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Esperienza culturale e museale

Dal 27 al 31 Maggio, oltre 300 professionisti della cultura si sono incontrati nella capitale belga Bruxelles per confrontarsi sul ruolo dei musei all’interno della società contemporanea. L’occasione è la conferenza “Communicating the Museum” un appuntamento arrivato alla sua 20˚ edizione, che quest’anno si concentra sul tema della partecipazione culturale e dell’inclusione sociale. Unico partecipante italiano, il Museo Egizio di Torino. LA direttrice, Corinne Estrada, indica come passaggi chiave la visitor experience e audience development, in particolar modo attraverso l’utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione digitale, per questo tra il 2010 e 2015 se ne è discusso molto di social media e Rete. A partire dal 2015 abbiamo assistito a un ulteriore passaggio con la necessità di concentrarci maggiormente sul ruolo politico delle istituzioni culturali e su tutte quelle attività dedicate al social engagement, alla interazione e coinvolgimento delle nostre comunità di riferimento.

Questo è un dibattito da cui Orvieto, che è un sistema museale a cielo aperto e che ospita una quantità di risorse culturali e strutture museali che ne fanno un Unicum nel centro Italia, lontanissima e soprattutto priva di prospettive. Eppure con la nuova è superiore scolarizzazione degli individui e la disponibilità informativa in tempo reale è proprio sull’ esperienziale che bisogna puntare. Noi questo lo sappiamo bene mentre c’è una intera classe culturale che gioca ancora a crogiolarsi sugli Allori degli anni 80 e 90 tempi ormai molto lontani e distanti da ciò che è l’attesa dei fruitori o visitatori dei sistemi e delle città d’arte. Occorre quindi guardare avanti e prepararsi a rendere il maggior numero di visitatori dei nostri centri storici in fruitori del nostro lifestyle piuttosto che viaggiatori ospiti. Bisogna fare in modo che una esperienza ad Orvieto possa trasformarli in veri e propri Ambasciatori delle nostre migliori qualità ed unicità di modo da conteggiare a loro volta nuovi visitatori oltre che lasciar loro una promessa di nuove e migliori opportunità di vivere Orvieto ed il suo patrimonio museale, culturale e territoriale per farli tornare ancora ed ancora. Non sarà semplice, non sarà possibile in uno o due anni, ma necessità di una grande partecipazione perché bisogna superare delle resistenze ed una tendenza allo status quo che sono connaturate e tratti riconosciuti del nostro establishment ed anche di una parte della nostra popolazione. Ma il guadagno potrebbe essere, come a Civita di Bagnoregio, immenso e tale da giustificare impegni e cambiamenti di abitudini.

Noi su questo ci siamo.

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Pro

Malamente identificato con la protesta pura e dura il MoVimento 5 Stelle è ben altro.

consapevolezzaOggi le parole d’ordine sono “Protesta, Proposta e Proattività” ed indentificano un modo di fare politica che si oppone fermamente alle vecchie logiche, ai costi della politica, all’inefficenza, alla mancanza di trasparenza, alle logiche partitocratiche, d’assemblearismo, d’intermedizione, di partitocrazia, delle grandi opere inutili, dell’eccesso di burocrazia, della commistione affari-finanza-politica (la Protesta); è un modo di competere per il governo con proposte, idee, progetti, filosofie, buone pratiche, buoni esempi (la Proposta) ed infine un modo di accedere al processo decisionale nelle cose pubbliche fatto da cittadini per i cittadini, basato sulla rete internet ma più in generale sul concetto di rete, orizzontale, dibattuto, con ridottissimi strumenti di mediazione destinati a sparire nel tempo (la Proattività).

Insomma un’azione politica di altissimo profilo, dal contenuto assolutamente professionale (nel senso positivo del termine) e rappresentante un netto progresso rispetto a quanto fatto sino ad ora. C’è bisogno di consapevolezza, di crescere e di proiettarsi nel futuro.

Noi ci saremo

Noi di OrvietoCivica per le elezioni politiche 2013

Noi di OrvietoCivica ci siamo.orvieto-5-stelle

Noi di OrvietoCivica siamo contro l’astensione, noi di OrvietoCivica votiamo e proponiamo di votare MoVimento 5 Stelle, noi di OrvietoCivica stiamo aiutando, nel nostro possibile, i candidati ed i gruppi locali di tutta l’Umbria, noi di OrvietoCivica, attraverso la rete, collaboriamo anche con le realtà a 5 Stelle più remote, noi di OrvietoCivica vogliamo un futuro migliore per questo territorio, noi di OrvietoCivica sappiamo che questo territorio vive nell’organismo nazionale quindi noi di OrvietoCivica siamo convinti che la nazione sia la casa naturale in cui nascano le opportunità del futuro.


Cittadini tra i cittadini… che conoscono la strada

Queste prossime elezioni saranno quelle della terza repubblica, quelle in cui la casta potrebbe essere finalmente sconfitta, in cui coloro che ci hanno sommersi di tasse (PD, PDL, Monti e tutti coloro che lo hanno sponsorizzato) mentre si aumentavano stipendi e privilegi, ci tagliavano diritti e lavoro mentre i loro amici e parenti venivano senza alcun merito inseriti nei ruoli chiave delle aziende strategiche per lo stato. Continua a leggere Noi di OrvietoCivica per le elezioni politiche 2013

Rappresentanti di lista 2013

Inizia anche qui nell’Orvietano la selezione dei rappresentanti di lista per le prossime elezioni politiche del 24-25 febbraio 2013.rappresentanti lista 5 stelleCome gli altri componenti dell’ufficio elettorale di sezione del seggio, egli è componente dello stesso nonché, a tutti gli effetti, pubblico ufficiale. Oltraggi ai rappresentanti di lista, come agli altri membri del seggio, sono perseguiti per direttissima.

Il Presidente del Seggio, dopo due ammonizioni, può disporre l’allontanamento dei rappresentanti di lista dal seggio se questi esercitano pressioni sui votanti o disturbano il regolare svolgimento del voto. E’ un’impegno che il MoVimento assume quello di non fare pressioni sui votanti e di essere rispettosi dell’attività del seggio. Dobbiamo essere in questo come in altri ambiti dei cittadini esemplari! Continua a leggere Rappresentanti di lista 2013

Piccole frane crescono

Ad Orvieto tutti noi che ci viviamo o lavoriamo ci siamo chiesti come mai i bordi della strada della Rupe, freschi di cantiere chiusosi neanche venti giorni fa, ci sembrino così bizzarramente privi di griglie per il drenaggio dell’acqua e così… nudi.

Beh, la risposta è semplice. Sono davvero nudi, si guida ad un passo dal terreno, privo di radici d’albero che possano sostenerlo, dei campi che costeggiano la strada. Lo sapevamo, abbiamo dovuto aspettare solo qualche giorno di pioggia per vedere i campi cominciar a venire in strada.

Orvieto frana, una zolla di terra alla volta…

Orvieto frana
Orvieto frana una zolla di terra alla volta…

Trova le piccole differenze

Trova le piccole differenze tra la politica ed il paese
Trova le piccole differenze tra la politica ed il paese

Non tutti i partiti ed i movimenti politici sono uguali, questo è ovvio. Però anche se vengono da differenti storie culturali e sociali del secolo scorso od ancora più antiche, molti di essi, oggi, professano più o meno la stessa politica, le stesse ambizioni, la stessa piccola bancocratica politica.

Può essere difficile farsi un’opinione corretta attraverso i media, anche perché sono largamente lottizzati dai partiti se non addirittura di proprietà di leader politici od ad essi collegati attraverso una rete di fondazioni ed imprese, però i fatti non si cambiano, i comportamenti che i partiti hanno avuto, beh… probabilmente li avranno ancora. In questo video c’è qualche piccolo esempio.

Poi c’è da considerare i Movimenti non come rappresentanza ma come esperienza diretta di democrazia dei cittadini… che vuol dire? Ecco in breve Gianroberto Casaleggio che partendo dalla copertina del Times dedicata ai protagonisti del 2011 ci spiega come sta cambiando ovunque il modo di far democrazia nella parte avanzata del pianeta.

Infine c’è questa semplice considerazione da fare sul perché sia necessario cambiare: il parlamento italiano ha votato 498 a 22 per mantenere i più odiosi privilegi. Dobbiamo saperlo per avere la volontà di fare pulizia.

Scuola: il modello Finlandese (parte seconda)

Questo articolo è riportato in toto dall’Indire, ed in particolare dall’intervista di Maria Grazia Muri al responsabile dell’ammirevole progetto “Senza Zaino” Marco Orsi, fatta poco meno di un anno fa.

INDIRE Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell'Autonomia Scolastica

Il prof. Marco Orsi, che segue il progetto italiano “Senza Zaino“, descrive i punti di forza delle scuole finlandesi, considerate tra le migliori del mondo. Una sezione di ‘Abitare la Scuola’ commenta queste considerazioni con una galleria fotografica.

Prof. Orsi quali sono i punti di forza della scuola Finlandese?

In primo luogo la formazione dei docenti: l’ottima preparazione universitaria di tutti i docenti, dalla primaria alla secondaria, ed il rapporto stretto, il forte interscambio, tra ricerca universitaria e attività didattica.
Ad esempio nella città di Jouensuu, che ho visitato, accanto alla facoltà universitaria dove studiano i futuri docenti sono state costruite una scuola primaria e una secondaria. Qui i docenti cheinsegnano alla scuola primaria e secondariainsegnano anche all’università, e gli studenti universitari vanno nelle scuole a vedere le pratiche didattiche.
Altro punto di forza è l’attenzione alle nuove tecnologie. Nelle classi che abbiamo visitato c’è sempre una LIM e ci sono i computer, in tutte le aule sia della primaria che della secondaria. I computersono a disposizione anche negli spazi comuni. Soprattutto nella secondaria i ragazzi possono accedere in ogni momento ad internet per attività didattiche o ricreative.
Altro punto di forza è l’attenzione alle attività manuali: è una delle cose che più mi hanno colpito. L’utilizzo delle ICT a tutto campo, sia da parte dei ragazzi che dei docenti, tutti preparatissimi ad utilizzarle, si unisce ad un grande valore che viene dato nel curricolo alle attività manuali e laboratoriali. In tutte le scuole, primarie e secondarie, ci sono i laboratori di falegnameria, che poi diventano, quando i ragazzi sono più grandi, laboratori del ferro.
Quindi i ragazzi sono abituati a lavorare con macchinari di una certa complessità come pialle a spessore, seghe a nastro, saldatori, ecc. tutti quegli oggetti utilizzati normalmente in una officina meccanica e in una falegnameria e che da noi sarebbero impensabili non tanto per ragioni di budget quanto per una visione eccessiva circa le questioni della sicurezza.
Poi hanno il laboratorio di taglio e cucito e il laboratorio di arti grafiche. E comunque l’importanza data alla manualità è uno degli aspetti che ho visto più sviluppato anche rispetto agli altri paesi europei. Sappiamo che l’uso delle mani è uno degli ingredienti per lo sviluppo dell’intelligenza, anche se questo importante aspetto della formazione non è messo in rilievo nei tanti rapporti sulla Finlandia. Ma qui, in questa scuola di eccellenza, che per tre volte è risultata in cima alla classifica OCSE PISA rispetto a tutte le scuole del mondo, questo aspetto viene riconosciuto e praticato.
Ai laboratori di musica viene dato molto peso, dai 7 ai 16 anni i ragazzi frequentano laboratori di musica attrezzatissimianche nelle scuole più periferiche. Ci sono ad esempio un numero di chitarre, tastiere, percussioni, strumenti a fiato, sufficiente a poter far lavorare tranquillamente 20 – 25 ragazzi. E come sappiamo il curricolo musicale è uno dei fondamenti dei saperi disciplinari, connesso agli apprendimenti di discipline come la matematica o la lingua: avere un buon curricolo di musica è centrale in una scuola di qualità. Infine troviamo molta attenzione alla attività teatrale.
Un altro elemento significativo è l’attenzione alle piccole scuole periferiche, situate nei villaggi, nelle foreste, nei laghi, scuole che noi chiameremmo pluriclassi. Continua a leggere Scuola: il modello Finlandese (parte seconda)

Scuola: il modello Finlandese (parte prima)

Non ci sono valutazioni con voto fino a 13 anni ed il modello educativo non è quello delle lezioni frontali, qui si impara facendo; ci sono gli insegnanti di sostegno, si insegnano e praticano tre lingue e i docenti sono accuratamente selezionati, motivati ed aggiornati ma non strapagati. Ecco alcuni dei metodi della scuola finlandese, la scuola migliore del mondo.
Secondo i dati dello studio Pisa (Programme for international study assessment), condotto su 400mila 15enni di 57 Paesi, i ragazzi finlandesi risultano davvero i migliori, surclassano i concorrenti in lingua, matematica e scienze. Gli italiani decisamente fanno una figura peggiore: uno su quattro quasi non capisce ciò che legge e uno su due, incredibile al giorno d’oggi, manca delle nozioni di base in matematica.

Quali sono i segreti della scuola finlandese? La scuola finlandese continua ad essere considerata la migliore tra i paesi dell'OCSE

I bambini vanno quasi tutti all’asilo nido e poi alla scuola materna dello stesso distretto. Il che consente grande omogeneità educativa: fin dalla prima infanzia si stimolano autoriflessione, senso di responsabilità, empatia e collaborazione. Qualità ideali per l’apprendimento e la crescita.
La scuola vera e propria inizia a sette anni compiuti, quando il cervello è al giusto stadio di maturazione per apprendere. Il 99,7% dei bambini (immigrati e rom compresi) termina la scuola nove anni dopo, “nessuno escluso”, come dice la legge finlandese, istitutiva della scuola.
Per la pedagogia istituzionale sono gli insegnanti a doversi sintonizzare sugli alunni, non i discenti a doversi uniformare ai vari docenti che incontrerà. Un insegnante in una classe di 25 alunni deve quindi sviluppare diverse strategie come il sostegno ad hoc per chi ha difficoltà di apprendimento, giochi ed esercizi di mediazione per aiutare i piccini provenienti da altri paesi a superare le barriere linguistiche e culturali.
In classe, fino ai 13 anni, niente voti e le interrogazioni non hanno nulla a che fare con giudizi punitivi o selezioni. La pedagogia finlandese parte dalla convinzione che tutti i bambini possano imparare a leggere, scrivere, fare di conto e parlare tre lingue come imparano a correre e parlare, senza ricorrere ad umiliazioni.
Si impara facendo. Un fare che è sperimentare l’apprendimento con i sistemi sensoriali. Albert Einstein diceva “che apprendere significa sperimentare. Il resto è solo informazione”.
Finiti i primi nove anni di scuola, ne seguono tre di scuola superiore. Il 53% degli alunni finlandesi (solitamente quelli con i voti migliori) continua nelle scuole superiori di carattere umanistico, mentre il 39% va alle scuole superiori tecniche. Continua a leggere Scuola: il modello Finlandese (parte prima)