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Onore al merito, ed alla sua mancanza.

Una valutazione fatta nel merito, e nel metodo, del Bilancio di programmazione del nostro Comune con il M5S all’opposizione.

Silvio Torre

Oggi nella mia città d’adozione, Orvieto, si discute la programmazione dei prossimi tre anni, lo si fa attraverso un documento tecnico da votare che si chiama bilancio preventivo ed ha una sua formula standard, un template direbbe un nerd come me.

E’ una formula propria, ingannevole per chi ha fatto studi economici che salterebbe sulla sedia vedendo nelle entrate gli indebitamenti che, per definizione, sono uscite. Però è una formula decisa per legge quindi si fa così e basta. Naturalmente il Consiglio Comunale è già scritto e gli accordi nelle segrete stanze, o sfacciatamente presentati in conferenza stampa dove il Sindaco si è fatto dettare la linea dal segretario del potentissimo Pd locale davanti a tutti, sono già stati presi; infatti della maggioranza non manca nessuno e nella minoranza le assenze strategiche volte a minare, anzi impedire, ogni potenziale colpo di mano delle opposizioni c’erano fino a quando tutto il…

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La maggioranza salva Gnagnarini

Ancora una volta la maggioranza compatta deve correre in soccorso dell’assessore al bilancio che ha portato in discussione, valutazione ed approvazione gli atti contabili ben oltre i termini di legge, assumendo su di se ogni responsabilità.

Anche nel resto della regione è estremamente diffusa la questione della discussione in ritardo dei Bilanci, la stessa Anci ha chiesto al Governo centrale proroga fin al 31 maggio ricevendo un rifiuto. La condizione orvietana, descritta dall’assessore Gnagnarini per la sua eccezionalità dovuto alla sciagurata combinazione di una ispezione e del blocco dei sistemi informativi ci porrebbe però in condizioni diverse da quelle dei tanti comuni della regione che pure hanno discusso in ritardo,  come Foligno e Perugia, o che procedono negli stessi tempi orvietani come Spoleto o peggio, come Terni che prevede la discussione nella seconda metà del mese.
Lucia Vergaglia (M5S)
Lucia Vergaglia (M5S)

L’Assessore Gnagnarini ha dichiarato di aver incontrato il prefetto ed ha ottenuto deroga di 20 giorni per i gravi motivi che ha illustrato alle forze politiche.

A questo punto però c’è la doccia fredda da parte di Lucia Vergaglia del M5S che costringe i lavori a fermarsi.

«Verremmo meno al nostro dovere di controllo, tipico del nostro ruolo di minoranza se non osservassimo la mancanza della diffida ad adempiere dello stesso prefetto nella documentazione allegata ai puri documenti contabili, solo la diffida ad adempiere prefettizia attesterebbe la legittimità del nostro operato nel continuare la discussione. Se si tratta di un puro errore formale e la diffida e le relative prescrizioni sono disponibili chiedo una capigruppo per analizzare il documento e valutare altrimenti mi trovo nell’obbligo politico e morale di esporre la questione pregiudiziale ritenendo non conforme alla corretta lettura della norma una discussione di un atto con così importante in mancanza della formale e motivata deroga alla scadenza da parte dell’autorità costituita.»

In pratica si chiede di vedere le carte prefettizie per essere legittimati a proseguire. Apriti cielo, non c’è nessun documento dell’autorità che legittimi il ritardo e quando dal Pd rilanciano la palla allo stesso segretario comunale non resta che raccogliere il rilievo dell’essere oltre i tempi legittimi senza nessun documentazione a sostegno.

Non una ma ben due “pregiudiziali”!

La nostra portavoce Vergaglia rincara la dose indicando il ritardo ulteriore della documentazione dei revisori dei conti ed eccependone l’incompletezza nella parte del “controllo di gestione” ma a questo punto la maggioranza compatta decide comunque di respingere la pregiudiziale con la pura forza dei numeri.

«Ovviamente la cosa non ci sorprende, il M5S ritiene di avere il diritto dovere di vigilare sull’operato di chi amministra e siamo pienamente coscienti che non ci sarà mai un voto difforme o di coscienza da parte dei consiglieri del partito di maggioranza o da parte delle liste a sostegno di Germani, in particolar modo la lista civica PAA che non ha mai votato in maniera difforme dal Pd. Sappiamo bene che i numeri fino alle prossime elezioni ci daranno sempre torto ma non per questo ci asteniamo dal fare ciò che è giusto e doveroso.  Oggi è andata in scena una sorta di “fiducia” come in Parlamento che impoverisce la dialettica democratica e, a nostro avviso, riduce il rispetto delle regole, da parte di Amministrazione e maggioranza, a formalità opinabili e non necessarie.  Sempre pronti in punta di regolamento a bloccare la minoranza, assolutamente flessibili e plastici con la Giunta fino al punto di autoassolversi e non c’entra nulla Gnagnarini, ci fosse un altro al suo posto andrebbe esattamente allo stesso modo. »

Ritardi endemici

Al Comune di Orvieto si è scelto di fare un aggiornamento in infrastruttura tecnologica ed informatica dopo anni di scarsa cura od investimento.

La cosa è stata portata avanti sicuramente con le migliori intenzioni e le cautele del caso ma pare che questo abbia causato un ritardo nella consegna dei documenti contabili da parte dell’assessore competente.

Mettiamola così: può succedere. Ma succede solo se non si seguono buone pratiche e precauzioni.

Nonostante tutto in questi casi doverosamente si deve chiedere al Prefetto di intervenire, lo abbiamo fatto assieme alle forze di ex maggioranza.

Qualcuno, a cui piace fare la vittima, ha parlato di accusa strumentale ma non è così.

Chiariamo tre punti:

  1. se fai le cose all’ultimo giorno utile rischi che un problema “tecnico” possa vanificare il lavoro. Bisognerebbe agire lasciandosi dei margini;
  2. i problemi informatici non sono una novità nel Comune, una certa disattenzione nell’acquisto dei servizi informatici è endemica in questa come nelle precedenti amministrazioni;
  3. Anche le interrogazioni a risposta scritta e gli altri atti con cui ci relazioniamo con il Comune subiscono ritardi (tanto è che avevamo già scritto al Prefetto per conto nostro)

Buona amministrazione è anche prevenire i problemi, rispettare le buone pratiche. L’arroganza ed il senso di impunità di chi sbaglia e poi accusa chi ha subito una danno per questo sbaglio è inaccettabile.

Una riorganizzazione contraddittoria

L’organizzazione lavorativa della macchina comunale sicuramente influenza l’efficienza, a parità di personale, costi e motivazione, nel raggiungimento degli obbiettivi amministrativi che ci si pone. In alcuni casi addirittura ne influenza l’efficacia, o l’inefficacia.

Ovviamente questi obbiettivi vanno presentati, e con loro anche la misurabilità dei medesimi. Esistono degli standard e delle buone pratiche a cui riferirsi, dei “benchmark” a cui tendere o con cui confrontarsi come ad esempio altri comuni rappresentativi di come si potrebbe fare di più e meglio rispetto all’oggi.

Nel consueto linguaggio burocratichese l’assessore Gnagnarini ha annunciato il risultato del suo lavoro iniziato nel 2014 dicendo quali nomi hanno ora i vecchi uffici e sotto quale ala di responsabilità si spostano alcune funzioni. Quello che non dice è a quali obbiettivi in termini di risultato e di efficienza tende tutto ciò.

A noi cittadini presenta questa scheda sul sito web del Comune.

PIANTAORGANICAA parte i “refusi” come “Controllo di Getione” dobbiamo porci alcune questioni:

  1. Il nuovo ufficio di “Programmazione e Controllo di gestione” sembra essere una sorta di filtro tra Sindaco e settori dirigenziali, posto così rappresenta un ulteriore anello della catena di responsabilità. Domanda: Erano state riscontrati difetti strutturali di programmazione o mancato controllo di gestione nei singoli settori? In mancanza questa scelta rischia di rallentare il lavoro e trasformare in un “ufficio scuse plausibili” questo nuovo staff, atto solo a tutelare il responsabile politico del controllo di gestione, ovvero l’Assessore al Bilancio che è lo stesso fautore di questa riorganizzazione .
  2. La Giunta ha approvato questo nuovo organigramma ma ci saremmo aspettati che allora Vincenti, che ha delega di mobilità e politiche comunitarie rimettesse per amor di efficienza la seconda delega in favore della Martino che ha già Cultura e Custolino rimettesse a Gnagnarini che si occupa del finanziario la delega ai servizi informatici. Adesso gli assessori che devono dare gli indirizzi politici agli uffici non rispettano i principi organizzativi che essi stessi hanno approvato. Questa schizofrenia di fondo nella migliore delle ipotesi non aggiunge un grammo di efficienza al Comune, più probabilmente invece lede l’intera macchina comunale oltre ad essere incomprensibile.
  3. In questo organigramma chi si occupa del personale? Tra il nuovo decreto sull’efficienza della pubblica amministrazione e le responsabilità dei dirigenti forse andava esplicitato l’ufficio responsabile con la relativa posizione organizzativa.
  4. Curiosamente pare che, secondo questo organigramma, le posizioni relative alle “Politiche Comunitarie” ed i “Servizi informatici” non necessitino di Alta Professionalità (AP) ma siano delle semplici Posizioni Organizzative (PO).
  5. Ricordiamo che in questi anni i singoli uffici hanno ridotto il numero dei servizi erogati (si pensi all’URP che prima faceva anche l’ISEE e da punto Enel) a parità di personale. La nuova disposizione degli uffici ci sembra non tenga conto di un eventuale ripristino dei servizi ai cittadini.

«Quella che Gnagnarini ha presentato sembra una riforma tipicamente all’italiana, condita di ottimismo con i suoi riferimenti ad una modernità ed ad una efficienza che però non sono riscontrabili o misurabili,  che sicuramente tutela e mette al sicuro Sindaco ed Assessore proponente ben nascosti dal controllo delle minoranze dietro il nuovo ufficio ed in più lascia una confusione tra indirizzi politici assessorili e dirigenze che espone a veti incrociati e blocchi operativi, rendendo difficile individuare i responsabili. Un vero capolavoro di burocrazia. Ma questa è solo la presentazione, siamo sicuri che quando finalmente mostreranno tutte le carte ed il nuovo documento di programmazione ci sorprenderanno ancora. Speriamo in meglio, ma temiamo il peggio. » Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Approvato il Baratto Amministrativo

La crisi morde e non sono sufficienti le difese tradizionali dell’Italia figlia del boom e delle “partecipate statali”, dei tempi in cui si poteva agire sulla politica monetaria per svalutazioni competitive, i dazi impedivano i dumping dei mercati ed i servizi pubblici erano semplicemente un diritto ad accesso universale.

Il nostro stato sociale è nato in tempi lontani privi del sovraccarico tariffario diretto ed indiretto sui beni pubblici come i parcheggi e sui servizi pubblici come sanità, scuola e raccolta e trattamento rifiuti che ha trasformato il rapporto tra cittadini ed enti.

Il MoVimento 5 Stelle si è fatto interprete di questa situazione Continua a leggere Approvato il Baratto Amministrativo

Sorpresa. I soldi ci sono ma non nel bilancio.

Ennesimo colpo di teatro nella vicenda del Bilancio comunale orvietano.

La discussione ed il documento si basano su fondi e trasferimenti come erano prima dell’approvazione del decreto enti locali. Ora Orvieto godrà di 215.000 euro circa di trasferimenti in più che non è possibile iscrivere a bilancio, soldi freschi la cui destinazione fuggirà al documento programmatico ed ai possibili emendamenti, che per legge vanno presentati molti giorni prima della discussione.

A questo punto il documento programmatico resta, come dicevamo, basato su cifre inesatte e quindi invotabile e la scelta di assumersi la rinegoziazione dei mutui quarantennale diviene un’autentica beffa per l’amministrazione.

Per noi questi soldi freschi nel limbo della burocrazia contabile invece sono la manna dal cielo perché possiamo cogliere le tante dichiarazioni di questa giornata favorevoli all’Europrogettazione di parte dei fondi e sulla scorta di quelle parole e dei trasferimenti economici chiedere per la destinazione d’uso di questi, nel rispetto del testo di legge, l’inclusione del capitolo dei Finanziamenti Europei. In pratica chiederemo che qualunque sia  la scelta amministrativa d’impegno delle cifre, dalla bonifica dall’amianto alla riqualificazione urbana, se ne utilizzi parte per ricercare ed acquisire anche la contribuzione europea.

fondi-europei

Questa iniziativa nasce in modo da rompere l’assurdo schema per il quale Orvieto è palesemente ferma con le quattro frecce mentre tutto il mondo va avanti. La natura di ente pubblico del Comune non è più italiana ma europea e con questa novità anche gli “espertissimi” di finanza locale del ‘900 devono fare i conti od estinguersi come i dinosauri, in questo Comune ne abbiamo più di qualche esempio ed è ora di voltare pagina.

«Presenteremo quindi un ordine del giorno nel quale chiederemo di riaprire la short list degli esperti di europrogettazione, di dividerla in due albi separati per i finanziamenti diretti ed indiretti, e di utilizzare le nuove leve finanziarie per attivare la capacità progettuale lasciando impregiudicata la podestà amministrativa delle scelte di Giunta. Sarà il banco di prova dell’amministrazione per scoprire se davvero ci credono nei propri mezzi e nella possibilità di lavorare e far lavorare o se piuttosto preferiscono ancora fare melina e non portare a casa alcun risultato. Oggi la scusa non c’è più, se verranno potranno e li sosterremo, ma se non vorranno non avranno alibi dietro cui nascondersi.» Gruppo consiliare M5S Orvieto

Bilancio “Zero Titoli”

Un documento programmatico pluriennale ed un bilancio come quello orvietano che è stato presentato, messo per iscritto, diffuso alla stampa e che andrà in discussione il 30 luglio ad una prima lettura sembra una minestra riscaldata e fa venire voglia di rispondere punto per punto smontandolo nelle sue articolazioni di dettaglio, spiegando che l’apparente taglio fiscale è finanziato spostando i soldi da partite poi, parrebbe, dimenticate e non trascritte, come quelle del lungo elenco dell’ex assessore pizzo che sicuramente da destra presenteranno nella più classica delle opposizioni, quella sui numeri.

Ad una seconda più approfondita lettura però viene tutt’altra voglia, cioè quella di chiamare il bilancio per quello che è: una presa in giro. E così ci siamo ritrovati, con il senso di distacco che ti viene dalla fatica di trovare un senso logico e razionale dove l’aderenza alle normative è utilizzata solo nell’italico modo di strumentalizzarle, dove si fanno palesi errori ed omissioni, stranamente sempre a favore dell’Amministrazione, con l’esperienza del politico navigato a cui è noto che andranno poi corretti dopo il richiamo degli enti preposti alla revisione nella finestra utile del prossimo settembre (od in sede consuntiva), dove il “tirare avanti” sostituisce del tutto la visione strategica e la capacità di controllo e di gestione di lungo periodo.

«Come facciamo a porre una critica seria ad un bilancio ed un documento di relazione programmatica essenzialmente costruiti per essere ridiscussi già tra due mesi, come facciamo a focalizzarci sulle cifre messe a caso per attrarre l’attenzione della categoria che, quegli sgravi tanto pubblicizzati, non li vedrà ne oggi ne mai con questi signori nella stanza dei bottoni. Quale contributo possiamo dare in sede consiliare emendando quello che è un documento già destituito di fondamento?»

Per spirito di servizio raccogliamo alcune semplici osservazioni e considerazioni che non sono il Bignami che Gnagnarini individua (parole sue) come testo di riferimento, ma una lista di basi per l’azione di sindacato ispettivo che seguirà la, purtroppo, scontata approvazione con i voti della maggioranza di questo sciagurato bilancio. Non ci sottraiamo alla discussione consiliare nella quale presenteremo anche altre osservazioni su argomenti che non intendiamo anticipare, che mostrano i limiti anche di competenza tecnica di quest’Amministrazione e per i quali chiederemo risposte immediate all’assessore competente. Non emenderemo questo testo minato da troppe lacune per essere salvato ma, presa in giro per presa in giro, vogliamo anche focalizzarci sulla pietra dello scandalo: l’assoluta assenza di un’agenda europea e di una visione mentre lo stato tagliava i trasferimenti che ormai non è più da denuncia. E’ solo da ridere.

 zerotitoli europeiInfatti non c’è nulla nel bilancio e nella programmazione, anche se nei comunicati stampa del Comune appare la voce Fondi Strutturali, tra l’altro desueta ed erronea terminando con la programmazione 2013 ed ormai sostituiti dal Fondo di Coesione che nella nuova programmazione nel periodo 2014-2020 è accessibile Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria, le cui cifre sono anche state presentate in maniera ingannevole (circa 8 milioni per l’accesso a Fondi “ex Strutturali”, della vecchia programmazione, accessibili attraverso il maquiage del dispositivo Aree Interne andranno suddivisi con gli altri comuni che sono 20 e spalmati su più anni. Meglio che niente, ma nulla di risolutivo). In ogni caso non farebbe comunque parte della progettazione comunale e presentarla nei comunicati stampa del bilancio equivale a gettare in confusione i cittadini attribuendosi meriti inesistenti.

In ordine alla programmazione pluriennale, che è il futuro della città, ci limiteremo in Consiglio a mostrare gli incipit dei capitoli di programmazione che, tutti, partono con la dichiarazione “Zero Progetti” ,che secondo noi dovrebbe fare saltare sulla sedia qualunque cittadino, ma più di tutti chi ha creduto alle tante promesse elettorali di cambiamento e sviluppo.

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«Il bilancio e la relazione pluriennale dicono solo una cosa: Zero Fondi Europei per mancata progettazione.
Il Sindaco fa il giro delle sette chiese tra ditte ed associazioni che hanno fatto almeno un Erasmus per non restare col cerino accesso in mano ed avere qualche minima pezza d’appoggio. L’Assessore Gnagnarini in II Commissione lo scorso 27 luglio ha già addossato implicitamente la responsabilità all’Assessore Vincenti dato che ha lui la delega europea e non è della sua stessa parte politica.
Insomma il problema c’è, ci costa soldi, tempo, perdita di servizi ed opportunità, e non ci interessa se sia dovuto ad incuria, lassismo, incapacità gestionale, mancanza di visione e strategia, pura ignoranza oppure se ci sia chi ci marcia a non far funzionare a dovere la città nel tentativo di accedere a qualche bene a prezzo di saldo od ad essere chiamato con i crismi dell’emergenza scavalcando trasparenza e buone pratiche. Ci sarà tempo per approfondire le responsabilità dei singoli di nomina politica od istituzionale, e lo faremo, ma adesso semplicemente chiederemo:
“Siamo evidentemente senza risultati nonostante i tanti stimoli e gridi d’allarme.
Egregio Sindaco Giuseppe Germani, Lei non pensa che a questo punto si debba almeno fare qualche innesto in squadra, qualche sostituzione, per cambiare marcia o la cittadinanza orvietana deve accontentarsi di quel che c’è?”

E poi bocceremo il bilancio.»

Lucia Vergaglia
portavoce e capogruppo Movimento 5 Stelle

Bilancio. Primi correttivi dal M5S

Nell’ultimo giorno utile la notifica del bilancio prevenivo arriva ai consiglieri, ed anche a noi del M5S. Si tratta della “bozza” del “previsionale” del 2015, cioè di qualcosa che sarebbe stato opportuno discutere nel 2014 puntando su una seria attività di programmazione e gestione di beni e servizi comunali e di territorio, e non a metà dell’anno in corso senza un piano di riferimento navigando a vista, ma una certa Italia preferisce lavorare così e l’amministrazione orvietana non fa eccezione, non eccelle, in questo come in tanto altro è tipicamente italiana.

In netto anticipo avevamo posto 5 questioni per noi prioritarie su questo documento, nelle anticipazioni fatte dall’Assessore competente non ve n’era traccia e le abbiamo commentate osservando quanto apparisse adagiato e molle sull’impostazione di piccolo cabotaggio. Apriti cielo, sono seguite accuse di “demagogia” alle nostre richieste relative all’Agenda Europea del nostro Comune, apparentemente inesistente, e tanti attacchi personali in un linguaggio che di istituzionale non aveva nulla.

Ora, sul filo di lana, apportando anche qualche minimo correttivo figurativo nelle direzioni che avevamo indicato, arriva il documento programmatico che dovremo emendare e discutere a fine mese, con una parte dell’opposizione che pare intenzionata a far saltare il tavolo ed una parte della maggioranza che non vede con piacere l’essere costretti a far pagare di tutto e di più ai cittadini e si sfilerebbe dal tavolo molto volentieri. Poi ci siamo noi, quelli che era meglio sfruttare l’avanzo, che l’anno scorso pure c’era, per investire in una seria e pervicace programmazione europea, che hanno presentato la mozione contro gli affitti d’oro ed hanno chiesto costantemente la messa a reddito dei beni come l’ex caserma Piave. Chiamatela pure demagogia, se volete, ma un comune che ha rinunciato all’incasso di tributi e multe per milioni, che ha dovuto rinegoziare i propri mutui per avere uno spazio contabile di manovra, e che non ha avuto la lungimiranza di tentare da subito la via d’un “Ufficio Europa” ha davvero, in tempi di crisi, bisogno di tanto aiuto.

Venendo al bilancio, ad una lettura sommaria, i programmi operativi contenuti nella RPP (Relazione Previsionale e Programmatica) sono il vero punto debole, stanche ripetizioni di quanto già visto e fatto, costruiti con uno sconfortante uso del copia e incolla. Per dirne una le analisi dei singoli programmi (punto 5.4 del RPP) sono esclusivamente dei copia&incolla, dicono le stesse parole che si parli di sport, pulizia, tributi o giustizia, istruzione o servizi sociali, cultura od investimenti per pagine e pagine di noiose ripetizioni che privilegiano l’approccio burocratico al moderno e necessario controllo di gestione, pure previsto dal nostro ordinamento.

«Quello che emerge dunque è davvero la mancanza d’innovazione, di idee concrete e di  una volontà che non sia quella di spremere i soliti noti, i tartassati orvietani, per mantenere lo stesso caravan serraglio di sempre.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Proveremo ad incidere su questo documento in Consiglio ma sarebbe demagogia promettere risultati essendo oggi, purtroppo, il M5S la forza di minoranza della minoranza stessa. A noi la demagogia non piace quindi tenteremo un approccio politico e programmatico di lungo periodo.

Il primo correttivo che porremo all’ordine del giorno è il Baratto Amministrativo, già presente in molti comuni italiani, che è un vero e proprio strumento di difesa dei cittadini più indeboliti dalla crisi, delle famiglie, e dei piccolissimi imprenditori, tessuto vitale per la nostra Italia, che potranno, se approvata la nostra proposta, pagare in parte o del tutto il proprio debito con l’amministrazione comunale, a titolo di esempio, potando le siepi lungo via Postierla, imbiancando i locali della scuola materna di Ciconia o aiutando i netturbini a tenere pulito il centro storico.

baratto-amministrativoUn modo pratico di spostare la partita economica dai costi vivi pagati a ditte per gli stessi servizi al pareggio con i contribuenti, qundi a costo nullo per l’amministrazione, tolto il piccolo impegno dell’organizzazione dei servizi e la grande soddisfazione di aver favorito l’inclusione sociale di chi è in difficoltà. Un’amministrazione che poteva ragionare e programmare meglio, con un bilancio che non merita promozione, che ha perso tante occasioni ed è stata lassista nella stesura dei programmi operativi, ma che almeno, accogliendo questa proposta, non sarà del tutto “matrigna” nei confronti dei cittadini.

Qui di seguito il testo della proposta M5S Continua a leggere Bilancio. Primi correttivi dal M5S

Gnagnarini imbarazzante

Alle anticipazioni sul Bilancio dell’attuale assessore Massimo Gnagnarini, il quale in passato fu gran fustigatore dei precedenti assessori, avevamo risposto evidenziando l’assenza evidente di una  concreta strategia europea ed il mancato avviamento di un’attività di europrogettazione nel periodo 2014 in cui avevamo un avanzo dichiarato di oltre un milione di Euro.

Apriti cielo! L’assessore ha voluto rispondere pubblicamente, in maniera scomposta, confusa ed inutilmente infamante, accusando la portavoce Lucia Vergaglia di ogni e qualsiasi colpa  per l’atto (di lesa maestà?) d’aver espresso considerazioni politiche sul bilancio, in particolare sull’impostazione annunciata dallo stesso assessore, di contro il deludente signor Gnagnarini è scaduto in un turpiloquio indecente e vergognoso, trascinando nel fango con se anche la amministrazione tutta se non vorrà prendere le distanze da tale indecoroso comportamento. Continua a leggere Gnagnarini imbarazzante

Commento alle indiscrezioni sul bilancio preventivo

La dialettica politica orvietana è ricca di gossip ed esche avvelenate.

Il recente tentativo di stanare le posizioni di alleati ed opposizione da parte dell’assessore al Bilancio, Gnagnarini, che con fare tipicamente da salotti della coma capitolina lascia trapelare cifre ed anticipazioni sul bilancio “preventivo” sono di antica scuola e manifestano una certa padronanza dei tatticismi necessari a mettere tutti contro tutti.

Da un lato si incolpa il governo di una quantità sproporzionata di tagli, dall’altro si accusa di immobilismo l’amministrazione precedente. Fin qui niente di nuovo sotto il sole, non fosse altro che in passato Gnagnarini accusava di errori non di immobilismo, ma queste sono rogne dell’ex consigliere ed ex Sindaco Concina, e dell’ex maggioranza che viene chiamata in causa su un terreno minato; infatti l’immobilismo c’è stato, difficile dire il contrario.

Ma Gnagnarini questo primo anno che ha fatto invece? Solo aggiustamenti contabili? Solo cercare a chi dare la colpa se non arrivano più i soldi dallo stato e tocca cercarli in Europa e per farlo occorrono idee, impegno, strategia e partecipazione. A proposito se l’avanzo di amministrazione di oltre un milione di Euro dell’anno scorso, in larga parte figlio del pagamento della partita rifiuti da parte della Regione Campania,  è stato veicolato integralmente per tappare il buco del nuovo taglio statale, l’anno prossimo quale santo ci aiuterà? Insomma anche Gnagnarini appare immobile.

La questione che viene da porsi alla lettura di un testo, speriamo incompleto,  che manca completamente della messa a reddito delle nostre infrastrutture come l’ex caserma, del tentativo di accesso a fonti finanziarie europee, che non ha stornato neanche il 5% di quell’avanzo in europrogettazione e che non supera i limiti dello spostamento degli stessi numeri sul partitario contabile, è che forse si vuole puntare all’acuirsi dell’emergenza per mettere sul mercato i beni comunali senza che la cittadinanza protesti, anzi con quel senso di libertà con il quale inizialmente furono accolte quel capolavoro delle privatizzazioni che oggi ci costano le tariffe tra le peggiori del continente ed un servizio di livello decisamente scarso. Alla meno peggio, in sede di consuntivo, se il cavallo di battaglia di Germani della campagna elettorale, la strategia “Aree Interne”, per ora reperibile in tv su “Chi l’ha visto” portasse qualche risultato, forse potrebbe addirittura essere una vittoria di Pirro dell’amministrazione che offrirebbe un bilancio consuntivo da schifo migliore di un bilancio preventivo di guerra come quello che si prospetta nelle anticipazioni, nonostante i tanti sacrifici, le multe e le tasse di scopo e le tariffe varie che paghiamo come tasse occulte.

fondi-europei

Speriamo davvero di essere smentiti. Aggiungiamo un’altra quisquilia da niente domandando: ma sull’agenda europea questo comune, tolta la partecipazione attraverso terzi, come CittàSlow, che sta facendo? Niente?

Aggiungiamoci che con l’aggregazione degli altri comuni, la cosiddetta fusione, avremmo la possibilità di spostare vero l’alto l’asticella della spesa in deroga al patto di stabilità, ed avremmo maggiori trasferimenti statali, ma questi benefici sono frustrati dalla mancanza di fondi freschi come quelli che i bandi europei, in combinazione con l’allocazione del personale in un migliore controllo di gestione orientato anche all’inquadramento dei costi umani quali parte comunale del cofinanziamento europeo, avrebbero permesso investimenti, creazione di attività, sostegno ai servizi e tutte quelle belle cose che un comune moderno dovrebbe fare. Stiamo parlando del minimo, ad arrivare alla “Smart City Europea” ce ne passa. Insomma dal M5S stiamo creando le condizioni per spendere ma oggi diventa inutile se non si fanno i progetti europei, ormai imprescindibili per amministrare e tener vitale un Comune.

Per fare un esempio Continua a leggere Commento alle indiscrezioni sul bilancio preventivo