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Nuovo sito del Comune? Bocciato

Dopo 12 anni la montagna ha partorito un topolino. Il nuovo sito del Comune (http://www.comune.orvieto.tr.it/) mostra già i suoi limiti. Abbiamo provato ad usarlo e le nostre considerazioni le abbiamo segnalate all’Amministrazione sin da subito così come le riportiamo anche pubblicamente.
Cominciamo col dire che ci sono i punti di riferimento che ogni buon architetto web dovrebbe avere a mente, e ci permettiamo di dare questo giudizio dopo mesi di monitoraggio ed attenzione a questo importantissimo strumento di contatto con i cittadini, forti dell’essere la prima forza politica ad avere esplicitamente nella propria ragion d’essere la stessa rete ed i concetti di connettività (che è una delle famose 5 stelle del MoVimento).  Questi i capisaldi delle nostre valutazioni.test sito comune orvieto primo giorno iphone

  • #MobileFirst: ovvero progettato per dispositivi mobili. Oggi questo manca del tutto e non va bene. Invitiamo i responsabili del Comune a fare le proprie prove con i propri smartphone od utilizzare servizi di testing come MobileTest per verificare di persona quanto vengano tagliati e resi illeggibili  contenuti.
  • #Accessibility: ovvero accessibile a chi usa terminali braille o lettori audio, in questo senso il sito funzionicchia, tuttavia non è efficace che parzialmente secondo i test effettuati.
  • #Usability dotato di un design che risponda alla potenzialità degli utenti di usarlo ed anche qui ci sono delle grosse pecche soprattutto nella mancanza degli standard per la gestione della stampa. La pagina stampata infatti ha caratteristiche diverse dall’immagine visualizzata e va “formattata” secondo canoni specifici o si rischia di sprecare carta, inchiostro e soprattutto il tempo.
  • #Seo ovvero search engine optimization (con tutte le sottocategorie collegate) ovvero la possibilità per i motori di ricerca e per le directory web di indicizzare sito e contenuti per parole chiave. La trattazione sarebbe molto tecnica ma siamo proprio lontani dal minimo sindacale.
  • #Internationalization il sito non ha una versione internazionale (in inglese semplificato) neanche per la parte relativa all’incoming turistico. Molto male.
  • #friendly ovvero quanto risponde alle necessità dell’utente? Qui forse qualche punticino il sito lo riesce a centrare. Non si individuano immediatamente le sezioni e le aree top, non è immediato l’utilizzo soprattutto con l’area segnalazioni che costringe a riempire numerosi campi e non permette la segnalazione via social network pure approvata dal Consiglio. Non sono presenti le aree per lo streaming pure approvate mesi fa dal Consiglio. Insomma c’è ancora tanto da fare

Non è che volessimo la fantascienza di applicativi web che guardino al futuro, con gli eventi georeferenziati e raggiungibili con le funzioni di “navigazione” ed orientamento più comuni, Social friendly e possano essere acceleratori dell’interazione con le istituzioni e con il loro personale invece che puramente sostitutivi. Volevamo un sito che nel 2015 fosse almeno compatibile con quanto di standard offra il mercato.

Abbiamo fatto dei test sommari ed alcuni più approfonditi. In generale è una bocciatura, non senza appello, ma una bocciatura. Siamo certi che dall’Amministrazione stessa avendo qualche chiave di lettura possano richiedere le opportune modifiche, ma intanto il sito, bisogna ammetterlo, così proprio non va.

test sito comune orvieto primo giorno

I risultati dei test infatti sono davvero scarsini. A questo si aggiungono le considerazioni tecnologiche quali quella di essere basato su software proprietario (Microsoft) e su server basati su Windows in contraddizione con il dettato consiliare (Mozione Talanti, Pd) recentemente approvato e delle stesse dichiarazioni di Germani che indicava nell’open source (Linux) la strada della connettività e del software comunale. Poi va considerato che nelle tante interrogazioni ci si è sempre riferiti ad uno sviluppo del sito alla società in-house Umbria Digitale (ex Webred) di cui siamo soci e per la quale avevamo già destinato risorse. Ecco questo sito risulta invece “ospitato” da una Srl commerciale.

Il sito dovrebbe essere l’esempio di efficienza, efficacia e trasparenza, il biglietto da visita dell’Amministrazione. E le pecche che ha il sito molti osservatori qualificati, ed anche secondo una parte crescente della cittadinanza, sembra averle l’Amministrazione stessa. Noi non ci accontentiamo e vorremmo invece un sito all’altezza di una città bellissima ed internazionale e non smetteremo di fare pressing anche su questo. Negli anni dell’agenda digitale e dei fondi europei di Horizon 2020 l’aspettativa è tutt’altra.

Germani non lo consideri un puro attacco politico, lo consideri piuttosto un elenco di problemi da affrontare e risolvere partendo dalle sue stesse parole di risposta alle nostre domande

«Lo sviluppo delle reti informatiche sul territorio sarà essenziale per accompagnare lo sviluppo economico e sociale che è al centro del nostro programma, come sarà essenziale legare all’informatica tutta una serie di servizi al cittadino che serviranno a migliorare le condizioni di vita della collettività. Per far questo utilizzeremo le numerose competenze delle aziende locali che dispongono di alta qualità innovativa e che sono in grado di fornire prodotti d’eccellenza. Già all’interno del Partito Democratico avevamo affrontato questo problema ed elaborato un progetto che avevamo chiamato Orvieto 2.0 per rendere più immediata l’idea della nostra azione. Comunque di open source e di smart cities si parla nel nostro programma e farà parte della nostra azione integrata tra Città antica e Città moderna.» Giuseppe Germani, giugno 2014

Ecco noi non dimentichiamo e con competenza e concretezza sosterremo le azioni positive e richiameremo in presenza di errori od omissioni, nel rispetto dei ruoli e delle parti. Che siamo un’opposizione attenta ed ostinata quanto costruttiva Germani lo ha capito, adesso è anche avvisato che per noi quella dei servizi online sia una voce fondamentale nel mondo moderno, soprattutto guardando al futuro sviluppo della città ed al livello di servizio dei sui cittadini.

Scale Mobili: Interrogazione a Vincenti

L’Assessore Vincenti è solo l’ultimo degli amministratori che deve confrontarsi con il decennale problema della mobilità verticale, della Scale Mobili, non è certamente colpa sua l’annoso ed attuale disservizio ma ci tocca chiamare in causa lui.

Chiediamo notizie sullo stato di inefficienza e sui progetti per mettere in grado gli apparati di funzionare senza questi blocchi e queste figuracce continue, anzi chiediamo anche si si stia puntando sul miglioramento approfittando dei tanti fondi europei messi a disposizione in tal senso.

sensore scale mobili

Del resto di vedere le “Scale Immobili” davvero non ne possiamo più.

Qui di seguito il testo dell’interrogazione: Continua a leggere Scale Mobili: Interrogazione a Vincenti

Il M5S Orvieto va a Bruxelles

E’ un periodo di straordinario fermento per le politiche locali, non più racchiuse nelle sterili contrapposizioni destra-sinistra, maggioranza-opposizione, ma un vivo tentativo di mettere a disposizione dei cittadini e del territorio quante più idee e soluzioni la nuova Europa e le nuove esperienze, anche tecnologiche, suggeriscano, andando oltre i modelli convenzionali ed i limiti ideologici.

Così nel suo piccolo anche il M5S orvietano va a Bruxelles, ospite per una 3 giorni al Parlamento Europeo. Appuntamento con la delegazione di portavoce parlamentari ed eurodeputati del MoVimento all’aereoporto di Perugia dove aspetta il volo per il Belgio. Anfitrione e capogruppo l’europarlamentare  Laura Agea, della commissione lavoro ed affari sociali.

Il programma Europeo Horizon 2020Lo sviluppo dei territori come il nostro è intimamente legato ai fondi europei, alle politiche di sviluppo ed alle relazioni istituzionali tra gli enti locali, che dovrebbero essere vicini alle esigenze di cittadini, imprese e no profit, e gli enti sovranazionali, visto che ormai in Italia sembriamo destinati a recepire e subire le scelte di luoghi lontani. Noi però non siamo dei sabotatori e non vogliamo mettere sabbia negli ingranaggi europei, ma non vogliamo neanche essere degli esecutori delle decisioni dell’Unione. Piuttosto entreremo dentro la macchina per vedere quali opportunità possiamo cogliere direttamente, visto che regioni e governo nazionale hanno il poco invidiabile record d’incapacità progettuale e di spesa dei fondi europei.

Non saremo semplici spettatori, anzi andiamo già con un primo programma d’iniziative da proporre e sviluppare, focalizzate per quanto possibile su ambiente, sviluppo ed innovazione: in particolare sull’assetto idrogeologico del territorio, sulle crisi industriali e sulle iniziative di lavoro e formazione a distanza. E qualunque soluzione od opportunità riusciremo a portare a casa la metteremo a disposizione della politica locale, qualunque sia il suo colore. Di tenere i progetti nel cassetto od i finanziamenti ostaggio di propaganda elettorale a noi non frega nulla, il nostro faro è rispondere alle esigenze dei cittadini al meglio delle nostre forze.

Unica nota stonata di quest’iniziativa il fatto che, al Comune di Orvieto, la maggioranza abbia scelto di bocciare la proposta Sacripanti dell’ufficio Europa ed abbia respinto la proposta M5S del Centro del Made in Italy che avremmo illustrato volentieri al portavoce Dario Tamburrano o potuto parlarne al Cluster Conference.

Horizon 2020 assente ingiustificato

Se guardiamo in forma grafica i dati di Cluster “Fabbrica Intelligente” ci accorgiamo che l’Umbria è il classico assente ingiustificato.
Il punto è questo: i finanziamenti Europei Horizon 2020 premieranno in primis i Cluster tecnologici con l’apposito bando del Miur (Ministero per l’Università e la Ricerca). I cluster sono raggruppamenti estremamente specializzati che comprendono aziende, enti, associazioni, distretti tecnologici, università e centri di ricerca in specifiche aree tecnologiche: Chimica verde, Agrifood, Tecnologie per gli ambienti di vita, Scienze della Vita, Smart communities, Mobilità, Aerospazio, Energia, Fabbrica intelligente.

Il programma Europeo Horizon 2020Tali cluster debbono qualificarsi anche per la capacità di valorizzare i domini applicativi delle tecnologie abilitanti codeste aree, cioè devono riunire le competenze e formare la manodopera nelle tecniche specialistiche necessarie ad affrontare con successo le aree di cui abbiamo parlato, tali tecniche includono ad esempio nanotech, nuovi materiali, fotonica, next generation networks, ICT, ecc..

Sappiamo che in termini di sviluppo e lavoro gli orientamenti politici che sottendono al cambiamento ed al progresso nascono dapprima al livello locale; in Umbria quindi le condizioni non sono state finora favorevoli oppure dobbiamo arrenderci e pensare che gli Umbri non sono capaci di crescere e di innovare ma solo di fare industria tradizionale ed inquinante in stile acciaierie o peggio, ci sentiamo così provinciali da non immaginarci in Europa come forza trainante che coniughi tradizione, ecologia, ed innovazione contribuendo anche a rendere sostenibile la nostra società.

Possibile?