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Consegnato il marchio Unesco. Inizia la fase 2.

IL MONTE PEGLIA RICEVE LA ATTESTAZIONE FORMALE PER LA RISERVA MAB UNESCO. NOI CI AVEVAMO CREDUTO E NON CI SIAMO ACCONTENTATI.

Adesso si sono svegliate tutte le forze politiche che prima avevano derubricato questa iniziativa per il riconoscimento della Riserva M A B UNESCO per la biodiversità del Monte Peglia a semplice certificazione di bellezza dei luoghi. Ma va bene così. Meglio farle le cose e meglio ancora essere in prima linea e farle bene da subito.

Ad Orvieto il progetto è stato presentato dalla NOSTRA Portavoce Lucia Vergaglia che in qualità di presidente Pro tempore della seconda commissione ha illustrato l’iniziativa al consiglio comunale per ottenere un voto deliberativo per rafforzare la presenza di Orvieto nell’appoggiare dello sforzo del comitato promotore guidato dall’avvocato Paola.

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Avanti con la Consulta sviluppo per “conoscere per deliberare”

SONO STATE MESSE A VERBALE LE PROPOSTE E GLI INTERVENTI DI APPROFONDIMENTO. FACCIAMO CONCRETAMENTE TESORO DELLA LEZIONE DI LUIGI EINAUDI. BISOGNA “CONOSCERE PER DELIBERARE”, E LO STIAMO FACENDO.

Qualche tempo fa in un una consigliera di maggioranza qui ad Orvieto sottolineava che per scrivere una mozione, cioè un atto politico che indirizza l’amministrazione verso una scelta piuttosto che un’altra, occorrevano al massimo 10 minuti. Vero è che da parte delle segreterie politiche abituate al copia-incolla od alla pratica cinquantennale di ripetere stancamente le medesime interrogazioni , ordini del giorno e proposte probabilmente è vero… per loro.

Da parte nostra c’è un serio approfondimento delle tematiche che arrivano richiamate dalla cittadinanza , dal cambio di situazione socio-economica nazionale e dall’adeguamento e dal progresso scientifico, tecnologico e soprattutto culturale. Facciamo tesoro, nel nostro piccolo, di quel conoscere per deliberare che negli anni 60 era uno dei caposaldi raccolti da Luigi Einaudi nelle sue “Prediche inutili“, così titolato, verrebbe da pensare, perché probabilmente aveva incontrato più di una mente competente come quella della consigliera di maggioranza che abbiamo appena descritto.

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Giornata della Terra 2015

La Giornata della Terra (in inglese Earth Day), è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra. Le nazioni Unite celebrano questa festa ogni anno il 22 aprile, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera,
Il 22 aprile del 1970, 20 milioni di cittadini americani, rispondendo ad un appello del senatore statunitense Gaylord Nelson, si mobilitarono in una storica, grande, manifestazione sotto la bandiera della difesa del nostro pianeta.

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Tutti, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal reddito, hanno diritto di vivere in un ambiente sano, equilibrato e sostenibile. La Giornata della Terra si basa saldamente su questo principio.

Da movimento, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuto un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili.

In questi giorni insistiamo nel proporre soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la fine della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.

Nel nostro piccolo questo modo di fare influenzerà, e non poco, la nostra proposta amministrativa per i territori locali a cominciare dalle scelte di decrescita e tutela ambientale.

Ancora una volta, come MoVimento 5 Stelle Orvieto, ci preme osservare che mentre a chiacchiere tutte le forze politiche locali, ed i candidati alla regione, sono per un ambiente sano ed un’economia sostenibile nei fatti:

  1. Il Comune non ha anticipato, programmato ed organizzato alcun evento in ordine alla Giornata Mondiale della Terra.
  2. I fondi in arrivo per le Aree Interne vengono presentati come leva per l’apertura di un nuovo casello autostradale (Orvieto Nord) e per la conclusione della Complanare. In pratica vengono dirottati al “consumo di suolo” che in una zona idrogeologicamente fragile è sempre un male.
  3. I lavori di messa in sicurezza dell’alveo fluviale si limitano ad un sistema di argini e vincoli al fiume stesso, alla faccia di quanto vorrebbe una sana politica di sostenibilità nel tempo.
  4. Non c’è ancora un assessore all’Ambiente. Il Sindaco non ha ancora dato la delega per quest’importantissima voce dell’amministrazione locale che una volta era in mano allo scienziato Margottini; ciò, a quasi un anno dalla propria elezione e considerato quante altre deleghe ha distribuito a pioggia, desta legittima preoccupazione.
  5. Orvieto ha una superficie di quasi 250 chilometri quadrati (due volte e mezzo la città di Napoli, per intenderci) con soli ventimila abitanti, pertanto potrebbe essere l’esempio di resilienza e sostenibilità. Tuttavia non lo è, e non vediamo in programma alcuna iniziativa in tal senso. Il lassismo che da tempo denunciamo si concretizza in omissioni e futili autocelebrazioni come abbiamo dimostrato nell’ultimo inconcludente Consiglio Comunale e nell’azione amministrativa.

Oggi ancora un’occasione persa per Germani e per la qualità di proposta sia dell’ex maggioranza (anch’essa deficitaria, eccezion fatta per sporadiche azioni di alcuni degli ex assessori come Brugiotti e Margottini) che di quella attuale assolutamente impantanata in attesa di “salvifichi” interventi come il programma Barca “Aree Interne” o la legge mancia in arrivo dalla regione a sostegno dei centri commerciali naturali ovvero dei commercianti dell’investimento in decoro urbano nei borghi.

Geotermico, megaeolico, la proposta del sindaco di Parrano di destinare la progettualità di “Aree Interne” sulla diffusa riqualificazione delle stalle per l’autoproduzione di BioMetano da immettere direttamente in rete gas stroncata sul nascere, la green card che è un permesso di traffico nelle ztl con le auto elettriche scavalcando i diritti dei residenti e togliendo opportunità ai commecianti per favorire ditte private… potremmo andare avanti a lungo per elencare le deficitarie manchevolezze dell’amministrazione in questa Giornata della Terra e per proporre soluzioni davvero alla portata. Ma non è solo questo il nostro ruolo d’opposizione, di minoranza della minoranza. Oggi il nostro ruolo è anche di essere la coscienza ambientalista che manca sia a destra che sinistra da troppo tempo e semplicemente stigmatizzare che il tema dell’Ambiente con la a maiuscola lo hanno portato tutti in campagna elettorale ma poi qui, tirando le somme, non lo ha mai praticato per davvero nessuno di loro.

Giornata della Terra 2014

La Giornata della Terra (in inglese Earth Day), è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra. Le nazioni Unite celebrano questa festa ogni anno il 22 aprile, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera,
Il 22 aprile del 1970, 20 milioni di cittadini americani, rispondendo ad un appello del senatore statunitense Gaylord Nelson, si mobilitarono in una storica, grande, manifestazione sotto la bandiera della difesa del nostro pianeta.

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Tutti, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal reddito, hanno diritto di vivere in un ambiente sano, equilibrato e sostenibile. La Giornata della Terra si basa saldamente su questo principio.

Da movimento, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuto un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili.

In questi giorni insistiamo nel proporre soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la fine della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.

Nel nostro piccolo questo modo di fare influenzerà, e non poco, la nostra proposta amministrativa per i territori locali a cominciare dalle scelte di decrescita e tutela ambientale.

Il “DE” davanti alla parola crescita

Nei nostri programmi locali, innanzitutto nella cosidetta Carta di Firenze, compare spesso la parola Sviluppo e talvolta la parola DeCrescita. Sulla base di questo termine ci accusano di tutto, di volere un’imbarbarimento dell’economia, un ritorno al medioevo di certa letteratura e, peggio, c’è chi effettivamente propone robe simili dicendo di parlare a nome del MoVimento 5 Stelle. Questa è una sciocchezza. Non fatevi mai infinocchiare da quei cialtroni che dicono di parlare a nome del MoVimento proponendo confini, tasse ed il ritorno al baratto, noi siamo per lo sviluppo, per il benessere comune e per l’Italia.

Al M5S usiamo il termine DeCrescita perchè la crescita del PIL comprende tutto il negativo dello sviluppo; il PIL cresce quando lo stato espropria la terra e consuma il suolo, cresce quando l’E-45 diventa a pagamento, il PIL cresce quando si spendono soldi utili per comprare i bombardieri, il PIL cresce quando bisonga intervenire in amergenza per un disastro annunciato, il PIL cresce quando dobbiamo fare la manutenzione ad una strada provinciale fatta male e piena di buche, e cresce ancora quando la manutenzione è fatta male e bisogna rifarla; il PIL comprende la dipendenza dal petrolio, include gli aumenti dei costi dovuti alla cattiva finanza ed è gonfiata da ogni errore od incuria che costi qualcosa nell’essere rimesso a posto; infine comprende i costi sprechi voluti ed ottenuti nel pubblico e nel privato dal malaffare, dalla corruzione e dalla criminalità. invertire la rotta

La “crescita” col “DE” davanti, invece, non viene registrata nel PIL. Ciò perchè riqualificare il consumo energetico di edifici statali e privati riduce i consumi, quindi il PIL si abbassa mentre i soldi restano in tasca e non finiscono nella prossima tassa. A noi piace la Crescita e lo Sviluppo, non lo spreco. Lo spreco per noi è spregio dei cittadini, ed il nostro PIL ne è pieno.

Non fatevi infinocchiare: quando mettiamo il “DE” davanti è perchè noi vogliamo la crescita del benessere di tutti, in spregio allo spreco ed a quei pochi che ci si arricchiscono.

Venite con noi. Iscrivetevi al MoVimento ed al MeetUp di Orvieto:

La decrescita infelice

Bardano, Orvieto, Umbria, Italia e, forse, Europa.

Questa storia la raccontiamo qui dai capannoni industriali del sobborgo di Bardano, ad Orvieto, dove si puntava a fare una nuova uscita dell’Autostrada del Sole per il transito merci; ora i capannoni se ne stanno abbandonati o con la scritta “Affittasi” in bella vista, ormai ingiallita dal troppo tempo passato.capannoni abbandonati

Simboli, questi, della crisi, ma anche della cronica incapacità di fare filiera e rete sul territorio, di istituzioni senza strategia a lungo termine, di comunità e territorio depauperati, spogliati e “delocalizzati”, simboli della nuova emigrazione e della riduzione della popolazione orma in saldo negativo da anni.

Simboli di una classe manageriale inconsapevole, figlia di una cultura in cui c’erano coperture ed interventi politici, finanziamenti che sembravano elargizioni e la logica di puntare alle emergenze per vedere l’intervento dello stato a giustificare i sindacati, salvare industrie e lavoratori e, soprattutto, di un sistema bancario che sosteneva le imprese, che permetteva scoperti a chi aveva ordinativi e fatture, ma che adesso invece ha strozzato anche le aziende sane.

I capannoni di Bardano sono svuotati della loro energia creativa, della loro capacità di produrre benessere e lavoro, adesso sono rappresentazione di un dramma per imprenditori e lavoratori, per le loro famiglie. Per il territorio sono monumenti all’impoverimento, per la comunità sono causa d’infelicità e rimpianti.

Abbiamo avuto l’occasione ed il tempo di governare la crisi con strategie di decrescita felice e metodo, abbiamo preferito far finta che tutto andasse bene ed ignorare i segnali, si è addirittura riso delle proposte del MoVimento 5 Stelle. Eccoci, oggi a tirare le somme della via che abbiamo intrapreso.

Questa è stata una decrescita infelice, qui come altrove, in questa regione come nelle altre; a Bardano, Orvieto, Umbria, Italia, Europa bisogna raccogliere i cocci ed invertire la rotta.

Qui, adesso, ovunque e per sempre.

Silvio Torre, Orvieto 5 Stelle

Il candidato sindaco si elegge online (ed anche il programma)

Forse si voterà ben prima del prossimo anno, od almeno così si dice in giro.

silvio - la nazione 1 marzo 2013In ogni caso ci arriveremo pronti, i progetti ci sono eccome, così come un programma generale in continuo divenire che si arricchisce di giorno in giorno e che viene sviluppato dagli attivisti, originariamente per gruppi di lavoro, ma consolidata questa base si procede via internet in forma di Democrazia Digitale, quale nuovo metodo di partecipazione politica. Lo stesso candidato Sindaco ed i candidati consiglieri non sono ancora stati proposti in “rete”.

Si parte dalle famose 5 Stelle del MoVimento: Acqua Pubblica, Sviluppo Sostenibile, Trasporti e Mobilità alternativa, Connettività per tutti ed infine l’Ambiente che da nostro alleato può, se troppo sfruttato, dimostrare la propria brusca reazione come il caso dell’alluvione del 12 novembre ha voluto ricordaci, per fortuna senza far vittime.

buoni-propositi12Insieme, sin dal primo “aperitivo civico” qui in Rupe, abbiamo delineato in mente piani turistici, un’azione di recupero dell’ex caserma, un piano ciclabili formidabile, marchi locali, recupero del Crescendo ed azioni simili a quelle che Pizzarotti ha proposto a Parma per riportare nella gestione pubblica di qualità, pur mantenendo vive le collaborazioni con le associazioni, alcuni dei beni che si vorrebbe terziarizzare, e mi riferisco ad esempio ai palazzi storici. Se eletti partiremo sicuramente dal bilancio partecipato, che la cittadinanza possa scegliere con un clic responsabile se destinare dei fondi in più ad asili e scuola od all’ennesimo cambio di viabilità. E poi trasparenza degli atti dirigenziali, ridurre tutte le partecipate, recuperarne le competenze. Abbiamo mezzi e capacità, riduciamo questi sprechi e guardiamo oltre, per attrarre lavoro, turismo e sviluppo in piena sostenibilità. Continua a leggere Il candidato sindaco si elegge online (ed anche il programma)