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Contro Rodari ancora fermo con le 4 frecce

– IL SALONE DEL LIBRO SENZA IL CENTRO RODARI –

Sta davvero diventando un problema annoso e noioso questo dell’impossibilità di rendere operativo un bene della città, anzi un motore culturale di quelli veri che non hanno bisogno di presentazioni.

“Sembra quasi che approvare il rilancio del Centro, lasciarmi l’incarico e poi fare di tutto per impaludare sia una strategia Pd da rivendersi alle prossime elezioni. Se fosse vero devono nascondersi dalla vergogna e pagare il danno che fanno alla città.” Lucia Vergaglia

Invece per il famoso Centro Studi Gianni Rodari ancora impasse e false partenze incomprensibili o, ad essere maligni, strumentali a qualche scopo di propaganda politica (mettere in difficoltà il M5S e la portavoce Lucia Vergaglia impedendole di lavorare) o peggio ancora un semplice interesse all’immobile per metterci un ristorantino od un bar con la solita coop a gestirlo. Non ultima la, a nostro avviso strumentale, convocazione della II Commissione per preparare i Consigli Comunali al posto della prima che è titolata a farlo ma al tempo stesso è costituita in Osservatorio per il rilancio del Centro Rodari. Una mossa tattica da per prendere tempo ed arrivare all’estate. Continua a leggere Contro Rodari ancora fermo con le 4 frecce

World Wildlife Day 2017

Ancora una volta il “Fiato sul collo” del M5S deve provare a smuovere l’Amministrazione e permette sbloccare interventi e risorse per affrontare le questioni di cui già si è discusso ma che appaiono bloccate. Il 3 marzo è il World Wildlife Day cioè la giornata che l’Onu dedica alla vita ed all’ambiente per gli animali selvatici ed abbiamo scelto questa data per richiedere la Convocazione della Commissione di Garanzia per sapere che fine ha fatto la famosa area protetta prevista per i lupi lungo il lago di Corbara.

lupiLa vicenda parte da lontano, a fine marzo 2015 infatti ponemmo un’interrogazione – azione, cioè ponemmo una questione contenente in se delle soluzioni secondo noi praticabili ed intorno alle quali trasformare la presenza degli ormai rarissimi Lupi in una simbiotica risorsa. L’argomento era “Lupi: pericolo o risorsa” ed è diventato un caso, una sorta di braccio di ferro con la giunta finendo persino nelle mani del Prefetto.

Le cose che chiedevamo all’Amministrazione Continua a leggere World Wildlife Day 2017

Farmacie: Convocazione urgente il giorno 30

L’imbarazzo di questi giorni è palpabile con l’Amministrazione sotto il tiro incrociato delle opposizioni e dei giornali. Forse tanta pressione stava logorando i nervi a qualcuno, forse ci sono altri motivi ma, sta di fatto che è stata utilizzata la facoltà di convocazione urgente del Consiglio Comunale sull’argomento del piano regolatore delle farmacie, sul quale si è spaccata la maggioranza nella precedente adunanza consiliare.

«Quando leggi di una convocazione urgente pensi sempre che sia successo qualcosa di grave, un incidente, un problema improvviso ed imprevedibile. Infatti in condizioni normali si preavvisa delle convocazioni oltre una settimana prima per dare modo agli uffici di rispondere alle richieste di atti e chiarimenti tecnici che i consiglieri, soprattutto di opposizione, vorranno chiedere. In mancanza di questi tempi si lede gravemente il diritto delle minoranze di poter effettuare valutazioni ed approfondimenti per potere ottemperare al proprio mandato. E questo vale anche per atti precedentemente visionati poichè nel tempo normative ed interpretazioni di legge cambiano ed altri eventi accadono. Pertanto nel leggere l’utilizzo dello strumento tipico dell’emergenza accostato ad una tematica che è invece di pura pianificazione sono rimasta colpita, sia per la stortura del piegare i regolamenti per evidenti motivi tutti interni alla maggioranza, sia per lo svuotamento del senso delle istituzioni che si fa limitando in maniera così patronale i diritti di chi, come la sottoscritta, è in minoranza. Non è corretto ciò che accade in questo modo e francamente un atta licenziato a colpi di maggioranza da un Consiglio convocato in modo privo dei requisiti che legge prescrive non sarà certamente perfetto, anzi rappresenterà un vulnus nell’organizzazione, in questo specifico caso, dei servizi territoriali e si presterà ad azioni risarcitorie che, se andranno al fine, genereranno inutili costi da collettivizzare sulle tasse dei cittadini. Al di la della mia personale opinione sull’atto che si andrà a discutere e sulla posizione che, nel mio ruolo portavoce, andrò ad esprimere giudico assolutamente pericolosa l’impostazione. Vero è che la legge dispone la revisione biennale della cosiddetta “pianta organica” delle farmacie entro dicembre degli anni pari e che le rilevazioni hanno scoperto l’impoverimento demografico del centro storico, ma è altretanto vero che i tempi per una convocazione in via ordinaria ci sono stati e sono stati lasciati scorrere, con responsabilità tutte da stabilire e motivazioni giustificative ancora non presentate. Purtroppo andrebbe compreso che con gli atti di legge la forma è parte della sostanza e le disposizioni di legge andrebbero ottemperate con criterio, quest’abitudine di andare sotto scadenza, di forzare la mano, sta seriamente impoverendo il contenuto politico ed abbassando l’asticella del rispetto istituzionale.

Ritengo che sia un eclatante sintomo di debilitazione di quest’amministrazione le cui energie vengono assorbite più che altro dal mantenere in vita una relazione interna di convenienza che non soddisfa nessuno e certamente non infonde fiducia nei cittadini i quali anche per questo, purtroppo occorre dirlo, appaiono sempre più spesso indulgere nell’essere critici anziché partecipi della vita pubblica. Un danno accessorio, ma pesante e di lunga durata alla comunità civile. Anche questa è una responsabilità politica che è necessario assumersi ciascuno nel proprio ruolo. E’ assoluta l’urgenza, questa sì, dare un alto esempio di coerenza e rispetto delle regole se si richiede al cittadino, come oggi accade, civismo e sacrificio nell’ottemperare a burocrazie e fiscalità spesso contraddittorie ed incoerenti. Anzi tale serietà ci vorrebbe a prescindere.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

 

Con-Fusione dei piccoli comuni

Con-Fusione dei piccoli comuni

In questi giorni il Sindaco di Montecchio, Gori, presentando alla stampa un incontro sui piccoli comuni contro la “fusione” prevista in una proposta di legge Pd in discussione in Parlamento ha esordito partendo all’attacco del M5S Orvieto con queste parole riportate dai media locali “rimango decisamente sorpreso quando colleghi amministratori mi segnalano casi come quello del Comune di Orvieto, dove una forza politica di minoranza continua imperterrita a presentare mozioni e ordini del giorno promuovendo la fusione in Orvieto dei comuni del comprensorio”.
Come da programma elettorale nazionale una sola volta Lucia Vergaglia ha promosso l’avvio di un processo di Fusione con una lettera aperta invitando a discuterne e trovare soluzioni condivisibili comprendenti la salvaguardia delle identità locali e sociali, l’istituzione di municipalità dove venga meno la figura di sindaci e consigli comunali e riportando la testimonianza dell’Eurodeputata Umbra Laura Agea; la discussione è poi avvenuta su nostro impulso nel nostro Consiglio Comunale di Orvieto, seguendo le prassi  previste dall’ordinamento. Dopo una discussione interessante il Consiglio Comunale ha respinto la proposta e noi, naturalmente, abbiamo accettato questo democratico verdetto.
Successivamente sempre dal M5S fu proposto lo studio dell’Unione dei servizi tra più Comuni che è cosa diversa dalla “fusione” anch’esso bocciato ma poi, come spesso capita alle nostre iniziative formalmente respinte, in realtà poi vengono rese operative con ordinanze dei sindaci o delibere di giunta senza la condivisione con i cittadini, seguendo la via della consultazione referendaria, o passando attraverso i Consigli comunali, ovvero la rappresentatività democratica. Oggi protezione civile e catasto dei venti comuni delle #AreeInterne sono formalmente già gestiti dall’unione dei comuni dell’orvietano.

Dunque il M5S ha presentato un solo atto relativo alla fusione e non un continuo ed imperterrito flusso di mozioni ed ordini del giorno. Le parole di Gori sono state fuorvianti o semplicemente disinformate. Nel suo ruolo “istituzionale” prima che di parte questo non va bene.

Intanto è dalla maggioranza Pd in parlamento (pdl 3420) che nasce  una legge che imponga la fusione obbligatoria, probabilmente su indicazione regionale, e gettare l’attenzione ed una propaganda di discredito sul M5S è uno stratagemma da campagna elettorale incomprensibile in periodi come questo. Se nei tempi giusti si seguivano le indicazioni proposte in lettera aperta dalla portavoce Vergaglia, chiariamolo bene, si poteva procedere un passo alla volta cominciando dai comuni interessati, condividendo le scelte con i cittadini e cogliendo tutti gli attuali vantaggi in termini di trasferimenti economici. Purtroppo non è stato così ed oggi necessità di cassa e di governance sembrano farsi pressanti e dal parlamento potrebbero obbligare a matrimoni di convenienza le amministrazioni più fragili.

«Non è stato saggio rifiutare la discussione e l’approccio condiviso ad una tematica così complessa come la fusione dei Comuni. Oggi è il Pd che punta per legge a fusioni obbligate tuttavia anche solo per discuterne si deve esordire con un j’accuse al M5S dando informazioni neanche parziali ma esagerate e fuorvianti, quasi fosse una propaganda per trovare un colpevole di comodo di una scelta che localmente lo stesso partito aveva giurato di evitare, mentre ora ne è l’artefice. Noi non ci tiriamo indietro, anzi rivendichiamo con forza che avevamo proposto di partire dal basso, dal nostro Comune per aprire a delle soluzioni che sono state democraticamente respinte. Noi lo abbiamo accettato. Ora vogliono calare dall’alto i nuovi confini, disegnandoli col righello e la penna blu, non è il nostro modo di fare e creare correlazioni tra queste iniziative e le nostre che partono dal basso è il contrario della verità. Anzi, prendersela con noi dicendo “inesattezze” significa non volere affrontare il problema ma cercare di trasformarci in capro espiatorio e, spiacenti, noi non ci stiamo. Sia però ben chiaro che ad Orvieto abbiamo dato l’occasione anche alle amministrazioni come quella di Gori di far proprio e rilanciare un processo dal basso, in divenire, serio e concreto su cui costruire per il futuro. Si è preferito agire in altro modo bocciando le proposte M5S e tacciandole di dilettantismo e decisionismo, ora la palla è alle amministrazioni ed alle maggioranze locali e parlamentari alle prese con una riforma, quella si d’imperio e dai contorni confusi, e noi, nel nostro piccolo di forza d’opposizione sia locale che in Parlamento, valuteremo per le azioni che saranno messe in campo e decideremo se meritano o meno il nostro appoggio o la nostra resistenza. Resta deludente osservare con quanta maliziosa approssimazione si sia voluto tirare in questa vicenda l’unica forza politica che, avendolo elaborato per il programma nazionale e locale a differenza delle altre forze in campo, ha una specifica competenza programmatica di questo argomento della “Fusione tra i comuni”, con una impostazione di passi condivisi che secondo noi è a tutela di territori e cittadini.» Lucia Vergaglia, MoVimento 5 Stelle Città di Orvieto.

Una riorganizzazione contraddittoria

L’organizzazione lavorativa della macchina comunale sicuramente influenza l’efficienza, a parità di personale, costi e motivazione, nel raggiungimento degli obbiettivi amministrativi che ci si pone. In alcuni casi addirittura ne influenza l’efficacia, o l’inefficacia.

Ovviamente questi obbiettivi vanno presentati, e con loro anche la misurabilità dei medesimi. Esistono degli standard e delle buone pratiche a cui riferirsi, dei “benchmark” a cui tendere o con cui confrontarsi come ad esempio altri comuni rappresentativi di come si potrebbe fare di più e meglio rispetto all’oggi.

Nel consueto linguaggio burocratichese l’assessore Gnagnarini ha annunciato il risultato del suo lavoro iniziato nel 2014 dicendo quali nomi hanno ora i vecchi uffici e sotto quale ala di responsabilità si spostano alcune funzioni. Quello che non dice è a quali obbiettivi in termini di risultato e di efficienza tende tutto ciò.

A noi cittadini presenta questa scheda sul sito web del Comune.

PIANTAORGANICAA parte i “refusi” come “Controllo di Getione” dobbiamo porci alcune questioni:

  1. Il nuovo ufficio di “Programmazione e Controllo di gestione” sembra essere una sorta di filtro tra Sindaco e settori dirigenziali, posto così rappresenta un ulteriore anello della catena di responsabilità. Domanda: Erano state riscontrati difetti strutturali di programmazione o mancato controllo di gestione nei singoli settori? In mancanza questa scelta rischia di rallentare il lavoro e trasformare in un “ufficio scuse plausibili” questo nuovo staff, atto solo a tutelare il responsabile politico del controllo di gestione, ovvero l’Assessore al Bilancio che è lo stesso fautore di questa riorganizzazione .
  2. La Giunta ha approvato questo nuovo organigramma ma ci saremmo aspettati che allora Vincenti, che ha delega di mobilità e politiche comunitarie rimettesse per amor di efficienza la seconda delega in favore della Martino che ha già Cultura e Custolino rimettesse a Gnagnarini che si occupa del finanziario la delega ai servizi informatici. Adesso gli assessori che devono dare gli indirizzi politici agli uffici non rispettano i principi organizzativi che essi stessi hanno approvato. Questa schizofrenia di fondo nella migliore delle ipotesi non aggiunge un grammo di efficienza al Comune, più probabilmente invece lede l’intera macchina comunale oltre ad essere incomprensibile.
  3. In questo organigramma chi si occupa del personale? Tra il nuovo decreto sull’efficienza della pubblica amministrazione e le responsabilità dei dirigenti forse andava esplicitato l’ufficio responsabile con la relativa posizione organizzativa.
  4. Curiosamente pare che, secondo questo organigramma, le posizioni relative alle “Politiche Comunitarie” ed i “Servizi informatici” non necessitino di Alta Professionalità (AP) ma siano delle semplici Posizioni Organizzative (PO).
  5. Ricordiamo che in questi anni i singoli uffici hanno ridotto il numero dei servizi erogati (si pensi all’URP che prima faceva anche l’ISEE e da punto Enel) a parità di personale. La nuova disposizione degli uffici ci sembra non tenga conto di un eventuale ripristino dei servizi ai cittadini.

«Quella che Gnagnarini ha presentato sembra una riforma tipicamente all’italiana, condita di ottimismo con i suoi riferimenti ad una modernità ed ad una efficienza che però non sono riscontrabili o misurabili,  che sicuramente tutela e mette al sicuro Sindaco ed Assessore proponente ben nascosti dal controllo delle minoranze dietro il nuovo ufficio ed in più lascia una confusione tra indirizzi politici assessorili e dirigenze che espone a veti incrociati e blocchi operativi, rendendo difficile individuare i responsabili. Un vero capolavoro di burocrazia. Ma questa è solo la presentazione, siamo sicuri che quando finalmente mostreranno tutte le carte ed il nuovo documento di programmazione ci sorprenderanno ancora. Speriamo in meglio, ma temiamo il peggio. » Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Nuovo sito del Comune? Bocciato

Dopo 12 anni la montagna ha partorito un topolino. Il nuovo sito del Comune (http://www.comune.orvieto.tr.it/) mostra già i suoi limiti. Abbiamo provato ad usarlo e le nostre considerazioni le abbiamo segnalate all’Amministrazione sin da subito così come le riportiamo anche pubblicamente.
Cominciamo col dire che ci sono i punti di riferimento che ogni buon architetto web dovrebbe avere a mente, e ci permettiamo di dare questo giudizio dopo mesi di monitoraggio ed attenzione a questo importantissimo strumento di contatto con i cittadini, forti dell’essere la prima forza politica ad avere esplicitamente nella propria ragion d’essere la stessa rete ed i concetti di connettività (che è una delle famose 5 stelle del MoVimento).  Questi i capisaldi delle nostre valutazioni.test sito comune orvieto primo giorno iphone

  • #MobileFirst: ovvero progettato per dispositivi mobili. Oggi questo manca del tutto e non va bene. Invitiamo i responsabili del Comune a fare le proprie prove con i propri smartphone od utilizzare servizi di testing come MobileTest per verificare di persona quanto vengano tagliati e resi illeggibili  contenuti.
  • #Accessibility: ovvero accessibile a chi usa terminali braille o lettori audio, in questo senso il sito funzionicchia, tuttavia non è efficace che parzialmente secondo i test effettuati.
  • #Usability dotato di un design che risponda alla potenzialità degli utenti di usarlo ed anche qui ci sono delle grosse pecche soprattutto nella mancanza degli standard per la gestione della stampa. La pagina stampata infatti ha caratteristiche diverse dall’immagine visualizzata e va “formattata” secondo canoni specifici o si rischia di sprecare carta, inchiostro e soprattutto il tempo.
  • #Seo ovvero search engine optimization (con tutte le sottocategorie collegate) ovvero la possibilità per i motori di ricerca e per le directory web di indicizzare sito e contenuti per parole chiave. La trattazione sarebbe molto tecnica ma siamo proprio lontani dal minimo sindacale.
  • #Internationalization il sito non ha una versione internazionale (in inglese semplificato) neanche per la parte relativa all’incoming turistico. Molto male.
  • #friendly ovvero quanto risponde alle necessità dell’utente? Qui forse qualche punticino il sito lo riesce a centrare. Non si individuano immediatamente le sezioni e le aree top, non è immediato l’utilizzo soprattutto con l’area segnalazioni che costringe a riempire numerosi campi e non permette la segnalazione via social network pure approvata dal Consiglio. Non sono presenti le aree per lo streaming pure approvate mesi fa dal Consiglio. Insomma c’è ancora tanto da fare

Non è che volessimo la fantascienza di applicativi web che guardino al futuro, con gli eventi georeferenziati e raggiungibili con le funzioni di “navigazione” ed orientamento più comuni, Social friendly e possano essere acceleratori dell’interazione con le istituzioni e con il loro personale invece che puramente sostitutivi. Volevamo un sito che nel 2015 fosse almeno compatibile con quanto di standard offra il mercato.

Abbiamo fatto dei test sommari ed alcuni più approfonditi. In generale è una bocciatura, non senza appello, ma una bocciatura. Siamo certi che dall’Amministrazione stessa avendo qualche chiave di lettura possano richiedere le opportune modifiche, ma intanto il sito, bisogna ammetterlo, così proprio non va.

test sito comune orvieto primo giorno

I risultati dei test infatti sono davvero scarsini. A questo si aggiungono le considerazioni tecnologiche quali quella di essere basato su software proprietario (Microsoft) e su server basati su Windows in contraddizione con il dettato consiliare (Mozione Talanti, Pd) recentemente approvato e delle stesse dichiarazioni di Germani che indicava nell’open source (Linux) la strada della connettività e del software comunale. Poi va considerato che nelle tante interrogazioni ci si è sempre riferiti ad uno sviluppo del sito alla società in-house Umbria Digitale (ex Webred) di cui siamo soci e per la quale avevamo già destinato risorse. Ecco questo sito risulta invece “ospitato” da una Srl commerciale.

Il sito dovrebbe essere l’esempio di efficienza, efficacia e trasparenza, il biglietto da visita dell’Amministrazione. E le pecche che ha il sito molti osservatori qualificati, ed anche secondo una parte crescente della cittadinanza, sembra averle l’Amministrazione stessa. Noi non ci accontentiamo e vorremmo invece un sito all’altezza di una città bellissima ed internazionale e non smetteremo di fare pressing anche su questo. Negli anni dell’agenda digitale e dei fondi europei di Horizon 2020 l’aspettativa è tutt’altra.

Germani non lo consideri un puro attacco politico, lo consideri piuttosto un elenco di problemi da affrontare e risolvere partendo dalle sue stesse parole di risposta alle nostre domande

«Lo sviluppo delle reti informatiche sul territorio sarà essenziale per accompagnare lo sviluppo economico e sociale che è al centro del nostro programma, come sarà essenziale legare all’informatica tutta una serie di servizi al cittadino che serviranno a migliorare le condizioni di vita della collettività. Per far questo utilizzeremo le numerose competenze delle aziende locali che dispongono di alta qualità innovativa e che sono in grado di fornire prodotti d’eccellenza. Già all’interno del Partito Democratico avevamo affrontato questo problema ed elaborato un progetto che avevamo chiamato Orvieto 2.0 per rendere più immediata l’idea della nostra azione. Comunque di open source e di smart cities si parla nel nostro programma e farà parte della nostra azione integrata tra Città antica e Città moderna.» Giuseppe Germani, giugno 2014

Ecco noi non dimentichiamo e con competenza e concretezza sosterremo le azioni positive e richiameremo in presenza di errori od omissioni, nel rispetto dei ruoli e delle parti. Che siamo un’opposizione attenta ed ostinata quanto costruttiva Germani lo ha capito, adesso è anche avvisato che per noi quella dei servizi online sia una voce fondamentale nel mondo moderno, soprattutto guardando al futuro sviluppo della città ed al livello di servizio dei sui cittadini.

Orvieto sempre più povera

La durezza dei dati infrange definitivamente gli alibi della Giunta Germani.

Le linee programmate del Sindaco, presentate nell’ormai lontano giugno 2014, erano esplicite “Bisogna aumentare la ricchezza interna”, tutto questo ereditando un Comune in predissesto ma, anche grazie al rientro di quasi un milione di Euro dalla Campania, con i saldi attivi e le premesse per investire in fondi europei, progettualità e crescita con possibili ricadute in redditi e lavoro sul territorio.

Non è andata così, lo sappiamo, ed intanto sui giornali e negli cartelloni esposti fuori le edicole campeggia il triste primato orvietano dato dal confronto delle imposte sui redditi medi dei contribuenti orvietani negli ultimi anni: -6,3 %. Questo è il dato di PARTENZA, quale sarà la cifra dell’epoca Germani?

Ad oggi Orvieto non si salva nonostante l’essere meta internazionale di turismo da ben prima dell’attuale amministrazione, con tantissime foto postate online ma, evidentemente, pochissima spesa che diventa reddito. Non diventa reddito la tariffa agli autobus, non diventa reddito il biglietto al Pozzo di San Patrizio, non diventa reddito il parcheggio o la multa, insomma ben poco del turbinare di stranieri ed italiani in visita alla rupe ed ai dintorni riesce a divenire parte integrante dell’economia reale.

trend-negativo-del-mercatoInsomma nonostante Orvieto sia tuttora uno dei punti di riferimento per i tanti visitatori internazionali ha i valori di perdita monetaria delle aree della crisi industriale ternana che però non hanno il nostro turismo. Non bisogna essere bocconiani per dedurre quanto in realtà qui vada anche peggio che altrove e che la ricetta Germani, le sue linee di governo, ed i tanto strombazzati “Aree Interne” e “Contratto di Fiume” non abbiano per ora portato nulla di miracoloso. Eppure le avvisaglie c’erano tutte e la crisi era ben nota; dall’opposizione ci abbiamo provato a dare respiro e prospettive alla città proponendo ricette alternative nella gestione della crisi Electrosys per la quale avevamo chiesto che i lavoratori, il vero Know How aziendale entrassero nell’impresa ma figurarsi se quest’impostazione a sinistra poteva piacere, oppure quando proponevamo il Centro del Made in Italy ridando fiato ai lavoratori ex Sphera ed ex MManifatture e Continua a leggere Orvieto sempre più povera

Interrogazione cantieri disadorni

Tante volte sentiamo ripetere che Orvieto è una città d’arte, turistica ed accogliente.

Nei fatti spesso dobbiamo sollevare questioni sulla gestione di questo che è uno dei focus lavorativi, dei punti di riferimento del nostro territorio. Intanto lo facciamo presentando proposte e soluzioni, altre volte, nostro malgrado, utilizzando le interrogazioni e le interpellanze.

Questo caso è diverso, alcuni cantieri, anzi precisamente alcuni “allestimenti” di cantiere sono stati autorizzati i modo da non prevedere alcuna formula di tutela del decoro e dell’immagine della città. Altri luoghi sono anni luce aventi e gli allestimenti sono quantomeno un tamponare il danno estetico ed in alcuni casi arrivano a rendere quasi fruibile il bene cantierato e non lasciare comunque uno spiacevole ricordo al visitatore e la brutta sensazione dell’incuria.

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Chiediamo quindi al Sindaco se interroghiamo l’Amministrazione se ha chiesto (prima di dare i permessi) elementi decorativi e d’allestimento, e se c’è documentazione almeno della proposta di un allestimento decoroso a Piazza della Pace invece di quel telo verde che è la prima roba che incontrano i turisti, in particolare la proposta d’arricchimento grafico era già stata fatta al Comune dai nuovi gestori dell’accoglienza presso il Museo della Funicolare con un pacchetto di grafiche dell’Orvieto di una volta già pronto a cui, a nostra notizia, non è stato dato seguito. 

M5S Camouflage DuomoLa questione secondo noi va affrontata con la cura che una città candidata come Capitale Italiana della Cultura dovrebbe fare, ed in mancanza dell’azione di Giunta noi,  dall’opposizione, doverosamente solleviamo il problema. Qui di seguito l’interrogazione. Continua a leggere Interrogazione cantieri disadorni

Unione dei Comuni dell’orvietano.

Abbiamo tentato da subito, come da programma elettorale del M5S la via della “Fusione dei Comuni“. Senza ipocrisie, senza inseguire la convenienza elettorale, a testa alta e senza nasconderci.

In molti suggerivano cautela, tra i commentatori politici ed i veterani del Consiglio Comunale. Comprendiamo bene la difficoltà di capire chi fa scelte lontane dalla sicurezza del parlare alla pancia degli elettori solo dei problemi del momento, ma c’è il dovere del mandato elettorale, delle scelte di fondo che il MoVimento, quando ancora era in gestazione, fece con la “Carta di Firenze” e l’obbiettivo della sostenibile crescita del territorio e della cittadinanza.Featured Image -- 3418Ripartiamo quindi da dove ci eravamo fermati, nel rispetto del risultato consiliare, sovrano, puntando almeno ad avvicinarci al risultato dell’Unione dei Servizi dei Comuni dell’Orvietano per ridurre le centrali di spesa, disintermediare e puntare decisamente ad un’agenda europea per rafforzare le quote di bilancio che ogni campanile coinvolto metterà in campo.

Dovrà essere un momento di partecipazione e di comunione d’intenti, coinvolgendo le varie anime della rappresentanza politica ed i cittadini, pertanto nel prossimo Consiglio Comunale porteremo in ordine del giorno la questione chiedendo la partecipazione e la firma congiunta a tutte le forze politiche sia di maggioranza che di minoranza, sulla scorta della disponibilità mostrata dal Sindaco Germani il 16 luglio scorso e sull’avvicinarsi delle scadenze previste dalla legge regionale per la creazione della commissione di studio che se ne possa occupare.

E’ un primissimo piccolo passo, ma partendo subito possiamo già raggiungere dei primi risultati da sottoporre alla cittadinanza e, entro Natale, inviare in Regione. Senza arrenderci, senza tirarci indietro, ma rispettando la risposta democratica che ci ha visti sconfitti sulla fusione, ma positivi e fecondi attori di un dibattito vivo ed acceso che va alimentato e sostenuto sulla necessità di una migliore organizzazione della politica territoriale, meno appesantita da burocrazie ed intermediari, molto più vicina alle esigenze dei cittadini.

Qui di seguito il testo della proposta. Continua a leggere Unione dei Comuni dell’orvietano.

Farsa Cahen

Non smette di stupire l’imperizia ed il pressapochismo dell’amministrazione, in questi giorni dedicati al Folk Festival, uno degli eventi di punta dell’estate orvietana, che si svolge alla Fortezza in piazza Cahen, la porta d’accesso del centro storico della città.

Da tempo il gruppo consiliare M5S e i cittadini avevano segnalato i tanti problemi causati dal nuovo confusionario, e per nulla condiviso, sistema parcheggio, dalla mancanza di cartellonistica, dalle troppe giornate di chiusura dell’info point e, non ultimo, il maxi schermo d’accoglienza sempre spento.

Insomma una figuraccia a cui l’Amministrazione ha provato a mettere una pezza. Adesso infatti il maxi schermo è finalmente acceso, anche se si limita a mandare immagini di Orvieto e di eventi passati e non ha nessuna reale funzione informativa o di promozione, però almeno assolve una sua nuova funzione, quella di elemento sul quale parcheggiare.

maxi schermo parcheggio

Infatti sono presenti strisce blu, quelle del parcheggio turistico, esattamente davanti allo schermo, poste in modo da nasconderlo alla vista proprio nella parte dove scorrono i sottotitoli ed i pochi testi esplicativi. Un lavoro candidabile al campionato nazionale di approssimazione, se ve ne fosse uno. Ormai Continua a leggere Farsa Cahen