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Meetup Orvieto: Luna dimenticata

NELLA CITTÀ DI MAOLONI DURANTE LA SETTIMANA DEI 50 ANNI DALLO STORICO PRIMO PASSO SULLA LUNA SI PERDE OGNI OCCASIONE DI CELEBRAZIONE E STASERA C’È L’ECLISSI.

Stasera ad Orvieto tutti potremmo assistere allo spettacolo. Peccato per la nuova amministrazione non aver lasciato aperto lo spazio alla fortezza o trovato una location in cui ridurre la pubblica illuminazione per goderci assieme l’evento. Questo nonostante ad Orvieto ci sia una mostra sui viaggi spaziali e sulla missione lunare e che questa sia la settimana in cui la missione Apollo abbia portato i gli uomini sulla Luna, e che qui ad Orvieto nella collezione Maoloni ci sia l’originale della prima pagina de Il Messaggero preparata dal grande grafico esposta al Moma di New York proprio per festeggiare l’allunaggio.

Tornando al fenomeno astronomico, trattandosi di un’eclisse parziale, la Luna non sarà totalmente immersa nell’ombra ma ne verrà coperta per circa il 65%. Lo spettacolo sarà comunque unico, la luminosa

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Orvieto patrimonio Unesco. Facciamo il punto.

SIAMO NELLA “TENTATIVE LIST” DAL 2006 MA NON ABBIAMO AVVIATO ANCORA TUTTE LE PROCEDURE.

Sulla questione UNESCO ci siamo spesi molto per il riconoscimento della biodiversità ambientale ma non abbiamo, nel periodo in cui eravamo presenti in Consiglio comunale , sollevato il coperchio da quel vaso di Pandora che è il lavoro da fare per rendere tutta la città anche solo alcuni specifici monumenti patrimonio dell’umanità, con tutto quello che in termini di vincoli e di disciplinari può esserne conseguenza.

Ci interessava infatti che una eventuale seconda candidatura sul territorio evitando non ostacolasse quella ambientale, che è stata ottenuta ed é oggi alla fase successiva con la elaborazione ed applicazione dei progetti di governance.

In ogni caso nel giugno del 2018 mentre Vittorio Sgarbi lascio lanciava la sua provocazione sul candidare solo il Duomo come World Heritage Unesco la nostra portavoceLucia Vergaglia aveva già posto le basi per la discussione quando si sarebbe insediata la successiva amministrazione del 2019, e se avessimo avuto la possibilità di presentare la lista e quindi di essere quantomeno presenti in Consiglio comunale, se non addirittura in amministrazione, con questo argomento che sarebbe sicuramente all’ordine del giorno.

Però non ci tiriamo indietro, ne abbiamo parlato col Lucia vergaglia ed ecco cosa ci siamo detti:

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Meetup Orvieto. Servizi museali aggiuntivi.

IL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE E LA NECROPOLI DEL CROCIFISSO DEL TUFO POTREBBERO GARANTIRE NUOVI POSTI DI LAVORO ADEGUANDO I SERVIZI MUSEALI ACCESSORI.

Ottime news dal ministero per i Beni Culturali nelle regole del ministro Bonisoli. Abbiamo finalmente sbloccato le procedure per far ripartire i bandi per le concessioni e i servizi aggiuntivi nei luoghi della cultura statali.
Grazie a un disciplinare sottoscritto da Mibac e #Consip, abbiamo finalmente posto le condizioni per superare la grave anomalia delle proroghe ripetute. Questo significa anche che ci potrebbero essere nuovi spazi per la progettazione di servizi museali accessori nei nuovi progetti di gestione.

Codice dei beni culturali indica quali possono essere (art. 117) e in quali forme debbano essere gestiti (art. 115) i servizi al pubblico nei luoghi della cultura.

I servizi al pubblico includono un’ampia gamma di servizi di ospitalità e assistenza culturale e svolgono un ruolo fondamentale per la valorizzazione del patrimonio e per la promozione della conoscenza culturale.

Essi comprendono:

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Lucia Vergaglia (M5S Orvieto): premio STEM Europeana per il patrimonio culturale

20.000 EURO DI PREMIO PER RENDERE VIVO IL PATRIMONIO CULTURALE ATTRAVERSO LE NUOVE TECNOLOGIE.

Orvieto, si dice, è ricca ed il suo oro è il patrimonio culturale. Verissimo. Tutto sta a valorizzarlo davvero mentre invece si tengono chiusi e nascosti (o si lasciano ad ammuffire) tanti beni che dovrebbero poter essere fruibili ed invece non lo sono. Un vero peccato.

Nel 2013, su iniziativa di Lucia Vergaglia e Silvio Torre, fu organizzata #CloudCity, una manifestazione dedicata alla possibile città futura. Europeana era presente e raccontava la complessa attività di salvaguardia e rilancio di cui, per conto dell’Unione europea era protagonista.

L’allora governo cittadino del centro destra non ne volle o seppe far tesoro. In seguito lo stesso vuoto di politica culturale è stato interpretato dalle varie giunte di centrosinistra. Niente filantropia, art bonus o fruibilità delle collezioni (Rodari, per esempio oppure Maoloni). E c’è di più…

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Giornata mondiale del riciclo

OGGI UN CITTADINO ORVIETANO CI HA CHIESTO COME MAI SIAMO NETTAMENTE CONTRO GLI INCENERITORI MENTRE ALCUNI STATI RICCHI SONO A FAVORE… BEH… SEMPLICEMENTE SIAMO PER UN AMBIENTE PULITO E SANO.

di Sergio Costa, ministro per l’ambiente.

Oggi in tutto il mondo si celebra una pratica semplice quanto rivoluzionaria: il riciclo.

Nel passato considerata un’attività utile ma marginale, fin dai primi giorni del mio governo ho voluto renderla centrale per rivoluzionare non soltanto il paradigma ambientale ma anche economico del Paese.

Come?
Innanzitutto ho creato una competenza specifica sull’economia circolare nel Ministero dell’Ambiente. Sembra una piccola cosa, invece è importantissimo.

Fino ad oggi tutti ne parlavano ma senza una vera e propria competenza ministeriale erano tutte parole al vento: non esisteva una politica strutturale, capacità di spesa, e neanche una cabina di regia sul “chi fa cosa”. Bene, dal 10 agosto di quest’anno tutto questo esiste.

Dal giorno dopo ho insediato una task force di esperti per scrivere più decreti End of Waste possibili: voglio che pannolini, pneumatici, scarti di lavorazione dell’edilizia, plastiche miste… tanti più rifiuti possibile, smettano di essere considerati tali per diventare nuova materia creando quindi una nuova economia e, anche, più posti di lavoro.

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Orvieto. Teatro protagonista ed istituzioni distratte

MAGNIFICA PRIMA NAZIONALE de “IL GABBIANO” AL MANCINELLI ORVIETO. SUBLIME MASSIMO RANIERI E STREPITOSA ALCHIMIA DELLA COMPAGNIA. PECCATO LA CITTÀ POCO COINVOLTA DALLE ISTITUZIONI “DISTRATTE”.

(Di Lucia Vergaglia.)
La mia non può essere là recensione dell’opera teatrale rappresentata perché ” semplicemente” abbiamo assistito alla cultura che ci aspetta e ci accoglie sul palco è stato l’incontro tra le pagine del romanzo e i tormenti di ciascuno di noi allorquando si presta attenzione ai graffi della propria anima. Occorre coraggio e fede per sfidare la propria capacità di lasciare entrare la potenza delle suggestioni e delle evocazioni con l’incognita di non sapere quali possano essere gli effetti e il coinvolgimento personale. Spesso le difese creano troppi ostacoli.
Come le resistenze che incontra la dedizione completamente DISINTERESSATA di coloro i quali investono energie, tempo e risorse nei progetti di rilancio del Teatro Mancinelli e dunque di Orvieto.
Il nostro piacere di cittadini è innanzitutto di gratitudine nei loro confronti, ma soprattutto di sostegno economico e partecipazione: il teatro costa e se si vuole mantenerlo di livello nazionale occorre che si sia orgogliosi di acquistare il biglietto per godere della felicità che solo il palcoscenico può regalare.
Quando si applaude chi ha creato per noi è una rivincita sulla passività su certi giorni della passano inosservati. È un’esperienza di vita condivisa con gli attori: entrambe le parti possono raccontare di “quella volta quando ad Orvieto…”
Per questo con rammarico, ho osservato la risposta empatica del cittadini e il disinteresse delle istituzioni.

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ORVIETO. MANCA LA DIALETTICA CULTURALE

AL NETTO DELLA PREPARAZIONE DEI SINGOLI LA POLITICA CULTURALE ORVIETANA NON È FECONDA NONOSTANTE LE POTENZIALITÀ PERCHÉ MANCA LA DIALETTICA E LA RELAZIONE TRA POLITICA E MONDI DELLA CULTURA.

Gaio Cilnio #Mecenate è ben riconosciuto come uno dei fautori del successo politico e culturale di Ottaviano Augusto e della affermazione, in epoca classica e successive, del potere che hanno arte e conoscenza nel sostenere la prosperità dei territori piccoli e grandi.
Antesignano dei moderni “ministri della cultura” operò innanzitutto la costruzione di solidi legami con i poeti del tempo, come Orazio, Virgilio e Properzio, protagonisti indiscussi di quella stagione della storia di Roma. A lui dobbiamo anche la sapiente accortezza di indirizzare i big del suo “circolo” letterario verso generi diversi, evitando rivalità e gelosie che altrimenti avrebbero vanificato l’intero progetto di crescita culturale.

Ben più ampia fu la portata del mecenatismo rinascimentale da parte nobiliare e quello ottocentesco che vide la borghesia protagonista.

In epoca repubblicana è lo Stato ed il territorio che diviene protagonista ad esempio seguendo quelle iniziative che diedero origine ai teatri stabili come servizio pubblico, sulla falsariga delle proposte manifesto di Paolo Grassi e Giorgio Strehler.

Ecco. Giungiamo ai nostri giorni ed al nostro territorio cuspide tra Lazio, Toscana ed Umbria dove invece questo sistema di relazioni è assolutamente avulso alla iniziativa politica dell’attuale Assessorato alla cultura orvietano.

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Orvieto assente nel panorama librario ed editotiale

E CHE VE LO DICIAMO A FARE? A FRONTE DI TANTE CHIACCHIERE SULL’IMPEGNO SUL FRONTE CULTURALE SIAMO ANCORA FERMI AL PALO.

Questo elenco qui di seguito contiene le manifestazioni dell’universo editoriale annunciate ed in via di organizzazione per questo 2019. Subito dopo verrà il 2020 che, vale la pena ricordarlo, è Il centenario della nascita di Gianni Rodari , il quarantennale dalla sua morte ed i 50 anni del suo premio Andersen e la nostra Orvieto è la sede della collezione Rodari e dal centro studi dedicato all’autore che però sono scandalosamente chiusi e per i quali non è stato avviato alcun processo di rivitalizzazione nonostante l’unanime pronunciamento del Consiglio Comunale, le proposte ed i progetti depositati, l’attività di sensibilizzazione portata avanti dalla nostra portavoce Lucia Vergaglia e lo scandalo della denuncia Nazionale portata avanti dal Fatto quotidiano e da molti giornalisti del territorio, nel silenzio della provincia di Terni e della Regione Umbria.

Insomma nonostante i grandi proclami il processo culturale che potrebbe porre Orvieto tra le capitali italiane ed occidentali resta fermo al palo per mancanza della volontà politica rappresentata dagli attuali esponenti; dopo i 5 anni precedenti che avevano rappresentato una picchiata, un tonfo, ci si aspettava un inversione di rotta che invece non c’è stata.

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Orvieto: capitale delle iniziative dimenticate

SEMBRA DI VIVERE IN UN ETERNO PRESENTE IN CUI OGNI INIZIATIVA È DESTINATA A NON LASCIARE TRACCIA MA SOLO A CONSUMARE QUEI (POCHI) FONDI CHE ARRIVANO. UNA CITTÀ FERMA NEL TEMPO.

C’era una volta e c’è ancora una città chiamata Orvieto famosa per un pozzo e per il Duomo, in cui non ci si va per il Natale ma per quel concerto jazz che d’estate a Perugia ed in primavera a Terni mentre passa il Capodanno proprio ad Orvieto. Tutto il resto non lascia tracce e viene dimenticato rapidamente. E se una amministrazione non ne fa tesoro Di chi è la colpa?

Ancora una volta ci avviciniamo all’appuntamento elettorale con quella quantità di slogan che negli ultimi anni hanno rivendicato con forza l’idea di andare oltre il passato , anche il proprio passato , a nostro avviso senza fare tesoro degli insegnamenti e delle cose buone fatte che invece si lasciano arrugginire o prender polvere in qualche deposito.

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Il Sabato del villaggio… scolastico

COMUNQUE LA SI PENSI SUL SABATO SCOLASTICO QUESTA VICENDA È STATA GESTITA IN MODO BUROCRATICO E SCANDALOSO.

Quando vi chiedono perché siamo favorevoli a quelle iniziative di democrazia diretta piuttosto che lasciare nelle mani di una ristretta cerchia il controllo di quelle che poi sono vicende che influenzano i destini di famiglie e borghi, i tempi della vita dei giovani, il lavoro di commercianti e gestori di attività pubbliche, potresti fargli un esempio come questo in cui, per un puro esercizio del potere, si da il peggiore esempio immaginabile ai ragazzi nel luogo più sensibile che è la scuola.

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