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Alberi “ammalati” e tagli indiscriminati.

Per i greci il platano (P. orientalis), pianta dedicata a Giove, era sacro, ed in molti luoghi fungeva da albero del villaggio. Ad Orvieto gli alti concetti però non hanno spazio ed ormai troppo spesso dei platani e degli alberi in città non resta che la base segata e per qualche mese le foglie che ricrescono con giovani rami in basso fino a quando non vengono strappate via, forse dalla stessa mano che tagliò il tronco pieno e forte che è ancora visibile in piazza XXIX Marzo.

Anche di questo Platano dicevano che era malato. Abbiamo chiesto le carte che lo dimostrino. Non ci sono state mostrate pare le abbiano viste solo quelli della maggioranza che parlano dagli scranni più alti con sicurezza di questa “malattia degli alberi” senza neanche dire quale fosse.
Già sentito, vero?
Bene, ma qualcuno a questi signori li ce le deve pure avere messi col voto e con il sostegno alla loro politica.
E quel qualcuno è sicuramente attorno a molti di Voi.
Domandategli:
Ma che fine fa un Platano tagliato?
Ha un mercato?
Ha un valore?
Si, sono domande retoriche però hanno una risposta concreta e misurabile.
Grossolanamente calcolate che un albero con un diametro di poco meno di un metro come quello in foto ha solo per il tronco e per i primi 6 metri un peso che può arrivare alle tre tonnellate (senza i rami e calcolando il decremento del diametro).
Difficile fare stime sulla sramatura e poi nel caso di uno sfruttamento produttivo si tronca, scorteccia e seguono lisciviazione, taglio, stagionatura ed essiccazione per finire sulla eventuale lavorazione finale (mobili, finiture, attrezzature sportive, manici di attrezzi) ma non è certo una cifra indifferente e giustifica sicuramente dell’interesse.
Questa degli alberi “ammalati” a chiacchiere è una cattiva pratica di amministrazioni distanti. Per gli atti occorrono impegni di spesa giustificati da firme di chi ne è responsabile.

Per questo serve tutto l’aiuto dei cittadini: contattateci info@orvieto5stelle.com, fotografate gli scempi, pubblicateli e taggateci su Facebook www.facebook.com/orvieto5stelle).

Noi faremo la nostra parte perchè indegno agire diversamente da come sia utile per la comunità e sottrarre ai cittadini la possibilità di sapere quale sia il reale motivo accampando frasi di rito come “era ammalato”.
Intanto giova ricordare sempre che il primo atto bloccato al Movimento 5 Stelle di Orvieto è stato quel codice etico chiamato “Carta di Pisa” che impedisce a consiglieri, funzionari ed amministratori del Comune di avere rapporti con ditte ed aziende che possano avere guadagni dagli interventi pubblici come, ad esempio, il taglio degli alberi?
Eh, già.
A pensar male si fa peccato, però di solito ci si prende.

Proposta europea per il reddito minimo garantito.

A Perugia il report sul #RedditoMinimoGarantito preparato per la commissione Occupazione e Affari Sociali del Parlamento Europeo, uno strumento fondamentale per arginare gli effetti sociali della crisi economica e incentivare politiche attive in grado di creare posti di lavoro sostenibili!

La povertà e l’esclusione sociale sono diventate una vera e propria emergenza europea e non ci fermeremo fino a quando non ne saremo usciti senza lasciare indietro nessuno!

Nell’occasione sarà presentato lo studio che commissionato a nome del gruppo EFDD sui #TransitionJobs, un progetto concreto e realizzabile su cui ci stiamo impegnando con @M5S_Europa per creare una nuova occupazione qualificata e sostenibile!
A presentarlo sarà direttamente l’eminente economista statunitense Waren Mosler, ideatore della “Teoria della Moneta Moderna”.

Prof. Warren Mosler

Noi ovviamente ci saremo.

Coordinate:
Sabato 25 febbraio alle ore 16:00
Sala dei “Notari” del Comune di Perugia

Bando Piazzole nel Mercatini: pasticcio all’italiana

Un pasticcio, un autentico pasticcio.

La latitanza di un assessore al commercio fino alle decisioni di Giunta del 5 dicembre si vede, eccome! Ora poi con la riorganizzazione dovuta all’arrivo dell’Assessore Cannistrà alcune deleghe sono scomparse del tutto e tra queste quella del commercio prima esistente ed in capo alla dimissionaria dottoressa Martino.

Detto questo richiamiamo l’attenzione proprio della dottoressa Cannistrà perchè c’è una questione grave, un nodo che è venuto al pettine, e che la investirà comunque in quanto in assenza di specifica delega al commercio è in capo all’assessore alle attività produttive la questione della famigerata direttiva Bolkstein che investe i classici mercati popolari come quello di Ciconia, dello Scalo e di Piazza del Popolo oltre al commercio su piazzola fuori mercato. Una questione che potrebbe mettere fuori mercato chi ci lavora da generazioni lasciando la responsabilità a pesare proprio su chi in Giunta è appena arrivato.

bolksteinA suo tempo infatti, nel 2015, chiedevamo tramite formale interrogazione quale fosse la posizione dell’Amministrazione su questa vicenda e se ci fosse l’intendimento di intervenire in via gerarchica chiedendo una moratoria per destinare le licenze ambulanti in via esclusiva alle ditte individuali ed alle società di persone. A nostro avviso infatti le piccole imprese vanno tutelate, sia dalla concorrenza illegale che dai grandi potentati economici. Purtroppo questa impostazione non è stata seguita ed ora si avvicina il momento del bando vero e proprio.

A questo punto giova osservare il lavoro della Giunta e degli uffici comunali che a noi appare non del tutto conforme agli interessi dei cittadini. Innanzitutto osserviamo che, essendo ammesse alla partecipazione anche ditte straniere ed i singoli cittadini anche se privi di partita Iva, la necessità del DURC pone la questione di una discrasia tra i partecipanti o, per converso, di un curioso escamotage per evitare il sanare la condizione di regolarità contributiva permettendo ad i singoli soci di un’impresa priva dei requisiti il poter partecipare come singoli. Sempre sul DURC sarà molto difficile l’equiparazione per le ditte straniere visto che, a differenza delle casse edili, per commercio e terziario in Europa le convenzioni non sono molte.

Detto questo va osservato che la posizione dell’Amministrazione secondo cui “ allo stesso soggetto giuridico (ditta individuale o società), nell’ambito del medesimo settore merceologico (alimentare o non alimentare), non potranno essere assegnati più di due concessioni  sui mercati delle dimensioni di quello di Orvieto” significa semplicemente che se entrano in campo, a titolo di esempio, Coop Centro Italia, Superconti, Eurospin, Lidl, Carrefour, Todis e Conad potrebbero in linea teorica prendere praticamente tutti gli stalli cambiando del tutto la natura dei mercati, della distribuzione e delle tipologie alimentari del territorio con tanti saluti al Km zero ed a molte delle caratteristiche uniche del territorio. Questo senza ipotizzare, come invece sarebbe doveroso fare, la creazioni di nuovi enti, marchi e cooperative ad hoc per questa nuova nascente opportunità d’accesso esclusivo a quote di mercato tradizionalmente legate alla piccola e piccolissima impresa.

«Il nostro dovere, essendo forza di minoranza, non è quello di governare ma di proporre come governare e denunciare anche alla pubblica attenzione ed agli amministratori indipendenti quelle che a nostro avviso sono delle inadempienze o degli sbagli. Noi lo chiamiamo “Fiato Sul Collo” ed è nostro dovere non abbassare mai la guardia e non tirarci mai indietro.» Lucia Vergaglia, Movimento 5 Stelle.

La qualità della vita nell’orvietano

Sono appena uscite le classifiche sulla qualità della vita che vedono la provincia di Terni perdere qualche punto ed il paragone con l’orvietano diventa rapidamente necessario perchè, qui, le cose potrebbero anche andare peggio.

Ad esempio l’indicatore generale del ternano sui tempi di smaltimento delle cause civili, molto buono tanto da portare l’intera provincia in undicesima posizione, per l’orvietano è drammaticamente più grave con i ritardi accumulati per la soppressione del tribunale. Altre differenze restano marcate a danno di Orvieto come l’assenza del multisala cinematografico (ma non era previsto al Fanello?), l’assenza della banda larga od il tasso migratorio dei giovani.

Punti critici restano il tenore di vita, la popolazione ed alcune assenze importanti in termini di infrastrutture e servizi. Eppure vorremmo ricordare che l’incremento del PIL procapite e della densità abitativa erano al centro dei proclami elettorali sia della destra che della sinistra risultata vincente. Eppure ad oggi nulla si è mosso, o neanche messo in cantiere. Quella fotografata dall’istat è la conseguente stagnazione in cui Orvieto non si riesce a distinguere dal resto della provincia di Terni.

«La Giunta prenda atto che ormai non è più solo il giudizio critico della forza d’opposizione maggiormente rappresentativa nel paese a pretendere un cambio di passo, l’impegno immediato dei fondi europei ed iniziative di vero marketing territoriale, ma sono gli osservatorio economici più prestigiosi ad asserverare, a confermare inoppugnabilmente, la nostra richiesta d’agire.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Euro, Economia, Imprese e M5S

Sentiamo la necessità di scrivere questa guida “for Dummies”, facile facile per venire incontro alle capacità mentali dimostrate da chi ci vuol far passare per quello che non siamo.

bg_for_dummiesCome MoVimento nasciamo dal basso e dalla “rete”, siamo per nostra natura più vicini alle realtà della piccola e media impresa che alla grande impresa multinazionale od all’ex partecipata statale in cui vigono le regole dei cosiddetti “rapporti industriali” ovvero quella consorteria in cui sindacati e federazioni di potenti decidono il destino dei dipendenti, dell’indotto fatto anche di piccolissimi imprenditori e cooperative, e delle ricadute sul tessuto sociale di un territorio con le sue famiglie, piccole realtà di socialità, associazioni, enti culturali, borghi…

Il fallimento di questo sistema di potere, di logica delle delocalizzazioni, il suo sistema di incentivi e di “ammortizzatori sociali” è da tempo ben radicato nella consapevolezza di tutti noi. Il sistema unico dei media cosidetti mainstream (stampa e sistema radiotelevisivo), sistema che assorbe pacchi di miliardi di euro in termini di finanziamenti pubblici a vario titolo come pubblicità di stato, canoni, finanziamenti alla stampa (quelli per i quali facemmo il V-Day II del 25 Aprile 2008) cerca disperatamente per farci passare per dei sempliciotti anti-europei. Non è contro l’Europa o l’Euro che ce l’abbiamo, ma è l’Europa del Mes e del FIscal Compact che è contro i cittadini, l’Europa che i nostri partiti teconocrati hanno voluto e votato.

Spiacente che da quella parte non ci abbiate capito nulla. In programma Europeo avremo la rinegoziazione del debito e la gestione del cambio (Euro a due velocità per tutti i paesi dell’Europa del sud) ed abbiamo già portato, in quello delle politiche 2013, il referendum sull’Euro, ovvero il dare la parola ai cittadini.

Siamo espressione dei nostri tempi, del loro arricchirsi a scapito degli altri e del sistema che hanno creato foraggiando i “partiti tradizionali” ed è per questo che parteciperemo (e vinceremo) alle Elezioni Europee nell’interesse dei cittadini ITALIANI!

Semplice, no?

PMI e crisi nell’era digitale

Non possiamo che sposare e sponsorizzare la proposta di Paolo Caputo che abbiamo avuto ospite lo scorso maggio qui ad Orvieto in un interessante “Laboratorio di Economia Possibilista” al nostro Palazzo dei Sette.

Paolo Caputo
Paolo Caputo

PMI e crisi: reagire si deve, reagire è possibile…nell’era digitale.
I media annunciano un ulteriore inasprimento fiscale, oltre un miliardo di tasse in più alla PMI. Questa politica incrementa il fenomeno della evasione di sopravvivenza, delle prestazioni scadenti per ridurre i costi, delle insolvenze bancarie, della ricerca di vie di uscita nel sommerso, di ulteriore accelerazione della mortalità del tessuto imprenditoriale tipico italiano.
Le PMI possono e devono reagire alla crisi; esse avvertono nell’immediato che è causata dal crollo dei consumi, dalla concorrenza cinese interna e da quella importata dal capillare neomercantilismo “brandista” nostrano, dalla ipertrofica tassazione.
Si fanno dibattiti, ottime o pessime ripetute parole, con hostess e buffet, si parla ma non si propone nulla se non lamentose richieste di detassare oppure richieste di avere fondi pubblici o finanziamenti bancari.
Prevale ancora la tendenza ad aspettare o cercare l’intervento dal pubblico, iniziative queste che fanno bene al terziario dei servizi di consulenza e alle strutture partecipate che prendono gli appalti istruttori, ma spesso finiscono solo per aggravare le situazioni dei “veri” imprenditori che le seguono a causa dei ritardi nella erogazione e i farraginosi meccanismi burocratico – istruttori.
Oppure si attendono i grandi piani di una fantomatica reindustrializzazione calata dall’alto o ancor di più ipotesi molto belle della nascita della imponente green economy politicamente imposta.
E nella attesa l’economia reale del mercato muore.
Allora bisogna agire dal basso.
Certamente esistono modalità di reazione possibili che non sono state prese in grande considerazione per le peculiarità individualistiche dei nostri imprenditori, come ad esempio la costruzione di reti di impresa (in tutte le loro potenzialità e diverse finalità).
Alla base si deve riprendere la vocazione italiana alla “fatica” alla capacità dei nostri genitori (o nonni) di “saper fare molto e di qualità con poco”, di rinunciare oggi per il futuro.
Stanno finalmente prendendo forma, sporadicamente, iniziative dal basso come i gruppi di acquisto popolare, l’azionariato popolare, la raccolta fondi popolare, i consorzi PMI di produttori per la vendita diretta. Continua a leggere PMI e crisi nell’era digitale

Reddito di cittadinanza

Una ventata d’aria dopo il tanfo di proposte vecchie e cialtrone,

La crisi morde forte, le aziende chiudono e le persone e le aggregazioni sociali, a partire dalla famiglia, perdono la possibilità di pianificare il futuro. Il MoVimento 5 Stelle invece di accettare le logiche di taglio alla spesa e di fiscalità opprimente nei confronti dei più deboli porta in parlamento una vera e propria inversione di rotta, che strappa la leva del comando ai Marchionne ed a quei sindacati che non tutelano nessuno. Il cittadino sarà al centro, punto.

“Il Reddito di cittadinanza nasce dal basso e in Rete. La proposta sarà messa in discussione con tutti i 90.000 iscritti certificati al MoVimento 5 Stelle tramite l’applicazione online attiva da due settimane. Decine di migliaia di cittadini potranno avanzare proposte, critiche e modifiche migliorando la legge. Dopo questo processo di discussione democratica e diretta dal basso e in Rete, la legge sul Reddito di Cittadinanza sarà ufficialmente depositata in Parlamento da parte dei portavoce M5S.” M5S Camera e Senato

sistema 5 stelle - reddito di cittadinanza
sistema 5 stelle – reddito di cittadinanza

Restate con noi, iscrivetevi al MoVimento ed al nostro MeetUp:

PS
Sei già iscritto? Partecipa alla scrittura delle leggi del M5S, io lo faccio già.

La patrimoniale dal basso

Riporto un estratto di osservazioni acute ed elegantemente semplici dell’economista Paolo Caputo, con il quale spesso ho il privilegio di collaborare, moderare ed a volte combattere in maniera quasi fisica durante eventi ed incontri.

Paolo Caputo
Paolo Caputo

Nella economia nel sociale e nella politica vi sono piccole cose che apparentemente sembrano – le fanno apparire- di breve termine e al margine rispetto a cose di medio termine, macro o che indirizzano fortemente l’andamento della società e della redistribuzione della ricchezza.

Passano inosservate e non vengono contrastate così rappresentano quei mattoni che si stratificano e cambiano la direzione a vantaggio di pochi e a svantaggio dei più.
Uno di questi è l’obbligo dell’accreditamento delle pensioni di tutti su un conto bancario e poi le conseguenti patrimoniali verso il basso come il prelievo forzoso su tali conti e libretti di risparmio.
Esso rappresenta un aspetto delle politiche economiche neoliberiste e monetariste a tutto vantaggio della economia finanziaria, ma anche un modello per il futuro del potere economico e del suo pensiero unico.
Ci farebbe davvero un grande piacere trovare interlocutori come gli amici del MoVimento che siano promotori di una proposta di legge per abolire questa obbligatorietà e altre leggi simili emanate negli ultimi anni.
A brevissimo, qui ad Orvieto, ne parleremo.
Stay Tuned…

Arriveremo a Roma, malgrado tutto

Anche ieri, sotto la pioggia battente, c’eravamo.

Dall’Umbria siamo in tanti. C’era Grillo, per il settantaseiesimo (76°) incontro pubblico dello Tsunami a 5 Stelle, che dopo Rieti arrivava a Viterbo.tsunami viterbo

Uno dei candidati alla Camera dei Deputati per la nostra regione, Alessandro Piano, era lassù, sul palco a mantenere vivo il collegamento streaming, con parabola ed impianti che permettono al “telefonino” di Salvo Mandarà, il nostro reporter per caso, di tenere uniti tutto il mondo in una diretta internazionale a 5 stelle. E’ uno che si sporca le mani Alessandro, un cittadino, uno che sotto la pioggia battente si arrampica e tiene su l’antenna per tutti noi.security

Mezzo MeetUp di Orvieto intanto era in giro per l’evento aiutando come poteva, discutendo con la gente, distribuendo programmi e portando quelli più grossi tra i “curiosi” dei vari gruppi locali storicamente più casinisti.

C’erano ben distinguibili un pò tutti, Pd, Sel, ma soprattutto centri sociali e Casapound. Tra di loro anche la stampa straniera, poi concentratasi sotto il palco, tra tutti i Giapponesi. Il fenomeno del MoVimento incuriosisce e va verso il contagio internazionale. Continua a leggere Arriveremo a Roma, malgrado tutto

Buoni propositi

Il programma del MoVimento 5 Stelle ormai lo conoscono quasi tutti, così come sono note la genesi di questo nuovo catalizzatore dell’energia politica Italiana sin dai tempi della nascita del blog di Beppe Grillo e dei primi MeetUp.

maggiQui in Umbria in questi ultimi mesi abbiamo dato una grandissima accellerata alle attività legate al 5 Stelle, prima molto accentrate nel gruppo che provò a partecipare alle precedenti elezioni regionali, senza riuscirci, basato su uno dei MeetUp di Perugia. Oggi l’energia politica è maggiore e si muove in tutti i territori. Qui ad Orvieto ci reputiamo fortunati per la grandissima qualità delle persone, dei cittadini, che partecipando alle attività sia pratiche che elaborative stanno rendendo l’Umbria un laboratorio che ha nel programma attuale del MoVimento 5 Stelle il semplice punto di partenza per una proposta economica e sociale nuova e ricca, armonica con i principi della decrescita, attenta alle proposte della cittadinanza e della rete, orientata a quella società del futuro di cui filosofi, donne ed uomini d’intelletto, immaginazione e cuore tanto hanno scritto e sognato.

Questi buoni propositi sono stati illustrati dal candidato Portavoce Orvietano al Senato della Repubblica, Massimo Maggi, alla Rai in occasione del convegno su “Economia e Lavoro Utile” di Perugia, ma questo è solo il principio, e non dubitiamo che nei prossimi giorni e mesi assisteremo ad ulteriori esplorazioni dell’elasticità del MoVimento, e dei limiti di coloro che, pur da tempo iscritti al 5 stelle, nascono come puri protester, ed essendo meno dotati dal punto di vista della capacità proattiva e propositiva sono, paradossalmente, elemento di resistenza e fossilizzazione, da superare in vista delle successive scadenze elettorali.

Nel frattempo gustatevi la storia “animata” del MoVimento che sta cambiando l’Italia e che non si limiterà all’oggi, ma porterà nel futuro quest’intera parte del mondo.

Movimento 5 Stelle Orvieto: Piazzale della Stazione (Ex Dopolavoro Ferroviario), Orvieto Scalo (TR)