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Territorio fragile: prima di annunciare occorrono i fondamentali

(dallo staff) La situazione della cartografia geologica in Italia è più o meno questa: il progetto per una nuova cartografia è nato poco più di una ventina d’anni e pareva destinato a concludersi, vista la disponibilità di personale tecnico e mezzi, entro tempi brevi; la precedente “copertura geologica” in scala 1:100.000 aveva impegnato cartografi, topografi e geologi per circa 20 anni.

Chi pratica la materia dice “Oggi con le nuove e belle carte al 50 mila siamo fermi alla carta allegata; quasi tutti i 600 fogli devono essere terminati; pochi lo sono, altri devono essere pubblicati, per altri non vi è traccia neppure degli studi e incarichi preliminari.”

Teniamo a precisare che tutte le valutazioni di rischio, le operazioni di contenimento del dissesto ed i progetti esecutivi invece si dovrebbero basare che su una cartografia aggiornata. Va però anche detto il Servizio Geologico dello Stato ha avuto in passato grandi elogi e ha svolto una importante funzione per la conoscenza del territorio.

In una regione fragile come la nostra Umbria prima di fa le annunci occorrono i fondamentali e cioè che questo tema venisse portato al centro dell’attenzione.

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Il decreto crescita per i comuni come Orvieto

OPERE DI EFFICENTAMENTO ENERGETICO E SVILUPPO SOSTENIBILE, CIOÈ LAVORO PROMOSSO DALLO STATO E RISPARMIO NELLE TASSE LOCALI. QUESTO È L’IMPATTO DIRETTO DEL DECRETO PER IL NOSTRO COMUNE.

Riduzione delle tasse locali, Questo è uno degli argomenti che in campagna elettorale sentirete ripetere maggiormente.

Ma come si ottiene un taglio delle tasse che non diventi un boomerang per i cittadini? Lucia Vergaglia (M5S Orvieto) lo spiega qui di seguito.

《La nostra proposta contiene anche le risorse finanziarie per dei lavori che possano ridurre nel tempo i costi comunali e quindi permettere l’abbassamento delle tasse e nel frattempo quegli stessi lavori si fanno con il contributo statale e cercando di ottemperare a quello che abbiamo voluto far scrivere nello Statuto comunale: favorire la massima occupazione.

Agire in maniera diversa e seguendo alcune delle peggiori pratiche del passato significa soprattutto trasformare in una trappola per i cittadini un relativo abbassamento dell’imposizione fiscale formale. Ad Orvieto ad esempio le tariffe e quelle altre imposizioni che hanno la forma regolamentare ed amministrativa diversa dalla tassazione hanno rappresentato di fatto un aumento della pressione economica in termini di esborso monetario per i nostri concittadini. Occorre quindi fare tesoro della capacità di intercettare i fondi che vengono dall’esterno delle Mura cittadine e farli fruttare in termini di servizi e prospettive di risparmio nei consumi e nelle manutenzioni, voci estremamente rilevanti per il nostro bilancio comunale. Il decreto crescita è un balzo in avanti in questo senso, non trarne dei vantaggi è semplicemente una stupidata. Saperne carne invece i vantaggi che portano risparmi sia nel breve che nel lungo periodo è invece la classica materia in cui è vincente una amministrazione a 5 stelle che non spreca i soldi pubblici in una complanare che non usa nessuno invece di fare manutenzione preventiva al sistema stradale rappezzato a macchia di leopardo per 4 anni e mezzo e ricoperto ad ogni elezione, ripeto a spese dei cittadini dimenticandosi al tempo stesso della mobilità dolce e di rimuovere le barriere architettoniche. Grazie quindi al ministro Fraccaro per la sua azione , se ne avremo possibilità ne faremo tesoro.》 Lucia VergagliaM5S Orvieto.

Qui di seguito l’intervento del ministro Fraccaro in relazione al Decreto crescita ed ai vantaggi per i comuni come Orvieto in Umbria.

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Capacità di spesa comunale

LE RECENTI INCHIESTE DI BANCA DI ITALIA ED IL DECLASSAMENTO DELLA REGIONE DA PARTE DELL’EUROPA IN CONFRONTO A TUTTE LE ALTRE REGIONI ITALIANE SONO UN ALLARME. QUELLI BRAVI HANNO FALLITO.

È interessante studiare i conti delle amministrazioni locali. Parte di quelle discipline o scienze delle finanze locali che concorrono alla formazione degli esperti di finanza pubblica, spesso meno approfonditi sa chi invece si pone studi economici orientati alla impresa.

Fra gli indicatori più citati, oltre a quelli più noti come il grado di autonomia impositiva, il grado di autonomia finanziaria, ci sono quelli che fotografano l’efficienza e la efficacia della gestione degli enti locali ed la sua efficace ed efficente erogazione della spesa. Ciò avviene in un quadro, quello della spesa pubblica dello Stato, che al netto delle prestazioni pensionistiche a noi oggi risulta fortemente decentrato. Ora nel caso in cui la macchina locale operi in maniera inefficiente, qualsiasi tentativo centrale di programmare investimenti o altri programmi di spesa nel rispetto delle regole di economicità e buona amministrazione non avrà probabilmente successo.

Siamo d’accordo?

Bene. Ne consegue un chiarimento della nostra ferma convinzione del fatto che quegli esperti che continuamente insistono nell’individuare più investimenti pubblici (e non privati) come volano della crescita si sbaglino.

Non tengono conto della macchina inefficiente che eroga la spesa.

Prendiamo ad esempio i dati ISTAT disponibili sui bilanci consuntivi 2016 delle amministrazioni locali. Nel grafico una prima metrica è la capacità di spesa, cioè la capacità dell’ente di pagare le somme precedentemente impegnate espressa in percentuale tra i pagamenti in conto competenza e gli impegni.
Spieghiamo che i pagamenti in conto competenza sono quelli erogati a fronte di impegni giuridici già sottoscritti (con fornitori, imprese che costruiscono per la PA strade, ponti, altri impianti pubblici etc). A differenza delle spese già impegnate ma non ancora formalmente pagate che vanno iscritte nei documenti contabili come residui di bilancio. Un eventuale rapporto di capacità di spesa basso è inefficienza. Nel grafico qui sotto la capacità di spesa per le spese correnti è in orizzontale mentre gli investimenti sono in verticale, gli enti locali (comuni, unioni di comuni ecc…), sono aggregati per regioni.

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Luce: vediamoci chiaro

RISPARMIO, EFFICENZA, SOSTENIBILITÀ, UTILITÀ E VALORE ANCHE ESTETICO VANNO CONIUAGATI ASSIEME.

La bolletta energetica comunale sfiora la milionata di l’anno ed il progetto globale di lavori di adeguamento ed efficientamento energetico degli impianti di pubblica illuminazione già approvato dalla Giunta Comunale per un importo complessivo di 820 mila Euro in realtà va a creare ulteriori nuovi punti luce piuttosto che a rendere inferiore la spesa energetica.

A questo punto dobbiamo capire se a regime il lavoro di efficientamento abbattere i costi oppure no. Quanto alla questione di mettere in sicurezza alcune specifiche strade noi crediamo che il problema non sia solo le illuminazione ma quell’insieme di pratiche di sicurezza stradale e quindi vanno affrontati in termini di sistema. Inoltre per quanto riguarda alcune specifiche anche della città a vocazione turistica tocca anche valutare l’impatto di una eventuale sostituzione con lampade LED in termini di estetica.

Essendo complesso l’argomento abbiamo proceduto ad interrogare la assessore con una serie di domande scritte e richieste di relazioni agli uffici.

Orvieto sia il giardino dei cittadini

UNA CITTÀ BELLISSIMA COME ORVIETO NON VA TRASCURATA O LASCIATA SENZA ATTENZIONE PER IL DECORO E PER GLI SPAZI DEI CITTADINI.

Vorremmo che si dicesse degli orvietani che hanno una cura per il verde urbano, che questo sia opulento per varietà, colori e profumi, racconto in forme ordinate intervallate con veri e propri tagli d’arte.

Che si possa scorgere un giardiniere all’opera perché ben riconoscibile con la pettorina col logo del Comune, è che sia indossata con fierezza.

Perché ogni cittadino ha il diritto di godere quotidianamente di uno spazio verde pulito e accogliente. Ad ogni area attrezzata che sia una piazza, una via, un campetto sia associata una varietà arborea, un prato, delle piante in fiore.

Perché ogni stagione dell’anno abbia un suo colore che non sia l’asfalto, un suo profumo che non sia quello degli scarichi delle auto, che sia viva e renda viva la città.

Un sindaco dovrebbe aver cura della propria terra esattamente come un giardiniere, perché anche le vite dei cittadini, delle imprese e del lavoro nei territori hanno i propri tempi, i propri momenti autunnali in cui c’è bisogno di cure, le proprie primavere che non devono limitate o bloccate per poter essere feconde di fiori ed infine prospere di frutti e di raccolti.

un giardiniere sa che c’è un tempo per concimare ed uno per potare, ed un giardiniere non li confonde.

Cittadini ed amministratori concorrono nella responsabilità per la città, il ruolo di coordinamento e la catena gerarchica spettano prima di tutto all’amministrazione e per tanto quando si devono valutare le condizioni cittadine è normale chiederne conto agli amministratori. Dal nostro punto di vista Orvieto deve essere da favola, quel giardino in cui i cittadini possono avere la migliore qualità della vita. (Lucia Vergaglia)

I continui rifacimenti a Porta Romana (interrogazione)

La questione dei lavori ripetuti più volte in certe specifiche aree del territorio, come recentemente in via di Porta Romana, è sicuramente un segnale importante di problemi che potrebbero andare oltre le specificità di una manutenzione ordinaria o straordinaria che necessitano di una impostazione d’insieme, di quella visione di sistema della città. Invece con il QSV fermo da oltre un anno, con la revisione della “pianta organica” su cui è pesantemente intervenuta l’Amministrazione salvo poi rimanere sospesa nel limbo dei problemi da risolvere dopo la recente ispezione ministeriale la città sembra destinata al riproporsi di una serie di interventi a macchia di leopardo senza punti di riferimento e responsabilità da riconoscere.

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Interrogazione cantieri disadorni

Tante volte sentiamo ripetere che Orvieto è una città d’arte, turistica ed accogliente.

Nei fatti spesso dobbiamo sollevare questioni sulla gestione di questo che è uno dei focus lavorativi, dei punti di riferimento del nostro territorio. Intanto lo facciamo presentando proposte e soluzioni, altre volte, nostro malgrado, utilizzando le interrogazioni e le interpellanze.

Questo caso è diverso, alcuni cantieri, anzi precisamente alcuni “allestimenti” di cantiere sono stati autorizzati i modo da non prevedere alcuna formula di tutela del decoro e dell’immagine della città. Altri luoghi sono anni luce aventi e gli allestimenti sono quantomeno un tamponare il danno estetico ed in alcuni casi arrivano a rendere quasi fruibile il bene cantierato e non lasciare comunque uno spiacevole ricordo al visitatore e la brutta sensazione dell’incuria.

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Chiediamo quindi al Sindaco se interroghiamo l’Amministrazione se ha chiesto (prima di dare i permessi) elementi decorativi e d’allestimento, e se c’è documentazione almeno della proposta di un allestimento decoroso a Piazza della Pace invece di quel telo verde che è la prima roba che incontrano i turisti, in particolare la proposta d’arricchimento grafico era già stata fatta al Comune dai nuovi gestori dell’accoglienza presso il Museo della Funicolare con un pacchetto di grafiche dell’Orvieto di una volta già pronto a cui, a nostra notizia, non è stato dato seguito. 

M5S Camouflage DuomoLa questione secondo noi va affrontata con la cura che una città candidata come Capitale Italiana della Cultura dovrebbe fare, ed in mancanza dell’azione di Giunta noi,  dall’opposizione, doverosamente solleviamo il problema. Qui di seguito l’interrogazione. Continua a leggere Interrogazione cantieri disadorni

Interrogazione su San Lorenzo in Vineis

All’esterno della rupe cittadina nella parte che volge al calar del sole una chiesa dalla lunghissima storia sovrasta quel cimitero monumentale di Orvieto pensato dal Vespignani nel risorgimento e circondato dalla murata che negli anni ottanta progettò il giovane Massimiliano Fuksas. E’ San Lorenzo in vineis, San Lorenzo delle vigne, già presente e testimone degli eventi del miracolo eucaristico e degli anni delle guerre come chiesa delle monache del convento di clarisse, che divenne forte di una guarnigione con Giovanni di Vico poi di nuovo monastero francescano, in rovina e danneggiata dal tempo a dalle guerre a più riprese ricostruita nella forma attuale dopo che il Vescovo Francesco Monaldeschi a metà quattrocento trasferì lontano le monache e poi restaurata con gli ori di Monaldo Monaldeschi oltre duecento anni dopo, subì tanti interventi fino ad arrivare a noi molto diversa dalla raffigurazione pittorica in cui il vescovo di Orvieto di ritorno da Bolsena consegnava a Papa Urbano IV il Sacro Corporale al ponte del rio Chiaro.

miracolo-bolsena

Oggi San Lorenzo in vineis versa in stato di grave abbandono nonostante l’opera di sensibilizzazione che tanti cittadini, e tanti ospiti illustri d’altri paesi, hanno a più riprese tentato di fare vedendola divenuta un deposito, un’attrezzeria, privata dei suoi affreschi e delle tele, della pala d’altare e del crocifisso. Si tratta di un monumento, e come tale è soggetto a vincolo di tutela da parte dei beni culturali ed è stata sottoposta a lavori di consolidamento statico e funzionale. Nel 2004 furon0 approvati lavori di completamento finalizzato all’uso del convento: al piano terra erano previste opere di finitura del chiostro e al primo piano servizi igienici nonché le pavimentazioni e il rifacimento degli infissi conformi alla tipologia originaria e le opere di finitura e concordate con la Soprintendenza. Era il 2004 e la Giunta Comunale approvò il progetto esecutivo per il completamento dei lavori di questa manutenzione straordinaria del complesso per un importo complessivo di € 100.000,00. L’intervento, che avrebbe dovuto Continua a leggere Interrogazione su San Lorenzo in Vineis

Orvieto batte Canada 1 a 0

Piove acqua, ma è come un bombardamento.

Da Sferracavallo a Bardano e verso Allerona, dalla stazione al ponte dell’adunata, dallo scalo alla rupe è un susseguirsi di zigzag per evitare buche, fosse e pozze.

Pare che in Canada per rallentare le auto vengano posizionati strategicamente degli adesivi che simulano dissesti sulla strada, qui siamo molto più avanti, e più realistici, abbiamo il 3D.

buche simulate e vere
In larga parte i problemi sono nelle strade la cui competenza in manutenzione va alla provincia di Terni… o forse quella di Perugia che quando a fine anno la soppressione di questi enti  è stata sospesa il trasferimento di responsabilità era già in atto, o forse sarebbe meglio che i comuni contigui si accordassero tra di loro senza carrozzoni e burocrazie, come da oggi in Sicilia (grazie all’impegno comune di molte forze politiche ed alla spinta dei 5 Stelle)…

Intanto la soddisfazione resta: i canadesi si accontentano della fotocopia delle buche, noi abbiamo le originali!

Another brick in the wall

Dopo i lavori di ottobre, dopo le frane, dopo i riaffioramenti, dopo l’alluvione finalmente parte la “messa in sicurezza” sulla via della Rupe. Un pasticcio dopo l’altro avrà portato a ragionar meglio? Oppure invece che mettere un muro inclinato come regola d’arte vuole  a far da spalla alla sezione franosa, magari dotato degli scolatoi per le acque pluvie, si è messo un muretto di mattoni, impermeabile, senza sfoghi alla pressione idrica? Accidenti non sarà mica così?

Muretto anti frana

Signori cari, ma non è forse vero che far le cose secondo normativa è giusto ma farle anche a regola d’arte è molto meglio?
Beh… vedremo come andrà a finire, intanto guidate con prudenza.

Stay tuned and drive safetly