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Finanza locale ad Orvieto. Chi è colpa del suo mal pianga se stesso.

CITTADINI ED IMPRESE STANNO SUBENDO IL CLIMA DI INCERTEZZA LOCALE CHE SI AGGIUNGE ALLA RECESSIONE INTERNAZIONALE. DALLA CRISI DEGLI SWAP ALLA VICENDA DEI TITOLI ILLIQUIDI È UN QUADRO DESOLANTE IN CUI VA REGISTRATO CHE LE PERSONE PREFERISCONO NON INVESTIRE.
Nel saggio La borsa Karl Emil Maximilian Weber, nel 1924, mette in evidenza come investimenti borsistici (e speculazione) siano già in quei tempi strumenti molto utilizzati per reperire la liquidità necessaria a consentire, attraverso lo sviluppo del commercio, l’estensione del mercato. L’autore non si limita a valutazioni puramente econometriche ma approfondisce le caratteristiche sociali e quelle specifiche reti personali e familiari che di fatto partecipano al controllo sociale in presenza di una struttura culturale ed etica che tende a premiare il successo nell’ accumulo e nell’utilizzo del capitale economico e delle risorse finanziarie.

A distanza di quasi un centinaio di anni leggiamo sui giornali che c’è una diffusa incapacità di utilizzare i mezzi finanziari sul nostro territorio.

L’analista intervistato procede descrivendo quindi come negativa attuale scelta di cautela mostrata da imprenditori e cittadini che preferiscono avere i soldi sul conto piuttosto che investire. Insomma con le dovute proporzioni sembra quasi lo stesso approccio descritto da Weber, pochi anni prima della famosa “grande depressione”, aggiungendo una valutazione negativa in chiave pedagogica. E secondo noi è un approccio errato.

Ci permettiamo di contestualizzare localmente le scelte dei cittadini orvietani che vengono da anni non solo di crisi conclamata a livello nazionale ed internazionale, che in questo territorio ha falcidiato aziende ed impoverito enti, ma anche da quelli che vengono descritti dalla stampa appunto come scandali finanziari locali, peraltro tutti orvietani, come ad esempio la crisi degli swap e la questione dei titoli illiquidi per i quali è nato il locale comitato dei risparmiatori. Senza voler arrivare a ricordare che alcune delle nostre eccellenze industriali sono state schiacciate non dalla crisi o dalla mancanza di clienti ma dal credit crunch nonostante avessero delle esclusive, degli ordinativi importanti ed il know-how per ottemperare come ad esempio la Electrosys.

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Reddito di cittadinanza. Triplo impatto ad Orvieto

#LUCIAVERGAGLIA: MOLTISSIME DOMANDE DEL #REDDITODICITTADINANZA ANCHE SUL TERRITORIO ORVIETANO MA I CANDIDATI SINDACI NON AFFRONTANO QUESTO TEMA CHE INVESTE IL BENESSERE DEI CITTADINI, LO SVILUPPO LOCALE E NUOVE OPPORTUNITÀ DI CRESCITA.

Incredibilmente ignorato dai candidati che si presentano come amministratori sul nostro territorio, più che nelle grandi città, si può misurare la importantissima capacità di fare “effetto leva” della più grande investimento contemporaneamente economico e sociale degli ultimi anni cioè del reddito di cittadinanza.

L’impatto economico evidente avendo un profonda mensile da poter spendere prettamente per beni e servizi di prima necessità avrà un suo peso nel sostegno al commercio locale, garantendo al contempo una minore ansia da bollette e la possibilità per i cittadini più in difficoltà di affrontare con maggior serenità i tanti problemi che la crisi e le vicende personali possono aver portato. Questo discorso vale anche per la pensione di cittadinanza, Ma a differenza di quest’ultima con il rdc accadono anche altre due cose il cui impatto sul territorio deve essere conosciuto e gestito.

Infatti per i cittadini che accedono a questo tipo di servizio sono richieste alcune scelte di impegno e cioè la garanzia di prestare la propria opera in attività sociali in attesa delle opportunità di occupazione qualora scelgano di aderire al patto per il lavoro oppure le opportunità di studio specialistico e riqualificazione professionale qualora invece avessero aderito al patto per la formazione. Il Comune quindi potrà contare su una variegata quantità di cittadini che prestano la propria opera in progetti specifici ed attività volte al miglioramento della qualità della vita ed al tempo stesso questo territorio che è dotato di strutture come il centro studi città di Orvieto Csco oppure l’Alta scuola può acquisire una nuova centralità proprio puntando sui servizi per la riqualificazione professionale dei lavoratori e l’adeguamento della preparazione ad i nuovi standard ed alle nuove normative.

“A noi sembra incredibile che un novità di questo livello non sia stata affrontata nei tanti discorsi di presentazione dei candidati a sindaco che abbiamo seguito con interesse anche se, a nostro avviso, ripetevano le stesse promesse di sempre.”Lucia Vergaglia M5S Orvieto

Capacità di spesa comunale

LE RECENTI INCHIESTE DI BANCA DI ITALIA ED IL DECLASSAMENTO DELLA REGIONE DA PARTE DELL’EUROPA IN CONFRONTO A TUTTE LE ALTRE REGIONI ITALIANE SONO UN ALLARME. QUELLI BRAVI HANNO FALLITO.

È interessante studiare i conti delle amministrazioni locali. Parte di quelle discipline o scienze delle finanze locali che concorrono alla formazione degli esperti di finanza pubblica, spesso meno approfonditi sa chi invece si pone studi economici orientati alla impresa.

Fra gli indicatori più citati, oltre a quelli più noti come il grado di autonomia impositiva, il grado di autonomia finanziaria, ci sono quelli che fotografano l’efficienza e la efficacia della gestione degli enti locali ed la sua efficace ed efficente erogazione della spesa. Ciò avviene in un quadro, quello della spesa pubblica dello Stato, che al netto delle prestazioni pensionistiche a noi oggi risulta fortemente decentrato. Ora nel caso in cui la macchina locale operi in maniera inefficiente, qualsiasi tentativo centrale di programmare investimenti o altri programmi di spesa nel rispetto delle regole di economicità e buona amministrazione non avrà probabilmente successo.

Siamo d’accordo?

Bene. Ne consegue un chiarimento della nostra ferma convinzione del fatto che quegli esperti che continuamente insistono nell’individuare più investimenti pubblici (e non privati) come volano della crescita si sbaglino.

Non tengono conto della macchina inefficiente che eroga la spesa.

Prendiamo ad esempio i dati ISTAT disponibili sui bilanci consuntivi 2016 delle amministrazioni locali. Nel grafico una prima metrica è la capacità di spesa, cioè la capacità dell’ente di pagare le somme precedentemente impegnate espressa in percentuale tra i pagamenti in conto competenza e gli impegni.
Spieghiamo che i pagamenti in conto competenza sono quelli erogati a fronte di impegni giuridici già sottoscritti (con fornitori, imprese che costruiscono per la PA strade, ponti, altri impianti pubblici etc). A differenza delle spese già impegnate ma non ancora formalmente pagate che vanno iscritte nei documenti contabili come residui di bilancio. Un eventuale rapporto di capacità di spesa basso è inefficienza. Nel grafico qui sotto la capacità di spesa per le spese correnti è in orizzontale mentre gli investimenti sono in verticale, gli enti locali (comuni, unioni di comuni ecc…), sono aggregati per regioni.

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Noi che guardiamo al futuro…

Gli Italiani (noi) sono sempre stati famosi per fare molto con poco, e quel molto di gran qualità e con stile inimitabile. Gli orvietani (noi) sono un popolo dalla storia lunghissima che per tignosa caparbietà ha sempre superato ogni prova. Quelli del M5S (noi) sono gente che ha tanto da imparare, ha imparato tanto, sa che imparerà ancora ma nel frattempo si da da fare in un mondo dove tutti stanno mollando, dove tutti si arrendono e mettono la testa sotto la sabbia. Noi stiamo a testa alta, consapevoli dei problemi dell’oggi ma con lo sguardo diritto nel domani.imparareOggi il mito delle grandi produzioni, sponsorizzato tutt’ora dai sindacati e da certa industria che vivono di cassa integrazione e potere sulla falsa rappresentazione sociale del “proletariato” o peggio della “classe operaia”, è finalmente impoloso. Le aree industriali prive di visione e capacità di stare al passo, di fare molto e di qualità piuttosto che troppo e di basso livello, sono dei deserti postatomici, da film di zombies. Ed i distretti residenziali e commerciali, ed i loro indotti, che le circondavano sono alla canna del gas.

Il MoVimento 5 Stelle ha portato una gran quantità di proposte orientate allo sviluppo, e prima ancora molte proposte di decrescita atte a scongiurare l’imminente crisi; proposte inascoltate ed inesorabile, alla fine, la crisi è arrivata. Qui ad Orvieto, tra chi spera in interventi statali, chi spera in un nuovo protezionismo ed intanto non contingenta le produzioni, chi prega per un puro protezionismo economico col ritorno alla lira (tutto da guadagnare per i turisti) e chi, richiamando le istanze di rinnovamento incarnate dai cittadini a 5 stelle, propone, invece di guardare al futuro, sciocche “comuni agricole” e “barattopoli” in stile new age, noi del MoVimento 5 Stelle lavoriamo per il futuro.

Ferme restando le ambizioni di rinnovamento nazionale legate al programma del 2013 oggi, ed ora, pensiamo ai nostri territori.

Qui ad Orvieto abbiamo la forza e la potenzialità per dare vita ad una comunità economica che dia lavoro di qualità, che permetta di fare impresa con stile e capacità italiane, tigna e caparbietà tipicamente orvietane e spirito giovane, orientato all’innovazione, alla bellezza ed a quel contagio tra i linguaggi che è tipico delle dinamiche di queste generazioni.

Presenteremo quindi una serie di soluzioni che guardino al periodo 2014-2019 come laboratorio di arte, cultura, scienza, tecnica, impresa e coraggio… si coraggio, quello che è mancato nella società dei tagli, nell’Italia delle tasse e nell’Europa delle burocrazie.

Chi ci ha descritti come dei no global fuori tempo massimo o non ci ha capito niente o è in malafede.

Nasciamo dalla rete e dal basso, per uscire da questo buio, per tornare a guardare alle stelle.

Silvio Torre, Orvieto

Moneta locale

Nel nostro programma a 5 Stelle per la città di Orvieto (https://orvieto5stelle.com/programma/) c’è, tra i vari punti, la voce “Moneta Locale”. Alla luce di recenti speculazioni, proposte con scaltrezza da vecchie conoscenze orvietane ed ingenuamente attribuite a noialtri, è opportuno fare qualche chiarimento.

Innanzitutto il nostro programma in 12 punti è sviluppato internamente ad Orvieto5Stelle e  deriva direttamente dal programma del MoVimento 5 Stelle e dalla “Carta di Firenze“, la sua redazione è iniziata nel 2010, quando la crisi mordeva ma si stava molto meglio di così, quindi parte da considerazioni socioeconomiche diverse dalle attuali.Monopoly

Al punto 3 del programma c’è “Sviluppo: Zero Appalti Inutili, Saldi attivi nel lavoro e nel commercio, inclusione e crescita demografica” che comprende, ad oggi, 12 titoli. Il secondo titolo è quello degli interventi per il commercio ed al suo interno la penultima voce è: sperimentazione di moneta locale “scec”

Quando la crisi era assai più limitata, la gente lavorava ed i locali restavano aperti delle aree destinate a monete locali, a sistemi economici di supporto, avevano sicuramente un impatto di coesione sociale, di senso di comunità ed anche una certa efficacia economica. Oggi con i locali chiusi, la zona industriale desertificata, con il fanello e borgo che da operosi e vitali centri che dovevano essere sembrano in certi momenti set di film apocalittici noi pensiamo che la moneta locale sia praticamente il dare un’aspirina ad un malato di tumore.

Qui ci salva il reddito di cittadinanza nazionale od un potentissimo scatto economico locale, e magari tutti e due. Continua a leggere Moneta locale