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Lettera aperta alla stampa del territorio

Si avvicina l’autunno ed una campagna elettorale formidabile in cui per la prima volta il Movimento Cinque Stelle, cioè quelli che spesso vengono, superficialmente o peggio con intento denigratorio, descritti come “grillini” o pentastellati  sono accreditati del possibile incarico di governo della Nazione. In tale contesto mi corre l’obbligo di ricordare alcuni elementi fondamentali che distinguono il Movimento dai cosiddetti meetup, cioè da quei raggruppamenti che in qualche caso danno vita ad attivismo concreto ed a proposte di amministrazione locale esprimendo, come nel mio caso, un programma e dei candidati certificati ed approvati dallo stesso Beppe Grillo, fondatore e garante del Movimento.

Per prima cosa i meetup, incluso quello a cui appartengo, da soli non sono ne rappresentano il Movimento 5 Stelle e non hanno il diritto di utilizzarne il logo, neppure in forma modificata. Lo stesso Grillo richiama quest’obbligo ricordando che si incorre in formale diffida con rischio di espulsione qualora non si ottemperi e lo si sfrutti millantando un inesistente credito ad esempio in eventi pubblici. Purtroppo nel passato ad Orvieto e dintorni è già accaduto ed ha influenzato il percorso elettorale locale, ad esempio, nella vicina Castel Giorgio, come possiamo dimostrare in ogni sede. Altrettanto per noi è dimostrabile che in questi giorni tale malcostume persista tuttora ed anzi si sia incrementato con incontri pubblici di critica alle scelte del M5S che possono essere scambiati per confronti interni al Movimento a causa dello sleale uso e spendita del nome di Beppe Grillo e del logo del Movimento. In questo senso io chiedo Continua a leggere Lettera aperta alla stampa del territorio

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Orvieto ad Italia 5 Stelle 2017

Anche quest’anno porteremo le questioni locali all’attenzione nel momento di incontro annuale del Movimento. Avremo ancora una volta un nostro spazio, come sempre autofinanziato con piccole donazioni, condiviso con i portavoce nella regione Umbria ed abbiamo già un’agenda fitta di impegni ed incontri.
Per noi è un momento importante in cui la nostra voce locale diventa più forte e può farsi sentire più lontano. L’anno scorso ci focalizzammo sulla questione, poi divenuta nazionale, del mercurio nel fiume Paglia. Una questione ambientale seria che va affrontata con impegno e concretezza, senza nascondersi dietro commissioni di studio e tavoli tecnici perchè l’inquinamento non aspetta. Da un lato quella iniziativa di denuncia, partecipata anche dai nostri rappresentanti più in vista come Luigi di Maio, ma dall’altro anche le iniziative di proposta, pro attive, dal rilancio del Centro Rodari in vista del centenario dell’autore legati al progetto di “Geografia della Fantasia” discusso anche con il sindaco di Orvieto che richiederanno la promozione di interventi nei consigli comunali di molte città italiane o gli incontri per la valorizzazione del lavoro degli italiani all’estero nati sulla base della Giornata europea del Riconoscimento proprio di quel lavoro tenutasi il 22 giugno 2016 che sono, per quanto nazionali od internazionali, tutte iniziative nate dal M5S Orvieto, dalla portavoce Lucia Vergaglia.

Oltre a questo ci furono i tanti contatti operativi con tantissime realtà articolando quella che sarà la rete di iniziative e competenze diffuse che precederanno ed affiancheranno, anche e soprattutto attraverso Rousseau, le proposte per Orvieto 2019 da contrapporre alla ricandidatura di Germani ed alle probabili decine di liste finto civiche e finto M5S (come già ad Orvieto è successo nel passato). Noi pensiamo che quest’anno che andiamo a competere per il governo della Nazione dobbiamo essere ancora più incisivi, più presenti come realtà territoriale che si senta parte attiva di uno Stato ed una comunità.
Naturalmente anche quest’anno abbiamo una tematica portante, una proposta forte, che sarà presentata sabato 23 alle 16 ma saremo anche a rispondere alle domande dei cittadini ed a fare scambio e formazione.

«Quello del risparmio tradito e della crisi del credito nell’orvietano è un tema troppo grande per essere affrontato localmente. Incontreremo Di Maio e gli altri candidati al governo perchè vengano ad Orvieto.» Lucia Vergaglia.

La tematica è quella del risparmio tradito, che per noi orvietani significa, come riportano le cronache di questi giorni, 86 milioni di euro sottratti dalla disponibilità della comunità e bloccati in titoli che per ora non si riescono a rivendere da parte dei legittimi risparmiatori ed investitori, e dalla disponibilità finanziaria e di cassa degli enti che hanno poi stretto i cordoni del credito alle ditte locali sia del commercio che dell’industria, molte delle quali non sono riuscite a sostenersi in queste nuove condizioni di minor disponibilità. Noi pensiamo che tale situazione debba diventare un problema nazionale da affrontare. Siamo in ventimila nel Comune, troppo pochi per poter affrontare una tale crisi con le nostre forze, e bisogna che ci sia un intervento nazionale, pertanto chiederemo che sia uno degli argomenti da trattare in questo periodo che anticipa il voto nazionale, chiederemo al nuovo candidato premier, Luigi di Maio o chi per lui, di venire ad Orvieto a parlare di questo specifico tema e di essere conseguente nel momento in cui, se l’elettorato vorrà, sarà al governo del Paese.

Ricordi dal sisma di Amatrice

Era il 24 di agosto 2016 quando un terremoto lontano molti chilometri feriva Orvieto chiamando a se le due giovani vittime concittadine, Barbara e Matteo, che quel fatidico giorno erano ad Amatrice. Da allora è passato un anno ed ancora giungono notizia tragiche in questa nostra Italia, nazione che con il sisma deve convivere da sempre, a tutte le sue latitudini. Non guarda in faccia a nessuno la rabbia della terra, non si cura di colpire una scuola od una chiesa, e spesso fa danni anche maggiori di quelli che farebbe in un’altra terra che non ha le città medievali e rinascimentali ma giganti di acciaio e materiali speciali in grado di reggere forze notevolissime. Nel ricordare quindi quei momenti di lutto e nell’esprimere solidarietà e vicinanza alle popolazioni, tutte, colpite dai fenomeni naturali che hanno fatto crollare le case, vogliamo anche guardare oltre e fare che tutta questa sofferenza non sia una lezione che vada dimenticata, sepolta da becere polemiche lontane dai drammi umani e dalla realtà dei fatti. E’ passato oltre un anno, ed oltre un anno dalle prime raccolte fondi, le “amatricana” solidali come quella di piazza dei Monaldeshi eppure sembra che il tempo si sia fermato, che non si sia stati in grado di ripartire e che, soprattutto, non si sia imparato nulla.

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Murales vs. Storia: primo tempo

– MURALES VS. STORIA: 1° TEMPO –

Sulla questione Murales, ora che siamo fuori dalle polemiche e non si influenza l’iniziativa estiva di Atomic Garden, il #M5S di #Orvieto ha cercato di essere chiaro. Non è una partita tra avversari, anzi potrebbe essere un’amichevole nella quale ogni iniziativa sostiene e promuove la cultura della salvaguardia e della valorizzazione della nostra eredità storica, culturale ed artistica.

“Siamo favorevoli alla StreetArt in progetti condivisi e partecipati, gli abusi invece vanno respinti con forza.” Lucia Vergaglia, Movimento 5 Stelle.

Oggi, sabato 19 agosto 2017, il Corriere dell’Umbria riporta un’intervista a Lucia Vergaglia che vale la pena di leggere e di fare girare su di un modo migliore di condurre un’amministrazione cittadina possa accompagnare un tale tipo di processo ed anzi potrebbe addirittura farne tesoro se avesse una condivisa strategia culturale dagli obbiettivi chiari, misurabili e che prevedano ampia partecipazione. I recenti interventi che hanno causato grandi polemiche sono invece sfuggiti alle pianificazioni ed, in qualche caso, sono stati utilizzati come un attrezzo di propaganda per far parlare di se da parte delle fazioni politiche locali.

Da parte nostra non c’è invece il richiamo ad interessarsi di quanto invece era stato dimenticato dai politici sia di destra che di sinistra a pochi metri da dove si dipingevano i murales dimenticando che lo scopo principale delle autorizzazioni era lottare contro il degrado e così in pochi passi si passa dai dipinti colorati all’abbandono dei reperti storici trasformati in pattumiera e questo, per noi, è e resta inaccettabile!

Sicuramente comunque se ne riparlerà presto, ed in campagna chiave elettorale ne diranno (e faranno) di tutti i colori.

Commissione di studio Ambiente e Rifiuti (Agosto 2017)

– LE PAROLE SULLA DISCARICA –

Incredibilmente ancora dobbiamo chiedere con atti formali alla regione di opporsi all’espansione della Discarica nonostante i tanti pareri negativi dal Comune abbiamo un assessore, la Cecchini, ostinatissima ed una situazione regionale completamente folle con le inchieste che minacciano di volta in volta di bloccare gli altri impianti e trasferire d’imperio tantissima spazzatura nell’orvietano dal resto della regione, ed Orvieto ha già fatto ben oltre la sua parte.

Così invece di parlare della sicurezza e della prevenzione, cioè di quelle cose che il recente incendio a Le Crete, dovrebbe averci presentato come possibili e, nel tempo, realisticamente probabili con l’attuale modello di gestione dell’impianto, ci troviamo ancora a scrivere mozioni e deliberazioni affinchè

«la Regione concluda con PARERE NEGATIVO il procedimento di valutazione di impatto ambientale del progetto: “Adeguamento morfomologico del sito ed ottimizzazione dei volumi e del capping sommitale- Discarica di Orvieto” del soggetto proponente Società SAO servizi Ambientali Orvieto Srl,che prevede la sopraelevazione della discarica autorizzata attraverso la realizzazione di un ulteriore gradone (9bis) e la modifica del previsto gradone di chiusura (10) che porterà complessivamente ad un incremento della capacità netta della discarica pari a 797.619 mc;»

Insomma atti che dovrebbero essere d’ufficio e che dovrebbero essere seguiti dall’intervento del Governo nazionale e regionali che, ricordiamolo, è dello stesso colore dell’Amministrazione cittadina. intanto l’incontro della Commissione ha trattato, udite udite, nientepocodimenoche la vera storia della discarica assieme dal altra fuffa politichese tipo il “Parco culturale” dell’altopiano dell’Alfina, ovviamente di sicurezza degli operatori, di inquinamento e di progetti di bonifica con i relativi fondi e posti di lavoro neanche l’ombra. E’ il Pd baby, e qualcuno lo ha votato.

Earth Overshoot Day 2017

Earth Overshoot Day, il giorno del sovrasfruttamento della Terra: la popolazione mondiale ha già consumato tutte le risorse – frutta e verdura, carne e pesce, acqua e legno – disponibili per il 2017, l’anno scorso fu il giorno 8 agosto, nel 2015 invece fu il 13 agosto; siamo riusciti ad esaurirci quasi una settimana prima ogni anno.

I somari della classe siamo noi! Calcolando la sola Italia, l’Overshoot day sarebbe ad aprile dato che occorrerebbero più di due Terre e mezza se la popolazione mondiale vivesse come gli italiani.

Da adesso stiamo depredando il Pianeta, e immettendo in atmosfera una CO2 che non può essere assorbita.

A dirlo è il Global Footprint Network, secondo cui per soddisfare la domanda umana servirebbero ormai 1,7 Terre.

E intanto qui nel nostro piccolo del territorio di Orvieto e del circondario orvietano in Umbria stiamo facendo abbastanza?

Per la verità no. C’è molto impegno per la gestione del presente, per il recupero degli sprechi e per avviare al riciclo i materiali, ma per il risparmio nei consumi ed energetico si fa davvero poco. Le stesse associazioni ecologiste, ha denunciato già da tempo il gruppo ECOrvietano, troppo spesso si lasciano tentare dall’industrializzazione del ciclo dei rifiuti quando la prima e definitiva regola è RIDURRE. Ma intanto domandiamoci: come consumiamo queste risorse? Ben il 60 per cento corrisponde alla ‘richiesta di natura’ necessario per l’assorbimento delle emissioni di anidride carbonica, lo spiega bene nel dettaglio il portavoce M5S Filippo Gallinella:

«In #Italia sprechiamo il 35 per cento dei prodotti freschi (#latticini, #carne, #pesce), il 19 per cento del #pane e il 16 per cento di #frutta e #verdura. L’impatto sulla Terra che viene generato da questo sperpero non si ferma alla produzione di anidride carbonica, perché determina anche una perdita di 1.226 milioni di m³ l’anno di acqua (pari al 2,5 per cento dell’intera portata annua del fiume Po).
Per fortuna negli ultimi tre anni, le emissioni di anidride carbonica si sono stabilizzate grazie all’avanzata della #green #economy. Ora, si tratta di invertire il trend mantenendo su di giri il motore dell’economia e facendo calare le emissioni serra. »

Il futuro se non riusciamo a prenderci cura delle nostre risorse non è per nulla roseo, neanche un po’.

 

Evviva la Repubblica

– FESTA DELLA REPUBBLICA –

Il 2 di giugno del 1946 ebbe fine quel Regno d’Italia nato solo 85 anni prima con gli atti finali di un lungo periodo di moti ed insurrezioni, di guerre e di annessioni degli stati esistenti nelle varie regioni italiane. Quel regno breve nacque dopo un processo durato moltissimo, invocato centinaia d’anni prima da Dante e che in realtà si attendeva letteralmente dalla caduta dell’Impero Romano d’occidente, tuttavia venne spazzato via dal voto dei cittadini che scelsero che la forma istituzionale dello Stato fosse non più monarchica per diritto dinastico ma una repubblica dove il popolo stesso si desse una Costituzione ed esprimesse rappresentanti e governanti. Era ora.

Quello fu un giorno storico, memorabile, ed oggi lo celebriamo, tutti.

Le Crete: una follia sputtanare l’Osservatorio della discarica

– L’IMPOSSIBILITA’ DI ESSERE CONCRETI SU LE CRETE –

Non sono mancati i tentativi, nel passato, da parte degli attivisti del Movimento, di aggregare sui temi ecologici ed ambientali le tante forze dichiaratesi ambientaliste e di opposizione alla gestione dei rifiuti con le discariche. Purtroppo il risultato si è limitato a tentativi di usare la discarica come cavallo di troia per altri scopi oppure semplicemente sono andati a vuoto.

Silvio Torre, fondatore del Meetup Orvieto 5 Stelle, redattore del Manifesto per l’Osservatorio “Le Crete”

«La discarica di Le Crete? Partiamo dal silenzio assordante dei partiti e delle associazioni più o meno ambientaliste ad Orvieto nonostante l’incendio alla discarica e l’assenza di dati su diossine e metalli pesanti. Dove sono quelli che si stracciavano le vesti ed issavano striscioni? Quelli che hanno accusato la Raggi di voler sommergere Orvieto di spazzatura? Qualcuno li ha visti?

Unici a parlare sono proprio quelli che volevano gli inceneritori e questo è davvero incredibile. La verità è che troppe associazioni sono bracci armati dei partiti e che fanno gola a tutti i voti delle maestranze impegnate a Le Crete.

La morale è che quindi non c’è un’esperienza di verifica delle attività legate all’ambiente, ed è un problema che parte da lontano. Va ricordato che purtroppo è mancata la condivisione di un’esperienza partecipativa del controllo dal basso da parte delle forze di opposizione e del mondo dell’associazionismo e dell’ecologia. Io personalmente e gli attivisti del Meetup hanno provato ad attivare iniziative quali la fondazione di un vero “Osservatorio” che tenesse il fiato sul collo a politica ed industria nella gestione del ciclo dei rifiuti. Scrissi il manifesto per l’Osservatorio Le Crete e raccolta le prime firme (Zeno, Vergaglia, Calcagni) lo portai in Comune per depositarlo, era il 3 luglio di due anni fa.

Con uno sciocco ribaltamento della realtà le forze politiche dell’ex maggioranza ed altre rimaste fuori dal Consiglio arrivarono a crearne il doppione per usarlo come testa di ponte per la presentazione di una “Legge Regionale sui rifiuti” che Continua a leggere Le Crete: una follia sputtanare l’Osservatorio della discarica

Lucia Vergaglia sul mancato rilancio del Centro Studi Gianni Rodari

GUASTAFESTE SENZA UNA FESTA

Sono stata intervistata qualche giorno fa da Alex Corlazzoli​, giornalista del ” Il Fatto Quotidiano​ il quale con accuratezza mi ha posto alcune domande mirate a conoscere le condizioni attuali del Centro Studi Rodari di Orvieto. Un colloquio attento che ha spaziato su diversi profili.
Leggendo quest’articolo emerge in maniera desolante la delusione, ma soprattutto lo scoramento delle eredi del Maestro le quali essendo le depositarie dell’immenso patrimonio culturale giustamente trovano offensiva la trascuratezza nei confronti di un’istituzione di cui sono fondatrici insieme al Comune di Orvieto. La reprimenda purtroppo ci sta tutta.
E’ ciò che ho pensato anch’io quando ho letto il voluminoso DUP discusso nell’ultima seduta del Consiglio.
Infatti solo ad un esame minuzioso del testo si potevano recuperare le misere 5 righe dedicate alle prospettive programmate per il Centro Studi: parole zeppe di contraddizioni ed inesattezze che denotano una significativa superficialità se non addirittura ignoranza dei fatti. Ovviamente l’elemento più aberrante resta la prevedibile dimenticanza del noto credito che da Statuto costitutivo il Centro Studi Rodari vanta per un importo determinato ed annuale e che non viene ottemperato da più di cinque anni.
Il numero cinque ricorre anche nelle “chiacchiere da caffè” del sindaco Germani che in diverse circostanze, anche in mia mia presenza, allorquando si attribuisce il merito di aver stanziato ben cinquemila euro.

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Millecinquecento grazie per il sostegno alla proposta Vergaglia sull’autismo

Una delle possibilità rivoluzionarie della rete del Movimento è quella di far arrivare le proposte di legge da discutere in Parlamento direttamente dai cittadini. Questo accade per la prima volta al mondo in Italia e c’è, giustamente, da esserne orgogliosi. Naturalmente non tutte le proposte arrivano in discussione; vanno infatti superati i vincoli formali e sostanziali che la legislazione italiana prevede in termini di legittimità, competenza, costituzionalità e, in aggiunta, è prevista la valutazione in termini di diritto comparato con quanto fanno gli altri paese soprattutto europei. Sono ad oggi circa cinquemila le proposte depositate ed in questa ottava tornata quella sull’autismo della nostra portavoce Lucia Vergaglia e, sottoposta al voto degli iscritti certificati, ha raccolto poco meno di millecinquecento voti arrivando tra le prime venti. Qui di seguito i suoi ringraziamenti.

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