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ORVIETO. MANCA LA DIALETTICA CULTURALE

AL NETTO DELLA PREPARAZIONE DEI SINGOLI LA POLITICA CULTURALE ORVIETANA NON È FECONDA NONOSTANTE LE POTENZIALITÀ PERCHÉ MANCA LA DIALETTICA E LA RELAZIONE TRA POLITICA E MONDI DELLA CULTURA.

Gaio Cilnio #Mecenate è ben riconosciuto come uno dei fautori del successo politico e culturale di Ottaviano Augusto e della affermazione, in epoca classica e successive, del potere che hanno arte e conoscenza nel sostenere la prosperità dei territori piccoli e grandi.
Antesignano dei moderni “ministri della cultura” operò innanzitutto la costruzione di solidi legami con i poeti del tempo, come Orazio, Virgilio e Properzio, protagonisti indiscussi di quella stagione della storia di Roma. A lui dobbiamo anche la sapiente accortezza di indirizzare i big del suo “circolo” letterario verso generi diversi, evitando rivalità e gelosie che altrimenti avrebbero vanificato l’intero progetto di crescita culturale.

Ben più ampia fu la portata del mecenatismo rinascimentale da parte nobiliare e quello ottocentesco che vide la borghesia protagonista.

In epoca repubblicana è lo Stato ed il territorio che diviene protagonista ad esempio seguendo quelle iniziative che diedero origine ai teatri stabili come servizio pubblico, sulla falsariga delle proposte manifesto di Paolo Grassi e Giorgio Strehler.

Ecco. Giungiamo ai nostri giorni ed al nostro territorio cuspide tra Lazio, Toscana ed Umbria dove invece questo sistema di relazioni è assolutamente avulso alla iniziativa politica dell’attuale Assessorato alla cultura orvietano.

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Orvieto: interessi sul debito che sfondano il milione

OLTRE UN MILIONE ALL’ANNO. QUESTA È LA MISURA DEGLI INTERESSI SULL’INDEBITAMENTO DEL COMUNE RAGGIUNTE PER ACCELERARE L’USCITA DAL PREDISSESTO…

Quasi 70 mutui diversi per poter avere soldi liquidi da impegnare nel bilancio comunale raggiungendo rapidamente valori tali da permettere l’uscita dal predissesto con la conseguente libertà di poter spendere ed assumere.

Emuli di una malintesa formazione di economia classica forse hanno pensato che il comune facesse Stato a sé e che i cittadini non potessero liberamente muoversi e muove che le proprie aziende da questo territorio. Ad Orvieto neanche delle più rosee aspettative si avvererebbe contro ogni previsione la improbabile ottocentesca “equivalenza ricardiana”.

Persino gli stessi economisti dell’epoca respinsero questa semplificazione che avrebbe comunque avuto un senso solo per le dimensioni degli Stati e non per quella dei comuni ed oggi una cosa è certa: i cittadini che ci sono e quelli che verranno ogni anno dovranno farsi carico dei costi di indebitamento del e del debito stesso per oltre un milione l’anno su ben 40 milioni di esposizione debitori complessiva del nostro Comune.

Questi i dettagli dal bilancio consolidato 2017.

Questa è, secondo la portavoce Lucia Vergaglia, una zavorra importante per chiunque verrà dopo Germani e

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Orvieto tra rischio Swap e finanza locale

L’EX ASSESSORE AL BILANCIO DI ORVIETO CI HA ADDIRITTURA SCRITTO UN LIBRO. UN EX SINDACO LI DEFINIVA “INVESTIMENTI”. IL REALTÀ QUEI CONTRATTI FINANZIARI CONTINUANO A FARE DANNO.

Il punto che in teoria di contratti finanziari basati su quel complicato insieme di strumenti derivati che comprendono i cosiddetti Swap dovevano servire ad assicurare una miglior gestione del debito del comune in termini di costo. Cioè praticamente dovevano essere usati per mitigare il tasso di interesse sull’esposizione confronti delle banche o di cassa depositi e prestiti. Invece si è dimostrata una trappola anche perché basata su un equivoco di fondo: con gli swap infatti si scommette basandosi su delle previsioni economiche, e la previsione dell’andamento dell’economia generale, non locale, non è qualcosa per la quale i comuni sono attrezzati anzi considerata la crisi di questi anni sembra non sia attrezzato quasi nessuno tranne chi vende e propone questo tipo di contratti.

Il mestiere del Comune è quello di amministrare un territorio e governare l’assetto dell’ente locale nei suoi rapporti con i cittadini fornendo quell’insieme di servizi ed opportunità che le varie fasce della popolazione e le loro espressioni organizzative come enti senza fini di lucro oppure aziende che intendono affermarsi devono trovare e poter utilizzare in maniera feconda.

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Consiglio comunale 29 novembre 2018

IL CONSIGLIO COMUNALE È IL PRINCIPALE CONFRONTO PUBBLICO TRA LE FORZE CITTADINE E, COSA IMPORTANTE, È COMUNQUE IL LUOGO DELLE SCELTE

Premessa. Anche in questa adunanza del Consiglio Comunale come sempre quando c’è il bilancio riduciamo al minimo le interrogazioni. Infatti le tematiche della modifica di alcune voci nel bilancio e della salvaguardia dei cosiddetti equilibri contabili avrà certamente molto spazio e sarà pregnante della prima metà del Consiglio.

Per quanto riguarda invece la sezione destinata alle proposte (mozioni ed ordini del giorno) da parte del Consiglio stesso come al solito sono in maggioranza del MoVimento 5 Stelle. Si parte dai ”Nonni Civici” a sostegno della sicurezza all’ingresso ed all’uscita delle scuole e durante le attività esterne per poi discutere un codice etico per chi intende lavorare con il Comune di Orvieto perchè nella città “per la Costituzione” non ci accontentiamo del minimo comun denominatore dei diritti. In discussione anche le iniziative per coinvolgere il terzo settore nelle buone pratiche di contrasto all’accattonaggio forzato ed infine la questione stalli ciclabili (anticipata in scivolata da un certo assessore pochi giorni prima della discussione) e la possibile idea di sponsorizzazione “Adotta una Rastrelliera” (perchè quel certo assessore copia, ma non lo fa benissimo)

Rifiuti? Guardiamo a Treviso

MODELLO TREVISO PER L’ITALIA: PIÙ LAVORO, MENO INCENERITORI. LA RISPOSTA ALLA POLITICA CHE SI ARRENDE ED A QUEL FINTO AMBIENTALISMO CHE COPRE INTERESSI ED INDUSTRIE.

Questo è il “modello Treviso” sui rifiuti urbani previsto nel Contratto di Governo. Un modello pubblico che coniuga ambiente, salute e nuovi posti di lavoro e che va portato pure in Umbria ed ad Orvieto. Che ha guidato il Veneto al 70% di raccolta differenziata permettendo di cancellare 4 inceneritori e chiudere tantissime discariche con riduzione e raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale, più ricicli e meno paghi.

Oggi la provincia di Treviso differenzia l’85% e punta al 96% entro il 2023. Con raccolta differenziata porta a porta e impianti avanzati di trattamento meccanico biologico, recupero e riciclo materia, compostaggio, investimenti per l’ulteriore riduzione del “secco non riciclabile”, in tutta Italia si possono creare centinaia di migliaia di posti di lavoro.

Il riciclo unisce le comunità. Inceneritori e discariche le dividono.

Fonte: la tribuna di Treviso

Avanti con la Consulta sviluppo per “conoscere per deliberare”

SONO STATE MESSE A VERBALE LE PROPOSTE E GLI INTERVENTI DI APPROFONDIMENTO. FACCIAMO CONCRETAMENTE TESORO DELLA LEZIONE DI LUIGI EINAUDI. BISOGNA “CONOSCERE PER DELIBERARE”, E LO STIAMO FACENDO.

Qualche tempo fa in un una consigliera di maggioranza qui ad Orvieto sottolineava che per scrivere una mozione, cioè un atto politico che indirizza l’amministrazione verso una scelta piuttosto che un’altra, occorrevano al massimo 10 minuti. Vero è che da parte delle segreterie politiche abituate al copia-incolla od alla pratica cinquantennale di ripetere stancamente le medesime interrogazioni , ordini del giorno e proposte probabilmente è vero… per loro.

Da parte nostra c’è un serio approfondimento delle tematiche che arrivano richiamate dalla cittadinanza , dal cambio di situazione socio-economica nazionale e dall’adeguamento e dal progresso scientifico, tecnologico e soprattutto culturale. Facciamo tesoro, nel nostro piccolo, di quel conoscere per deliberare che negli anni 60 era uno dei caposaldi raccolti da Luigi Einaudi nelle sue “Prediche inutili“, così titolato, verrebbe da pensare, perché probabilmente aveva incontrato più di una mente competente come quella della consigliera di maggioranza che abbiamo appena descritto.

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LA LEGGE SULL’ACQUA PUBBLICA

È STATA DICHIARATA URGENTE LA DISCUSSIONE SULLA LEGGE PER L’ACQUA PUBBLICA. SECONDO NOI C’È POCO DA DISCUTERE, VA FATTA E BASTA!

La proposta di legge a prima firma di Federica Daga stava aspettando da troppo tempo è l’argomento, quello dell’acqua, a noi ed al movimentocinquestelle è molto caro.

Fu Addirittura uno degli argomenti che nel ballottaggio Lucia vergaglia al ballottaggio del 2014 lanciò come 5 domande sia a Concina che a Germani. Ovviamente quest’ultimo non ha Onorato quanto risposto ma il punto è che anche ad Orvieto la cosa è fin troppo sentita.

Un passo alla volta andiamo avanti

La sanità aziendalizzata

ABBIAMO INCONTRATO GIUSEPPE LIPPI, AUTORE DI “LA SANITÀ AZIENDALIZZATA”, PER APPROFONDIRE LE TROPPE QUESTIONI RICORRENTI DELLA SANITÀ LOCALE: LISTE D’ATTESA E COSTI PER I CITTADINI

Ben pochi cittadini hanno la fortuna di non dover ricorrere a prestazioni mediche, siano esse ambulatoriali oppure ospedaliere, e ben pochi cittadini hanno avuto la fortuna di non incorrere in balzelli oppure in lunghe attese. Come mai succede tutto questo?

“Il diritto costituzionale alla salute, all’accesso ai servizi ed alle strutture mediche non può essere disatteso per eccesso di burocrazia o per mancanza di quelle risorse andate sprecate”
Lucia Vergaglia, M5S

Abbiamo studiato a fondo la materia per quel che riguarda le competenze della macchina comunale, lo abbiamo fatto attraverso la Commissione sanità alla quale abbiamo contribuito non poco, innanzitutto producendo una prima iniziativa con il Decalogo M5S per combattere le liste d’attesa, e sollevando la questione della Gestione del Centro Unico Prenotazioni, poi abbiamo portato quasi di forza la relazione comunale nelle sale della Regione Umbria, e contemporaneamente incontrato qui ad Orvieto i nostri consiglieri regionali. Ma si può e si deve fare di più.

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Politica, non propaganda

IN UNA IMMAGINE CHE VALE MILLE PAROLE IL SENSO DELLA FRASE DI SANDRO PERTINI INCISA SUL PONTE A LUI DEDICATO GRAZIE A LUCIA VERGAGLIA.

Un politico del passato del dopoguerra che fu anche capo del governo, Alcide de gasperi, amava ripetere che “politica vuol dire realizzare”. Per quanto possibile dalle posizioni di minoranza la realizzazione passa attraverso la proposta ed il riconoscimento delle ragioni, ed è questo il nostro caso qui ad Orvieto con la portavoce Lucia Vergaglia che non solo sa fare bene opposizione quando serve ma è impegnata anche al coerente raggiungimento degli obiettivi promessi in campagna elettorale nonostante la propria scomoda situazione di essere compressa da una parte dalla ex maggioranza del vecchio sindaco Toni Concina e dall’altra dalla maggioranza che ha portato Germani al governo della città.

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