Archivi tag: amministrazione

Occorre un codice etico

LA VICENDA DEI BRACCIALETTI COSP HA SOLLEVATO QUESTIONI IMPORTANTI RIGUARDO LA QUALITÀ E LA DIGNITÀ DEL LAVORO PER CHI VIENE PAGATO CON I NOSTRI SOLDI.

Abbiamo inserito i principi di qualità e dignità del lavoro all’interno dello Statuto cittadino di Orvieto città per la costituzione.
Dobbiamo essere quindi conseguenti nel ricercare anche nei contratti con i nostri appaltatori il raggiungimento della miglior qualità dell’occupazione possibile ed anche in questo senso i consueti atteggiamenti pilateschi delle amministrazioni non vanno più bene.
Invece bisogna essere presenti e portare i capisaldi statutari a costo di redigere un codice etico per i prossimi appalti e, ove possibile, nei contratti di servizio.

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Luce: vediamoci chiaro

RISPARMIO, EFFICENZA, SOSTENIBILITÀ, UTILITÀ E VALORE ANCHE ESTETICO VANNO CONIUAGATI ASSIEME.

La bolletta energetica comunale sfiora la milionata di l’anno ed il progetto globale di lavori di adeguamento ed efficientamento energetico degli impianti di pubblica illuminazione già approvato dalla Giunta Comunale per un importo complessivo di 820 mila Euro in realtà va a creare ulteriori nuovi punti luce piuttosto che a rendere inferiore la spesa energetica.

A questo punto dobbiamo capire se a regime il lavoro di efficientamento abbattere i costi oppure no. Quanto alla questione di mettere in sicurezza alcune specifiche strade noi crediamo che il problema non sia solo le illuminazione ma quell’insieme di pratiche di sicurezza stradale e quindi vanno affrontati in termini di sistema. Inoltre per quanto riguarda alcune specifiche anche della città a vocazione turistica tocca anche valutare l’impatto di una eventuale sostituzione con lampade LED in termini di estetica.

Essendo complesso l’argomento abbiamo proceduto ad interrogare la assessore con una serie di domande scritte e richieste di relazioni agli uffici.

Gli scheletri di ferro

I VECCHI PILONI ENEL A LA SVOLTA SONO DEI MONUMENTI ALLA RUGGINE ED ALL’INCURIA.

Lucia vergaglia ha depositato un’ interrogazione al sindaco, di quelle che necessitano della risposta scritta, sul destino dei vecchi Piloni Enel che si possono vedere a destra della strada statale 71 andando da ciconia verso la svolta.

A nostro avviso infatti oltre ad essere un problema di decoro cittadino rappresentarlo anche un vero e proprio pericolo non solo a causa della vetustà e della mancata manutenzione ma anche per la mancanza delle luci di sicurezza, quella illuminazione specifica e quei segnali ad alta visibilità che sono previsti sui Piloni e che in questo caso sembrano mancare.

Aspettiamo quindi la risposta di sindaco ed uffici e poi decidiamo come agire dopo aver verificato se sono previsti dei lavori di messa in sicurezza oppure se sarà la amministrazione a chiedere ad Enel di dismetterli.

LA LEGGE SULL’ACQUA PUBBLICA

È STATA DICHIARATA URGENTE LA DISCUSSIONE SULLA LEGGE PER L’ACQUA PUBBLICA. SECONDO NOI C’È POCO DA DISCUTERE, VA FATTA E BASTA!

La proposta di legge a prima firma di Federica Daga stava aspettando da troppo tempo è l’argomento, quello dell’acqua, a noi ed al movimentocinquestelle è molto caro.

Fu Addirittura uno degli argomenti che nel ballottaggio Lucia vergaglia al ballottaggio del 2014 lanciò come 5 domande sia a Concina che a Germani. Ovviamente quest’ultimo non ha Onorato quanto risposto ma il punto è che anche ad Orvieto la cosa è fin troppo sentita.

Un passo alla volta andiamo avanti

Centro, non parco giochi

COMINCIA LA PROPAGANDA ELETTORALE CHE DA UN LATO SPINGE ALLA CESSIONE DEI GIOIELLI DI FAMIGLIA (EX CASERMA, EX OSPEDALE, PALAZZI DEL POPOLO E DEI SETTE) E DALL’ALTRO PARLA DI “SFRUTTARE” ANCORA LA RUPE.

Va detto con chiarezza che per il MoVimento 5 Stelle la Rupe è una delle parti della città anzi è il suo centro storico e vitale e non è il parco giochi dei turisti ma un luogo da vivere e conoscere nel quale accogliamo i visitatori ma nel quale è necessario ricordarsi che è la radice storica ed il luogo dove vivono i cittadini. Non è un parco giochi che apre i cancelli e dove tutto è finto e messo a disposizione per chi paga il biglietto. Al contrario è un luogo dove tutto è autentico proprio perché è vissuto in prima persona dagli orvietani.

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Scandalo Archivio Maoloni

IN OCCASIONE DEI 140 ANNI DEL MESSAGGERO UNO SPECIALE SULLA STORIA DEL GIORNALE CON UN CAPITOLO DEDICATO A MAOLONI, GRAFICO RIVOLUZIONARIO. UN “EXTRATERRESTRE” IL CUI LASCITO GIACE DIMENTICATO AD ORVIETO.

Un extraterrestre, così ricorda Giulio Bergami de Il Messaggero l’amico Piergiorgio Maoloni il cui lascito ad Orvieto consiste in un intero archivio di grafica ed avanguardia della titolazione giornalistica. Maoloni è famoso pensate che una copia gigante dell’immagine della copertina del giornale per cui lavorava è esposta al Moma di New York.

Eppure qui ad Orvieto abbiamo lasciato letteralmente ad ammuffire quella preziosa testimonianza di un’epoca che diveniva moderna e lo faceva con lucido intelletto e volontà di stupire e lasciare il segno.

Che peccato, che vergogna.

I fontanili pubblici

I FONTANILI CITTADINI DA PUNTO DI AGGREGAZIONE ED IGIENE FINO AL ‘900 A LUOGO DIMENTICATO. OGGI DEVONO TORNARE A VIVERE

In altre città ed altri borghi storici che hanno caro il tema dell’ACQUA PUBBLICA I fontanili sono uno dei punti di riferimento della comunicazione turistica e del marketing territoriale soprattutto per gli escursionisti, i trekker ed il cicloturismo.
Nel nostro comune non risultano neanche segnati nelle mappe.
Siamo tutti d’accordo che l’attrattività di Orvieto verta principalmente sul Duomo del miracolo eucaristico, sul pozzo di San Patrizio e sull’ enogastronomia ma per rendere durevoli le presenze ed aumentare il numero dei pernottamenti con positive ricadute per la prosperità dei cittadini bisogna fai conoscere tutto quello che può interessare le più svariate fasce di pubblico.
Gli eventi vanno bene ma fino a un certo punto anche perché impegnano economicamente ed espropriano ai residenti una parte della città. Mentre invece valorizzare tutto quello che c’è nel territorio costa ben poco perché non c’è nulla da costruire di nuovo e non c’è bisogno di altro personale oltre all’impegno di tener pulito e decoroso quello che comunque parte viva della città.
La tanto decantata a Civita di Bagnoregio ne ha fatto un punto d’onore ed in pochi anni è riuscita a trasformare la città che muore in uno dei luoghi più visitati del centro Italia.
La mentalità da grandi opere che ogni tanto riemerge durante periodi elettorali ad Orvieto è il contrario invece di quello che si sarebbe dovuto e potuto fare.
E così mentre ci si è concentrati sulla stantia vicenda dell’ex ospedale o dell’ex caserma , mentre si tenta di esternalizzare il palazzo del Popolo espropriando lo al popolo stesso e si impoverisce il centro storico con le vicende che riguardano il Palazzo dei sette si sono perse occasioni e tempo e, beh, con esse si è persa opportunità economica e possibilità di lavoro.
Se si vuole raggiungere grandi obiettivi bisogna stare concentrati ma occorre anche avere le basi forti e dimostrare di avere cuore l’interesse della città.
Se invece deve essere L’opposizione a ricordare che vanno tenute in condizioni di decoro luoghi come la fontana di San Zeno oppure Le Conce allora c’è più di qualche problema.

Cambiamo la politica culturale anche ad Orvieto

UNA VERA INVERSIONE DI TENDENZA CON IL NUOVO MINISTRO DELLA CULTURA. RIUSCIRE A STARE AL PASSO È ONERE ANCHE DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI.

È nostra consuetudine parlare con rispetto anche delle amministrazioni avversarie delle quali siamo fermi antagonisti ed oppositori intellettualmente onesti , quando è il caso negli conosciamo inediti ed ammettiamo i nostri errori ma quando si deve sottolineare imperizia o cattiva volontà noi non facciamo sconti e mettiamo al primo posto l’interesse dei cittadini. È una questione di etica e fa parte della nostra cultura. A questo proposito e noto che tra le tante missioni che ha il dovere che una amministrazione comunale di portare a miglior fine quella del comparto cultura e beni culturali rappresenta la Croce e delizia del magnifico territorio di Orvieto ed un elemento riconoscibile e noto della nostra identità locale.

Siamo stati i più fermi oppositori dell’ex assessore Martino, ed altrettanto non abbiamo fatto sconti all’attuale assessore Cannistrà. Entrambe le delegate del Sindaco infatti pur essendo

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Il pinicidio elettorale

CON L’AVVICINARSI DELLE ELEZIONI LE CITTÀ SI RIFANNO IL LOOK STENDENDO ASFALTO E RIDIPINGENDO I CANCELLI MA AD ORVIETO SI VA OLTRE CON LA TRADIZIONE DEL PINICIDIO.

Il pinicidio viene da lontano e non è né di destra né di sinistra, ad Orvieto in Umbria esiste da qualche anno. C’è un diffuso susseguirsi di interrogazioni da parte della politica di maggioranza seguita poi dalle risposte da parte della Giunta che mette in atto il taglio dei Pini, perciò pinicidio.

Colti in castagna vi diranno che erano piante vecchie e tarlate quindi pericolanti. Salvo per il fatto che non c’è un dirigente che abbia firmato nel passato per tali attestazioni di pericolosità e che le immagini che vengono lanciate sui social parlano da sole con tronchi che sono la rappresentazione vera e proprie del legno di qualità.

Intendiamoci capita anche ai platani ma quella dei Pini di Ciconia fu un vero e proprio scandalo e adesso sembra che ci stia per avvicinare ad un nuovo periodo motosega. Come Movimento 5 Stelle e con Lucia Vergaglia abbiamo cercato di portare l’attenzione su questa problematica numerose volte in passato oltre alle tante attività legate al nostro patrimonio boschivo e più In generale al verde pubblico. Va detto che lo abbiamo fatto in assenza di sostegno da parte delle associazioni dichiaratamente ambientaliste e di quei partiti che si erano scritti ecologia all’interno del simbolo salvo poi fare tutt’altro.

Come M5S l’ambiente resta una delle nostre 5 stelle, a differenza di altri noi non facciamo passi indietro.

Università o Tribunale alla ex Caserma Piave di Orvieto?

RAPPORTI CON LE UNIVERSITÀ? NOI SIAMO IN PRIMA LINEA. MA RINUNCIARE ALLA CORTE EUROPEA È IRRESPONSABILE.

di Silvio Torre.

Ben vengano gli accordi e nuovi corsi universitari come ha spiegato in pubblica Assise sia dal professor Bizzarri che dagli esponenti del Csco, Centro Studi città di Orvieto, E dov’è che addirittura l’idea progettuale di un Campus Universitario anche se in era di università on-line diventa più difficile immaginarlo rispetto agli anni 90. È magnifico vedere tanti giovani che vengono da altre nazioni qui città a studiare e conoscerci, incontrarsi, e render vive alle nostre strade insieme a tutti noi. Tra l’altro da commerciante ho un ottimo ritorno della nuova presenza ed un grande ricordo visto che da lontano rimaniamo ancora in contatto e continuano a promuovere sia noi che la città ed il territorio.
Però ragazzi ostacolare in questo momento delicato della trattativa la possibilità di portare il Tribunale europeo unificato dei brevetti qui ad Orvieto ci è sembrata e ci continua a sembrare una roba da irresponsabili.
E hai voglia a dire noi segmentiamo gli spazi… vediamo di cosa hanno bisogno…
Si doveva aspettare la fine della trattativa o mettere in mezzo l’idea delle università quando era il momento cioè un minuto dopo le elezioni a sindaco di Orvieto.
In ogni caso il protocollo parla del singolo programma E non dirmi che un campus ad una università. Un programma che può benissimo essere ospitato nelle sedi attualmente disponibili e certo non necessita di 55000 metri cubi dell’imponente ex caserma Piave.
Insomma per dare lustro a una “non notizia” si è rischiato di affondare una delicata trattativa.
So che Movimento 5 stelle con Lucia Vergaglia ha chiesto il carteggio cronologico completo relativo alla ex caserma degli ultimi mesi per ricostruire nei fatti l’andamento della vicenda e cercare di metterci una pezza.

Però se la trattativa salta qualcuno si dovrà assumere la responsabilità di spiegarlo agli orvietani.