Archivi tag: lavoro

Proposta europea per il reddito minimo garantito.

A Perugia il report sul #RedditoMinimoGarantito preparato per la commissione Occupazione e Affari Sociali del Parlamento Europeo, uno strumento fondamentale per arginare gli effetti sociali della crisi economica e incentivare politiche attive in grado di creare posti di lavoro sostenibili!

La povertà e l’esclusione sociale sono diventate una vera e propria emergenza europea e non ci fermeremo fino a quando non ne saremo usciti senza lasciare indietro nessuno!

Nell’occasione sarà presentato lo studio che commissionato a nome del gruppo EFDD sui #TransitionJobs, un progetto concreto e realizzabile su cui ci stiamo impegnando con @M5S_Europa per creare una nuova occupazione qualificata e sostenibile!
A presentarlo sarà direttamente l’eminente economista statunitense Waren Mosler, ideatore della “Teoria della Moneta Moderna”.

Prof. Warren Mosler

Noi ovviamente ci saremo.

Coordinate:
Sabato 25 febbraio alle ore 16:00
Sala dei “Notari” del Comune di Perugia

Annunci

Lavoro 2025

Come sta cambiando il mondo del lavoro? Ict, robotizzazione, internazionalizzazione: le nuove tecnologie e la delocalizzazione hanno modificato e stanno ancora mutando radicalmente le organizzazioni produttive.

«Lavoro? Bisogna saper prevedere per ben programmare.»

La commissione Lavoro del M5S Camera, con la preziosa collaborazione del professor Domenico De Masi, sociologo del lavoro, ha promosso “Lavoro 2025”: uno studio scientifico e accademico collettivo che presto diverrà una pregiata pubblicazione e che intanto prenderà vita in una due giorni di dibattito, il 18 e 19 gennaio all’Aula dei gruppi di Montecitorio, a Roma e descritto da Manuela Perrone su Il Sole24Ore come un vero e proprio salto di qualità nella realizzazione di un programma che definiamo ambizioso ma che, come vedremo, è assolutamente concreto e credibile.

Rosie nella propaganda bellica per il lavoro femminile
La protagonista Rosie della propaganda per il lavoro femminile in tempo di guerra (1942).

«La sottoscritta parteciperà e lavorerà assieme ad agli altri portavoce ed ad undici importanti studiosi del problema “lavoro”, appartenenti a diverse discipline, hanno acconsentito a collaborare alla ricerca previsionale, senza avere contezza del committente, rispondendo a due successivi questionari. E’ stato usato infatti il metodo Delphi e nessuno di essi ha conosciuto l’identità degli altri fino alla conclusione dell’indagine. Ora gli stessi esperti discuteranno dell’occupazione che cambia assieme a osservatori e giornalisti, tra i quali spiccano nomi del calibro di Enrico Mentana, Giorgio Cremaschi o Adriano Giannola. Personalmente da avvocato, docente universitario e studiosa delle evoluzioni del giuslavorismo sono estremamente grata all’amica Tiziana Ciprini, portavoce eletta in Umbria, per aver contribuito alla realizzazione di un tale evento che, a mio avviso, meriterebbe di diventare un osservatorio permanente. I risultati della ricerca già costituiranno un prezioso contributo al completamento del programma di governo del M5S in materia di occupazione e, infine, solida base per un rilancio internazionale di politiche di lungo periodo in tema di lavoro e dei rapporti tra dipendenti e sistema datoriale o compartecipativo.» Lucia Vergaglia, portavoce M5S.

Nasce da Orvieto una rinnovata spinta europeista

Il protocollo Italo-belga, ‘braccia in cambio di carbone’, firmato settant’anni fa è stato oggetto di un evento organizzato al Parlamento europeo dall’eurodeputata Laura Agea su proposta della Consigliera Comunale di Orvieto, l’avvocato Lucia Vergaglia, ed ha visto la partecipazione dell’Ambasciatore italiano a Bruxelles, Vincenzo Grassi, quello belga presso l’Ue, Dirk Wouters, il direttore dell’Istituto italiano di Cultura Paolo Grossi, la storica Anna Morelli, l’eurodeputato socialista belga, ma di origini italiane, Marc Tarabella e naturalmente della stessa Lucia Vergaglia, consigliere M5s al Comune di Orvieto. Presenti anche l’eurodeputato M5s David Borrelli e il primo Vicepresidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani.

«Sono emozionata ed orgogliosa di aver potuto portare questo contributo, dando il via ad un’iniziativa così importante partendo come semplice portavoce e portando il nome del piccolo ma grande Comune di Orvieto nella stessa lista dove campeggiano istituzioni internazionali di rilievo internazionale e di dimensioni europee.

In sintesi abbiamo voluto riconoscere, per questo l’evento è una “Giornata della riconoscenza”, che prima dell’Unione e della Comunità Europea, prima ancora del Mercato Comune e della CECA, la comunità europea del carbone e dell’acciaio, sono stati formulati dei trattati internazionali, primo fra tutti quello italo belga, che hanno esteso i diritti dei cittadini immigrati per lavoro in Belgio equiparandoli a quelli dei residenti e permettendo il libero transito, il primo esempio di cittadinanza europea in cui le persone viaggiavano portando con se i diritti e doveri, vantaggi ed obblighi e grazie al quale si è cominciato a lavorare per l’Europa unita. E’ importante ricordare che nei paesi fondatori della CECA infatti ai tempi della dichiarazione Shuman, tradizionale punto di riferimento assieme al “Manifesto di Ventotene” come pietra miliare del processo europeo, si erano già formate stabili comunità italiane. Chiamatelo quindi patriottismo, orgoglio nazionale, se volete ma è opinione condivisa anche dagli illustri ospiti dell’evento che il contributo di quelle esperienze sia stato fondamentale per la nascita dell’esperienza europea. E’ mia opinione che furono proprio quegli italiani a scavare le fondamenta dell’Europa del progresso e dello sviluppo, quella che fu d’ispirazione ed alla quale altri stati nazionali vollero aderire prima che diventasse questa Europa da cui i cittadini chiedono invece di staccarsi. Si è detto che il M5S fosse antisistema e contrario allo spirito europeo tant’è che in spregio alla consuetudine le cariche di garanzia ci sono state per quanto possibile negate all’Europarlamento, invece questi dieci mesi di organizzazione dell’evento ed il suo svolgimento hanno dimostrato nei fatti, prima dei pronunciamenti pubblici, prima dei commenti alla Brexit, quanto la nostra visione sia saldamente comunitaria, sia moderna e quanto guardi al futuro riconoscendo le radici vere, senza slogan, senza marketing ma con spirito ed impegno che i cittadini figli e nipoti degli immigrati hanno voluto premiare, che le autorità hanno saputo accettare, che gli accademici si sono guardati bene dal contestare per quanto fossero sorpresi dalla inusitata ma evidente correlazione tra Protocollo italo belga ed Europa di oggi.

Ottenere tuttavia il riconoscimento ufficiale di tale giornata sarà un processo lungo e pieno d’insidie da scongiurare, fare in modo che si ritorni a quello stesso spirito del lavorare assieme per la costruzione di un futuro per tutti sarà difficile e non è certo alla portata di singoli cittadini come la sottoscritta o singole forze politiche, piuttosto deve esser un processo cui tendere assieme, senza preconcetti, ed io, per quanto possibile mi spenderò da cittadina e se dal M5S vorranno, anche come portavoce. Per cui, personalmente, come cittadina, ringrazio l’eurodeputata Agea di aver ricordato sin dall’inizio dei lavori che l’ideazione di questo confronto e di questa “Giornata della Riconoscenza” viene dalla sottoscritta, come portavoce non posso che rendere onore a tutta la platea degli intervenuti per la qualità dei contributi e per gli spunti portati, esperienza che sicuramente sarà capitalizzata per fare di più e meglio.» Lucia Vergaglia, portavoce del Movimento 5 Stelle al Consiglio Comunale di Orvieto, Italia, Europa

Lettera aperta alla Cgil

E’ solo un anno che il M5S è nelle stanze del Comune di Orvieto ed in questo periodo la volontà di confronto e la capacità di provare a dare diverse chiavi di lettura e di soluzione ai problemi si è potuta misurare sia nei numerosi atti consiliari che nelle tante iniziative portate anche all’attenzione dei palazzi romani.

Proposta per lavoro comune maggioranze ed opposizioni
Proposta per lavoro comune maggioranze ed opposizioni

Di tutto ci si può accusare meno che di mancanza di sensibilità o di inerzia pertanto è, a nostro avviso, normale che nel leggere le analisi e le proposte della Cgil e della Camera del Lavoro di Orvieto, che rievocano in larghissima parte il nostro operato di quest’ultimo anno, reputiamo opportuno fare alcune considerazioni e redigerle in una lettera aperta indirizzata al Sindacato nella persona di Anna Rita Manuali, responsabile orvietana dal 15 dicembre scorso.

«Gentile dott.ssa Manuali,

Riscontro la secca e triste analisi dello stato del nostro tessuto commerciale, produttivo ed industriale ed in generale del tessuto socioeconomico orvietano, che il Suo ufficio ha voluto portare all’attenzione pubblica. La mappa della crisi, pur nella necessaria stringatezza comunicazionale, affronta molti temi dei quali il gruppo consiliare M5S orvietano si è speso in numerose occasioni. Interprete di una visione politica ed istituzionale non sempre condivisa dal resto del Consiglio Comunale, tra l’ex maggioranza di centro destra e l’attuale maggioranza di centro sinistra, la nostra compagine non ha desistito dal presentare e proporre approcci alla risoluzione dei problemi e di salvaguardia della capacità di sviluppo del territorio, penso alle crisi Electrosys e Tione, all’impegno per la progettazione europea che tanto può contribuire alla sostenibile crescita dell’occupazione, alla tutela delle tipicità intorno alle quali ruotano tantissimi addetti, allo sviluppo turistico, alla rimozione di ostacoli al commercio.

Per quanto concerne il tessile abbiamo addirittura ipotizzato lo sviluppo di un cluster del wearable, coniugando le naturali tendenze della locale industria informatica e le famose 400 maestranze che operavano tra Grinta, MManifattura e le tante ditte locali, cogliendo l’opportunità di far valere la peculiare caratteristica del distretto produttivo di Fontanelle di Bardano che è al centro esatto d’Italia in una proposta di Centro del Made in Italy, purtroppo malamente bocciata.

Il nostro impegno, anche al livello più alto, affianca la possibilità di riavvio del circuito delle piccole e medie imprese attraverso lo strumento del “Microcredito“, chimera presso le banche locali nonostante le nostre pressioni nei confronti delle istituzioni creditizie cui anche Lei ha inteso rivolgersi.

Non Le possiamo nascondere la sorpresa nel riconoscere molto di quanto da noi proposto in questi ultimi mesi nelle ricette che Lei suggerisce. Non Le possiamo nascondere che forse, dico forse, un Suo interessamento per approfondire quanto stavamo provando a proporre avrebbe potuto chiarire i tanti dubbi verso il M5S, da sempre costretto ad affrontare quella denigrazione fatta da un lato accuse di antipolitica e dall’altro di nomignoli “grillini”. Non Le possiamo nascondere la possibilità che un minimo cenno di sostegno da parte dell’istituzione sindacale, che dal 15 dicembre scorso Lei rappresenta, avrebbe potuto stimolare verso politica locale, tutta, ad un maggiore impegno nel confronto.

Doverosamente mi rivolgo alla Sua persona ma è alla comunità degli iscritti ed all’istituzione sindacale che chiedo in futuro meno cautela verso le proposte a cinque stelle, una maggiore apertura quando vi è convergenza su singoli aspetti da approfondire e da affrontare, pur mantenendo rispettivi ruoli e funzioni. Noi continueremo questa via di trasparente attività di analisi, valutazione e proposta nella consapevolezza che il tempo scorre e i numeri delle prestazioni dei cosiddetti “Ammortizzatori Sociali” sono tali che la proposta pentastellata di “Reddito di Cittadinanza” sembra più attuale che mai. Noi crediamo fermamente che la rotta debba essere cambiata e lavoriamo per questo-, per ogni approfondimento costruttivo o critico, Suo e dell’istituzione sindacale, restiamo a disposizione così come è per la cittadinanza tutta.

Gentile dottoressa Manuali anche noi vogliamo che “buon lavoro” resti un saluto e non diventi un auspicio per il futuro, pertanto, in conclusione, voglia cogliere un sincero augurio di buon lavoro ed il ringraziamento per le osservazioni che ha voluto condividere con tutti noi cittadini.»

Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Fondi Aree Interne: serve trasparenza

Orvieto è stata individuata quale capofila di un progetto nazionale sul quale è stata costruita la campagna elettorale dell’attuale Sindaco Giuseppe Germani, il progetto “Aree Interne” dell’ex ministro Barca.

aree interne

Si tratta di una formula tutta italiana per la quale si individuano zone del territorio lontane da grandi centri di agglomerazione e di servizio e con traiettorie di sviluppo instabili ma tuttavia dotata di risorse che mancano alle aree centrali, con problemi demografici ma anche fortemente policentrica e con forte potenziale di attrazione. In pratica più della metà dell’Italia e più di un quarto della popolazione. In ogni caso quest’opportunità esiste e con essa Piano Nazionale di Riforma (PNR) ed un Strategia per contrastare la caduta demografica e rilanciare lo sviluppo e i servizi di queste aree attraverso fondi ordinari della Legge di Stabilità e i fondi comunitari indiretti. Il nostro territorio rientra nella descrizione, l’orvietano anzi è un’area pilota di questa iniziativa.

I prerequisiti di accesso ai fondi saranno un accordo di partenariato e la gestione condivisa di servizi comunali, ovvero cose sulle quali siamo in trincea da tempo. Lo stato d’attuazione prevede una “Istruttoria pubblica” nel segno della maggiore democrazia partecipativa, e qui sorge il problema. Continua a leggere Fondi Aree Interne: serve trasparenza

Orvieto sempre più povera

La durezza dei dati infrange definitivamente gli alibi della Giunta Germani.

Le linee programmate del Sindaco, presentate nell’ormai lontano giugno 2014, erano esplicite “Bisogna aumentare la ricchezza interna”, tutto questo ereditando un Comune in predissesto ma, anche grazie al rientro di quasi un milione di Euro dalla Campania, con i saldi attivi e le premesse per investire in fondi europei, progettualità e crescita con possibili ricadute in redditi e lavoro sul territorio.

Non è andata così, lo sappiamo, ed intanto sui giornali e negli cartelloni esposti fuori le edicole campeggia il triste primato orvietano dato dal confronto delle imposte sui redditi medi dei contribuenti orvietani negli ultimi anni: -6,3 %. Questo è il dato di PARTENZA, quale sarà la cifra dell’epoca Germani?

Ad oggi Orvieto non si salva nonostante l’essere meta internazionale di turismo da ben prima dell’attuale amministrazione, con tantissime foto postate online ma, evidentemente, pochissima spesa che diventa reddito. Non diventa reddito la tariffa agli autobus, non diventa reddito il biglietto al Pozzo di San Patrizio, non diventa reddito il parcheggio o la multa, insomma ben poco del turbinare di stranieri ed italiani in visita alla rupe ed ai dintorni riesce a divenire parte integrante dell’economia reale.

trend-negativo-del-mercatoInsomma nonostante Orvieto sia tuttora uno dei punti di riferimento per i tanti visitatori internazionali ha i valori di perdita monetaria delle aree della crisi industriale ternana che però non hanno il nostro turismo. Non bisogna essere bocconiani per dedurre quanto in realtà qui vada anche peggio che altrove e che la ricetta Germani, le sue linee di governo, ed i tanto strombazzati “Aree Interne” e “Contratto di Fiume” non abbiano per ora portato nulla di miracoloso. Eppure le avvisaglie c’erano tutte e la crisi era ben nota; dall’opposizione ci abbiamo provato a dare respiro e prospettive alla città proponendo ricette alternative nella gestione della crisi Electrosys per la quale avevamo chiesto che i lavoratori, il vero Know How aziendale entrassero nell’impresa ma figurarsi se quest’impostazione a sinistra poteva piacere, oppure quando proponevamo il Centro del Made in Italy ridando fiato ai lavoratori ex Sphera ed ex MManifatture e Continua a leggere Orvieto sempre più povera

Bilancio. Primi correttivi dal M5S

Nell’ultimo giorno utile la notifica del bilancio prevenivo arriva ai consiglieri, ed anche a noi del M5S. Si tratta della “bozza” del “previsionale” del 2015, cioè di qualcosa che sarebbe stato opportuno discutere nel 2014 puntando su una seria attività di programmazione e gestione di beni e servizi comunali e di territorio, e non a metà dell’anno in corso senza un piano di riferimento navigando a vista, ma una certa Italia preferisce lavorare così e l’amministrazione orvietana non fa eccezione, non eccelle, in questo come in tanto altro è tipicamente italiana.

In netto anticipo avevamo posto 5 questioni per noi prioritarie su questo documento, nelle anticipazioni fatte dall’Assessore competente non ve n’era traccia e le abbiamo commentate osservando quanto apparisse adagiato e molle sull’impostazione di piccolo cabotaggio. Apriti cielo, sono seguite accuse di “demagogia” alle nostre richieste relative all’Agenda Europea del nostro Comune, apparentemente inesistente, e tanti attacchi personali in un linguaggio che di istituzionale non aveva nulla.

Ora, sul filo di lana, apportando anche qualche minimo correttivo figurativo nelle direzioni che avevamo indicato, arriva il documento programmatico che dovremo emendare e discutere a fine mese, con una parte dell’opposizione che pare intenzionata a far saltare il tavolo ed una parte della maggioranza che non vede con piacere l’essere costretti a far pagare di tutto e di più ai cittadini e si sfilerebbe dal tavolo molto volentieri. Poi ci siamo noi, quelli che era meglio sfruttare l’avanzo, che l’anno scorso pure c’era, per investire in una seria e pervicace programmazione europea, che hanno presentato la mozione contro gli affitti d’oro ed hanno chiesto costantemente la messa a reddito dei beni come l’ex caserma Piave. Chiamatela pure demagogia, se volete, ma un comune che ha rinunciato all’incasso di tributi e multe per milioni, che ha dovuto rinegoziare i propri mutui per avere uno spazio contabile di manovra, e che non ha avuto la lungimiranza di tentare da subito la via d’un “Ufficio Europa” ha davvero, in tempi di crisi, bisogno di tanto aiuto.

Venendo al bilancio, ad una lettura sommaria, i programmi operativi contenuti nella RPP (Relazione Previsionale e Programmatica) sono il vero punto debole, stanche ripetizioni di quanto già visto e fatto, costruiti con uno sconfortante uso del copia e incolla. Per dirne una le analisi dei singoli programmi (punto 5.4 del RPP) sono esclusivamente dei copia&incolla, dicono le stesse parole che si parli di sport, pulizia, tributi o giustizia, istruzione o servizi sociali, cultura od investimenti per pagine e pagine di noiose ripetizioni che privilegiano l’approccio burocratico al moderno e necessario controllo di gestione, pure previsto dal nostro ordinamento.

«Quello che emerge dunque è davvero la mancanza d’innovazione, di idee concrete e di  una volontà che non sia quella di spremere i soliti noti, i tartassati orvietani, per mantenere lo stesso caravan serraglio di sempre.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Proveremo ad incidere su questo documento in Consiglio ma sarebbe demagogia promettere risultati essendo oggi, purtroppo, il M5S la forza di minoranza della minoranza stessa. A noi la demagogia non piace quindi tenteremo un approccio politico e programmatico di lungo periodo.

Il primo correttivo che porremo all’ordine del giorno è il Baratto Amministrativo, già presente in molti comuni italiani, che è un vero e proprio strumento di difesa dei cittadini più indeboliti dalla crisi, delle famiglie, e dei piccolissimi imprenditori, tessuto vitale per la nostra Italia, che potranno, se approvata la nostra proposta, pagare in parte o del tutto il proprio debito con l’amministrazione comunale, a titolo di esempio, potando le siepi lungo via Postierla, imbiancando i locali della scuola materna di Ciconia o aiutando i netturbini a tenere pulito il centro storico.

baratto-amministrativoUn modo pratico di spostare la partita economica dai costi vivi pagati a ditte per gli stessi servizi al pareggio con i contribuenti, qundi a costo nullo per l’amministrazione, tolto il piccolo impegno dell’organizzazione dei servizi e la grande soddisfazione di aver favorito l’inclusione sociale di chi è in difficoltà. Un’amministrazione che poteva ragionare e programmare meglio, con un bilancio che non merita promozione, che ha perso tante occasioni ed è stata lassista nella stesura dei programmi operativi, ma che almeno, accogliendo questa proposta, non sarà del tutto “matrigna” nei confronti dei cittadini.

Qui di seguito il testo della proposta M5S Continua a leggere Bilancio. Primi correttivi dal M5S

Iniziative sul Reddito

Nel prossimo Consiglio Comunale di giovedì 16 sarà anche in discussione una proposta sul Reddito di Dignità a doppia firma Rosati (Sel) e Vergaglia (M5S). Sui temi concreti il MoVimento c’è sempre e mai come in questo momento la questione del reddito è in primissimo piano. Il M5S ha infatti ottenuto un importante risultato anche a Strasburgo grazie all’eurodeputato della Regione Umbria Laura Agea (qui nella foto con la portavoce orvietana Lucia Vergaglia).

lucia Vergaglia e Laura Agea (M5S Europa)

Infatti in sessione “plenaria” il Parlamento Europeo ha approvato una relazione che invita gli Stati Membri a introdurre un reddito minimo come una delle misure per ridurre la povertà.
In Europa ci sono 123 milioni di poveri: 1 cittadino su 4 non ha mezzi sufficienti per poter arrivare alla fine del mese, ma solo in Italia e Grecia i poveri sono condannati all’emarginazione e alla solitudine. In Europa tutti sanno che la povertà non è un reato, ecco perché in 26 Paesi su 28 sono previste misure di sostegno al reddito che danno l’opportunità agli indigenti di sopravvivere in attesa di un posto di lavoro. A questo serve il reddito di cittadinanza.
L’Italia non può far finta che non sia accaduto nulla.

Non bisogna ascoltare i diktat di Bruxelles solo quando impone l’austerity e, invece, quando chiede più diritti ci si volta dall’altra parte. Il governo italiano deve dar seguito alle richieste europee. Questo voto del Parlamento europeo è un successo del Movimento 5 Stelle Europa visto che la “relazione per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione” è stata scritta e presentata dalla nostra portavoce ed amica Laura Agea.

Dalla nostra regione parte un impegno forte per la questione del reddito, perchè la moneta torni a circolare nel piccolo commercio e nell’economia reale che crea lavoro e mantiene vive le nostre realtà territoriali. Il M5S è in prima linea, e sostiene paritariamente le forze politiche e le iniziative istituzionali che creino reddito e valore sano.

Microcredito ad Orvieto

Dopo il fallimento del Microcredito in Comune con la mozione Tardani, invischiata dalla maggioranza e dagli emendamenti della lista Gnagnarini che hanno imposto un periodo di attesa “interlocutorio” immotivato e non specificato, finalmente si volta pagina.

Il Microcredito a 5 Stelle di cui si è tanto parlato è divenuto attivo anche nella città del Corpus Domini. I problemi burocratici, dovuti a dati inesatti presenti sulle pagine dei consulenti del lavoro, che ricordiamo essere esterne al Blog del MoVimento, sono stati segnalati e sono stati superati: abbiamo provveduto a mettere in contatto diretto i professionisti orvietani i neoimprenditori interessati a quest’opportunità.

microcredito25milaeuro

Ricordiamo infatti che dal prossimo aprile sarà possibile effettuare nei “Clicca Day”, sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, le richieste di accesso ai fondi fino a un massimo di 25.000 Euro (35.000 in casi specifici), ma che sarà necessario avere ben predisposta la documentazione richiesta che, volendo, sarà predisposta col sostegno gratuito dei consulenti del lavoro locali.

Il M5S Orvieto ha attivato la casella civica microcredito@orvietocivica.com per dare informazioni sia ai professionisti che vogliono essere inseriti nel circuito che per i cittadini che necessitino di accedere al credito. Inoltre è stato attivato nel portale di Orvieto 5 Stelle un’ulteriore area informativa all’indirizzo http://www.orvieto5stelle.com/microcredito/.

In momenti di crisi come questo è fondamentale che queste informazioni vengano fatte giungere ai nostri concittadini con tutti i canali a disposizione, istituzionali e privati, e che venga rimessa in moto quell’economia reale che crea sviluppo e lavoro.

Teniamo infine a precisare che questo strumento di garanzia e sostegno all’impresa non pregiudica la successiva partecipazione a bandi comunitari od a finanziamenti europei diretti e che, quindi, le imprese valide che riusciranno a mantenersi sul mercato potranno poi liberamente crescere senza trovarsi vincoli successivi.Questo è decisamente un punto a favore per chi ha buone idee e crede nell’innovazione, soprattutto per quelle giovani imprese che non possono, per mancanza di massa critica o di brevetti esclusivi, accedere da subito ai bandi StartUp.

Noi restiamo a disposizione per ogni chiarimento ma vi invitiamo prima a consultare la nostra pagina dedicata al Microcredito.

menù microcredito

OdG “Prima il Lavoro”

La crisi morde, il crollo di commercio e manifattura, la trasformazione in commodities (in beni di consumo) di tanti sevizi professionali qualificati, la disponibilità online di prodotti di ogni genere e qualità, la liberalizzazione, la chiusura dei cordoni della spesa da parte degli enti pubblici hanno letteralmente affamato cittadini, famiglie ed imprese.

In mancanza di quel generale ammortizzatore sociale che è il reddito di cittadinanza dobbiamo necessariamente promuovere al massimo la diffusione dell’occupazione. Ove possibile puntiamo ad un’occupazione di qualità, sostenibile e sana come nei progetti di sviluppo che abbiamo indicato nel nostro programma o nelle proposte che nel Comune di Orvieto abbiamo espresso come forza di minoranza (ad esempio il Centro del Made in Italy), financo alle battaglie come quella per Electrosys.

Tuttavia non ci tiriamo indietro sul campo di quello che può fare il Comune in prima persona in termini di accesso al lavoro ed al reddito, anche se qui dobbiamo abdicare alle massime tutele e spingere per il male minore, quello della formula del lavoro accessorio, proponendo un’iniziativa in favore dei cittadini  raccomandando che  l’amministrazione comunale  faccia proprio questo problema e  prenda in esame la possibilità di attivare interventi specifici attraverso i voucher lavoro INPS.

voucherUltimamente sono tante le amministrazioni comunali che usano i voucher lavoro in occasione di lavori che sono di competenza del Comune. All’interno del territorio per un’amministrazione che non sia lassista c’è sempre tanto da fare e migliorare, a volte con l’aiuto di associazioni e volontariato, altre volte con il personale comunale interno. Tuttavia, come constatiamo anche qui ad Orvieto, questo non basta.

I voucher lavoro sono uno strumento estremamente semplice e duttile per l’Amministrazione, in quanto il pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio avviene attraverso il meccanismo di ‘buoni’, il cui valore nominale è pari a 10 euro ed è comprensivo della contribuzione INPS, che viene accreditata sulla posizione individuale contributiva del prestatore e di quella in favore dell’INAIL per l’assicurazione anti-infortuni, in ordine alla quale, specifichiamo, abbiamo già attivato con specifica interrogazione l’assessore competente al personale, dott. Gnagnarini, ad aggiornarci sulla attuale disciplina dei registri infortuni nel nostro Comune, in modo da non avere intoppi burocratici inutili.

Veniamo a questi 10 euro nominali, cioè il corrispettivo netto della prestazione, in favore del prestatore, è quindi pari a 7,50 euro e corrisponde al compenso minimo di un’ora di prestazione. Chiaro? Costo per il Comune 10 euro l’ora, retribuzione oraria occasionale effettiva 7,50 euro, una vera miseria ma in tempi di crisi la spesa almeno la si riesce a fare e soprattutto non si perde il contatto con la vita produttiva e resta almeno quel minimo di fiducia nelle istituzioni che, questa volta, al cittadino disoccupato non lo abbandoneranno.

Qui di seguito il testo dell’ordine del giorno, aperto al commento ed alle aggiunte che speriamo vengano da tutte le forze politiche per la massima condivisione e per un’approvazione finale unanime. Continua a leggere OdG “Prima il Lavoro”