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Orvieto. Le misure anticrisi respinte dalla maggioranza

ALLA FINE SI DEVONO FARE I CONTI CON LA REALTÀ ED È GIUSTO RICORDARE CHE SOLO LUCIA VERGAGLIA COL M5S HA PRESENTATO PROPOSTE ANTICRISI E DI RILANCIO DELL’ECONOMIA. SEMPRE RESPINTE DALLA MAGGIORANZA.

La perdita netta del PIL pro capite, le chiusure continue di commerci e botteghe artigiane le mancate prospettive industriali stando impattando pesantemente sulla vita dei cittadini di Orvieto come del resto in tutta l’Umbria. In questi territori più che altrove.

Non eravamo Cassandre quando nel 2014 proponevamo una strategia di rilancio del comparto industriale locale con la proposta del centro del made in Italy da sviluppare in 5 anni basata su considerazioni concretissime e su punti di forza che abbiamo unicamente noi. Proposte irrise e bocciate. Le industrie però le abbiamo perse.

Non eravamo Cassandre neanche quando depositavamo le proposte di rilancio del Commercio. Proposte bocciate. I negozi chiudono.

Non eravamo Cassandre neanche

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Centro Storico: Impegni contro lo svuotamento e l’impoverimento commerciale

Sono molte settimane che infuria una polemica sui social network e sulla stampa locale nella valutazione se Orvieto si sia impoverita oppure no. A confronto ci sono le carte che parlano d’incremento turistico in favore della città, d’altro canto è esperienza comune trovare sempre meno negozi aperti e meno gente per le strade. Entrambe le cose sono verificabili. Come M5S ci siamo sempre posti il problema dell’aumentare l’appeal del borgo antico come attrattore turistico e come “centro commerciale naturale” non per una lotta ideologica contro i centri commerciali e super aperti allo Scalo, Ciconia, Sferracavallo ed all’Arcone, ma seguendo a semplice considerazione che i soldi spesi nei negozi e negli esercizi di vicinato ricadono nel territorio invece che nei furgoni portavalore diretti lontano.

A nostro avviso centro storico di Orvieto è uno dei volani economici della cittadina, punto di riferimento di quello che la la normativa e l’uso comune generalmente con la locuzione di Centro Commerciale Naturale, punto di approdo del turismo che è una delle industrie delle occasioni lavorative che ancora tengono nel territorio.

Ma il progressivo svuotamento dai negozi, soprattutto tradizionali, e dei tanti locali lasciati sfitti per lunghi periodi le cui vetrine buie e troppo spesso impolverate contribuiscono a quel senso di vuoto e aumentano la tendenza desertificazione, indebolendone l’attrattività come luogo di socializzazione, ritrovo e svago, rendendo meno gradevole l’esperienza del vivere il cuore cittadino e riducendovi la propensione alla spesa locale. Peggio ancora le troppe vetrine sporche e non oscurate in maniera decorosa, luogo di affissione selvaggia per manifesti, volantini, fogli di giornale ed anche per comunicazioni private, inoltre gli ingressi commerciali in stato di semiabbandono dove tra i serramenti metallici forati e le porte interne si manifestano ricettacoli di sporcizia e rifiuti vari, che causando oltre a gravi problemi di igiene pubblica un forte degrado estetico. Continua a leggere Centro Storico: Impegni contro lo svuotamento e l’impoverimento commerciale