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QSV Natale: La parola agli orvietani

Negli scorsi giorni ci siamo posti il problema della palese “concertazione” delle chiusure natalizie della ristorazione e dell’accoglienza orvietana; a fronte della situazione, che crea danni incalcolabili nell’era dei social network ad una città turistica abbiamo prontamente espresso una posizione molto critica ed accennato una strategia possibile: quella di investire proprio nel periodo natalizio le risorse dell’imposta di soggiorno, in modo da rendere appetibile la città nelle feste e dare un buon motivo agli operatori per restare aperti ed investire nella promozione di Orvieto anche per Natale. E questo anche alla luce che adagiarsi su Umbria Jazz Winter, e sulle convenzioni per gli ospiti che arrivano in quel periodo, se da un lato garantisce sicurezza dall’altro espone città ed operatori al rischio di perdere l’intera stagione invernale nel caso, sempre vivo, di un trasferimento di sede della manifestazione musicale in altra città. In tal senso abbiamo indicato come strategica la questione delle festività natalizie per diversificare l’offerta, ridurre il rischio ed avviare nuovi mercati.

polemicaApriti cielo! Subito è fioccata la polemica sul web e con telefonate e contatti. Si è andati dalle presuntuose accuse di non conoscere la realtà orvietana a quelle di non saperne nulla non facendo parte delle categorie interessate, mentre intanto nessuno ha smentito il fatto che a Natale i professionisti dell’accoglienza e della risporazione sono d’accordo per rimanere chiusi. Purtroppo basterebbe dire che altrove, nelle città turistiche e d’arte, il Natale è valorizzato e gli albergatori ed i ristoratori non si sognano di fare serrate ma è talmente ovvio. Non bisogna essere “cintura nera di ristorazione” o “premio Nobel di gestione alberghiera” per capire quanto si possano arrabbiare i turisti che trovano chiuso, quanto oggi la loro delusione non resti fine a se stessa ma possa trovare sfogo sulle guide online, su tripadvisor. Ricordiamo tutti che quest’estate, soltanto per un singolo cartello scritto male, fotografato e diffuso sui social network, il Sindaco Germani è stato costretto ad andare a scusarsi su Rai 1 con tutti i proprietari di cani d’Italia.

Non sfuggiamo però alla necessità di chiarimenti e di una soluzione positiva al problema: a questo punto ci non resta che invitare pubblicamente, associazioni e rappresentative dei ristoratori e degli albergatori alla sala Consiliare del Comune di Orvieto, venerdì 28 novembre 2014 alle ore 21,00, per contribuire assieme al Quadro Strategico di Valorizzazione per le festività natalizie, a partire dalla raccolta rifiuti alle attività di promozione.
Se avete idee e proposte noi ci siamo, e Vi sosterremo, in mancanza capiremo che resta a noi la responsabilità di tracciare la strada e state certi che non resteremo con le mani in mano. Vi aspettiamo.

Hanno creato un mostro e osano anche chiamarlo “Turismo”.

Da cittadino nato e cresciuto ad Orvieto quale sono, nonché da operatore del settore turistico di incoming, non posso piú tacere le innumerevoli occasioni mancate negli ultimi anni per creare un indotto turistico di alto livello ad Orvieto, oltre alle decine di disastri voluti e spesso pianificati a tavolino.
orvieto dall'alto

La nostra cittadina storicamente conta una densitá in numero di attrattive per “isolato quadro” che farebbe impazzire di gioia molti altri comuni italiani, nonché esteri. Tanti ci invidiano la varietá e la bellezza della nostra cittá, ma nessuno ci invidia il modo di fare turismo e accoglienza: non ne siamo dotati.
Vorrei evitare di fare paragoni fra Orvieto e qualsiasi altra realtá turistica estera, in quanto dovremmo fustigarci quotidianamente, se non peggio. Siamo indietro secoli luce e dobbiamo solo vergognarci di cosa offriamo come cittá ai NOSTRI visitatori (quindi NOSTRI clienti).
Noto ormai da anni un totale disinteresse a fare Turismo da parte delle istituzioni locali e, ahimé spesso, a fare turismo coordinato fra gli stessi privati del settore. È stata – secondo me volutamente e ripetutamente – creata una “patina”, una nebbia stagnante sul turismo orvietano, la quale ci ha portati ad offrire oggi una cittá sulla carta incredibile e unica ma, sul fronte ricettivo e dell’accoglienza al turista, pessima se non penosa. Parlo di accordi di interesse personale, di partito, presi da dirigenti incompetenti e fannulloni, che avevano la riuscita del “prodotto Orvieto” in fondo alla propria lista di interessi.
Ma vorrei fare un passo indietro. Girando l’Italia ed il mondo per studio e lavoro, negli ultimi vent’anni ho avuto la fortuna di poter visitare e conoscere tanti luoghi bellissimi e altri meno belli. E proprio quelli per mio gusto personale “meno belli” sono spesso quelli che lavorano meglio sul comparto turistico. Con impegno costante e costruttivo.
Orvieto sul piano dell’offerta attrattiva non sarebbe seconda a nessun’altra realtá umbra e del centro Italia. Ce lo dicono i libri di storia dell’arte, storia. In realtá non è cosí, Orvieto nasconde i suoi tesori dietro ad una inaccessibilitá turistica assurda. Continua a leggere Hanno creato un mostro e osano anche chiamarlo “Turismo”.