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Orvieto città per la Costituzione

– Alla vigilia del 70° anniversario della Costituzione i Cinque Stelle depositano una mozione che leghi indissolubilmente la carta fondamentale al Comune di Orvieto –

Si tratta di una scelta per noi naturale in un percorso che ha visto la nostra portavoce, sempre presente sulle tematiche locali come ad esempio tra tante quelle della scuola, della mobilità e disabilità, della viabilità, della trasparenza, del risparmio e del controllo di  gestione del Comune anche affrontare tematiche di livello molto elevato portando all’attenzione internazionale il doveroso riconoscimento del lavoro degli italiani del dopoguerra che fecero l’Europa, la competizione con le grandi Capitali sugli enti internazionali da riallocare dopo la Brexit e la scelta di fare di Orvieto una “città per la Costituzione” nel 70° Anniversario della promulgazione della nostra Carta Costituzionale, depositaria delle spirito democratico, antimonarchico e profondamente umano espresso nell’Assemblea costituente, fondamento del diritto e dei diritti, e nata grazie allo sforzo congiunto, per la prima volta, di donne ed uomini. Potremmo fare di più? Probabilmente si e ci impegneremo ancora di più anche se non dobbiamo dimenticare le tante difficoltà di essere davvero soli all’opposizione tra ex maggioranza (in possesso di tutte le cariche di garanzia) e la maggioranza attuale (in cui vengono date deleghe operative, come “Aree Interne” ad esempio, ai consiglieri), in una Regione a guida a noi molto ostile. Anche nelle feste quindi non ci risparmieremo e porteremo avanti al meglio possibile questo mandato; se ci siete e vi fa piacere partecipare a questo momento ci vediamo in Consiglio Comunale, al Palazzo del Comune di Orvieto, il 27 dicembre dalle 10 del mattino.

Ascoltate il discorso di Calamandrei ai giovani e poi di seguito leggete le parole dalla nostra consigliera portavoce.

La portavoce Lucia Vergaglia, Movimento 5 Stelle

«Settanta anni portati splendidamente quelli della Costituzione dei diritti e dei doveri, quella che rappresenta lo spirito del popolo italiano, operoso e lavoratore, e dello Stato repubblicano che ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie tra i popoli. Quella decantata da Calamandrei nel discorso ai giovani del 1955 quando ricordava a chi era a scuola che nello spirito della Carta Costituzionale nessuno è solo ma anzi siamo in più e parte di un tutto nell’Italia e nel mondo grazie ad essa. Quella delle pari opportunità perchè fu la prima volta che parteciparono le donne ad un’assemblea legislativa e che tale eco riverbera all’interno dello scritto costituzionale. Quella che si esprime nettamente contro la pena di morte. Quella che a ben leggere spiega che le Amministrazione locali sono luogo di massima vicinanza tra Stato, Territorio, Popolo e Comunità e, quindi, secondo noi è doveroso che esse ne siano protagoniste nel sostenerne e promuoverne i valori e la rappresentazione che viene data dei diritti inviolabili dei cittadini e dei non meno importanti doveri inderogabili. E’ grazie ad essa ad esempio che godiamo del diritto costituzionalmente garantito di decidere col voto come è noto a tutti o del diritto, non un bonus od una concessione, ad una educazione ed un avviamento professionale anche se si è diversamente abili indipendentemente dalla gravità socialmente riconosciuta dei problemi come recita l’articolo 38 al suo terzo comma. Sono diritti, e doveri, che vanno conosciuti e resi vivi ed attuali. Pertanto ho depositato una proposta in sette punti a costo praticamente nullo che possa incentivare la conoscenza della Costituzione sin dalle scuole di competenza comunale aiutando la miglior formazione dei cittadini di domani, che possa aumentarne la  consapevolezza per individui e comunità e quindi ridurre quella distanza tra stato e persone che ha tra i suoi effetti il generale sentimento di sfiducia ed anche i macroscopici numeri delle astensioni elettorali ed infine promuoverne l’approfondimento ed il confronto tra studiosi sul territorio per rendere davvero “Orvieto città per la Costituzione”. Ma per fare questo e trasformarlo da buone intenzioni a realtà vivente oltre la modesta iniziativa politica dell’unica forza compresa tra ex maggioranza e maggioranza occorre anche i sostegno di quei cittadini che si riconoscono in tale approccio, docenti scolastici, avvocati e magistrati che curano localmente le formazioni continue od iniziative di approfondimento su tale materia come ha inteso fare, e di questo lo ringrazio, anche un esponente della Giunta Germani come l’avvocato Andrea Vincenti con i suoi recenti seminari all’Unitre. Spero che quindi si possa passare dalle iniziative singole, sempre benvenute, ad un’architettura cittadina di promozione del dettato della Costituzione repubblicana che possa superare le consiliature e le alternanze e dare nel tempo frutti sempre migliori.» Lucia Vergaglia, capogruppo Movimento 5 Stelle Orvieto.

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25 aprile 2016

Buona festa della liberazione agli italiani.

Oggi è tutto un fioccare sui sociale e nelle testate dei giornali di foto e citazioni di un periodo storico che a scuola spesso non si studia e che in molti conoscono quasi per sentito dire, nonostante vi fossero coinvolti i loro nonni e genitori. Per cui la stranezza di questa giornata in cui la pace si festeggia con parate militari e postando, soprattutto, foto di donne ed uomini in armi in contesti urbani come partigiani in città e citazioni quasi d’annunziane come quella di Calamandrei sul morire da uomini.

La storia parte dall’armistizio dell’otto settembre 1943 in cui l’Italia da paese dell’asse passa a paese occupato dai tedeschi con un governo non legittimato dal voto detto Repubblica Sociale, un regime fascista che fu, secondo la stragrande maggioranza degli osservatori moderni come dei testimoni di quell’epoca, semplicemente uno stato fantoccio. In quella data comincia ufficialmente la “resistenza” sia politica che in termini guerriglia e riconquista e la cobelliggeranza, cioè il passaggio di forze militari sotto il comando congiunto alleato, si da subito iniziano le insurrezioni, e con il successo delle 4 giornate di Napoli, in cui i tedeschi vengono letteralmente cacciati dal popolo in arme o bloccati nel riorganizzarsi dall’azione “non violenta” di preti scugnizzi, mamme e “goliardi” spianando a strada alle truppe alleate, ritorna la speranza, e col morale alto accelera l’impulso per la liberazione. L’Italia del nord proprio il 25 aprile 1945, con il proclama del Comitato di Liberazione per l’Alta Italia diramato alla radio da Sando Pertini fu l’ultima tappa che oggi viene rievocata.

La liberazione non fu solo la caduta del fascismo ma la rinascita di un’Italia più equa e giusta il cui fermento portò alla Repubblica ed alla Costituzione, quella che si vuole a tutti i costi cambiare. A questo punto è lecito domandarsi se Calamandrei oggi festeggerebbe? Ascoltiamolo.

L’Italia, secondo noi, oggi non è divisa tra sostenitori della repubblica sociale fantoccio degli invasori e tra partigiani come la narrazione dei talk vorrebbe far credere.  Si ripetono stancamente vecchi slogan e propaganda e nel frattempo non si ricorda ciò che è stato. La liberazione che si rievoca e festeggia oggi c’è stata, quel giorno fummo più liberi e potemmo tornare a guardare al futuro.

Per cui, nonostante tutto, buon 25 aprile, buona festa della liberazione.