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Orvieto respinge la massificazione

A CHI PROPONE TURISMO E COMMERCIO TUTTI UGUALI COME ALTRI BORGHI FOTOCOPIA NOI RISPONDIAMO CON IL VALORE DELLE TANTE DIFFERENZE.

Questo è uno dei punti di forza di Orvieto, lo è stato nel passato e lo è anche oggi. Quel Genius Loci che porta ad avere le strade con l’arredo urbano contemporaneo di Michelangeli piuttosto che quei negozi così diversi e particolari che il turista ne resta affascinato ed il cittadino sa di poter contare su qualcosa che nei centri commerciali non si trova. Non solo un grande passato ma una ricerca ed una sottolineatura delle proprie peculiarità che continua anche oggi.

La massificazione e l’omologazione qui vanno respinte al mittente. C’è rispetto per i grandi Marchi e le mode ma non si subiscono passivamente ed a queste non si oppone ma si propone ogni giorno qualcosa di nuovo è particolarmente ricercato.

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Cabine Telefoniche: tempo scaduto

Immagine consueta e punto di riferimento di tutte le generazioni che hanno preceduto l’avvento dei telefoni cellulari le cabine stanno per scomparire, per sempre.

Piccole edicole luminose nelle notti piovose le cabine non sono state al passo coi tempi, soprattutto per l’inadeguato costo di chiamata, sproporzionato ai tempi attuali, e sono diventate ormai una nostalgica icona del passato in cui le telefonate erano momenti di pausa e relax, fatte da persone ferme,  invece che le rapide istruzioni operative lanciate in movimento dagli smartphone, duravano a lungo e cominciavano con il consueto “Pronto? Chi è?” non essendoci nessun display che avvisava del nome o del numero del chiamante. Qualcosa di profondamente attinente alla Slow life a cui, qui, troppo spesso diciamo di volerci ispirare salvo comportarci diversamente sfoggiando invece l’ultimo modello di Iphone.

Una delle ultime cabine telefoniche di OrvietoIl momento è arrivato anche ad Orvieto. Anche qui ne è prevista la dismissione dal centro storico. Lo specifica ormai da mesi il cartello rosso apposto sui vetri che però spiega anche chi contattare per spiegare gli eventuali motivi per i quali non dovrebbero essere portate via.

Attraverso i social ci fu un tam tam mediatico che però non sappiamo se abbia dato i suoi frutti in questa città che è socio fondatore, capofila e la sede ufficiale di CittàSlow International; cioè uno di quei luoghi che dovrebbe valorizzare e promuovere, od almeno conservare, le cabine e ciò che hanno rappresentato e che rappresentano.

Oggi sono ufficialmente scaduti i termini e chiediamo cosa abbia fatto il Comune, sempre se qualcosa ha fatto, e chi ha la responsabilità per l’amministrazione di curare i rapporti con Città Slow e cosa le altre città slow hanno in mente di fare con i telefoni pubblici.

Considerata poi l’assoluta mancanza nella nostra città di un’alternativa alla telefonia pubblica, come ad esempio il wifi cittadino da anni promesso però mai arrivato, quali piani abbiano per sopperire alla soppressione di questi strumenti d’allerta per le emergenze, situati di solito presso le aree cardioprotette. In pratica con la telefonia pubblica si poteva chiamare il 112 o gli altri numeri di telefono d’emergenza al volo, gratuitamente, con la certezza dell’identificazione automatica ed immediata del luogo e la possibilità di essere richiamati, senza le cabine telefoniche questo non è garantito, soprattutto in una città come la nostra affollata di turisti non europei con il roaming che devierebbe le chiamate d’emergenza, in molti casi, ai propri numeri nazionali rendendo inutile la chiamata.

Insomma come spesso accade registriamo una mancanza di visione condivisa della città ed un netto scostamento tra i tanti, troppi, slogan dell’Amministrazione ed i fatti che sono sotto gli occhi di tutti.

Chi controlla il controllore?

In Italia la normativa relativa all’amministrazione dei Comuni e degli altri enti locali è raccolta in un testo unico. Il Testo Unico Enti Locali è quindi il punto di riferimento al quale attingiamo le fonti di diritto relative alla nostra iniziativa politica come forza di opposizione ed è molto chiaro: per comuni delle dimensioni di Orvieto il numero di assessori consentito è di cinque (Croce, Custolino, Gnagnarini, Martino e Vincenti).

Abbiamo storto un pochino il naso a vedere vicesindaco la Croce che non è stata ritualmente eletta e sappiamo che in caso di inconveniente a Germani si profilerebbe un potenziale intervento prefettizio atto allo scioglimento del Consiglio, ma finchè il Sindaco resta in carica il problema non sussiste.

Tuttavia, senza presentazione informativa e preventiva in Consiglio od in Commissione di Garanzia, il Sindaco Germani ha rilanciato in stile Poker con una All In mettendo in giunta praticamente mezza maggioranza. Ai regolari assessori si aggiungono quindi Vignoli per le attività relative ad uno dei punti di forza di Orvieto, l’essere la capofila delle città Slow (www.cittaslow.org), con lui Roberta Cotigni (che ha in portafoglio anche lo Sport) e Flavia Timperi, ultimo ma non ultimo il capogruppo Pd in Consiglio, Taddei,  con la delega al portafoglio economico e dei rapporti con gli altri comuni per i finanziamenti delle “Aree Interne”, una delega pesante e di valore.

all-in

Lo scopo del Consiglio comunale è indirizzare l’azione politica e controllare, i consiglieri delegati diventano, invece, degli esecutori che dovrebbero controllare se stessi. Un corto circuito del quale abbiamo chiesto conto in apertura del Consiglio Comunale di lunedì 13 aprile, al Sindaco in persona, chiedendo lumi soprattutto sulla durata e sui costi di questa operazione.

Il Sindaco ha rivendicato l’opportunità della scelta dati i tanti compiti che ha il comune, ma ha evitato Continua a leggere Chi controlla il controllore?