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La piazza senza commercio

PIAZZA DEL COMMERCIO È ANCORA SENZA COMMERCIO. UN VERO SCHIAFFO A CITTADINI, IMPRENDITORI E LAVORATORI DI ORVIETO SCALO, CHE TRASCINA IN UNA CRISI INFINITA DEL VALORE ANCHE “IL BORGO” CON I SUOI SERVIZI.

Piazza del Commercio è ancora senza commercio. Così come il vicino Centro “Il Borgo” che, privati del grande attrattore che era il negozio Coop, hanno visto spostarsi ingenti flussi dei cittadini da un’area all’altra con conseguente modifica dei valori dei fondi commerciali, depositi, e delle Infrastrutture condominiali.
Mentre è vero che il comune non può e non deve sostituirsi al privato è anche vero che le attività del comune in relazione alle riqualificazioni stradali ed alla concessione degli spazi per i grandi centri commerciali insieme alla mobilità valgono nello sviluppo cittadino molte volte le leve fiscali che ogni tanto certi ex assessori pensano di presentare come una panacea. A proposito questo impoverimento diffuso è avvenuto in costanza dell’opera per l’appunto degli stessi ex assessori e, come se non bastasse, entrambi i gruppi di ex maggioranza e maggioranza attuale ci hanno lasciati soli quando abbiamo portato in discussione l’assegnazione delle licenze per la grande superficie di vendita e il problema dell’eccessiva concentrazione nelle mani della singola Coop che aveva appena rilevato il gruppo Superconti. Insomma liberisti quando conviene protezionisti quando c’è di mezzo il bacino di voti e nel frattempo la situazione è rimasta quella che c’era ormai 5 anni fa.

C’è una crisi conclamata e nessuno che abbia avuto il coraggio di prendere di petto la situazione. Coraggio ai proprietari e ai residenti. Coraggio a chi vorrebbe tornare a lavorare. Il 2019 non è lontanissimo.

Bando Piazzole nel Mercatini: pasticcio all’italiana

Un pasticcio, un autentico pasticcio.

La latitanza di un assessore al commercio fino alle decisioni di Giunta del 5 dicembre si vede, eccome! Ora poi con la riorganizzazione dovuta all’arrivo dell’Assessore Cannistrà alcune deleghe sono scomparse del tutto e tra queste quella del commercio prima esistente ed in capo alla dimissionaria dottoressa Martino.

Detto questo richiamiamo l’attenzione proprio della dottoressa Cannistrà perchè c’è una questione grave, un nodo che è venuto al pettine, e che la investirà comunque in quanto in assenza di specifica delega al commercio è in capo all’assessore alle attività produttive la questione della famigerata direttiva Bolkstein che investe i classici mercati popolari come quello di Ciconia, dello Scalo e di Piazza del Popolo oltre al commercio su piazzola fuori mercato. Una questione che potrebbe mettere fuori mercato chi ci lavora da generazioni lasciando la responsabilità a pesare proprio su chi in Giunta è appena arrivato.

bolksteinA suo tempo infatti, nel 2015, chiedevamo tramite formale interrogazione quale fosse la posizione dell’Amministrazione su questa vicenda e se ci fosse l’intendimento di intervenire in via gerarchica chiedendo una moratoria per destinare le licenze ambulanti in via esclusiva alle ditte individuali ed alle società di persone. A nostro avviso infatti le piccole imprese vanno tutelate, sia dalla concorrenza illegale che dai grandi potentati economici. Purtroppo questa impostazione non è stata seguita ed ora si avvicina il momento del bando vero e proprio.

A questo punto giova osservare il lavoro della Giunta e degli uffici comunali che a noi appare non del tutto conforme agli interessi dei cittadini. Innanzitutto osserviamo che, essendo ammesse alla partecipazione anche ditte straniere ed i singoli cittadini anche se privi di partita Iva, la necessità del DURC pone la questione di una discrasia tra i partecipanti o, per converso, di un curioso escamotage per evitare il sanare la condizione di regolarità contributiva permettendo ad i singoli soci di un’impresa priva dei requisiti il poter partecipare come singoli. Sempre sul DURC sarà molto difficile l’equiparazione per le ditte straniere visto che, a differenza delle casse edili, per commercio e terziario in Europa le convenzioni non sono molte.

Detto questo va osservato che la posizione dell’Amministrazione secondo cui “ allo stesso soggetto giuridico (ditta individuale o società), nell’ambito del medesimo settore merceologico (alimentare o non alimentare), non potranno essere assegnati più di due concessioni  sui mercati delle dimensioni di quello di Orvieto” significa semplicemente che se entrano in campo, a titolo di esempio, Coop Centro Italia, Superconti, Eurospin, Lidl, Carrefour, Todis e Conad potrebbero in linea teorica prendere praticamente tutti gli stalli cambiando del tutto la natura dei mercati, della distribuzione e delle tipologie alimentari del territorio con tanti saluti al Km zero ed a molte delle caratteristiche uniche del territorio. Questo senza ipotizzare, come invece sarebbe doveroso fare, la creazioni di nuovi enti, marchi e cooperative ad hoc per questa nuova nascente opportunità d’accesso esclusivo a quote di mercato tradizionalmente legate alla piccola e piccolissima impresa.

«Il nostro dovere, essendo forza di minoranza, non è quello di governare ma di proporre come governare e denunciare anche alla pubblica attenzione ed agli amministratori indipendenti quelle che a nostro avviso sono delle inadempienze o degli sbagli. Noi lo chiamiamo “Fiato Sul Collo” ed è nostro dovere non abbassare mai la guardia e non tirarci mai indietro.» Lucia Vergaglia, Movimento 5 Stelle.

Incontro aperto Orvieto Scalo

Il M5S Orvieto, sulla scorta della mozione a 5 stelle per le regole del commercio, approvata all’unanimità a fine aprile scorso dal Consiglio Comunale, ha appena depositato formale richiesta per la convocazione di un incontro pubblico sulla questione “licenze” supermarket e pianificazione strategica dello sviluppo commerciale ad Orvieto scalo nel quale siano invitate le parti sociali interessate, soprattutto in considerazione della riqualificazione di Piazza del Commercio e della recente cessione di Superconti.

La nostra richiesta è di un incontro che sia aperto alla cittadinanza ed alla partecipazione.

Al di la di ogni ulteriore disamina delle questioni relative alle vicende che hanno interessato il quartiere ora è il momento di guardare al futuro e farlo in condivisione con chi il territorio lo vive e ci lavora.

Possiamo certamente rivendicare l’impegno che il M5S Orvieto ha dimostrato in relazione a queste vicende ma non sarà questo titolo di merito a risolvere alcunché.

La situazione d’involuzione di un fiorente punto di riferimento della cittadina che ha visto squalificare il valore di investimenti immobiliari ed attività, che ha sofferto il dramma alluvionale e che è ancora sotto schiaffo va sicuramente gestita da parte della politica, non solo dell’amministrazione, e con la partecipazione più ampia.

Disvalore commerciale, senso d’insicurezza e d’abbandono da parte delle istituzioni, peggioramento della qualità della vita e della disponibilità di prodotti/servizi in zona. Una deriva che possiamo e dobbiamo invertire.

Per questo chiediamo la concreta partecipazione delle forze di maggioranza, opposizione ed extraconsiliari per un confronto con le proposte di cittadini, comitati ed imprese con l’Amministrazione.

Come sempre noi porteremo spirito collaborativo, idee e proposte, senza la pretesa che le nostre soluzioni siano le migliori ma con la volontà di contribuire e far camminare le istituzioni ed i cittadini un pochino più vicini. Crediamo che sia possibile e lavoreremo per riuscirci.

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Cessione Superconti. Tutelare occupazione e commercio.

C’è chi parla di incertezza circa il ricollocamento del personale e delle ditte terze del gruppo Superconti, all’interno di Coop Centro Italia, e c’è ancora aperta la questione della “licenza” da Supermarket di Piazza del Commercio con la necessaria salvaguardia della vivibilità della zona.

E’ necessario ripartire dalla mozione a 5 stelle approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale di Orvieto il 30 aprile scorso.

Il M5S Orvieto pose la questione non appena vi furono le prime avvisaglie dell’acquisizione della catena Superconti osservando che la situazione quasi monopolio ad Orvieto Scalo da parte di un unico operatore economico non avrebbe certo favorito residenti, l’incremento di posti di lavoro ne incrementato il valore delle superfici immobiliari ed alla fine è riuscito a portarlo in discussione in Consiglio Comunale ottenendo l’unanimità sull’istituzione di una pubblica discussione sulla destinazione di piazza del Commercio e delle licenze supermarket.

E’ arrivato il momento di affrontare quel confronto pubblico interessando anche le forze sociali ed i lavoratori a rischio licenziamento. Continua a leggere Cessione Superconti. Tutelare occupazione e commercio.

La questione Coop deve entrare in Consiglio

Non più tardi del 2 febbraio ultimo scorso il nostro appello al Comune per risolvere il problema della licenze Coop di Orvieto Scalo. 

Infatti questo è il campanello d’allarme di una situazione che sta sfuggendo di mano. Gli stessi operatori del settore chiedono chiarezza nelle regole e le risposte dell’Amministrazione e del personale del Comune non sono univoche o definitive. A riprova ed  esempio per lungo tempo nonostante la liberalizzazione le licenze commerciali “di vicinato”, quelle di negozi, bar e ristoranti per intenderci, sono continuate ad essere vendute e compaiono come parte essenziale negli atti notarili di cessione e trasferimento delle attività commerciali.

La questione del regolamento del commercio è tuttora un elemento fondante del patto civico che regola il Comune. E’ vero che il sistema delle autorizzazioni è cambiato, ma non così il sistema urbanistico e neppure le regole relative alle medie e grandi superfici di vendita, siano esse alimentari, miste o non alimentari. In special modo ad Orvieto Scalo la situazione di fatto punta ad un monopolio della Coop che va per la proprietà di SuperConti, possiede le attività del negozio Coop di piazza del Commercio e dell’Iper “La Porta di Orvieto”. Insomma sembra una vera e propria dimostrazione della posizione dominante per la quale l’antitrust ha appena avviato l’istruttoria per accertare eventuali abusi.

supermercato-supermercati-spesa-consumi-carrello750x490L’argomento è complesso e va analizzato con attenzione, tant’è che abbiamo chiesto che venisse inserito nell’ordine del giorno dell’apposita Commissione Regolamenti con il dichiarato obbiettivo di risolvere in positivo la vicenda ricordando che lo Scalo doveva essere, come previsto nei piani di sviluppo che avevano previsto questi moderni insediamenti, un “Quartiere da Abitare” (Sindaco Mocio, 2006). La risposta del Presidente Talanti (PD) è stata laconica: non sussistono le condizioni di parlarne in Commissione dato che la concertazione commerciale dello Scalo ricade nel cosiddetto Quadro Strategico di Valorizzazione (QSV) del Centro Storico in quanto anche lo Scalo è Centro Storico. Tuttavia è stato lo stesso Sindaco Germani a smentire il suo presidente di commissione e compagno di partito, presentando solo pochi giorni dopo, l’iniziativa “Orvieto Scalo: Un quartiere PER abitare” (Sindaco Germani, 2015) con il suo progetto integrato di viabilità, commercio ed urbanistica ben lungi dall’essere passato per il QSV.

In questo caos politico istituzionale possibile espressione della lotta interna al Pd, con l’antitrust che individua come possibile posizione dominante e danno alla concorrenza commerciale l’asse Coop-SuperConti, davvero non capiamo a questo punto perchè non affrontare il nodo del commercio in Consiglio Comunale, cioè nella sede degli indirizzi di governo cittadino, a tutela dei nostri commercianti e del tessuto sociale dello Scalo.

Per questo abbiamo voluto presentare un Ordine del Giorno orientato ad ottenere una delibera vincolante per un “Tavolo di lavoro sulle regole del commercio” atto a superare i limiti ed i problemi attuali, oppure, in caso ci fosse preclusa anche questa via, almeno funzionale a scoprire quali parti politiche vogliono risolvere i problemi e quali invece, per qualche motivo, sembrano goderne.

Il testo dell’atto di indirizzo è qui di seguito: Continua a leggere La questione Coop deve entrare in Consiglio

Tavolo di lavoro sul commercio.

Il problema della licenze di Orvieto Scalo è il campanello d’allarme di una situazione che sta sfuggendo di mano. Gli stessi operatori del settore chiedono chiarezza nelle regole e le risposte dell’Amministrazione e del personale del Comune non sono univoche o definitive. A riprova ed  esempio per lungo tempo nonostante la liberalizzazione le licenze commerciali “di vicinato”, quelle di negozi, bar e ristoranti per intenderci, sono continuate ad essere vendute e compaiono come parte essenziale negli atti notarili di cessione e trasferimento delle attività commerciali.

La questione del regolamento del commercio è tuttora un elemento fondante del patto civico che regola il Comune. E’ vero che il sistema delle autorizzazioni è cambiato, ma non così il sistema urbanistico e neppure le regole relative alle medie e grandi superfici di vendita, siano esse alimentari, miste o non alimentari.

L’argomento è complesso e va analizzato con attenzione, portando in audizione gli operatori e gli esperti, implementando le buone pratiche dei comuni più avanzati nei nostri regolamenti e provvedendo a periodiche messe a punto periodiche  in vista degli ulteriori progressi del delivery, della distribuzione e della mobilità. In tal senso il M5S intende coinvolgere nella sede sella II Commissione permanente il maggior numero di forze dotate di quel potere di indirizzo della politica cittadina a realizzare un “Tavolo di Lavoro sulle Regole del Commercio” dedicato a risolvere gli attuali problemi e prevenire quelli potenziali con l’obbiettivo di riportare il commercio ad essere un centrale punto di riferimento della vita e dello sviluppo della città

Qui di seguito il testo dell’iniziativa Continua a leggere Tavolo di lavoro sul commercio.

Le licenze in ostaggio

La questione delle cosiddette licenze commerciali per i supermarket di Orvieto Scalo configura una eccessiva concentrazione nelle mani della sola Coop, un monopolio di fatto.

La questione nasce da lontano ed ha un punto di svolta quando, nel 2006, Orvieto Scalo doveva divenire  “un quartiere da abitare” e l’allora sindaco Mocio «…in ottemperanza ad una legge regionale, propose al Consiglio Comunale, in particolare alla III^ Commissione Permanente, l’iscrizione all’ordine del giorno, del punto relativo all’individuazione urbanistica di un’area per la realizzazione di una struttura di tipo AG1.» definendo lo Scalo luogo «….strategico per l’intero territorio comunale e per la sua collocazione, un quartiere che soffre del suo sviluppo originario intorno alle grandi arterie di viabilità su gomma e su ferro; un quartiere attraversato da grandi infrastrutture come la 205, alla strada Bagnorese, alla 71 Umbro-Casentinese, da due ferrovie, dall’Autostrada. Su Orvieto Scalo, l’Amministrazione Comunale con una serie di piani è più volte intervenuta nel tempo, fino agli interventi estremamente qualificanti del PUC.».

In pratica la realizzazione del centro commerciale, per quanto già fosse previsto da tempo, nasce su questi fondamenti. Peccato che nel frattempo non ci si era messi a lavorare seriamente anche sulla regolamentazione commerciale per le aziende di questo livello che, ad oggi, mostra serie lacune quali l’impossibilità della revoca delle autorizzazioni nonostante la prolungata ingiustificata chiusura, come nel caso di piazza del Commercio. Oltre a ciò la concentrazione nelle mani di un singolo operatore commerciale non è in alcun modo disincentivata.

Chiariamo però che il Comune non ha più voce in capitolo sulla questione squisitamente commerciale, ma la sua autorità per i negozi di medie e grandi dimensioni, resta per quanto concerne i necessari parcheggi e gli standard urbanistici ed all’Amministrazione cittadina che spettano questi compiti di regolamentazione, e non possono certo essere demandati a terzi.
salumiereAllo Scalo oggi insistono gli spazi ex Coop attualmente chiusi (e di quando in quando strumentalmente riaperti per poche ore proprio per prevenire eventuali scadenze delle autorizzazioni), Superconti che è stato recentemente e legittimamente acquisito dalla Coop e, dulcis in fundo, il centro commerciale “La Porta di Orvieto” che è sempre della Coop. Un monopolio che non favorisce il generale andamento del commercio, il sano sviluppo della città e lascia delle aree tristi e svuotate preda di svalutazione ed abbandono. Un monopolio che, a nostro avviso, ha portato lo Scalo al degrado tipico delle periferie urbane cittadine.

Tutto ciò in barba agli auspici che volevano lo Scalo “un quartiere da abitare“, non da occupare.

Il M5S ascolterà le esigenze degli operatori e dei residenti e chiederà modifiche al regolamento per le autorizzazioni alle medie e grandi superfici di vendita per adeguarlo alla necessità che queste siano attive e funzionanti, e non siano invece causa di svalutazione ed impoverimento di un intero quartiere proprio nel rispetto di chi aveva creduto alle iniziative per vivere lo Scalo.

«Secondo noi il commercio deve essere volano di occupazione e prosperità e le autorizzazioni amministrative non devono essere posizioni di privilegio e rendita esclusiva. O c’è vantaggio per tutti o si devono cambiare le regole del gioco, in meglio.» (Lucia Vergaglia)

Restate sintonizzati, stay tuned:

 

Orvieto in “presa diretta”: crisi del commercio (prima parte)

Cominciamo a conoscere meglio i nostri territori orvietani in “presa diretta”, andiamo a toccare con mano le crisi e le ragioni di scelte politiche giuste e sbagliate, buone pratiche da replicare, cattivi esempi da farne lezione.

silvio1In questa prima parte il commercio in ostaggio della crisi, le proposte in parlamento del M5S, il centro commerciale della discordia “Ipercoop” (su cui avremo molto da dire, e qualcosa anche in positivo nonostante il progetto sia stato approvato con più di dieci anni di ritardo dai nostri burocrati).

Ma cominciamo con chi sulla crisi vuol ritrovare una verginità perduta ovvero alcuni politici locali reduci da recenti sconfitte elettorali.

Con Orvieto5Stelle a documentare oggi per ricordare domani nelle nostre proposte, nei programmi elettorali e nell’amministrazione della città.

Restate sintonizzati, iscrivetevi al MoVimento ed al nostro MeetUp: