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Orvieto: sviluppo, estetica e bellezza

LA NOSTRA CITTÀ POTREBBE DAVVERO VIVERE E SVILUPPARSI SUL TURISMO DELLA “GRANDE BELLEZZA”?

Mentre città come Venezia o nel suo piccolo Civita di Bagnoregio istituiscono ticket d’ingresso e ragionano in termini di numero chiuso c’è chi ripete come un mantra che il nostro futuro è nella bellezza. È il caso ad esempio di quegli autori come il Casalini che proprio ad Orvieto ha presentato qualche tempo fa ” Rifondata sulla bellezza”.

Al tempo stesso altri individuano in alcune precise formule quello che l’estetica, cioè quella branca della filosofia che studia il concetto del bello nell’arte e nella natura , ciò che è bellezza è ciò che non lo è. Con tanti saluti al De gustibus e, scientificamente parlando, nessuna individuazione della situazione di contesto cioè dell’ambiente nel quale viene fruita quella stessa bellezza.

Nel passato la sezione aurea, c’è la formula matematica che da origine alla spirale che vedete nella foto qui sopra, era uno dei canali principali sui quali lavoravano gli architetti per costruire delle opere che sarebbero apparse magnifiche come lo sono tuttora, e quel bello va tutelato e rispettato. In molti sono convinti che esiste una qualche formula che permetterà di ottenere il massimo risultato col minimo sforzo anche per quanto riguarda lo sviluppo di un territorio

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Palazzo dei Sette centro espositivo.

LA NATURA DEL PALAZZO DEI SETTE È QUELLA DI CENTRO ESPOSITIVO PER ALLESTIMENTI TEMPORANEI, EVENTI E COROLLARIO DEL SISTEMA MUSEALE DEL TERRITORIO.

In molti ne propongono diverse destinazioni d’uso ad esempio come galleria commerciale con doppio ingresso a Piazza del Popolo e lungo il corso principale del centro storico, corso cavour, invece altri propongono di farlo diventare una specie di locale di intrattenimento collegato alla Libreria dei Sette, altri ancora hanno proposto la trasformazione in vero e proprio museo che rispetti i requisiti infrastrutturali previsti per i luoghi che ospitano in maniera permanente opere di valore. Si tratta di interventi sul piano del mantenimento del microclima, sulla sicurezza intrinseca dei beni ospitati e sull’accessibilità per un ordine di grandezza che supera il milione di euro.

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Da che pulpito viene la predica

DOPO AVER PRIVATIZZATO MEZZA ITALIA E “CARTOLARIZZATO” FETTE IMPONENTI DI PATRIMONIO PUBBLICO ADESSO FANNO I DIFENSORI DEI BENI COMUNI.

“Ma mi faccia il piacere” direbbe il grandissimo Totò. Questi signori dopo aver fatto della loro cifra politica l’idea che c’era troppo pubblico e troppo patrimonio nelle mani delle amministrazioni locali e del demanio, ora invece le compagini di centro destra diventano tutte gran difensori del fatto che le amministrazioni non debbano mettere sul mercato i propri beni e che comunque non debbano essere utilizzati ad esempio per darli come spazio alle associazioni. Arrivando a fare propaganda così.

E sono gli stessi che hanno “privatizzato” e cioè venduto ai privati la farmacia comunale che tra l’altro era uno dei beni che ogni anno portavano utili nelle casse del comune. Continua a leggere Da che pulpito viene la predica

Palazzo dei Congressi: esposto congiunto M5S + centro-destra

FRONTE COMPATTO. QUESTA VOLTA LA DECISIONE DI GERMANI DI SCAVALCARE IL CONSIGLIO COMUNALE CON UN ATTO D’IMPERIO, SBAGLIATO E PERICOLOSO, NON RESTA SENZA CONSEGUENZE.

Non sono poche le questioni per le quali Germani ha preferito aggirare il controllo del Consiglio comunale per non essere messo in minoranza dai suoi stessi compagni di partito.

Tuttavia su questioni minori si convocano le commissioni e si affrontano i singoli casi ma quando viene messo in (s)vendita ed a prezzi ancor più che di saldo il palazzo centrale della città ed il diritto a farci un po’ quel che vuole al vincitore di un bando per il quale non sono previste neanche le più normali clausole di salvaguardia allora tocca chiedere l’intervento della magistratura e delle autorità preposte.

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Stop fontane abbandonate

INDECOROSO L’ABBANDONO DI QUEI FONTANILI UNA VOLTA GUIZZANTI DI PESCI ROSSI NELL’ACQUA IN MOVIMENTO. METAFORA DI UNA CITTÀ SEMPRE PIÙ TRISTE E SPENTA.

C’erano una volta e ora non ci sono più gli specchi d’acqua in cui i pesci rossi si avvicinavano e saltavano quasi fuori a cercare le mollichine gettate dai bambini. Alla Fortezza Albornoz, a Fontana secca e nei giardini di piazza Angelo da Orvieto la scena era quasi quotidiana. Invece dalla gelata del 2013 i pescetti sono quasi del tutto scomparsi ed anche le fontane hanno smesso di godere di buona salute.

Qualcuno ha paventato una questione economica con sempre meno acqua o addirittura disseccarsi i nostri Fontanili , parte del Decoro urbano e del piacere di goderci certe parti della città in cui il lento fluire dell’acqua accompagnava momenti di tranquillità al posto del rombare delle auto. Eppure fu proprio il MoVimento 5 Stelle di orvieto, durante la campagna elettorale, a proporre di rendere a circuito chiuso le nostre fontane in modo da contenerne i costi e per metterci una gestione più oculata della risorsa idrica.

Invece come capita sovente si è preferito il lassismo dell’abbandono, ad esempio ai giardini di piazza Angelo da Orvieto, al posto dell’ impegno di aver cura dei beni pubblici. Eppure non abbiamo ridotto il personale impegnato che a questo punto viene pagato per dover seguire meno cose, certamente meno Fontanili.

Il Belvedere a pezzi

Sulla strada statale Umbro Casentinese c’è il “Belvedere” che è tanto costato alle tasce degli orvietani.

Chi c’è stato sa che sta cadendo letteralmente a pezzi. Non è una banale questione di decoro urbano resa pomposa notizia in mancanza d’altro, non è l’erba d’estate che cresce rapida od un palo dell’illuminazione danneggiato dai lavori di manutenzione stradale.

collage belvedereNossignori, ci sono crepe nella pavimentazione e nella struttura, distacchi del terreno dai manufatti e tutti quei segnali premonitori di gravi problemi strutturali e rischi per il bene e, speriamo di no, per la cittadinanza ed i visitatori.
Il M5S di Orvieto doverosamente segnala il problema all’autorità il problema ed interroga sindaco ed assessore competente sulle responsabilità e sulle azioni per rendere nuovamente fruibile e proficuo il Belvedere.

interrogazione belvedere
Qui di seguito il testo dell’interrogazione: Continua a leggere Il Belvedere a pezzi