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Rifiuti da Roma: risposta pubblica alle domande della Presidente Marini e del Sindaco Germani

Ieri abbiamo anticipato, per primi, la notizia del concreto rischio che negli impianti  e nella discarica di Le Crete potessero essere conferiti i rifiuti urbani dell’emergenza romana. Nel farlo abbiamo indicato la nostra posizione in tre punti da attuare immediatamente ed in una operazione verità volta ad attribuire le responsabilità per le quali i cittadini del territorio si sono trovati privati della possibilità di opporsi ad un simile progetto. Pensavamo fosse tutto chiaro.

Ci sbagliavamo.

le-crete-globaleStamattina hanno a più riprese chiesto un nostro pronunciamento sulla vicenda. Il Sindaco di Orvieto Giuseppe Germani ha fatto pubblicare un lungo articolo, ripreso dalla stampa, che terminava con questo auspicio “Il Sindaco Raggi deve rivedere immediatamente la sua strategia e la sua politica per quanto riguarda i rifiuti. Mi auguro che il Movimento di cui lei fa parte a tutti i livelli prenda immediatamente le distanze da una simile dichiarazione” ed addirittura la Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, come riporta invece la stampa, “Ma che siamo su scherzi a parte? Attendo dichiarazioni dei 5 stelle umbri in merito ad Orvieto e Terni”.
In piena trasparenza rispondiamo pubblicamente:

« Nessuna sorpresa dello scatto nervoso del Pd regionale e locale, è comprensibile e fa parte del tentare di cogliere l’occasione per gettare su altri le responsabilità di anni di cattiva gestione. Ci meraviglia invece essere chiamati direttamente in causa dai responsabili delle istituzioni: il Sindaco di Orvieto e la Presidentessa della Regione. Siamo sorpresi perchè entrambi conoscono, o dovrebbero conoscere dato il loro ufficio, l’impegno per l’ambiente che il gruppo consiliare M5S, del quale ho l’onore di essere la portavoce, sta promuovendo in ogni sede ed ad ogni livello. Siamo sorpresi perchè non c’è nulla di anormale nell’azione di Virgina Raggi quando dice di volere verificare i contratti in essere e mettere a servizio di Roma gli impianti di proprietà della controllata comunale Acea SPA. Siamo sorpresi perchè almeno Germani c’era quando la discarica di Le Crete, con gli impianti ed il titolo autorizzativo, fu ceduta per un valore assolutamente misero all’azienda romana senza che la Regione facesse nulla per impedire questa scelleratezza.
E’  chiaro che il gruppo locale ed i cittadini orvietani, che siano o meno del M5S, vogliano scongiurare questa eventualità e sicuramente le proveremo tutte per impedire ad Acea di attivare tutto il potenziale della discarica che a suo tempo il sindaco di Orvieto gli ha ceduto. E’ chiaro che le aperture dell’Assessore Cecchini che ha già parlato di accordi tra le regioni, mentre la propaganda politica ci accusa e distrae i cittadini, ci preoccupi molto. E’ chiaro che se l’unico profilo che emerge è quello della disputa politica non vi sarà spazio per la ricerca di soluzioni immediate ed a lungo termine per la salvaguardia del territorio orvietano.
Per quanto ci riguarda direttamente la nostra posizione è trasparente ed inequivocabile: chiederemo l’immediata modifica al piano regolatore per bloccare il terzo calanco, proponiamo di creare un ecodistretto del riciclo specializzato in rifiuti tecnologici ed elettronici nell’area Ex Mabro nella zona industriale orvietana in filiera, appunto, con le aziende del comparto tecnologico che già vi operano ed incontrare pubblicamente Virginia Raggi al raduno nazionale del Movimento, la manifestazione Italia 5 Stelle, per discutere un progetto comune che scongiuri arrivi indiscriminati a Le Crete ma solo conferimenti per impianti atti al riciclo, cosa della quale a Roma sono già al corrente e perfettamente in linea con lo spirito del M5S.
Sia chiaro però al Sindaco Germani ed alla Presidentessa Marini che la vera responsabilità politica è in capo a chi ha permesso che il ciclo dei rifiuti in Umbria diventasse lo scempio attuale, con le discariche sequestrate, le numerose interdittive antimafia in tutta la regione e, ultima ma non ultima, la cessione della discarica di Le Crete avvenuta nel 2008, ad un prezzo inspiegabilmente di favore, al gruppo ACEA, al romanissimo gruppo ACEA. Questa responsabilità politica ha un nome di partito, il loro partito, che governava e governa sempre nello stesso modo. Il loro malfidato tentativo di ricerca di capri espiatori non aiuterà certo il territorio e non risolverà i problemi ma, anche in questo caso, non ci vogliamo tirare indietro e quindi se vogliono cercare delle colpe e dei responsabili siamo a disposizione per aiutarli rinfrescandogli la memoria anche intervenendo nelle pubbliche assisi che vorranno organizzare. Io personalmente e noi del MoVimento siamo presenti e trasparenti.» Lucia Vergaglia, capogruppo MoVimento 5 Stelle di Orvieto

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L’Acqua non si vende: Interpellanza al Sindaco Germani

Sembra incredibile rileggere oggi le dichiarazioni di Renzi fatte in occasione dei referendum del 2011. Sul sito del Pd è ancora riportata una sua frase del 2013 in cui si diceva assolutamente schierato a favore dell’acqua pubblica. Cosa è successo poi? Che le multinazionali sono intervenute? Che le nostre città e la classe dirigente abbia subito pressioni? Intanto nelle città più grandi in cui la gestione dell’acqua è privata gli investimenti risultano calati del 19% mentre invece le bollette non seguono affatto la stessa tendenza, anzi aumentano.

Qui ad Orvieto il M5S sin da subito ha presentato numerose iniziative e cercato di riportare l’attenzione su quello che è uno dei temi fondanti, delle 5 stelle nel simbolo del MoVimento, l’Acqua pubblica, ed ha avuto in risposta impegni e rassicurazioni. Purtroppo servono atti concreti, con una precisa assunzione di responsabilità da parte dell’Amministrazione.

Nella prossima seduta pubblica del Consiglio Comunale, in presenza dei cittadini, ci sarà finalmente una nostra formale interpellanza rivolta al Sindaco per ottenere spiegazioni sulla situazione attuale e risposte su ciò che riguarda l’indirizzo politico della Giunta Germani sulla questione acqua.

«Il 15 marzo scorso un emendamento di poche righe passato in Commissione affossa la volontà di 27 milioni di italiani cancellando l’articolo 6 della legge referendaria di iniziativa popolare. In pratica si elimina l’obbligo che l’acqua, la sua gestione e le infrastrutture idriche siano pubbliche.

Come se i cittadini al referendum non avessero urlato forte e chiara la volontà che l’acqua sia pubblica. Di conseguenza il Movimento 5 Stelle nazionale ha ritirato ritirato la firma da quella che è divenuta una legge capestro, con costi pubblici e guadagni privati.

lucia conferenza stampa perugiaErano i giorni dell’inizio della protesta di “Le Crete” nei quali formulavamo la documentazione di diffida legale alla regione, agli enti coinvolti ed alla nuova autorità AURI, di li a poco sarebbe arrivata la giornata mondiale dell’Acqua, il World Water Day, in data 22 ed abbiamo attesto quel momento per richiamare l’attenzione sul problema acqua anche qui, nell’orvietano, ripercorrendo i nostri interventi, le iniziative del gruppo consiliare, le promesse dell’Amministrazione, purtroppo disattese. Addirittura alcuni commentatori ci hanno consigliato di “prendere calmanti” e di “ciurlare nel manico”.  Spiacente. Il nostro ruolo è di essere presenti nella proposta e pressanti nella denuncia, anche se questo ci rende antipatici o scomodi. A fronte di questa grave situazione, dell’evidente esproprio del diritto all’acqua, nonostante il pronunciamento referendario, e della tendenza a diminuire gli investimenti in infrastrutture interpelliamo il Sindaco Germani per dargli l’opportunità di delineare la politica cittadina sulla preziosa risorsa indicando tempi certi, Come ogni interpellanza, in caso di risposta insoddisfacente, ci riserviamo di utilizzare il diritto che ha anche l’opposizione di mettere ai voti una mozione in merito chiamando alla responsabilità politica anche le altre forze rappresentate in Consiglio sin da subito, prima che inizino le discussioni tecniche sul bilancio.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Già in passato, quando non fummo ammessi al ballottaggio e decidemmo di non dare indicazioni di voto, reputammo di dover fornire informazioni puntuali a chi ci aveva dato fiducia, e per farlo nella massima trasparenza e col massimo equilibrio possibile ponemmo #5domande ai contendenti al ballottaggio.
L’attuale sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani, in risposta alla  domanda precisa dal ‪#‎M5S‬ assicurò che avrebbe lavorato per tornare a rendere pubblica l’acqua degli orvietani.

«La cosiddetta privatizzazione era disciplinata da una legge dello Stato e fu, a fine anni ’90, un processo ineludibile. Ora, non solo la volontà popolare espressa dal referendum va rispettata, ma è nostra convinzione che oggi ci siano le condizioni per poter ritornare a soluzioni “in house” che garantiscano un buon servizio ad un prezzo adeguato. Ci lavoreremo, perché siamo convinti della validità di questa azione.» (Giuseppe Germani, alla vigilia del ballottaggio 2014 in cui fu eletto Sindaco di Orvieto)

germani vergaglia

Richiamiamo con forza le parole di Germani anche con coloro che divennero suoi elettori al ballottaggio. Se c’è davvero questa volontà da parte del Sindaco su questo tema da parte nostra non solo non ci saranno ostacoli ma sostegno ed impegno.

Aree Interne: Troppa confusione.

E’ qualche tempo che nella dialettica politica dalla maggioranza, per scelta o per ventura, ad opposizioni e cittadinanza viene contestata l’assenza di proposte concrete e fattive.

Non è sbagliato in linea di principio chiedere la partecipazione dei cittadini e delle minoranze quindi ci mancherebbe altro che noi si resti alla finestra a guardare quindi in genere accogliamo questi inviti ed aggiungiamo al carico importante di proposte ed iniziative che presentiamo regolarmente attraverso il gruppo consiliare del M5S anche quelle nei vari “tavoli” tematici, però solo in risposta a precisa sollecitazione. Non vogliamo sottrarre spazio ai cittadini ma se veniamo accusati di non essere in grado di proporre soluzioni o, come nel caso di “Aree Interne”, bozze di progetto allora in genere mettiamo nero su bianco la dimostrazione di essere da cittadini almeno formalmente in grado di recepire questo genere di sfide pratiche. proposta aree interneIl Sindaco stesso nel richiamare alla partecipazione sia in presenza dell’ex ministro Barca poche settimane fa (il 26 gennaio, a fronte di 120 progetti) che nel focus organizzato da Valentino Filippetti la settimana scorsa (martedì 2 febbraio, quando i progetti erano già 139), momento in cui ci sono state in loco delle presentazioni di idee, ha risposto ad un mio personale e specifico intervento sul proseguire dell’accoglienza delle idee progettuali e sulla “dicotomia”, contraddittorietà apparente, tra le funzioni associate tra i comuni di Aree Interne ed i servizi necessari invece allo sviluppo esordendo sulla mia e nostra “non conoscenza” degli argomenti in questione.

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Fondi Aree Interne: serve trasparenza

Orvieto è stata individuata quale capofila di un progetto nazionale sul quale è stata costruita la campagna elettorale dell’attuale Sindaco Giuseppe Germani, il progetto “Aree Interne” dell’ex ministro Barca.

aree interne

Si tratta di una formula tutta italiana per la quale si individuano zone del territorio lontane da grandi centri di agglomerazione e di servizio e con traiettorie di sviluppo instabili ma tuttavia dotata di risorse che mancano alle aree centrali, con problemi demografici ma anche fortemente policentrica e con forte potenziale di attrazione. In pratica più della metà dell’Italia e più di un quarto della popolazione. In ogni caso quest’opportunità esiste e con essa Piano Nazionale di Riforma (PNR) ed un Strategia per contrastare la caduta demografica e rilanciare lo sviluppo e i servizi di queste aree attraverso fondi ordinari della Legge di Stabilità e i fondi comunitari indiretti. Il nostro territorio rientra nella descrizione, l’orvietano anzi è un’area pilota di questa iniziativa.

I prerequisiti di accesso ai fondi saranno un accordo di partenariato e la gestione condivisa di servizi comunali, ovvero cose sulle quali siamo in trincea da tempo. Lo stato d’attuazione prevede una “Istruttoria pubblica” nel segno della maggiore democrazia partecipativa, e qui sorge il problema. Continua a leggere Fondi Aree Interne: serve trasparenza

La #BuonaScuola va in discarica

Alla notizia di una visita dei bimbi delle elementari alla discarica de “Le Crete” come tanti, noi del M5S Orvieto, siamo letteralmente sobbalzati. Sono infatti recentissime le vicende tutte da approfondire delle contaminazioni da mercurio della zona ed a fronte di ciò, con le associazioni del territorio, i cittadini e la totalità delle forze politiche di opposizione, interne ed esterne al Consiglio Comunale, abbiamo immediatamente scritto una lettera ad un sindaco di Orvieto su questa gita scolastica “inopportuna” ed incomprensibile. Abbiamo chiesto innanzitutto di fermarla ed anticipato che vogliamo approfondire questa vicenda.

Come M5S Orvieto vogliamo stigmatizzare alcuni aspetti di questa vicenda davvero tristi.

Il primo è che una discarica non è, per definizione, solo un luogo fisico ma una vera e propria industria classificata come pericolosa e soggetta a precise disposizioni che puntano alla chiusura, messa in sicurezza e successiva bonifica del sito. In pratica un luogo già potenzialmente insalubre per gli adulti, ma sul quale non esistono prove che non lo sia molto di più per chi è in età pediatrica e questa valutazione sottende una superiore assunzione di responsabilità rispetto alla semplice informativa ai genitori sul fatto che è prevista una gita ma, a nostro avviso, sarebbe opportuno un vero e proprio consenso informato quasi come se volessimo mandare i ragazzi in gita in ospedale, reparto malattie infettive, dove il personale lavora ma solo essendo edotto dei pericoli, a fronte della liquidazione di una cospicua indennità di rischio ed in presenza di polizze assicurative specifiche. Questo concerne il comportamento incauto degli organizzatori.

«Se nessuno fa niente e l’indifferenza continua, questo sarà il terreno si cui giocheranno i bambini nel futuro» (SIlvia Colucelli)

In secondo piano considerato che le discariche sono in via di chiusura e che le tecnologie attualmente operanti non rappresentano innovazioni, ma piuttosto quanto di inquinante in tutta Europa si cerca di limitare e ridurre, viene legittimo il dubbio sulla valenza formativa di tale visita. Questo per inquadrare l’iniziativa dal punto di vista della coerenza con il ruolo e gli scopi dell’istituzione scolastica.

Inoltre vorremmo far notare che la stessa Acea, nelle sue attività di marketing, propone visite ai propri impianti alle scolaresche solo ed esclusivamente nei comparti acqua ed energia, in pratica agli impianti idroelettrici, e non si sogna di esporre nel proprio portale le visite a discariche di cui, come nel nostro caso, ha la gestione. Questo per segnalare che questa situazione orvietana rappresenta un’anomalia nei rapporti tra scuole ed enti gestori di discariche.

Ed infine vorremmo inquadrare la scelta di questa gita nelle recenti vicende della cosiddetta #BuonaScuola, il piano Renzi di modifica dell’assetto scolastico, nel quale il ruolo di prestigio e decisionale sarà essenzialmente dato in mano ai presidi, la cui posizione sarà probabilmente molto ambita e per accedere alla quale, ipotizziamo, saranno necessari tutti gli appoggi e sostegni possibili e la dimostrabile capacità di poter fare intervenire il ricco privato nella scuola pubblica. Noi percepiamo in questo avvicinamento ai possibili finanziatori quale il gestore dell’impianto di “Le Crete” e, potenzialmente, i realizzatori degli impianti di trattamento BioGas, BioMasse, BioDigestori e tutti quelli nascosti dietro la parola bio, un probabile primo tentativo di contatto tra gruppi di interesse. Continua a leggere La #BuonaScuola va in discarica

No alle difese di ufficio.

Sul sito istituzionale del Comune di Orvieto il Sindaco Giuseppe Germani «replica alle critiche mosse dal M5S al lavoro dell’Assessore alla Cultura, Vincenzina Anna Maria Martino ed afferma: “Come ho già detto in precedenti occasioni, tutti gli Assessori hanno la piena fiducia del Sindaco”.»

drinking wineE giù a snocciolare i tanti “dossier” in campo ed a fare seguire un successivo comunicato della stessa dottoressa Martino, nella sua qualità di Assessore, ricordiamolo, a Sviluppo, Commercio, Artigianato, Agricoltura, Cultura, Grandi Eventi e Marketing Territoriale, in cui ci spiega in dettaglio delle sue recenti attività di partecipazione alla manifestazione Vinitaly; ne invitiamo la piena lettura e ne estraiamo la parte saliente:

«Quella del Comune di Orvieto al Vinitaly è stata una partecipazione importante per incontrare e confrontarci con i produttori locali sui temi che riguardano non solo la produzione e la commercializzazione del vino, ma anche la promozione dell’enogastronomia e del territorio orvietano.

Le vendite del vino, specialmente verso i paesi esteri, sono in aumento e continuano ad aprirsi nuovi mercati nei quali l’Orvieto si sta imponendo con forza. Sicuramente queste buone prospettive di vendita confermano l’eccellenza dell’Orvieto che resta uno tra i vini bianchi più ricercati»

Ora a parte che andare al Vinitaly per incontrare i produttori di vino di Orvieto da parte di un Assessore del Comune di Orvieto, magari a spese dei cittadini di Orvieto tra cui gli stessi produttori, è una roba da monologo di Crozza, dobbiamo necessariamente prendere le distanze dalla difesa d’ufficio che ha voluto fare il primo cittadino a favore della dottoressa Martino.

Maurizio-Crozza1A noi, in questo caso, non interessa quanta carne è stata messa a cuocere, quanta confusione venga fatta per mostrare dinamismo. Noi abbiamo posto domande precise sullo sviluppo della zona di Bardano, nella quale nel frattempo le ditte hanno chiuso e gli operai sono andati a casa e non stanno certo brindando al Vinitaly, e sull’inconsistenza della politica culturale del Comune. Domande rimaste inevase, senza risposta ed a noi spiace vedere un sindaco arrampicarsi sugli specchi a difendere l’indifendibile, Continua a leggere No alle difese di ufficio.

Ripristinare la Fontana di San Zero

Intorno alla rupe tufacea su cui Orvieto ha il suo centro storico si snodano camminamenti e strade carrabili che convergono alle porte principali della città attraversando, come in un viaggio nel tempo, le diverse epoche in cui l’urbe si è sviluppata e le tante tracce che hanno lasciato ormai integrate nel corpo vivo del nostro territorio. Alcuni sono monumenti noti, altri non sono segnalati e sono meno noti, avvolti dagli arbusti e ricordati solo dai cittadini più anziani o quelli che per scelta o per ventura vivono li nei pressi.

Scendendo dalla fortezza Albornoz ed attraversando la porta soliana rivolta all’alba si raggiunge l’anello della rupe, tratto stradale di valenza storico-turistica su cui il Comune ha nel tempo investito tanto e sulla manutenzione del quale abbiamo avuto diversi confronti a distanza con il direttore del PAAO Bizzarri, da qui poi parte la via della Fontana di San Zero, ennesimo gioiellino orvietano in stato di completo abbandono, non segnalata neanche da un misero cartello, non inserita nei percorsi da valorizzare che tanti enti, a lungo foraggiati con fondi pubblici, avrebbero nella loro responsabilità di fare in concorrenza con il Comune.

cartolina fontana di san zeroOra quest’area “potrebbe” ricadere nel nuovo contratto di collaborazione ed amministrazione condivisa tra Comune ed enti afferenti (Da poco attivato sui sentieri “Sasso Tagliato” in direzione Sugano e “Selciata dei Cappucini” che porta alle tombe etrusche di Porano).

Uno stato di confusione che non agevola i cittadini nel fare segnalazioni ed osservazioni alla pubblica amministrazione che non capiscono bene a chi tocchi fare le cose ed a chi rivolgersi. Non vorremmo infatti che si torni al fenomeno burocratico del rimpallo di competenze, sarebbe proprio il contrario di quello che ci serve.

Quindi pubblicamente denunciamo l’incuria a San Zero, il non aver considerato il bene degno di una targa, un riconoscimento, una valorizzazione o una qualunque indicazione in questi anni e nel chiedere più attenzione per quella strada. Ma non ci fermiamo qui.

Noi pensiamo infatti che l’amministrazione condivisa tra cittadini e Comune possa funzionare molto bene e permettere oltre alla valorizzazione dei tanti beni, spesso sottovalutati o dimenticati,  del nostro territorio anche una concreta partecipazione dei cittadini. Questo a patto che siano informati, invitati a far parte di questo processo.

Per chiarire la vicenda e contemporaneamente valorizzare la Fontana di San Zero il M5S Orvietano ha depositato un’interrogazione a firma Vergaglia destinata a Giuseppe Germani. Abbiamo chiesto al Sindaco di riferire sul funzionamento concreto di questi accordi di amministrazione condivisa dei quali, la Fontana di San Zero, potrebbe essere il banco di prova.

Scintille sulle Aree Interne

Quella della strategia “Aree interne” su cui ha costruito larga parte del programma elettorale l’attuale sindaco, Giuseppe Germani, è uno di quei temi che dovrebbero essere sentiti e gestiti trasversalmente.

Aree interne fa parte del complesso sistema di programmazione comunitaria che sono conosciuti come fondi europei indiretti, cioè quelle attività i cui i contributi vengono erogati in funzione di bandi gestiti da enti pubblici nazionali come le regioni. Questo inoltre è un caso speciale perchè, senza scendere nei particolari, può essere attivato solo se risponde ad una progettazione come effettuata da molti enti proponenti. Ora immaginate una ventina di comuni, di diverso colore politico, che di solito ci mettono già molto tempo a rispolvere le loro diatribe interne tra le proprie rispettive maggioranze ed opposizioni, accordarsi per unire le forze in funzione di un obbiettivo condiviso. Difficile, no?

Ecco noi pensiamo di no. Lucia Vergaglia, consigliere di opposizione, del M5S, qui ad Orvieto ha provato ad esordire di fronte all’assise dei sindaci dei territori da Città della Pieve a Giove, ed in direzione di Catiuscia Marini, presidente della regione Umbria, dicendo proprio questo: «Nonostante la campagna elettorale incombente è indispensabile agire come si fa tra enti nei finanziamenti Europei “diretti”, quelli che necessitano di partner in tre o più nazioni. Si stabiliscono temi comuni e si lavora assieme. Anche le opposizioni saranno della partita in spirito costruttivo e collaborativo tanto più che anche dove non c’è questa varietà di sensibilità non sempre si riesce a completare nei tempi la spesa dei fondi europei, come nel caso della programmazione 2007-2013.». Piccata ed immediata la risposta della Marini. «L’Umbria ha speso tutto, sono le regioni del Sud che non sono state in grado di fare i progetti.» in direzione della Vergaglia, che è napoletana, e che ha sorriso «Sarò molto lieta di essere smentita, nei fatti».

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Clima arroventato da periodo elettorale, ci rendiamo tutti conto, ma i fatti sono che poche ore prima l’Assessore Bracco, anch’egli del Pd come la Marini presentando il DAP (Documento Annuale di Programmazione) spiegava che solo nel 2015, ed oltre alla fine della legislatura, ci sarà la chiusura degli interventi della programmazione 2007-2013 (cioè oltre due anni dopo il termine ufficiale) e solo dopo questa chiusura avremo l’avvio della fase attuativa della programmazione comunitaria 2014-2020. In pratica i fondi disponibili dal 2014 vedranno i bandi per la regione Umbria nel 2016.

L’avvocato Vergaglia non si è lasciata distrarre ed ha esposto una prima proposta di metodo da elaborate in condivisione tra i tanti partecipanti ad Aree Interne: «I responsabili della regione sono stati molto eleganti a spiegarci che questa di “Aree Interne” non è il classico finanziamento quanto piuttosto un sostegno in più rispetto a quello che normalmente i vari bandi propongono, un tessuto connettivo tra le molte iniziative che potranno venire e che potranno godere anche di altre forme dirette ed indirette di finanziamenti europei. A questo punto osservo che nei nostri comuni non vi sono professionalità in grado di cogliere l’ampiezza dell’opportunità e credo che si debba ricorrere a quei professionisti noti come “Europrogettisti”. La mia proposta è di fare fronte comune e di utilizzare lo stesso gruppo di tecnici per sostenere, praticamente ed efficacemente, le decisioni di indirizzo che potremo prendere assieme nei modi che nei prossimi incontri sceglieremo.»

Il dibattito è proseguito, con tante proposte ed i primi indirizzi di obbiettivi, ma la cosa importante è che si parte, e che c’è una scadenza; il 30 settembre o saremo pronti od altri lo saranno al posto nostro altre regioni e non ci saranno scuse, nessuna maggioranza potrà mai dire che la nostra opposizione ha ostacolato questo processo di sviluppo sulla cui trasparenza, naturalmente, vigileremo.

I primi cento giorni della giunta Germani

Sono già apparsi tutti i limiti dell’amministrazione e della giunta Germani.

orvieto-slideshow-08Una giunta già stanca che si dibatte tra le deleghe che danzano tra sindaco ed assessori, una compagine politica imbarazzante con il Pd che attacca, dalla propria segreteria, il proprio sindaco ed il contrappeso più democristiano che democratico dei consiglieri “gragnarini”, i famosi puntini uniti dall’omonimo assessore, che incassano unicamente il realizzarsi dell’agenda degli albergatori (quel famoso documento che firmò Germani in piena campagna elettorale che lo impegnava a fare sconti sulla tassa di soggiorno ed ad aumentare il prezzo del biglietto del Pozzo di San Patrizio e dei parcheggi).
Eppure le premesse di un’amministrazione illuminata c’erano tutte: la maggioranza uscente è una delle poche in Italia non completamente infangate da scandali e ruberie e questo lascia un comune, per quanto in crisi, senza le tante sorprese che capitano dove c’è il malaffare, la partecipazione dei cittadini alle elezioni è stata alta (anche in forza delle tante promesse elettorali a cui, in questo tempo di crisi, s’erano incautamente aggrappate), l’età media è molto più giovane delle precedenti.

Invece abbiamo un’amministrazione esausta, minata da scelte contraddittorie come quelle sui parcheggi bus, vediamo consiglieri di maggioranza che abbandonano l’aula prima di presentare le proprie proposte, una giunta che lavora in modo completamente asimmetrico (l’assessore al bilancio rigetta l’Isee nelle detrazioni perchè secondo lui è una truffa, quello alla casa basa sull’Isee l’accesso alla graduatoria, gli uffici senza una direzione chiara si rifanno ai regolamenti così, curiosamente, l’Isee influenza anche i costi della mensa scolastica e le tante misure di sostegno che dipendono dal bilancio), vediamo un sindaco sventolare un certificato d’agibilità del 2007 in relazione ad una struttura chiusa dal 2011 che su cui compaiono crepe e sotto cui il terreno lentamente frana.
meme germani pd vota con la destraL’opposizione ha le sue colpe di questo. La maggioranza uscente ha deciso d’isolare il M5S e di fare piccolo cabotaggio con le sue interrogazioni su scale mobili e cassonetti, con l’attenzione al fatto di cronaca locale piuttosto che la proposta di lungo periodo; inoltre è da subito sembrata divisa ed in ordine sparso costringendo la portavoce Lucia Vergaglia alla durissima posizione di minoranza nella minoranza. Uscire da questo pantano sarà difficile se non riusciamo neanche veder realizzate occasioni di sviluppo a costo zero come quella di Bardano “Centro del Made in Italy” od occasioni di crescita per Orvieto, capitale umbra del Folk festival, che vede sia maggioranza che opposizione, Pd e Forza Italia per intenderci, votare contro la cittadinanza onoraria a Francesco Guccini.

Sintentizzando l’analisi “I primi 100 giorni? Germani non pervenuto”

Annunci tanti: dal mese di giugno per i primi 100 giorni su tasse, turismo, sicurezza e riorganizzazione della macchina comunale. Poi più nulla, nonostante l’estrema responsabilità della minoranza, estrema. Parlando per noi grazie al M5S non ci si è impallati sulla nomina del Presidente Pettinacci al Consiglio Comunale, passato grazie al nostro voto, grazie al M5S si è stati da subito in grado di avere mozioni consiliari per rompere il giogo degli affitti d’oro e liberare preziose risorse per il bilancio, grazie al M5S lo stesso bilancio “preventivo”, che poteva essere letteralmente seppellito di emendamenti, è filato liscio.

Nei primi 100  giorni non si sono viste azioni per migliorare, ad esempio, la raccolta differenziata del centro storico; il degrado e la sicurezza percepito dai cittadini è in calo; la mobilità locale ha subito scempi come la vicenda del pollicino, il traffico al duomo ci ha portato in negativo sotto tutti i riflettori italiani, la cartellonistica turistica che ha dato scandalo sulla vicenda del divieto ai cani, e lo sviluppo economico della città sembra assolutamente fuori dall’agenda Germani.

Le aree verdi  sono in totale degrado in uno stato di totale abbandono da parte delle istituzioni, più attente alla forma che alla sostanza, recenti sono le foto sui giornali online della situazione presso le scuole.

Riordino della macchina comunale? Non pervenuto. Gli accorpamenti degli uffici non hanno realmente liberato gli immobili, il tenere l’ex tribunale ostaggio del solo giudice di pace poche mattine al mese è uno spreco da intervento della Corte dei Conti.

Gestione delle aziende partecipate  si è assistito all’incarico di manager, consiglieri e consulenti privi di vere competenze, scelti senza alcuna trasparenza e con la solita agevolazione per amici e amici di amici. In tal senso a precisa interrogazione della minoranza sulle nomine in SII, il Sindaco Germani, ha laconicamente risposto che lui predilige la propria personale fiducia al curriculum.

I soli progetti presentati ai cittadini, sono promesse elettorali come la riapertura del centro commerciale a Piazza del Commercio, prontamente sbugiardate dagli imprenditori.

E’ stata bocciata la mozione del M5S sul Centro del Made in Italy, sulla quale, a costo zero, si poteva avviare una concreta prospettiva di  sviluppo sostenibile. Il motivo? Rileggendo la trascrizione del dibattito negli atti del Comune troviamo esponenti della maggioranza che, con una superficialità che lascia veramente senza parole, l’hanno definita una proposta “sarcastica“.

Questa nostra nota vuole essere soprattutto uno sprone, una scossa, ma non sappiamo se sortirà qualche effetto. Spiace dirlo ma quest’amministrazione si sembra il solito, provincialissimo, governo sterile che tira a campare aspettando l’elemosina dagli amici in regione, sulle quali guadagneranno i soliti noti. Intanto le ditte chiudono, le tasse sommate alle tariffe salgono e la prospettiva futura è solo nebbia che si alza da Corbara.

AbolirEquitalia ad Orvieto

L’iniziativa AbolirEquitalia del M5S Orvieto parte da lontano, già nel 2013 [link], ed ha visto raccolte firme, attività d’informazione sotto i palazzi del potere [video] infine la partecipazione alle iniziative nazionali.

equitalia1

Ora che siamo in Consiglio Comunale abbiamo portato la questione come PRIMA interpellanza al nuovo sindaco, Giuseppe Germani che ha preso in carico il problema e preso l’impegno di rispondere compiutamente nel prossimo Consiglio Comunale. Ecco come è andata:

Cons. Lucia Vergaglia (M5S): “Innanzitutto saluto i cittadini che hanno permesso al M5S di rappresentarli in questa assise e che si attendono una nostra propositiva posizione per concretizzare provvedimenti fattibili. La mia prima domanda verte sulla riscossione dei tributi da parte di Equitalia SpA e sue controllate chiedendo che l’Amministrazione Comunale riporti intramoenia nel sistema della riscossione dei tributi in favore della casse comunali. Ricordo che in commissione Finanze è iniziata la discussione della legge sull’abolizione di Equitalia norma ispirata al buonsenso e volta a garantire efficienza ed equità al sistema tributario”.
Sindaco Giuseppe Germani: “quello che la Consigliera Vergaglia pone è un problema vero e reale che approfondirò nel prossimo periodo previa verifica con i nostri uffici. Risponderò più compiutamente nella prossima seduta del Consiglio”.

In passato a questioni simili le parole d’ordine sui nostri attacchi ad Equitalia erano le solite accuse di demagogia e populismo.

assessore pizzo demagogiaOggi vediamo che ci sono delle differenze e che l’azione politica che stiamo facendo, con i pochi mezzi a disposizione di una risicata minoranza, già porta qualche risultato e qualche assunzione di responsabilità.

Aspettiamo Sue notizie Sindaco, e con noi la cittadinanza.