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Territorio fragile: prima di annunciare occorrono i fondamentali

(dallo staff) La situazione della cartografia geologica in Italia è più o meno questa: il progetto per una nuova cartografia è nato poco più di una ventina d’anni e pareva destinato a concludersi, vista la disponibilità di personale tecnico e mezzi, entro tempi brevi; la precedente “copertura geologica” in scala 1:100.000 aveva impegnato cartografi, topografi e geologi per circa 20 anni.

Chi pratica la materia dice “Oggi con le nuove e belle carte al 50 mila siamo fermi alla carta allegata; quasi tutti i 600 fogli devono essere terminati; pochi lo sono, altri devono essere pubblicati, per altri non vi è traccia neppure degli studi e incarichi preliminari.”

Teniamo a precisare che tutte le valutazioni di rischio, le operazioni di contenimento del dissesto ed i progetti esecutivi invece si dovrebbero basare che su una cartografia aggiornata. Va però anche detto il Servizio Geologico dello Stato ha avuto in passato grandi elogi e ha svolto una importante funzione per la conoscenza del territorio.

In una regione fragile come la nostra Umbria prima di fa le annunci occorrono i fondamentali e cioè che questo tema venisse portato al centro dell’attenzione.

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Dissesto idrogeologico: le strade di Orvieto scivolano.

COME APPARE IN QUESTA FOTO DI VIA CHIANI IN MOLTE ZONE DI ORVIETO RUPE, SFERRACAVALLO, CICONIA E DEL CIRCONDARIO ASSISTIAMO A QUELLO CHE SEMBRA E PROBABILMENTE È IL LENTO SCIVOLAMENTO VERSO VALLE.

Che la città di Orvieto e la sua rupe necessitino di un continuo monitoraggio è una cosa ben nota a tutti i cittadini. Che vi sia una tendenza a minimizzare ad aspettare che il problema diventi macroscopico è una attitudine purtroppo di tanti dei nostri politici.

In questa zona ad esempio non vi sono problemi macroscopici. Un osservatore superficiale potrebbe immaginare che l’asfalto crepato sia semplicemente troppo cotto dal sole e necessiti soltanto di una toppa mentre invece potrebbe immaginare che quel muretto di tufo che accompagna la discesa verso il pacco sottostante abbia subito un qualche urto per essere inclinato verso l’esterno. La realtà a noi sembra essere un’altra. La peculiare geologia del territorio che vede la Rupe tufacea come centro all’interno di una area argillosa si presta a quel fenomeno di lento scivolamento dei suoli e di ciò che vi si ancora, un fenomeno che ha diversi nomi (creeping soil, downhill creep oppure frana lenta a cinematica intermittente, reptazione) e che va gestito.

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