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Pertini 24 febbraio 1990-2018

Il 24 febbraio 1990 moriva Sandro Pertini, un grande della nostra giovane repubblica. Ed oggi il MoVimento 5 Stelle Orvieto intende ricordarne la figura di unificatore e punto di riferimento delle generazioni successive a quelle della guerra e l’ho fatto con atti che hanno fatto perdere le diverse sensibilità politica orgogliosa rivendicazione di Orvieto città per la Costituzione o nel dedicargli il nuovo ponte sul fiume Paglia.
Sandro Pertini fu un punto di riferimento della sua epoca e nel tempo per quel lascito intellettuale etico e morale fu fatto proprio da anche i suoi avversari più intransigenti
Va quindi passato messaggio per le giovani generazioni soprattutto in momenti nei quali il confronto politico diventa più marcato e conflittuale di avere coraggio e rispetto per il confronto invece che trasformarlo subito e senza alcun tipo di ragionamento e attualizzazione allo scontro anche e soprattutto fisico che rappresenta una perdita per tutti. Noi lo ricordiamo bene che Pertini non fosse uno che si tirava indietro dallo scontro anzi fu un attore protagonista di quello che fu l’epoca partigiana ed il periodo della Liberazione ma fu anche un uomo di istituzioni di costruzione di un intero nuovo Arco istituzionale e basato su nuovi diritti su una Costituzione repubblicana e finalmente libero, soprattutto rispetto a quello che fu la dittatura e prima ancora il Regno d’Italia, e siamo certi che non si concederebbe un viaggio nel tempo per retrocedere a prima degli effetti democratici fossero realizzati diversamente da certi nostalgici degli assolutismi del passato.
Noi lo ricordiamo Infatti come persona che guardava in avanti e che voleva essere non solo lui esempio per le nuove generazioni ma un uomo che chiedeva a gli altri adulti di essere a loro volta ad esempio per le nuove generazioni proprio per non tornare al peggio di quel passato in cui spiega il regno la dittatura e la guerra 3 cose che la Costituzione italiana e repubblicana avversa totalmente.

Oggi moriva Pertini ma oggi Pertini è vivo più che mai.

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Orvieto città per la Costituzione

– Alla vigilia del 70° anniversario della Costituzione i Cinque Stelle depositano una mozione che leghi indissolubilmente la carta fondamentale al Comune di Orvieto –

Si tratta di una scelta per noi naturale in un percorso che ha visto la nostra portavoce, sempre presente sulle tematiche locali come ad esempio tra tante quelle della scuola, della mobilità e disabilità, della viabilità, della trasparenza, del risparmio e del controllo di  gestione del Comune anche affrontare tematiche di livello molto elevato portando all’attenzione internazionale il doveroso riconoscimento del lavoro degli italiani del dopoguerra che fecero l’Europa, la competizione con le grandi Capitali sugli enti internazionali da riallocare dopo la Brexit e la scelta di fare di Orvieto una “città per la Costituzione” nel 70° Anniversario della promulgazione della nostra Carta Costituzionale, depositaria delle spirito democratico, antimonarchico e profondamente umano espresso nell’Assemblea costituente, fondamento del diritto e dei diritti, e nata grazie allo sforzo congiunto, per la prima volta, di donne ed uomini. Potremmo fare di più? Probabilmente si e ci impegneremo ancora di più anche se non dobbiamo dimenticare le tante difficoltà di essere davvero soli all’opposizione tra ex maggioranza (in possesso di tutte le cariche di garanzia) e la maggioranza attuale (in cui vengono date deleghe operative, come “Aree Interne” ad esempio, ai consiglieri), in una Regione a guida a noi molto ostile. Anche nelle feste quindi non ci risparmieremo e porteremo avanti al meglio possibile questo mandato; se ci siete e vi fa piacere partecipare a questo momento ci vediamo in Consiglio Comunale, al Palazzo del Comune di Orvieto, il 27 dicembre dalle 10 del mattino.

Ascoltate il discorso di Calamandrei ai giovani e poi di seguito leggete le parole dalla nostra consigliera portavoce.

La portavoce Lucia Vergaglia, Movimento 5 Stelle

«Settanta anni portati splendidamente quelli della Costituzione dei diritti e dei doveri, quella che rappresenta lo spirito del popolo italiano, operoso e lavoratore, e dello Stato repubblicano che ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie tra i popoli. Quella decantata da Calamandrei nel discorso ai giovani del 1955 quando ricordava a chi era a scuola che nello spirito della Carta Costituzionale nessuno è solo ma anzi siamo in più e parte di un tutto nell’Italia e nel mondo grazie ad essa. Quella delle pari opportunità perchè fu la prima volta che parteciparono le donne ad un’assemblea legislativa e che tale eco riverbera all’interno dello scritto costituzionale. Quella che si esprime nettamente contro la pena di morte. Quella che a ben leggere spiega che le Amministrazione locali sono luogo di massima vicinanza tra Stato, Territorio, Popolo e Comunità e, quindi, secondo noi è doveroso che esse ne siano protagoniste nel sostenerne e promuoverne i valori e la rappresentazione che viene data dei diritti inviolabili dei cittadini e dei non meno importanti doveri inderogabili. E’ grazie ad essa ad esempio che godiamo del diritto costituzionalmente garantito di decidere col voto come è noto a tutti o del diritto, non un bonus od una concessione, ad una educazione ed un avviamento professionale anche se si è diversamente abili indipendentemente dalla gravità socialmente riconosciuta dei problemi come recita l’articolo 38 al suo terzo comma. Sono diritti, e doveri, che vanno conosciuti e resi vivi ed attuali. Pertanto ho depositato una proposta in sette punti a costo praticamente nullo che possa incentivare la conoscenza della Costituzione sin dalle scuole di competenza comunale aiutando la miglior formazione dei cittadini di domani, che possa aumentarne la  consapevolezza per individui e comunità e quindi ridurre quella distanza tra stato e persone che ha tra i suoi effetti il generale sentimento di sfiducia ed anche i macroscopici numeri delle astensioni elettorali ed infine promuoverne l’approfondimento ed il confronto tra studiosi sul territorio per rendere davvero “Orvieto città per la Costituzione”. Ma per fare questo e trasformarlo da buone intenzioni a realtà vivente oltre la modesta iniziativa politica dell’unica forza compresa tra ex maggioranza e maggioranza occorre anche i sostegno di quei cittadini che si riconoscono in tale approccio, docenti scolastici, avvocati e magistrati che curano localmente le formazioni continue od iniziative di approfondimento su tale materia come ha inteso fare, e di questo lo ringrazio, anche un esponente della Giunta Germani come l’avvocato Andrea Vincenti con i suoi recenti seminari all’Unitre. Spero che quindi si possa passare dalle iniziative singole, sempre benvenute, ad un’architettura cittadina di promozione del dettato della Costituzione repubblicana che possa superare le consiliature e le alternanze e dare nel tempo frutti sempre migliori.» Lucia Vergaglia, capogruppo Movimento 5 Stelle Orvieto.

Ognuno VALE uno

Tanti tantissimi portavoce, ognuno con la sua storia ed il suo ruolo per raccontare i tanti motivi per scendere in difesa della Costituzione repubblicana da questa controriforma voluta da Renzi durante questa tappa di #Orvieto del #IoDicoNo #TreNo Tour. È questa la forza straordinaria del nostro progetto: la normalità. Ed è questa normalità che ci sta facendo andare ovunque per difendere la nostra Costituzione, che non appartiene nè al governo nè ai partiti, ma a tutti i cittadini.

«Bentrovati, benvenuti ai nostri portavoce. Diciamo che abbiamo già scongiurato la grande minaccia alla democrazia, siete qui e non c’è indifferenza e non è poco. Nonostante il tempo, nonostante pochi volenterosi si siano prestati a fare un’accoglienza che abbiamo naturalmente organizzato senza risorse basandoci assolutamente sulla buona volontà e sulla “partecipazione”. Mi corre l’obbligo, per correttezza, di dirvi cosa significa “uno vale uno”: significa che oggi il MoVimento è qua! E qua Voi siete nostri colleghi, non esistono personalismi, non esistono divismi, siamo qua. Siamo qua per parlare dei contenuti, per raccontare che cosa succederà nel momento in cui, come tutte le cose terrene, Renzi passerà e che cosa lascerà dietro di lui.» Lucia Vergaglia apre così dal palco di Orvieto, nel video l’intervento completo.

Il palco #M5S ad Orvieto ha visto gli interventi di Continua a leggere Ognuno VALE uno

Non chiediamo voti, ma non accettiamo falsi pregiudizi.

#Orvieto è un tesoro prezioso da proteggere nell’ambiente, da valorizzare per cultura, turismo e tradizione, da promuovere come sede di enti pubblici prestigiosi ed eventi internazionali, da sostenere nell’esprimere le sue potenzialità lavorative ed imprenditoriali trasformando le peculiarità come quella dell’essere il centro esatto dell’Italia in opportunità per la creazione di posti di lavoro e marchi di livello internazionale, da agevolare per le giovani coppie e le famiglie che si allontanano nei dintorni ben più ospitali ed inclusivi per invertire il declino demografico.
Noi non abbiamo mai fatto mancare la nostra capacità di proposta e di iniziativa e non ci siamo mai messi di traverso per puro calcolo politico, e questo tutti gli osservatori esterni lo riconoscono, e persino gli avversari.
Peccato che ai tempi in cui media e professionisti trentennali delle istituzioni ci tacciavano di antipolitica in molti tra i cittadini non abbiano creduto che potevamo fare la differenza ed hanno puntato sui volti noti. Ora in gran parte sentono che avrebbero potuto scegliere diversamente, magari non votando lo stesso per il M5S e scegliendo altri, ma senza la pressione e l’ansia che i media scatenarono ai tempi.

Ci dicevano che eravamo antipolitica e molti cittadini che gli hanno creduto ora voterebbero diversamente.

Invece è andata così e senza quel pungo di voti in più col quale qui ad Orvieto non restava solo Lucia Vergaglia a battersi tra l’ex maggioranza e la nuova maggioranza, e pertanto non abbiamo avuto neanche uno degli organi di garanzia (vicepresidenza o III commissione). Con quelli potuto fare molto di più però serviva che ci avessero dato più forza in quelle urne, ma non ci conoscevano nei fatti, nel rispetto degli impegni che si esprime nel MoVimento nazionale (come quello di essere i primi a tagliarsi via i propri privilegi e metà dello stipendio), nella capacità di essere proposta oltre che, giustamente, critica e protesta. Tuttavia, come si vede in questi referendum, non è ancora finita e continuiamo ad avere media e commentatori ferocemente opposti.

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E’ contro i pregiudizi istillati goccia a goccia da questi signori esperti di comunicazione che dobbiamo impegnarci ogni santo giorno, nel piccolo comune o nella Nazione, nell’interesse comune dei cittadini ed in quello dei nostri territori.

Non chiediamo il voto ma di superare il velo di pregiudizi.

Ed ancora una volta non chiediamo il voto, ma chiediamo di venire in piazza Domenica 27 prossima, alle 10.30 del mattino in piazza della Repubblica, e valutare, chiedere e confrontarsi con tutti noi. Sentite anche la nostra campana assieme a tutte le altre poi, dopo il referendum noi accetteremo quello che sarà deciso nelle cabine elettorali.

Noi in piazza ci saremo con Alessandro di Battista e tanti altri, e Vi Aspettiamo.

No al Referendum

Meetup e gruppo consiliare M5S Orvieto si schierano per il no alla modifica costituzionale relativa al Senato.

Le nostre ragioni sono molto semplici:

  1.  Garantisce la sovranità popolare?
    NO, perché insieme alla nuova legge elettorale (Italicum) già approvata espropria la sovranità al popolo e la consegna a una minoranza parlamentare che solo grazie al premio di maggioranza si impossessa di tutti i poteri.
  2. È una riforma legittima?
    NO, perché è stata prodotta da un parlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale.
  3. Produce semplificazione?
    NO, moltiplica fino a dieci i procedimenti legislativi e incrementa la confusione.
  4. Amplia la partecipazione diretta da parte dei cittadini?
    NO, triplica da 50.000 a 150.000 le firme per i disegni di legge di iniziativa popolare.
  5. Supera il bicameralismo?
    NO, lo rende più confuso e crea conflitti di competenza tra Stato e regioni, tra Camera e nuovo Senato.
  6. È una riforma innovativa?
    NO, conserva e rafforza il potere centrale a danno delle autonomie, private di mezzi finanziari.
  7. Diminuisce i costi della politica?
    NO, i costi del Senato sono ridotti solo di un quinto e se il problema sono i costi perché non dimezzare i deputati della Camera?
  8. È una riforma chiara e comprensibile?
    NO, è scritta in modo da non essere compresa.
  9. È il frutto della volontà autonoma del parlamento?
    NO, perché è stata scritta sotto dettatura del governo.
  10. Garantisce l’equilibrio tra i poteri costituzionali?
    NO, perché mette gli organi di garanzia (Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale) in mano alla falsa maggioranza prodotta dal premio

riforma costituzionaleIl nostro impegno  sarà quindi di una informazione  capillare e del massimo sostegno ai comitati perchè il NO vinca largamente in questo rarissimo caso di referendum SENZA quorum.

Segui il Meetup e la pagina Facebook per restare in contatto.

Festa della Repubblica 2014

Buona festa della Repubblica,

repubblica_italianaNo, non è l’anniversario della fondazione del quotidiano, quello dello “svizzero” De Benedetti tessera numero 1 del Pd, proprio no anche se potrebbe sembrare.

Si festeggia il suffragio universale che, dopo la caduta del fascismo, permise agli italiani appena usciti sconfitti da una guerra devastante di poter scegliere se avere un re oppure una costituzione repubblicana.

Pensate un po’ quanto erano avanti a quei tempi, davano voce al popolo, ai cittadini.

Così l’Italia decise di avere un Parlamento con due Camere, in modo che la seconda lettura delle leggi avrebbe permesso di correggere eventuali problemi, basò il nuovo stato su parole come “è una repubblica basata sul lavoro”, “riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo” e “ripudia la guerra”, decise di avere un governo eletto che rispecchiasse i sentimenti e le opinioni delle persone in modo limpido, non maggioranze premiate con leggi truffa, vinse anche l’idea che il governo dovesse essere eletto e non scelto con manovre di palazzo ed infine si decise di non avere più un re, ma un presidente di garanzia per un ristretto periodo di tempo in una carica non rinnovabile…

Pensate un po’ che uomini formidabili erano sopravvissuti alla guerra, e quanto guardassero lontano… ma se avessero visto oggi la parata militare in attesa degli F-35, il terzo governo non eletto e figlio di una legge incostituzionale ed il presidente “a vita” chissà cosa direbbero, e cosa direbbero degli italiani.

I figli illeggitimi del Porcellum

La parola fine sul Porcellum è stata scritta. Incostituzionale.

EdizioneStraordinariaLo sapevamo già, avevamo raccolto e consegnato 350.000 firme per questa schifosa legge che ha privato i cittadini di ogni possibilità di scelta sulle persone ed ha messo nelle mani delle segreterie dei partiti una formidabile arma contro il dissenso interno.

Una brutta legge che ha permesso (come ci ricorda qui nel video Franceschini) al Pd di avere 55% dei seggi senza aver neanche raccolto il 27% delle preferenze (e nonostante questo senza avere la capacità di governare senza inciuci).

Insomma uno dei principali motivi per cui si definisce partitocrazia la nostra repubblica democratica.

Ovviamente tutto ciò che discende dal porcellum, cioè eletti con il premio di maggioranza, eletti decisi dalle segreterie (solo noi del M5S abbiamo stilato le liste come da desideri degli iscritti secondo i risultati delle nostre “parlamentarie” nominali), governo, organi costituzionali ed anche la presidenza della Repubblica sono anch’essi tutti figli “illeggittimi”.

Abbiamo la certezza che si debba andare al voto e la esprimeremo in Parlamento, non facendo mancare però tutta la capacità costruttiva, di proposta legislativa, dei nostri eletti in quella sede fino all’ultimo giorno, che arriverà, lo sappiamo, molto presto.

Hanno avuto anni per mettere a posto il problema, invece hanno preferito vivacchiare di rimborsi elettorali; ma tu vedi se è questo il modo di fare politica…

In difesa dell’art. 138 della Costituzione

Il 6 di Settembre inizierà alla Camera la discussione sulla modifica dell’art. 138 della Costituzione, l’articolo-cassaforte che stabilisce come si cambia la nostra Carta. Tre giorni dopo, il 9, si voterà e poi di corsa in discussione al Senato: in quattro e quattr’otto perché c’è urgenza di presidenzialismo.

I parlamentari M5S sono stati gli unici a fare l’impossibile per mettersi di traverso a questo scempio, comprese lunghe sedute notturne in aula, e sono riusciti almeno ad evitare che il 138 si facesse a pezzi furtivamente ad Agosto.

Unitevi alla petizione Online:

Nel prossimo weekend saremo presenti in tutte le piazze d’Italia insieme ai cittadini: in questo [LINK] la mappa Google che segnala i nostri banchetti e le nostre agorà.

flyer5I cittadini parlamentari del MoVimento 5 Stelle saranno presenti a Roma, negli infopoint di piazza Montecitorio e piazza San Silvestro, nei giorni 6/7/8 Settembre.

 

Mister smith va a Roma – # occupycamera

Nel 1939 Frank Capra, il regista del più famoso “la vita è meravigliosa” che la Rai rimanda ogni Natale, prova a portare i buoni sentimenti in politica, ha girato il film “Mr. Smith va a Washinton” che ricorda moltissimo la situazione odierna per la quale il MoVimento 5 Stelle va ad occupare le camere, simbolicamente, nella protesta #occupycamera.

Mister Smith va a WashintonLa storia è più o meno questa [testo riportato da wikipedia]

Per opera di un gruppo di finanzieri e politicanti è stato presentato al Senato di Washington il progetto di una diga la cui costruzione consentirebbe dei lauti guadagni agli interessati. Accade che uno dei senatori che rappresentano lo stato in cui dovrebbe costruirsi la diga muoia. A sostituirlo viene scelto dai maneggioni certo Jefferson Smith, giovane onesto, ingenuo, lontano dalla politica, che i politicanti confidano di poter muovere a loro agio. Sennonché a Smith, che ignora l’intrigo, viene in mente di presentare un disegno di legge per la costruzione di un campo nazionale di boy-scouts proprio sulle rive del fiume sul quale dovrebbe sorgere la diga. Gli affaristi ricorrono a tutti i mezzi per neutralizzare l’opposizione di Smith e, infine, per liberarsi di lui, l’accusano di disonestà e propongono la sua espulsione dal Senato. Continua a leggere Mister smith va a Roma – # occupycamera