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Il gioco delle maggioranze

In Consiglio Comunale di Orvieto ci sono due maggioranze ed una opposizione. Una attuale, che ha vinto le elezioni al ballottaggio ed ha un sindaco PD, Giuseppe Germani, ed un’ex maggioranza, che ha perso le elezioni al ballottaggio, ed aveva candidato il sindaco uscente, PdL, Toni Concina. Poi c’è il M5S, all’opposizione, che non prende parte a copioni propagandistici come quello andato in scena ieri al Comune ma dichiara in trasparenza e con largo anticipo le proprie iniziative.

Ieri noi abbiamo portato avanti una protesta lungamente annunciata ed abbiamo almeno fatto ammettere alla presidenza del Consiglio Comunale che la richiesta di trasformare le interrogazioni, da orali ed immediate in quelle nella forma “a risposta scritta”, era stata fatta dallo stesso presidente Pettinacci all’indirizzo della Consigliera del M5S Lucia Vergaglia che in spirito di leale collaborazione istituzionale ha ottemperato.

Vedere però in ordine del giorno le nostre interrogazioni sostituite da quelle di Forza Italia, e neanche in ordine di arrivo ma semplicemente ad occupare lo spazio da noi lasciato, è stato insostenibile. Così abbiamo annunciato l’Aventino e lo abbiamo fatto perchè certe volte questi atti sono necessari e contano.

Maggioranza ed ex maggioranza hanno colto l’occasione e recitato la loro solita parte già conoscendo in anticipo la nostra posizione. Strumentali e propagandistici il comportamento sia dell’una che dell’altra parte e non ci sarebbe neanche bisogno di parlarne se non fosse che da un lato sui social network l’ex maggioranza lascia sembrare che siamo accomunati alla loro posizione (usciti perchè non c’era l’assessore a rispondere ai loro quesiti, quesiti che non hanno voluto porre per una risposta scritta), mentre c’è il comunicato incauto e sbugiardabile di tutti i gruppi di maggioranza che stigmatizza anche noi con queste parole precise in relazione alla mancanza in aula del Sindaco e di molti assessori: “In Consiglio Comunale si è verificato un increscioso episodio che ha visto i consiglieri di minoranza rinunciare in maniera pretestuosa al dibattito consiliare che vedeva all’ odg 10 interrogazioni, presentate peraltro proprio dalle minoranze e 13 mozioni (7 della maggioranza e 6 della minoranza) che evidentemente non era loro priorità discutere. La protesta posta in essere riteniamo risulti evidentemente viziata da uno strumentale clima pre elettorale. Le interrogazioni avrebbero ovviamente ricevuto risposta, ma si è reso evidente che non fosse avere risposte l’interesse primario di una minoranza che ha rivelato oggi un serio deficit di responsabilità e serietà nei confronti dei cittadini tutti.”.

Ecco innanzitutto ribadiamo alla maggioranza che noi del M5S avevamo, proprio su richiesta del presidente espresso dalla maggioranza ritirato ogni interrogazione in aula ponendola per una risposta scritta agli assessori competenti. Accomunarci all’ex maggioranza ed accusarci di aver scelto l’Aventino, tra le altre cose da noi già annunciato, per questi motivi è una falsità bugiarda, e soprattutto dopo quello che si è detto in aula ieri relativamente all’ostruzionismo dei partiti maggiori, è anche un’atto ipocrita. Quanto all’ex maggioranza si capisca bene che sono i primi destinatari della nostra protesta con il loro continuo presentare interrogazioni futili e superate a risposta in aula, la politica è un’altra cosa.

consiglio comunale orvietoLe nostre interrogazioni già depositate, si tranquillizzino i cittadini che ci hanno dato fiducia, procederanno come annunciato senza ingolfare il Consiglio e con l’ammonimento che stavolta non tollereremo ritardi nelle risposte assessorili interessandone le autorità competenti senza più fair play, e quanto alle mozioni di maggioranza per le quali i partiti maggiori lamentano una nostra manchevolezza nel “confronto politico e contributo democratico” ci teniamo a ricordare che hanno presentato per la quasi totalità atti di puro ostruzionismo e scatole vuote come l’Orvieto Coworking Project fatte apposta per scippare argomenti al “confronto politico e contributo democratico”, e di tale politichetta becera abbiamo parlato a lungo.

Reputiamo veramente pessimo questo rimpiattino partitico, questo gioco delle parti invece che fare il proprio lavoro che non è vera protesta, ne vera politica e non risolve nulla anzi accumula i problemi. Per noi, sia chiaro, maggioranza ed ex maggioranza recitano un copione e sono facce della stessa medaglia. A questo prendere in giro i cittadini noi non ci prestiamo e continuiamo a lavorare, tra le difficoltà che comporta avere ostacoli sia da un lato che dall’altro, ma è nostro dovere e lo facciamo per bene, fino in fondo.

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Aventino orvietano

La situazione orvietana è paradossale. Interi Consigli Comunali mandati a perder tempo (e denaro dei contribuenti) su questioni per le quali hanno competenza Giunta e Commissioni. Il dibattito politico ridotto ad essere sterile palcoscenico per le vicine elezioni regionali e gli istituti democratici asserviti all’interesse delle forze politiche.

Abbiamo tenuto un comportamento retto, istituzionalmente esemplare e di grandissima apertura alle esigenze operative dell’assise consiliare. Evidentemente questo non solo non è bastato ma ha offerto la sponda al malcostume dell’ex maggioranza che con malafede cerca visibilità ed all’attuale maggioranza con il suo ridicolo e pessimo modo di fare ostruzionismo alla rovescia in cui subissa gli ordini del giorno con atti informativi ed esecutivi che potrebbero realizzare in pochi minuti schioccando le dita avendo dalla propria sia la macchina amministrativa che la totalità “dei consiglieri delegati”. Adesso basta!

Il M5S oggi sale sull’Aventino e prende platealmente le distanze da questo modo d’occupare gli spazi democratici che tutto è meno che far politica. Oggi è necessario dimostrare d’avere a cuore la città e pertanto avevamo ampiamente avvertito delle nostre scelte.

aventinoSu pressante richiesta della presidenza per la speditezza dei lavori avevamo già ritirato tutti gli emendamenti e le interrogazioni, abbiamo lasciato in Ordine dei Lavori solo quanto da lungo tempo depositato e già calendarizzato e avremmo voluto fare fino in fondo il nostro dovere. Ma alla “impropria”, falsa ed incauta dichiarazione  del Presidente del Consiglio Comunale Pettinacci che ribaltava proprio su di noi responsabilità in ordine a queste scelte abbiamo dovuto, con la rabbia che prova chi è nel giusto, scegliere l’Aventino ed abbandonare l’aula con queste parole: Continua a leggere Aventino orvietano

Pausa Costruttiva

Lunedì 20 c’è Consiglio Comunale, nell’ennesima adunanza fiume fatta da interrogazioni e mozioni tipiche del clima elettorale.

Tante le voci ormai superate dagli eventi, atte solo a redarguire la maggioranza, o dall’altro lato proposte atte alla cura di interessi specifici, sempre di moda sotto elezioni.

Plateale sarà la protesta contro questo modo di fare messa in atto da Lucia Vergaglia e dal gruppo del MoVimento 5 Stelle che non presenterà nessun question time, nessuna interrogazione a risposta in aula, nessun emendamento e nessuna nuova mozione.  Il M5S porterà avanti solo quanto da tempo calendarizzato ed ha già richiesto la trasformazione delle interrogazioni a risposta in aula in interrogazioni a risposta scritta:

«Ho già avvertito alcuni relatori di maggioranza che, in questa occasione, rinunceremo a presentare iniziative ed emendamenti in aula, come gli oltre 15 relativi al CoWorking Project del gruppo Pd. Vogliamo che questo malcostume elettorale termini subito e si torni a discutere di quanto interessa tutta la collettività dei cittadini orvietani. E’ assurdo vedere consiglieri di maggioranza fare un ostruzionismo alla rovescia bombardando il Consiglio di temi che possono tranquillamente affrontare in Giunta, tanto più che quasi tutti hanno la delega per farlo. E’ altrettanto noioso vedere dall’opposizione, incluso dai possibili candidati alle regionali, il non perdere l’occasione per depositare interrogazioni e mozioni con tematiche che definire minori è un eufemismo. » (Lucia Vergaglia, M5S Orvieto)

La poltrona di "Garanzia"Naturalmente l’attività politica del MoVimento subirà un rallentamento dovuto a questa scelta dovendo necessariamente deviare l’azione di sindacato ispettivo (accessi ad informazioni ed interrogazioni) nella forma che non passa per l’aula consiliare ma richiede una risposta scritta entro 30 giorni. Tuttavia vogliamo credere che attuare questa protesta possa scuotere le coscienze di coloro i quali, nel nostro Consiglio Comunale, pensano che si debba far politica al servizio dei cittadini e del territorio e questo risultato vale più di una risposta ad un’interrogazione.

Resta impregiudicata invece la volontà di discutere urgentemente gli ordini del giorno relativi al lavoro ed alle regole del commercio da troppo tempo rinviati per sentir parlare di cassonetti o di ripensamenti sulla svendita dei beni pubblici e calendarizzati per il 20.

Da parte nostra, nella protesta, c’è soprattutto un atto esemplare di buona volontà ma sappiamo bene che qualche marpione ancorato a logiche da prima repubblica potrebbe stigmatizzare il nostro comportamento come mancanza di vis politica o peggio di capacità e di idee. Noi non ci possiamo rivolgere a chi, guardando un cittadino che rinuncia ad abusare di un diritto, lo reputa sciocco ed inconcludente; con costoro non abbiamo nulla da dirci. Noi ci rivolgiamo a chi vuole davvero che le cose cambino in meglio per tutti e contiamo davvero che siano in molti ad accogliere trasversalmente il nostro invito.

Lunedì 12, dalle ore 15, nell’aula consiliare della città di Orvieto, la cittadinanza è invitata a partecipare ed ad interessarsi per capire davvero, oltre le chiacchiere, chi fa cosa.

Poste Sugano: primo round

La grande mobilitazione della politica sta ottenendo i primi risultati rinviando la cosiddetta “riorganizzazione” delle Poste a dopo l’estate. Questo è quanto ha ribadito il sottosegretario allo sviluppo economico Giacomelli durante la presentazione delle mozioni parlamentari, precisando che Poste italiane SpA ha confermato il differimento dell’attuazione del piano industriale a dopo l’estate e dopo un confronto con i rappresentanti dei territori, e quindi, a vario titolo anche il nostro Comune.

mozione poste sen. LucidiNoi eravamo “sul pezzo” e siamo felicissimi di aver contribuito, primi in regione, riuscendo a dare impulso alle tante azioni parlamentari a tutela dei territori svantaggiati portando la questione di Sugano e stimolando le interrogazioni parlamentari Ciprini e Gallinella e, finalmente, l’intervento del Senato della Repubblica grazie al portavoce Senatore Stefano Lucidi.

I testi appena approvati impegnano il Governo a seguire AGCOM su Poste italiane affinché Continua a leggere Poste Sugano: primo round

Poche idee ma confuse

La prossima convocazione del Consiglio Comunale della città di Orvieto lascia più che perplessi con la sensazione di una confusione che regna sovrana.

Oltre la probabile decina di Question Time dell’ultimo minuto sono registrate ben 15 interrogazioni ed interpellanze, parte delle quali, reputiamo, fuori tempo massimo con tematiche già ampiamente superate dai tempi portate a scapito di questioni attuali. Un vero malcostume di cui dovremo prima o poi discutere in un chiarimento tra le forze di minoranza, anch’esse in ordine sparso come la maggioranza e, forse, troppo impegnate a rendersi appetibili e cercar spazio nei listini partitici di questa campagna elettorale per le prossime regionali.

consiglio comunale orvietoImbarazzanti anche le iniziative, anch’esse scomposte e disorganizzate, della maggioranza che propone mozioni fatte apposta per sottrarre argomenti alle opposizioni. Su tutte evidenziamo la mozione Talanti “Orvieto Coworking Project” presentata due settimane dopo che il M5S locale presentò alla stampa locale il CoWorking nel programma di lavoro per l’anno consiliare 2015. La mozione in questione non contiene alcun progetto ma semplicemente richiede che la maggioranza consiliare, che in questo caso se la canta e se la suona, deliberi che tocchi alla Giunta predisporre un piano di Coworking. In pratica serve ad impedire preventivamente che un progetto in tal senso venga presentato, per esempio dal M5S, per essere anche solo semplicemente discusso in Consiglio. Una politica bassa, e per noi piuttosto torbida, che non porta nulla a nessun cittadino normale, una roba da vecchie scuole di partito da prima repubblica ai cui insegnamenti il Pd attuale sembra ancora troppo legato.

«E le altre mozioni ed ordini del giorno di maggioranza? C’è quella incomprensibile e contraddittoria, quasi schizofrenica, per monitorare il destino dell’ex ospedale fatta da parte di quelli che hanno votato per cederlo. Ci sono quelle quasi grilline da parte del Pd per un Comune libero da OgM e sull’agricoltura sociale a cui siamo favorevoli, facevano parte del nostro programma, attingete pure, grazie e la prossima volta metteteci anche la lotta ai diserbanti chimici e gli orti sociali così vi daremo in omaggio la spilla del MoVimento.» (Lucia Vergaglia)

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Dentro la città: speciale rifiuti ed energia

In questa puntata si parla di rifiuti e di energie (più o meno) rinnovabili con la nostra portavoce Lucia Vergaglia, Ciro Zeno (PdCI), Enrico Brugnoli (CNR) e Stefano Cimicchi (ex Sindaco di Orvieto, imprenditore in impinati a biomasse), conduce Alessandro Li Donni, contributi di Claudio Lattanzi (La Nazione) e Leonardo Brugiotti (ex Assessore giunta Concina).

Grave errore non ascoltare commercianti orvietani

Grosso errore ascoltare i commercianti orvietani.
Esemplare la vicenda del bando per il Belvedere, TOTALMENTE disertato dagli imprenditori orvietani nonostante la base d’asta risibile di meno di 500 euro al mese per un locale attrezzato come bar pizzeria, con parcheggio autobus, spazia all’aperto, panorama, accessi per disabili, sale interne, depositi, persino un montacarichi, oltre ad un centro informazioni turistiche UFFICIALE posto all’interno. Che dire poi dell’assenza di un piano per il commercio al centro storico, lacuna ormai evidente durante il periodo Pasquale che è il vero avvio di stagione, con tutti quei discorsi sul “Centro Commerciale Naturale” ampiamente disattesi.
I commercianti ritengono di non essere stati consultati e coinvolti a sufficienza. Da parte nostra osserviamo che l’assessorato al commercio ed allo sviluppo economico della città non ha preso in considerazione di convocare il quadro strategico di valorizzazione cittadino (QSV) per ascoltare le esigenze dei dettaglianti del territorio. I social network diverso con le lamentele di questi ultimi i quali, ricordiamo, sono in prima linea per sostenere che la città turistica ed accogliere visitatori da ogni parte del mondo.

Centri Commerciali Naturali, per vivere il centroA questo punto la capogruppo del M5S, Lucia Vergaglia, ha richiesto la convocazione del quadro strategico di valorizzazione subito dopo le festività pasquali. Troviamo necessario un chiaro confronto pubblico, ai sensi della legge regionale 12 del 2008, almeno per mettere nero su bianco le esigenze percepite e le proposte illustrate dei commercianti stessi.

I QSV sono atti di programmazione in senso lato o meglio processi ciclici nell’ambito dei quali devono ricondursi in modo organico e coordinato i vari interventi ed iniziative che, da parte pubblica e dei privati, tendono alla rivitalizzazione, riqualificazione e valorizzazione dei centri storici: non si tratta di un ulteriore strumento urbanistico, né di un piano commerciale o di un programma di sviluppo sociale, ma di una progettualità strategica che deve individuare obiettivi e finalità condivise, in un’ottica di sviluppo nel lungo periodo e la cui realizzazione concreta è demandata non solo al momento pubblico, ma anche ai privati, alle componenti e formazioni sociali coinvolte in prima persona e a tal fine corresponsabilizzate.
In altri comuni della regione, pensiamo ad esempio Assisi, il quadro strategico di valorizzazione ha permesso di influire sulla politica commerciale della città in maniera molto incisiva.

Era 1926 quando l’economista Keynes scriveva il suo famoso saggio ” la fine del lassismo”, ma qui ad Orvieto sembriamo ancora lontani da aggiungere un simile obiettivo ed ancora una volta ci chiediamo se le persone delegate hai problemi del commercio e dello sviluppo economico fiamma in grado di assolvere questa importante funzione.
Cogliamo l’occasione per ricordare AI membri della maggioranza che la scrivente forza politica ha già più volte richiesto l’attivazione di un tavolo sul commercio. In particolare sulle regole del commercio visto che attualmente si lavora assolutamente in maniera borderline superando quando possibile ogni regola scritta ed etica e trasformando le attività commerciali che dovrebbero essere sul mercato in pure posizioni di rendita.

Il compito della politica è governare, il suo ruolo principale infatti dai che il quadro completo di regole e di indirizzi nel quale i singoli operatori di mercato possano liberamente agire.

Basta quiescienza rimbocchiamoci le maniche e torniamo tutti a lavorare.

Un anno dalla “certificazione”

Un anno fa ci confermavano la “certificazione” della lista a 5 stelle per Orvieto, solo un anno fa. Ne sembrano passati molti da quando ha smesso di apparire il sottoscritto e la responsabilità di portare le istanze del M5S è passata a Lucia Vergaglia.

Ricordiamo la sorpresa di un ex assessore di centro destra che non si aspettava la nostra partecipazione, seguita dalle tragicomiche disavventure di quella “gioiosa macchina da guerra” fatta dagli ex M5S ed il loro “forum” cittadino chi ci accusava di tutto e di più e ci classificava come “gente da tastiera”, oggi di loro nessuna notizia, nessun impegno civico, niente di niente.

lucia vergaglia memeOggi abbiamo una realtà completamente diversa, siamo riconosciuti, persino da chi ci è più ostile, come forza politica autorevole, caparbia e capace. Questo pur con tutti i limiti che ci pone l’essere minoranza della minoranza (grazie anche ai voti dispersi dagli Ex M5S) siamo comunque in grado di incidere sull’agenda politica e di sostenere battaglie importanti. Senza di noi ci sarebbe stata solo la sterile contrapposizione centro destra e centrosinistra con tutto quel che ne consegue. Avremmo potuto certamente fare di più senza essere stati ostacolati e sgambettati in ogni modo dagli ex che ci hanno sottratto tanti voti ed hanno minato la fiducia di tanti attivisti.

A giugno, dopo le elezioni regionali, ad un anno dall’insediamento tireremo le somme di questo primo lunghissimo anno, portato avanti da un singolo portavoce consigliere con il sostegno dei cittadini a 5 stelle, ma intanto Vi invitiamo a valutare se per questo pluralismo democratico, per questa novità dell’ingresso in Comune di una normale cittadina come Lucia Vergaglia, non proveniente da partiti od associazioni e cooperative vicine ai partiti, non vale la pena di ringraziare anche quel folle visionario di Beppe Grillo, da sempre presentato in Tv come un mostro che urla, ma nei fatti quello che ha creato l’unica bella novità della politica europea,

Noi pensiamo che valga la pena dirgli grazie ed oggi lo pensiamo ancora di più.

Scintille sulle Aree Interne

Quella della strategia “Aree interne” su cui ha costruito larga parte del programma elettorale l’attuale sindaco, Giuseppe Germani, è uno di quei temi che dovrebbero essere sentiti e gestiti trasversalmente.

Aree interne fa parte del complesso sistema di programmazione comunitaria che sono conosciuti come fondi europei indiretti, cioè quelle attività i cui i contributi vengono erogati in funzione di bandi gestiti da enti pubblici nazionali come le regioni. Questo inoltre è un caso speciale perchè, senza scendere nei particolari, può essere attivato solo se risponde ad una progettazione come effettuata da molti enti proponenti. Ora immaginate una ventina di comuni, di diverso colore politico, che di solito ci mettono già molto tempo a rispolvere le loro diatribe interne tra le proprie rispettive maggioranze ed opposizioni, accordarsi per unire le forze in funzione di un obbiettivo condiviso. Difficile, no?

Ecco noi pensiamo di no. Lucia Vergaglia, consigliere di opposizione, del M5S, qui ad Orvieto ha provato ad esordire di fronte all’assise dei sindaci dei territori da Città della Pieve a Giove, ed in direzione di Catiuscia Marini, presidente della regione Umbria, dicendo proprio questo: «Nonostante la campagna elettorale incombente è indispensabile agire come si fa tra enti nei finanziamenti Europei “diretti”, quelli che necessitano di partner in tre o più nazioni. Si stabiliscono temi comuni e si lavora assieme. Anche le opposizioni saranno della partita in spirito costruttivo e collaborativo tanto più che anche dove non c’è questa varietà di sensibilità non sempre si riesce a completare nei tempi la spesa dei fondi europei, come nel caso della programmazione 2007-2013.». Piccata ed immediata la risposta della Marini. «L’Umbria ha speso tutto, sono le regioni del Sud che non sono state in grado di fare i progetti.» in direzione della Vergaglia, che è napoletana, e che ha sorriso «Sarò molto lieta di essere smentita, nei fatti».

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Clima arroventato da periodo elettorale, ci rendiamo tutti conto, ma i fatti sono che poche ore prima l’Assessore Bracco, anch’egli del Pd come la Marini presentando il DAP (Documento Annuale di Programmazione) spiegava che solo nel 2015, ed oltre alla fine della legislatura, ci sarà la chiusura degli interventi della programmazione 2007-2013 (cioè oltre due anni dopo il termine ufficiale) e solo dopo questa chiusura avremo l’avvio della fase attuativa della programmazione comunitaria 2014-2020. In pratica i fondi disponibili dal 2014 vedranno i bandi per la regione Umbria nel 2016.

L’avvocato Vergaglia non si è lasciata distrarre ed ha esposto una prima proposta di metodo da elaborate in condivisione tra i tanti partecipanti ad Aree Interne: «I responsabili della regione sono stati molto eleganti a spiegarci che questa di “Aree Interne” non è il classico finanziamento quanto piuttosto un sostegno in più rispetto a quello che normalmente i vari bandi propongono, un tessuto connettivo tra le molte iniziative che potranno venire e che potranno godere anche di altre forme dirette ed indirette di finanziamenti europei. A questo punto osservo che nei nostri comuni non vi sono professionalità in grado di cogliere l’ampiezza dell’opportunità e credo che si debba ricorrere a quei professionisti noti come “Europrogettisti”. La mia proposta è di fare fronte comune e di utilizzare lo stesso gruppo di tecnici per sostenere, praticamente ed efficacemente, le decisioni di indirizzo che potremo prendere assieme nei modi che nei prossimi incontri sceglieremo.»

Il dibattito è proseguito, con tante proposte ed i primi indirizzi di obbiettivi, ma la cosa importante è che si parte, e che c’è una scadenza; il 30 settembre o saremo pronti od altri lo saranno al posto nostro altre regioni e non ci saranno scuse, nessuna maggioranza potrà mai dire che la nostra opposizione ha ostacolato questo processo di sviluppo sulla cui trasparenza, naturalmente, vigileremo.

#FondiAmo

La vera partita dello sviluppo e del futuro di città e regione passa per i fondi europei: tutti sanno che ci sono e sono disponibili, non bisogna aspettare che calino dall’altro, ma qui ad Orvieto sono assenti ingiustificati.

Siamo nuovamente a Bruxelles per il #FondiAmo. La portavoce M5S di Orvieto, Lucia Vergaglia, partecipa allo startup dell’iniziativa. Il nostro obbiettivo è che il Comune attivi una serie di attività per intercettarne una quantità giusta per i punti strategici dell’azione amministrativa e che i cittadini possano essere sostenuti dal Comune per cercare a loro volta di accedere ai cosiddetti Finanziamenti Diretti (quelli che non passano per Stato e Regione). Noi ci siamo.

FondAmo

Stay tuned, restate sintonizzati e diffidate dalle imitazioni.