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Il pinicidio elettorale

CON L’AVVICINARSI DELLE ELEZIONI LE CITTÀ SI RIFANNO IL LOOK STENDENDO ASFALTO E RIDIPINGENDO I CANCELLI MA AD ORVIETO SI VA OLTRE CON LA TRADIZIONE DEL PINICIDIO.

Il pinicidio viene da lontano e non è né di destra né di sinistra, ad Orvieto in Umbria esiste da qualche anno. C’è un diffuso susseguirsi di interrogazioni da parte della politica di maggioranza seguita poi dalle risposte da parte della Giunta che mette in atto il taglio dei Pini, perciò pinicidio.

Colti in castagna vi diranno che erano piante vecchie e tarlate quindi pericolanti. Salvo per il fatto che non c’è un dirigente che abbia firmato nel passato per tali attestazioni di pericolosità e che le immagini che vengono lanciate sui social parlano da sole con tronchi che sono la rappresentazione vera e proprie del legno di qualità.

Intendiamoci capita anche ai platani ma quella dei Pini di Ciconia fu un vero e proprio scandalo e adesso sembra che ci stia per avvicinare ad un nuovo periodo motosega. Come Movimento 5 Stelle e con Lucia Vergaglia abbiamo cercato di portare l’attenzione su questa problematica numerose volte in passato oltre alle tante attività legate al nostro patrimonio boschivo e più In generale al verde pubblico. Va detto che lo abbiamo fatto in assenza di sostegno da parte delle associazioni dichiaratamente ambientaliste e di quei partiti che si erano scritti ecologia all’interno del simbolo salvo poi fare tutt’altro.

Come M5S l’ambiente resta una delle nostre 5 stelle, a differenza di altri noi non facciamo passi indietro.

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Risposta a Barbabella sull’Unesco

UNA LETTERA APERTA DELL’EX SINDACO BARBABELLA CI CHIEDE SE ABBIAMO APPROFONDITO LA QUESTIONE UNESCO. AVENDOLA PRESENTATA IN CONSIGLIO DOVEROSAMENTE RISPONDIAMO.

Abbiamo letto sulla stampa della richiesta formulata attraverso una lettera aperta scritta di pugno dall’ex sindaco Barbabella che chiama in causa i gruppi consiliari e rispondiamo la medesima massima trasparenza che abbiamo dimostrato portando prima in commissione e poi in consiglio comunale la questione per un dibattito, un approfondimento degli atti ed una approvazione pubblica.

L’ex sindaco solleva la questione del comitato promotore i cui specifici punti di accordo individuano chi avrebbe fatto i progetti e chi è autore e quindi titolare e responsabile dei segni distintivi utilizzati per veicolare il progetto e rendersi riconoscibili come appunto promotori. Oltre a questo chiede, a nostro avviso giustamente, se da parte dei gruppi consiliari sì e proceduto ad una analisi sia della documentazione in itinere che valutazione degli interessi per i cittadini ed il territorio.

Qui di seguito la risposta di Lucia Vergaglia

Si firma “cittadino orvietano” l’ex sindaco del nostro comune ed ex presidente della società risorse per Orvieto. Le sue domande sono semplici e forse un po’ maliziosa per cercare di ottenere un endorsement nei confronti di un progetto i cui profili non sono stati ancora ben compresi anche da operatori esperti come lo stesso Barbabella. Le domande relative al comitato promotore ed agli interessi particolari che possono emergere dall’utilizzo dei segni distintivi di cui è autore lo stesso proponente del progetto ad esempio potrebbero ingenerare un sospetto di possibile privatizzazione del Monte Peglia come lo stesso ex sindaco scrive nella sua lettera aperta. L’unesco è però un ente delle Nazioni Unite ed i rigidi protocolli che utilizza sono estremamente specifici sul fatto che nel momento in cui vengono istituite le riserve , come è recentemente avvenuto proprio per il Monte Peglia, la sovranità non viene ceduta e resta dello Stato con le sue varie diramazioni come per esempio i comuni. Sovranità è una parola che a noi è molto cara ed è nella descrizione degli iter del processo per la creazione delle riserve dove si usa la locuzione “giurisdizione sovrana dello stato di appartenenza”. Inoltre vorrei far presente che la fase nella quale il comitato promotore si relaziona per ottenere il riconoscimento e ormai, da un mese, superata con successo e si deve aprire ora la fase della governance che ho già chiesto di avviare anche pubblicamente ed alla quale auspichiamo la più ampia partecipazione possibile.

Proprio sul tema della governance ho inteso già il mese scorso riporta che l’attenzione alla centralità di Orvieto che è dotata di tutti quei servizi a partire dallo stesso palazzo dei congressi e quelle professionalità che hanno come punti cardinali il nostro centro studi e l’alta scuola e che quindi può contribuire praticamente ed efficacemente a soddisfare la mission che il programma 2015-2025 della Mab Unesco e che riassumendo sono sviluppare e rinforzare i modelli di gruppo sostenibile, condividere a livello internazionale le esperienze fatte e le conoscenze acquisite, sostenere le strategie e le politiche di qualità legate allo sviluppo sostenibile ed infine incontrare ed aiutare gli altri stati a favorire la biodiversità come da noi individuata per mitigare gli effetti o contribuire al contenimento del riscaldamento globale. Insomma si tratta di attività di ricerca e studio, di formazione, di simposi e Congressi che potrebbero avere impatti più che positivi sul nostro territorio qualora fossimo capaci di fare sistema e non impelagarci in lotte intestine. Ricapitolando le risposte all’articolato insieme di quesiti proposti dall’ex presidente di risorse per Orvieto sono semplici: il comitato promotore ha già ottenuto il risultato del riconoscimento della riserva ora c’è bisogno della governance che sarà ovviamente un processo differente. Gli atti sono stati presentati e Messi a disposizione grazie a noi pubblicamente e pertanto rivendichiamo la massima trasparenza e naturalmente anche la valutazione dell’opportunità di far parte di questo progetto per i numerosi motivi che ho appena elencato. Le norme attuali e gli stessi protocolli della UNESCO inoltre impediscono ogni forma di privatizzazione e chiariscono che le aree in questione restano sotto la sovranità dello Stato italiano.

Iter

Il dossier di candidatura è elaborato sulla base del format “Biosphere Reserves Nomination Form”; previo avvio di un gruppo di lavoro che argomenti e contestualizzi i sette criteri definiti nel Quadro Statutario e che individui correttamente le parti della Riserva da destinare alle tre funzioni e le relative zonazioni. E’ necessario che il processo di candidatura sia condiviso da tutti gli stakeholder istituzionali e non del sito proposto.

Le candidature vanno trasmesse da chiunque abbia interesse (Istituzioni, Enti, Amministrazioni pubbliche, associazioni ed altri soggetti) al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che avvia il procedimento ed attiva il Comitato Tecnico Nazionale MAB, al quale partecipa come invitato permanente la CNIU. Al termine dell’istruttoria, in caso di parere positivo, il dossier di candidatura viene inviato alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’UNESCO per la trasmissione ufficiale ai Segretariati UNESCO competenti entro il 30 settembre di ogni anno.

Il Consiglio MaB, International Co-ordinating Council of the Man and the Biosphere Programme (ICC), tra il maggio e il luglio dell’anno seguente, sulla base della valutazione fornita dal Comitato Consultivo Internazionale, International Advisory Committee for Biosphere Reserves- IACBR, designa il sito proposto quale Riserva della Biosfera oppure stabilisce il differimento o la bocciatura della candidatura. Le Riserve, pur rimanendo sotto la giurisdizione sovrana dello Stato di appartenenza, fanno parte della Rete Mondiale delle Riserve della Biosfera, in cui la partecipazione è facoltativa e volontaria e la mission per il periodo 2015-2025 consiste nel:

  • sviluppare e rinforzare modelli di sviluppo sostenibile nella Rete mondiale delle Riserve della Biosfera
  • condividere le esperienze fatte e le conoscenze acquisite al fine di facilitare la diffusione e l’applicazione mondiale di questi modelli
  • sostenere la gestione, le strategie e le politiche di qualità relative allo sviluppo sostenibile e alla pianificazione
  • aiutare gli Stati membri e le parti interessate a soddisfare gli obiettivi di sviluppo sostenibile il più rapidamente possibile grazie alle esperienze condivise dalla Rete mondiale delle Riserve della Biosfera, sperimentando politiche, tecnologie ed innovazioni che favoriscano la gestione sostenibile della biodiversità e delle risorse naturali e la riduzione e l’adattamento ai cambiamenti climatici

Note sul “cittadino Barbabella”
consigliere comunale e assessore dal 1975 al 1980, poi Sindaco di Orvieto dal 1980 al 1989; consigliere provinciale di Terni dal 1990 al 1995; di nuovo consigliere comunale di Orvieto dal 1999 ad oggi con funzione di capogruppo; Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione per il Centro Studi Città di Orvieto (CSCO) dalla fondazione fino al 2004; Presidente di RPO Spa dal 2004 al 2007.

Mercurio. Confermate le nostre valutazioni

PER UNA VOLTA, COME DICEVAMO NOI, LA DISCARICA NON C’ENTRA. LA BONIFICA VA FATTA A MONTE ESATTAMENTE COME AVEVAMO PROPOSTO AL CONSIGLIO COMUNALE.

Le cose stanno esattamente come avevamo detto ripetutamente nelle pubbliche sedi e con la pubblicazione di analisi e studi tuttavia, non pretendendo di avere la verità in tasca, abbiamo accettato il fatto che si procedesse alle cospicue analisi da parte delle varie Arpa così come sindaco Germani ha inteso proporre anticipando di soli 2 giorni il Consiglio comunale nel quale era depositata la nostra mozione per avviare immediatamente la fitodepurazione dei sedimenti fluviali. Abbiamo pertanto ritirato le nostre mozioni (che in assenza delle cpnferme arpa la maggioranza avrebbe affondato) ed avviato azioni di sensibilizzazione istituzionale come le famose 10.000 cartoline a Mattarella, presentate anche a Luigi di Maio, e non solo limitandoci ad attendere che le autorità preposte certificassero le nostre giuste preoccupazioni, così come effettivamente sta avvenendo.

Ne dobbiamo trarre le conseguenze e pertanto abbiamo deciso di riportare in Consiglio gli atti “difensivi” per il nostro bacino idrografico. È necessario recuperare localmente il ritardo accumulato in questo lungo supplemento di analisi.

Inoltre, visto che non siamo stati immobili nell’attesa delle indagini Arpa facendo non solo azione di sensibilizzazione istituzionale, come le 10.000 cartoline a Mattarella, ma anche attivando i nostri canali operativi condivideremo i risultati delle interrogazioni alla Commissione europea che abbiamo chiesto attraverso il nostro portavoce eurodeputato Piernicola Piedicini per stabilire meglio il quadro delle responsabilità e decidere i passi successivi.

Ricorsi al Tar. Tutti convergono sulla posizione M5S

BEN TRE RICORSI CONTRO L’ESPANSIONE DELLA DISCARICA CONVERGONO SULLA POSIZIONE INDICATA DA VERGAGLIA. IL COMUNE PARTECIPA PORTANDO TRA I MOTIVI AGGIUNTI LA NUOVA RISERVA UNESCO. SENZA IL M5S PROBABILMENTE SAREBBE STATO IMPOSSIBILE.

Tutti ricordano che sono due mesi fa se il PD che le destre volevano defenestrare sindaco di Orvieto Giuseppe Germani e che solo il MoVimento 5 Stelle , con la portavoce Lucia vergaglia, ha ricordato che con l’arrivo del commissario non si sarebbe potuto agire legalmente contro l’espansione della discarica, opponendosi di fatto a questa manovra di Palazzo per le elezioni anticipate. A quanto pare i nostri motivi erano più che validi visto che non c’è un singolo ricorso ma ce ne sono ben tre.

Non sappiamo quanto il nostro esempio abbia contribuito a questa mobilitazione generale, a questo risveglio in cui le associazioni ambientaliste hanno deciso di intervenire fattivamente. Tuttavia sappiamo che anche la politica ha abbandonato i toni di fine maggio ed è intervenuta con molti partiti sulle medesime nostre posizioni. Questo noi lo consideriamo un successo della capacità della nostra portavoce di trascinare sui temi concreti l’azione politica piuttosto che sulla contrapposizione ideologica ed, in subordine, affermiamo senza tema di smentita che la situazione odierna in cui c’è una grandissima convergenza a tutela del territorio assolutamente Lucia Vergaglia ed il MoVimento 5 Stelle tra i punti di riferimento.

“Siamo contenti ma non intendiamo dormire sugli Allori ed accontentarci. È necessario che la prossima amministrazione non abbia alcun dubbio o titubanza quando si parla di ambiente E di interessi del territorio. (Lucia Vergaglia M5S)

Differenziata: si cambia ancora?

ABBIAMO CHIESTO AL SINDACO DI RISPONDERCI SULLA NUOVA NORMA UNI 11686 DEL 2017 CHE PRESCRIVE NUOVI ELEMENTI IDENTIFICATIVI PER I BIDONI DELLA DIFFERENZIATA.

La questione è nota e si riferisce alla nuova normazione, in vigore dal 28 settembre 2017, relativa al modo di identificare le varie frazioni di rifiuti urbani mediante un insieme di elementi visivi, compresi colori, simboli e testo che rappresentano in molti casi una novità rispetto al passato. Questo modello operativo serve ad identificare univocamente i contenitori per i rifiuti attraverso alcuni elementi visivi, facilitando così i servizi di raccolta e di riciclaggio/recupero sia per gli utenti che per il gestore del servizio.

Nel Consiglio comunale del primo agosto abbiamo ricordato che era l’Overshoot day, cioè la giornata in cui il pianeta ha superato il consumo sostenibile ed intaccato di conseguenza l’ambiente, ed interrogato il Sindaco sull’applicazione della nuova normazione UNI 11686:2017 sui Waste Visual Elements chiedendo specificamente se dovevamo prepararci ad un nuovo cambio di mastelli e cassonetti per la differenziata, il terzo da quando Germani è sindaco.

Ecco la sua risposta:

Sindaco, Giuseppe Germani: “questo tipo di azione deve essere fatta da COSP che è gestore del servizio e fornitore dei materiali per la raccolta differenziata. Mi informerò perché si adeguino alle normative rispetto al contratto del 2014.”.

In pratica non smentisce ed anzi richiederà l’adeguamento alla normativa. Questo significa che, probabilmente, potremo dover cambiare ancora il kit per la differenziata in tempi anche brevi.

Orvieto sia il giardino dei cittadini

UNA CITTÀ BELLISSIMA COME ORVIETO NON VA TRASCURATA O LASCIATA SENZA ATTENZIONE PER IL DECORO E PER GLI SPAZI DEI CITTADINI.

Vorremmo che si dicesse degli orvietani che hanno una cura per il verde urbano, che questo sia opulento per varietà, colori e profumi, racconto in forme ordinate intervallate con veri e propri tagli d’arte.

Che si possa scorgere un giardiniere all’opera perché ben riconoscibile con la pettorina col logo del Comune, è che sia indossata con fierezza.

Perché ogni cittadino ha il diritto di godere quotidianamente di uno spazio verde pulito e accogliente. Ad ogni area attrezzata che sia una piazza, una via, un campetto sia associata una varietà arborea, un prato, delle piante in fiore.

Perché ogni stagione dell’anno abbia un suo colore che non sia l’asfalto, un suo profumo che non sia quello degli scarichi delle auto, che sia viva e renda viva la città.

Un sindaco dovrebbe aver cura della propria terra esattamente come un giardiniere, perché anche le vite dei cittadini, delle imprese e del lavoro nei territori hanno i propri tempi, i propri momenti autunnali in cui c’è bisogno di cure, le proprie primavere che non devono limitate o bloccate per poter essere feconde di fiori ed infine prospere di frutti e di raccolti.

un giardiniere sa che c’è un tempo per concimare ed uno per potare, ed un giardiniere non li confonde.

Cittadini ed amministratori concorrono nella responsabilità per la città, il ruolo di coordinamento e la catena gerarchica spettano prima di tutto all’amministrazione e per tanto quando si devono valutare le condizioni cittadine è normale chiederne conto agli amministratori. Dal nostro punto di vista Orvieto deve essere da favola, quel giardino in cui i cittadini possono avere la migliore qualità della vita. (Lucia Vergaglia)

MAB UNESCO

IL MONTE PEGLIA È UFFICIALMENTE RISERVA MONDIALE DELLA BIOSFERA MAB UNESCO GRAZIE AI PROMOTORI A CUI VANNO TRIBUTATI I DOVEROSI COMPLIMENTI E RINGRAZIAMENTI. ORA BISOGNA LAVORARE PER RENDERE VIVO QUESTO GRANDE RISULTATO.

Non senza orgoglio il Comune di Orvieto è stato partecipe tra i promotori per rendere il Monte Peglia patrimonio mondiale UNESCO per la biodiversità, e non senza soddisfazione annunciamo che questo obbiettivo è stato raggiunto. La nostra portavoce, avv. Lucia Vergaglia, ha fortemente voluto che fosse l’intero Consiglio Comunale ad aderire ed in qualità di presidente pro tempore della Commissione ha promosso la presenza ed una irrituale ma necessaria e pubblica audizione nella sede consiliare del comitato promotore ed il voto del Consiglio al completo per rafforzare l’atto. Una scelta che rende tutti gli orvietani egualmente rappresentati nel momento della scelta di tentare la candidatura UNESCO ed egualmente vincitori oggi che le Nazioni Unite hanno riconosciuto il valore dei nostri territori.

lucia su orvieto24 per la marcia del rispetto 3«Soddisfazione e consapevolezza che si aprono nuove strade per lo sviluppo dei nostri territori, anche se senza i toni trionfalistici che rilancia chi parla dell’equivalenza di questo riconoscimento con un controvalore economico immediato.

La verità è che si tratta di un riconoscimento di grande valore e, se siamo così bravi da farne fondamento per nuovi spazi di crescita del territorio, che il vero lavoro comincia adesso e sarà una sfida per tutti noi.»

Estratto dalle pagine del Comune di Orvieto al momento della presentazione del progetto. Continua a leggere MAB UNESCO

Braccialetto elettronico COSP. Interrogazione.

ABBIAMO RACCOLTO LE DOVEROSE INFORMAZIONI E VALUTATO LA RISPOSTA DELL’AZIENDA E SUL BRACCIALETTO ELETTRONICO AI LAVORATORI I DUBBI RESTANO.

«Quella del controllo a distanza dei Lavoratori è una materia complessa e per la quale ci sono pieghe normative in cui ci si può infilare, come ricorda un famoso detto, la coda il diavolo. Analizzando la questione nel dettaglio si scorge il problema ed in questo caso il fatto che il braccialetto elettronico possa essere utilizzato come sistema di verifica della produttività e della posizione specifica di un singolo lavoratore. Secondo noi questo è un dato che si ottiene agevolmente incrociando il momento della raccolta che è rilevato dall’apparecchio personale indossato con l’anagrafica cui è connesso il bidoncino, tale anagrafica viene utilizzata anche dal Comune per attribuire eventuali sconti soprattutto sul minore quantitativo di indifferenziato, cioè del sacco nero, permette di conoscere la posizione precisa in tempi precisi. Questo pone una problematica rilevante dal punto di vista giuslavoristico ed andrà, al nostro avviso, normata in maniera decisa potendo considerato controllo a distanza del lavoratore e questo effetto grande fratello è contrario al diritto ed alla dignità del lavoro e del lavoratore. Ma al netto di questa considerazione va detto che il comune non è stato interpellato su tale materia eppure è il committente ed è uno dei firmatari degli accordi, dei contratti e degli appalti che, a questo punto, bisogna chiarire se quantomeno prevedevano l’utilizzo di questo tipo di tecnologia così invasiva e così lontana dai principi della dignità del lavoratore e, secondo noi, così sbilanciata a favore di chi l’azienda la guida. Abbiamo interrogato il sindaco Germani proprio per sapere se da un lato lui era cosciente che sarebbe stata scelta questa strada in cui la tecnologia da miglioramento delle condizioni del lavoratore diventa strumento per tenerlo sotto controllo , e dall’altro se tale scelta aziendale prevista nei capitolati che come comune abbiamo firmato.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Sarà uno degli argomenti in discussione nel prossimo Consiglio Comunale. Aggiungiamo però una considerazione che è quella che una verifica quantitativa, utile anche in azienda per dire quanto sono stati rapiti a fare la raccolta dei bidoncini, potrebbe essere una contrapposizione alla qualità del lavoro ed alla sicurezza di chi vuole una città senza che gli operatori della raccolta e dello spazzamento siano costretti ad inseguire tabelle di marcia facendo a gara a chi accelera di più. Occorre il rispetto dei tempi, ma occorre lavorare bene e con rispetto della sicurezza e della tranquillità dei cittadini.

Mozione Orvieto Plastic Free

RACCOGLIAMO LA SFIDA DEL MINISTRO DALL’AMBIENTE E LA SOLLECITAZIONE DI #CITTASLOW PER LIBERARE LE NOSTRE CITTÀ DALLA PLASTICA.

Una mozione per rendere Orvieto città Plastic free è stata depositata da Lucia Vergaglia del MoVimento 5 Stelle e sarà discussa nel prossimo Consiglio Comunale.

La Plastic free Challenge (#PFC) è una iniziativa ambientalista sostenuta dal ministro dell’ambiente Sergio Costa che chiede a tutti gli enti pubblici di mobilitarsi e fare a meno della plastica usa e getta. Inoltre in questi giorni le città appartenenti al movimento cittaslow International, su iniziativa del Presidente dell’associazione e sindaco della città di Pollica dottor Stefano Pisani, stanno lanciando a loro volta iniziative per liberare dalla plastica i borghi ed i territori più belli, non solo d’Italia.

Il MoVimento 5 Stelle sostiene da sempre la causa ambientale come motore di un nuovo sviluppo sostenibile e come segno di rispetto per i beni comuni e pertanto, a prima firma Lucia Vergaglia, è stata depositata in Comune una mozione per rendere Orvieto Plastic free entro pochi mesi.

Qui di seguito il commento della capogruppo M5S:

«Chi meglio di noi che viviamo in una delle città più belle immaginabili, circondati da una natura fiorente, ma all’ombra di una discarica tra le più grandi del centro Italia, può capire l’importanza della tematica ambientale? Lunghi decenni di consumismo hanno abituato le generazioni alle logiche del usa e getta che nel passato non esistevano ed il cui peso diventa palese anche solo guardando gli interi calanchi riempiti e poi coperti da ciò che abbiamo buttato soltanto in questi ultimi anni. Peraltro ad un costo economico elevatissimo. E vi è di più: l’utilizzo delle plastiche usa e getta, che in Italia si stima in un numero difficilmente immaginabile, quasi centoventimila tonnellate l’anno, è un vero e proprio schiaffo al buon senso ed all’intelligenza data la semplice considerazione che il principale vantaggio delle plastiche è la loro resistenza allo scorrere del tempo, la loro durevolezza, e costruire tale materiale durevole, non biodegradabile, ciò che deve essere immediatamente buttato e decomposto significa voler saturare le discariche e stressare i sistemi di riciclo.

È arrivato il momento di sterzare con atti concreti partendo dal divieto per l’utilizzo sui nostri territori di questi materiali usa e getta a partire dalle plastiche di piattini e bicchierini in attesa di normative stringenti relative ai materiali utilizzati nella produzione di prodotti non recuperabili oppure riutilizzabili. Questo è un compito alla portata immediata di una amministrazione che, Come si è visto nelle altre città slow, può agire anche per ordinanza sindacale o per scelta e deliberazione consiliare come noi proponiamo in questo caso. Naturalmente però il criterio non deve essere punitivo e basta ma deve accompagnare i cittadini e gli operatori economici in modo da ottenere i massimi risultati senza vessare nessuno. Diamo quindi indicazioni per un periodo di elaborazione della regolamentazione e di informazione ai cittadini , ed a seguire un ulteriore periodo per l’esaurimento delle scorte di magazzino dei nostri operatori economici in modo da non arrecare loro alcun nocumento.

Già nel medio periodo la somma di alcuni provvedimenti, il cosiddetto combinato disposto, come ad esempio il divieto di utilizzo dei prodotti usa e getta, la promozione dell’utilizzo con il vuoto a rendere , le norme anti spreco già attive nelle mense e nel reso delle merci di chi opera nel mercato alimentare potranno da un lato alleggerire di qualche costa i cittadini e dall’altra a rendere Orvieto un esempio di decoro e pulizia concreta e non solo apparente come invece rischia di essere.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto.

Piano incendi partecipato

IL COMITATO #ECORVIETANO RICORDA A TUTTI NOI LA NECESSITÀ DI PREVENZIONE ATTIVA E DI UN VERO PIANO INCENDI PARTECIPATO

Ne abbiamo spesso parlato anche in consiglio comunale, senza avere mai risposte soddisfacenti, però con la bella stagione si ripresenta il problema dei possibili incendi. Come comune avremmo potuto fare molta informazione locale, educazione ambientale e partecipare promuovere una strategia di Sentieri tagliafuoco da poter poi trasformare in percorsi, ad esempio, MTB e trekking cioè mountain bike e passeggiata. E su questo avrebbe anche aperto il capitolo dei sentieri tracciati che però sono in larga parte accessibile alle auto.

Un piano incendi dovrebbe nascere in maniera partecipata cioè con l’intervento dal basso di chi il territorio lo vive oppure di chi nel territorio. Va bene armonizzano con la logistica dei mezzi di soccorso e delle prossimità delle basi di Protezione Civile ma si deve partire dalle esigenze e non dalle scelte più comode all’amministrazione che deve contemplare anche altri tipi di esigenze perlopiù burocratiche e di spending review che in mancanza di alternative finisce troppo spesso ad accorpamenti ed ad allontanamenti dalle zone considerate periferiche.

Un piano incendi che nasca dal basso può essere anche uno strumento di tutela dell’ambiente e di rispetto del territorio oltre che un dispositivo di sicurezza utile a tutti i cittadini.

Ok, intendiamoci per il comune di Orvieto qualche documento legale del Piano incendi esiste, se non altro come parte di quello regionale. Per paradosso però probabilmente indica nella catena di responsabilità una serie di cose che vanno poi nettamente ignorate visto che l’attuale funzione di Protezione Civile non è più comunale e basta ma è una funzione associata tra più comuni e così se venisse utilizzato asetticamente quel documento, oppure venisse utilizzato in una strategia legale difensiva in caso di in contenzioso post intervento , ci potrebbero essere almeno alcuni rischi. E comunque non è nato dal basso e non è stato partecipato da tutta la comunità con i possibili strumenti diffusi che ci sono adesso.

Il comitato Ecorvietano ribadisce la necessità di questo importante salto di qualità e la portavoce del MoVimento 5 Stelle porterà la questione negli enti preposti, tutti.