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Ricordi dal sisma di Amatrice

Era il 24 di agosto 2016 quando un terremoto lontano molti chilometri feriva Orvieto chiamando a se le due giovani vittime concittadine, Barbara e Matteo, che quel fatidico giorno erano ad Amatrice. Da allora è passato un anno ed ancora giungono notizia tragiche in questa nostra Italia, nazione che con il sisma deve convivere da sempre, a tutte le sue latitudini. Non guarda in faccia a nessuno la rabbia della terra, non si cura di colpire una scuola od una chiesa, e spesso fa danni anche maggiori di quelli che farebbe in un’altra terra che non ha le città medievali e rinascimentali ma giganti di acciaio e materiali speciali in grado di reggere forze notevolissime. Nel ricordare quindi quei momenti di lutto e nell’esprimere solidarietà e vicinanza alle popolazioni, tutte, colpite dai fenomeni naturali che hanno fatto crollare le case, vogliamo anche guardare oltre e fare che tutta questa sofferenza non sia una lezione che vada dimenticata, sepolta da becere polemiche lontane dai drammi umani e dalla realtà dei fatti. E’ passato oltre un anno, ed oltre un anno dalle prime raccolte fondi, le “amatricana” solidali come quella di piazza dei Monaldeshi eppure sembra che il tempo si sia fermato, che non si sia stati in grado di ripartire e che, soprattutto, non si sia imparato nulla.

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Resta aperta in Europa la questione del Geotermico

L’intervento dello specialista in prospezioni geofisiche, Piero Bruni, alla Commissione Petizioni dell’Unione Europea ha evidenziato tanti problemi, ma specialmente l’incapacità tutta italiana di procedere seriamente in termini di sistema invece che con tanti interventi slegati e contraddittori.

Una petizione, questa n.2191/2013, che è incentrata sul Lago di Bolsena ma focalizzata anche sul geotermico di Castel Giorgio, inserita in discussione grazie soprattutto all’intervento di Eleonora Evi, portavoce al Parlamento Europeo per il M5S. Ecco quello del geotermico è il punto che da vicino interessa noi orvietani, posti a stretto contatto con questi impianti sulla cui utilità, ed a detta di molti sulla cui sicurezza, ci sarebbe tanto da approfondire.

eleonora evi

Come gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle non possiamo che cogliere l’occasione per riportare quanto prima la discussione sull’ambiente in Consiglio, confrontandoci con il nuovo assessore competente operante al posto dello scienziato prof. dott. Margottini, assessore all’Ambiente dell’era Concina,  non appena il Sindaco Germani avrà deciso di nominarlo assegnando finalmente questa importante delega.In fondo è “soltanto” un anno che aspettiamo ma ci rendiamo conto che un candidato con la competenza tecnica e l’esperienza di campo di Claudio Margottini, uno con duecento e più pubblicazioni scientifiche sull’ambiente, che lavora in tutto il mondo e la cui capacità e rettitudine non è mai stata messa in discussione, è davvero difficile da reperire.

Sciami sismici anche a CastelGiorgio

Ieri ancora una volta la terra ha tremato.

Siamo in Italia, è normale, la gente tutto sommato lo sa e lo considera abbastanza naturale. Si sa bene che così dovrebbe essere anche a Castel Giorgio… o no?

Nossignori, Castel Giorgio è stata recentemente declassificata come rischio sismico dalla Regione Umbria praticamente in  contemporanea alla presentazione del progetto pilota, con Renzi divenuto progetto “strategico”, dell’impianto geotermico di ITW & LKW Geotermia Italia S.p.A. di cui abbiamo già discusso a lungo.

terremoto castel giorgioQuesto significa che dovrebbe comportarsi in modo diverso da zone con più elevato rischio sismico come quelle soggette allo sciame tellurico di questi giorni. Non è così. I terremoti se ne fregano della nuova classificazione regionale presentata in contemporanea a questo imponente progetto geotermico.

A questo punto dobbiamo richiedere alla regione urgentemente di rivedere quella classificazione sismica del territorio orvietano, di Castel Giorgio e dell’Alfina in particolare, alleggerita “ad orologeria” soprattutto in vista delle attività relative alle centrali geotermiche sperimentali “sposate” quali strategiche dal governo Renzi che insisteranno proprio sul bacino idrico potabile dell’Alfina. Bacino il quale verrà messo ulteriormente a rischio dalle attività connesse al progetto e dagli sciami sismici indotti dalla immissione di fluidi in profondità. Con la certezza di veder aumentare le percentuali di componenti chimiche, come l’alluminio, che rendono imbevibile questa preziosa risorsa.

Dal nostro punto di vista, con l’avvicinarsi delle elezioni regionali questo delle crisi ambientali locali diventerà sicuramente uno dei temi di riferimento e francamente la mercificazione del territorio calata così dall’alto e sottratta al controllo dei cittadini è una roba brutta su cui non vorremmo dover fare campagna elettorale.

Il bacino geotermico dell’Alfina deve essere tutelato al massimo possibile, a cominciare dal rispettare la sua naturale sismicità.