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Giornata mondiale contro l’incenerimento dei rifiuti 2019

NELLA GIORNATA MONDIALE DEL NO ALL’INCENERIMENTO DEI RIFIUTI VOGLIAMO RICORDARE CHE ORVIETO È NO INCENERITORI GRAZIE AL M5S ED ALLA CAPARBIETÀ DI LUCIA VERGAGLIA.

Il 14 ottobre è la Giornata mondiale contro l’ incenerimento dei rifiuti promossa da Gaia, Global Alliance fon Incinerator Alternatives.

GAIA, Global Alliance Incinerator Alternatives che comprende oltre 650 membri provenienti da 92 paesi del mondo, ha sollecitato i governi di tutto il mondo ad impegnarsi formalmente ad adottare la strategia Rifiuti Zero. Ciò implica che il sistema di gestione dei rifiuti si basi sulla prevenzione, riduzione, riutilizzo, riciclaggio e compostaggio e non sull’incenerimento e sullo smaltimento in discarica. Ci sono validi motivi per passare alla strategia Rifiuti Zero come sottolinea GAIA quali l’inquinamento tossico dovuto alle emissioni di gas serra e gli elevati costi degli impianti di incenerimento.

“Oggi che si ricorda quante alternative possibili esistono in termini di economia circolare , riciclo e recupero dei materiali con trattamenti non inquinanti dobbiamo ricordare anche che qui ad Orvieto è stato grazie all’iniziativa ed alla caparbietà di Lucia Vergaglia che il Consiglio comunale si è espresso unanimemente contro ogni possibile idea di costruzione di inceneritori su questo territorio. Assieme alle iniziative contro lo spreco ed a favore dell’acqua pubblica, al vuoto a rendere, alle iniziative pro ambiente come la piantumazione degli alberi per ogni nuovo nato, ha l’obbligo di valutazione dell’impatto ambientale per impianti di biogas e biomasse anche inferiori al Megawatt e a decine di altri atti a prima firma Lucia Vergaglia quella dello stop agli inceneritori è una medaglia che noi ci possiamo appuntare sul petto e per la quale non una associazione ambientalista locale ci ha mai detto grazie oppure sostenuto in qualche modo. Questo è bene dirlo ad alta voce.” Silvio Torre

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Orvieto dice no agli inceneritori

Unanimità del Consiglio Comunale alla proposta targata MoVimento 5 Stelle per vietare la costruzione di inceneritori sul territorio orvietano. Tutte le forze politiche hanno riconosciuto la necessità di un atto formale, concreto, per tutelare il nostro ambiente e la nostra cittadinanza vietando i cosiddetti “termovalorizzatori” e proponendo una più moderna visione della gestione del ciclo rifiuti.

La città ha una voce sola su questo argomento con buona pace di chi, giocando su più tavoli, ha tentato di favorirne l’istallazione proprio qui da noi e soprattutto di quello (pseudo) ambientalismo che ha provato a colorare di verde le ciminiere ed i cupi fumi che sprigionano.

Ieri in Consiglio Continua a leggere Orvieto dice no agli inceneritori

La proposta M5S Orvieto sui rifiuti

Argomento pregnante di questi giorni con scambi di accuse reciproci e confronti serrati tra le forze politiche sia in regione che nella zona calda di Orvieto, all’ombra della discarica più grande della regione.

Venuto al galla il bubbone dell’inceneritore la discussione si è spostata con i detrattori della cosiddetta Strategia Rifiuti Zero, fautori dell’economia circolare, sul livello di proposta. A corto di argomenti tra chi cerca un improbabile ritaglio di giornale di tanti anni fa in cui un chimico dice che una discarica è più pericolosa di un inceneritore e chi, non senza invettive personali ed accuse di scarsa serietà (o peggio), ci accusa di non avere idea di come risolvere il problema e per questo diciamo sempre no… dobbiamo davvero chiarire le cose? Non lo sanno tutti che siamo per l’economia circolare edi rifiuti zero? Va bene. Qui di seguito uno schemino facile facile.

strategia rifiuti zero orvietoPrimi passi:

Innanzitutto in pieno spirito cinque stelle i primi passi sono quelli della riduzione, del riciclo e del riuso. Azioni educative e pratiche come le misure sugli imballaggi e l’abuso di carta. Il professore americano Paul Connet, teorico della strategia rifiuti zero, afferma: “Se non possiamo riusarlo, riciclarlo o compostarlo, l’industria non dovrebbe produrlo e noi non dovremmo comprarlo. Nel XXI secolo abbiamo bisogno di una migliore progettazione industriale e di una migliore educazione al consumo.”

L’approccio allo smaltimento:

La parte avanzata e moderna del mondo punta sempre di più sul trattamento meccanico biologico (TMB) questo perchè da anni appare essere il più efficiente sistema di smaltimento dei rifiuti. Così flessibile da permettere di guardare avanti e non dover valutarne un post-mortem della struttura. Infatti gli impianti sarebbero ancora utili persino se si raggiungesse un ipotetico 100% di raccolta differenziata. La proposta di inceneritore+discarica, quella della polemica di questi giorni e promossa da Amici della Terra, nel caso di una differenziata particolarmente efficiente diventa antieconomica perchè l’inceneritore andrebbe alimentato a combustibile o spento, e quindi in prospettiva non punta affatto al miglioramento della qualità della gestione dei rifiuti.
Con il TMB, la nostra proposta, il residuo delle raccolte differenziate entra nell’impianto e viene separato meccanicamente in diversi flussi (relativi ai vari materiali presenti: vetro, metalli, plastiche…). La parte organica separata dal residuo inorganico è ulteriormente separata per sottoporla in parte al compostaggio (per creare un compost per riempimenti e opere di copertura di discariche) e in parte alla digestione anaerobica per produrre biogas (impiegato come combustibile). Alla fine del processo rimane una piccola frazione residua da mettere in discarica (attualmente stimabile in un 9% di tutti gli RSU). Ma tale frazione è inerte, 10 volte meno inquinante del caso degli RSU (rifiuti solidi urbani) non trattati nelle discariche tradizionali. E sviluppi contemporanei stanno presentando prospettive di riutilizzo anche per esso.


Maurizio Pallante nel 2008 già illustrava le differenze tra i metodi di smaltimento rifiuti
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Inceneritori inutili e dannosi

In spregio ad ogni studio scientifico, ai dati epidemiologici, alle considerazioni di sostenibilità di lungo periodo ed alla salvaguardia del territorio c’è chi auspica gli inceneritori. Già, nel 2015, mentre mezzo mondo civile riconverte gli inceneritori che aveva, e punta tutto su recupero e riciclo, sull’economia circolare e su quello che si dovrebbe chiamare “Rifiuti Zero”.

Ultimi in ordine di tempo, in spregio al fatto che saremmo anche seduti allo stesso di promotori dell’Osservatorio Le Crete (anche se a differenza nostra non fanno parte dei firmatari del “Manifesto per l’Osservatorio“) l’associazione “Amici della Terra” ha voluto manifestare il proprio apprezzamento per il recente decreto che sblocca gli inceneritori. Un testo, a nostro avviso, vergognoso privo delle valutazioni minime di incidenza sulla salute dei cittadini per la quale non mette a disposizione che risorse residuali e competenze puramente figurative, con una strategia fuori tempo massimo ed una pessima capacità di creare lavoro e valore.

inceneritori-differenziata a confrontoAmici della Terra non è nuova a queste boutade e non ha aggiunto valore o contributo ai tanti tavoli che in questa ultima stagione si sono succeduti, ne in termini di competenza che hanno sempre ritenuto di dover rimandare a qualche esperto da convocare a pagamento non avendone, immaginiamo, internamente o non volendo condividere conoscenze a titolo gratuito, ne in termini progettuali o fattivi. Sembrano ambientalisti confusi nella migliore delle ipotesi. A questo punto siamo stanchi di chiedere loro l’adesione formale firmando il “Manifesto per l’Osservatorio” e di rispettarne i principi, mentre senza la minima trasparenza lanciano violente accuse contro i sostenitori di Rifiuti Zero, quindi anche contro di noi.

E’ notizia da confermare, e sarebbe gravissima, quella che fa apparire come, nello stesso periodo nel quale sedevano assieme noi, organizzano incontri con l’Acea per perorare l’impianto di un inceneritore sul nostro territorio, aggiungendo al tempo stesso la richiesta di sostituzione di parte dei vertici di Sao, il tutto operando assieme ad un facilitatore, un recente un ex sindaco di Orvieto; tacendo a noi dell’incontro avvenuto e mantenendo su tutto una cappa di silenzio che sembra significare solo la necessità di non divulgare motivi e risultati della visita fatta subito dopo l’endorsement agli inceneritori renziani.

danni causati dagli inceneritoriCome M5S ci opporremo a tutti i livelli ad ogni progetto del genere, per la sua inattualità, insostenibilità nel lungo periodo ed anche sulla scorta dei paragonabilissimi dati epidemiologici che si rilevano presso gli inceneritori delle regioni più avanzate che in questi giorni hanno fatto tanto scalpore e portato alla rimozione di un direttore dell’Arpa per la divulgazione, anticipiamo sin d’ora che coinvolgeremo i nostri portavoce a tutti i livelli e le reti ambientaliste vere per prevenire ogni tentativo d’aggravare la situazione di sofferenza del nostro territorio.

Siamo da sempre in prima linea per l’ambiente, che è appunto una delle nostre 5 stelle. L’Orvieto, l’Umbria e l’Italia che vorremmo è un luogo in cui l’ambiente sia tutelato e rispettato. Con questi “Amici della Terra e degli Inceneritori” non possiamo collaborare, restiamo a disposizione di tutti i cittadini