri con il clima che non aiuta a contenere la loro espansione e ricaduta sulle colture, gli attuali rilievi pubblicati dal Comune sono near useless, cioè quasi inutili vista la mancata analisi delle diossine e di altri contaminanti che potenzialmente sono usciti dagli impianti, tuttavia per la parte relativa ai particolati in rapporto con i venti lascia intendere una non immediata ricaduta sull’area cittadina, resta da capire se la parte delle nostre produzioni di eccellenza non abbia avuto impatti.

Carta generale dei venti e particolati nel periodo degli incendi a Le Crete del 16 maggio 2017 (Modello AOT fonti GEOS-5 / GMAO / NASA rielaborate).

Ne frattempo però occorre ricordare che le discariche e gli impianti di trattamento sono troppo spesso nelle pagine di cronaca per la questione incendi, l’anno scorso furono oltre venti, quest’anno il trend non accenna a diminuire ed occorre capire bene cosa stia succedendo, senza allarmismi ma senza negare i problemi. Insomma ci vuole concretezza poichè nessuno può negare quanti interessi ruotino attorno a questo settore.” Lucia Vergaglia, M5S Orvieto.

Alberi “ammalati” e tagli indiscriminati.

Per i greci il platano (P. orientalis), pianta dedicata a Giove, era sacro, ed in molti luoghi fungeva da albero del villaggio. Ad Orvieto gli alti concetti però non hanno spazio ed ormai troppo spesso dei platani e degli alberi in città non resta che la base segata e per qualche mese le foglie che ricrescono con giovani rami in basso fino a quando non vengono strappate via, forse dalla stessa mano che tagliò il tronco pieno e forte che è ancora visibile in piazza XXIX Marzo.

Anche di questo Platano dicevano che era malato. Abbiamo chiesto le carte che lo dimostrino. Non ci sono state mostrate pare le abbiano viste solo quelli della maggioranza che parlano dagli scranni più alti con sicurezza di questa “malattia degli alberi” senza neanche dire quale fosse.
Già sentito, vero?
Bene, ma qualcuno a questi signori li ce le deve pure avere messi col voto e con il sostegno alla loro politica.
E quel qualcuno è sicuramente attorno a molti di Voi.
Domandategli:
Ma che fine fa un Platano tagliato?
Ha un mercato?
Ha un valore?
Si, sono domande retoriche però hanno una risposta concreta e misurabile.
Grossolanamente calcolate che un albero con un diametro di poco meno di un metro come quello in foto ha solo per il tronco e per i primi 6 metri un peso che può arrivare alle tre tonnellate (senza i rami e calcolando il decremento del diametro).
Difficile fare stime sulla sramatura e poi nel caso di uno sfruttamento produttivo si tronca, scorteccia e seguono lisciviazione, taglio, stagionatura ed essiccazione per finire sulla eventuale lavorazione finale (mobili, finiture, attrezzature sportive, manici di attrezzi) ma non è certo una cifra indifferente e giustifica sicuramente dell’interesse.
Questa degli alberi “ammalati” a chiacchiere è una cattiva pratica di amministrazioni distanti. Per gli atti occorrono impegni di spesa giustificati da firme di chi ne è responsabile.

Per questo serve tutto l’aiuto dei cittadini: contattateci info@orvieto5stelle.com, fotografate gli scempi, pubblicateli e taggateci su Facebook www.facebook.com/orvieto5stelle).

Noi faremo la nostra parte perchè indegno agire diversamente da come sia utile per la comunità e sottrarre ai cittadini la possibilità di sapere quale sia il reale motivo accampando frasi di rito come “era ammalato”.
Intanto giova ricordare sempre che il primo atto bloccato al Movimento 5 Stelle di Orvieto è stato quel codice etico chiamato “Carta di Pisa” che impedisce a consiglieri, funzionari ed amministratori del Comune di avere rapporti con ditte ed aziende che possano avere guadagni dagli interventi pubblici come, ad esempio, il taglio degli alberi?
Eh, già.
A pensar male si fa peccato, però di solito ci si prende.

World Wildlife Day 2017

Ancora una volta il “Fiato sul collo” del M5S deve provare a smuovere l’Amministrazione e permette sbloccare interventi e risorse per affrontare le questioni di cui già si è discusso ma che appaiono bloccate. Il 3 marzo è il World Wildlife Day cioè la giornata che l’Onu dedica alla vita ed all’ambiente per gli animali selvatici ed abbiamo scelto questa data per richiedere la Convocazione della Commissione di Garanzia per sapere che fine ha fatto la famosa area protetta prevista per i lupi lungo il lago di Corbara.

lupiLa vicenda parte da lontano, a fine marzo 2015 infatti ponemmo un’interrogazione – azione, cioè ponemmo una questione contenente in se delle soluzioni secondo noi praticabili ed intorno alle quali trasformare la presenza degli ormai rarissimi Lupi in una simbiotica risorsa. L’argomento era “Lupi: pericolo o risorsa” ed è diventato un caso, una sorta di braccio di ferro con la giunta finendo persino nelle mani del Prefetto.

Le cose che chiedevamo all’Amministrazione Continua a leggere World Wildlife Day 2017

Gli sfascisti del finto green

Con la noiosa petulanza al pari quella di certi parenti durante le feste comandate gli orvietani si trovano a dover sopportare le lagne, le paternali ed i moniti fuori luogo sulle questioni di inquinamento e rifiuti da parte di chi in anni non è stato in grado né di prevenire il ritrovarci sul groppone la discarica a “Le Crete”, né di evitarne la svendita e la cessione alla romana Acea per una cifra davvero misera e neppure sul piano puramente ideale di avanzare proposte che abbiano la dignità di attrarre la pubblica discussione in virtù di una concreta fattibilità operativa. Continua a leggere Gli sfascisti del finto green

Mercurio: valga il principio di precauzione

Al Comune di #Orvieto c’è stato l’atteso incontro sulla pianificazione per l’indagine nei corpi fluviali e la verifica della contaminazione da #mercurio del bacino fluviale Paglia-Tevere.evento-monitoraggio-mercurio-paglia-gennaio-2017
Senza polemica dal M5S e dagli attivisti sul territorio vorremmo ricordare che che i dati già c’erano, erano asseverati, c’era la soluzione proposta dal #M5S e fatta propria dai relatori degli incontri orvietani della scorsa estate pareva già condivisa ed anzi la cui presentazione in forma progettuale avrebbe dovuto, a rileggere le dichiarazioni dell’epoca, aver luogo a luglio scorso.

Lucia Vergaglia, portavoce pentastellata al Consiglio Comunale di Orvieto, già protagonista di una campagna di sensibilizzazione sul tema dell’inquinamento del fiume Paglia è intervenuta prima delle conclusioni del dibattito:

«Ben vengano tutti gli approfondimenti e gli studi specialistici, anzi ringrazio chi è intervenuto, a partire dall’assessore regionale Cecchini, nel ricordare le vicende da cui si comprende dove nasce e per quanto tempo si sono propagati nel territorio i minerali di mercurio di origine estrattiva prima ed il mercurio vero e proprio nei residui delle centrali geotermiche negli ultimi anni. Intervengo per porre una questione che si affianca a quella dello studio del territorio compromesso: quella del principio di precauzione. Abbiamo un gruppo di conferenzieri di alto profilo a fronte di un piano che coinvolge tre regioni per un periodo importante, segno questo che l’argomento mercurio è sentito e che le tante denunce di gruppi territoriali come il nostro, come quello dei nostri portavoce in regione Liberati e Carbonari e  quello puntuale e preciso dei cittadini che con i loro comitati sono in prima linea non erano affatto allarmismo o denunce prive di fondatezza. A questo punto forse valeva la pena dare seguito alle nostre denunce sull’inquinamento da mercurio e proposte come quella di fitodepurazione del Paglia visto che è il principio di precauzione che deve affiancarsi alla logica di studio approfondito e con esso il mettere in campo le prime risorse per difendere da subito i territori e la popolazione a rischio, e si dovrebbe fare anche se il rischio fosse solo presunto, a maggior ragione quando si prospetta un approfondimento di questo livello. Aggiungiamo anche una osservazione relativa al coinvolgimento delle strutture sanitarie e dell’Istituto superiore di Sanità nell’ottica di prevenire e dove occorresse di fronteggiare le sofferenze eventualmente causate da tali contaminazioni. Personalmente mi farò promotrice di una richiesta in tal senso che permetta di rilevare se c’è una incidenza dei mali potenzialmente connessi a questi contaminanti come quelli che incidono sul sistema neurovegetativo e riproduttivo dei cittadini che vivono e lavorano nei territori oggetti dello studio ed infine ricordo al nostro primo cittadino, anche come capofila dei comuni delle aree interne e del contratto di fiume, che continueremo a sostenere ogni iniziativa per tenere alta l’attenzione sui problemi ambientali alla ricerca di possibili soluzioni ma nel frattempo bisogna applicare ogni possibile politica di cautela e precauzione senza necessariamente aspettare i risultati di lungo periodo.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Questione rifiuti all’incontro regionale M5S

All’incontro regionale del MoVimento 5 Stelle tiene banco la questione rifiuti e, per noi orvietani, la discarica di “Le Crete” direttamente legata alla questione romana.

Sono Lucia Vergaglia, la portavoce di Orvieto, ed Andrea Liberati che è il capogruppo in regione ad approfondire la questione che non va affatto sottovalutata anche se sembra passata sotto silenzio noi non la stiamo abbandonando.

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Cartolina a Mattarella

C’è la terra buona ad Orvieto, ma a volte si impaluda. Così è stato con le tante, troppe, promesse di Comune e Regione ad esempio sulla questione mercurio nel Paglia.

E’ un problema serio che va affrontato e combattuto con un piano di bonifica importante più volte raccomandato non solo dalla nostra forza politica ma praticamente da tutti gli esperti che in un giro delle sette chiese i nostri amministratori hanno contattato ed invitato in città. In pratica tutti convergono sulla proposta del M5S. Si deve partire subito con i programmi di fitodepurazione.

Tuttavia non si parte, l’Amministrazione fa i suoi tavoli a porte chiuse ed il mercurio è arrivato attraverso il Paglia già a Roma ed al Mare.

«Potevamo partire già da un anno abbondante ma la politica che dell’ambiente parla ma poco fa non è stata capace di affrontare il problema. Abbiamo persino lasciato la soluzione depositata in Comune, tutti i tecnici, professori universitari ed esperti invitati da Germani concordano sulla fitodepurazione cioè sulla nostra proposta di sempre e tuttavia nulla si muove, nessun atto preparatorio, una Giunta che si riunisce senza concludere niente di concreto sulla questione Paglia e le decine di comuni delle Aree Interne che dovrebbero essere protagonisti restano invece in attesa di input esterni. Noi non ci stiamo. Da Palermo, da Italia 5 Stelle, insieme a tutti i nostri portavoce iniziamo una pacifica guerriglia che porterà in Commissione Europea la richiesta di agire o sanzionare, sissignori, sanzionare economicamente, colpire nel portafoglio, i governi nazionali e locali che lasciano attentare alla salute dei cittadini.
Ma c’è di più.
Informeremo il Capo dello Stato, il Presidente Mattarella, scrivendogli non una ma diecimila cartoline che sono già in distribuzione sul territorio ed attraverso i tanti portavoce del M5S in tutta la nazione.

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Faremo in modo che questa vicenda non venga insabbiata o ingolfata ma che sia seguita costantemente. Noi del Movimento 5 Stelle lo chiamiamo #FiatoSulCollo e sia dentro che fuori le istituzioni noi non ci fermeremo, in maniera trasparente e non violenta noi non smetteremo di tenere i riflettori puntati su questa triste e stupida questione di un inquinamento che andava fermato alla fonte prima che diventasse così grave.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto