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M5S Orvieto: Non passa la proposta di Consiglio Aperto sulla CRO

Se negli organi preposti non ricevi il sostegno di un numero minimo di firme le tue proposte, per quanto importanti e necessarie, purtroppo non possono essere neanche votate. Sono le regole, ed in democrazia funziona che si seguono. Così la proposta dei capogruppo PSI e M5S per un Consiglio Comunale aperto e deliberativo, ovvero in grado di approvare atti e mozioni che abbiano forza ed attivino uffici ed enti, è caduta nel vuoto. Sarebbe stato diverso dai recenti precedenti Consigli Aperti che non erano deliberativi ma puro spazio di discussione pubblica con le ampie relazioni da parte dei consiglieri firmatari, tuttavia privo di efficacia legale. No, questo sarebbe potuto essere un momento di impegno comune ma purtroppo si è preferito non dare il seguito. Continua a leggere M5S Orvieto: Non passa la proposta di Consiglio Aperto sulla CRO

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Spazio all’indirizzo politico

In relazione al Consiglio Comunale del 28 settembre 2012

«Un Consiglio Comunale non può semplicemente essere l’occasione di ratifica dell’operato di Sindaco e Giunta, ne limitarsi ad essere vetrina delle risposte alle doverose interrogazioni delle parti di minoranza, ancor meno l’occasione di fare i bellocci nel rispondere ad un question time della propria maggioranza, in pratica veri e propri assist da schema preparato a tavolino per segnare a porta vuota i gol-propaganda dell’Amministrazione.

Così non va bene, così è quanto di più lontano dalla politica e dallo spirito democratico che deve il caposaldo di qualsiasi attività istituzionale, questa è per definizione la manifestazione concreta dei significato di “ANTIPOLITICA”.

Non deve mai più accadere che le mozioni si protraggano per oltre tre mesi, fuori da ogni criterio di efficacia e tempestività, in contraddittorietà col dettato di leggi e dello stesso regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale, prima di essere calendarizzate e discusse, salvo poi, come è appena successo, di nuovo, essere ancora rinviate.

Adunanze per fare assestamenti che potevano essere prevenuti, comunicazioni di parte che diventano pure arringhe politiche, ratifiche di dispositivi già decisi in Giunta o Commissione e poi non resta tempo e spazio all’impulso politico, alla proposta da parte di chi non è in Giunta e non ha altra sede per avanzare i doverosi atti di indirizzo e di sindacato ispettivo. Un vero smacco alla democrazia. Una autentica pantomima a danno della pluralità di opinione. Una pericolosa deriva che abbiamo il dovere di denunciare pubblicamente e tentare di far rientrare nei canoni della corretta dialettica tra le parti.

Ancora una volta si reinviano le discussioni su “Reddito di Cittadinanza”, “Stop Inceneritori” e “Baratto Amministrativo”. Tematiche importanti ed urgenti che andranno inevitabilmente a sovrapporsi con quanto di nuovo verremmo portare in discussione.

Anche per quanto concerne lo spazio dedicato ad interpellanze ed interrogazioni fino ad ora con senso civico e spirito costruttivo il MoVimento 5 Stelle ha accolto e dato seguito alla richiesta giunta dalla presidenza di limitarsi nel depositare un numero ragionevole di questioni da affrontare in Aula. A tale disponibilità ci saremmo aspettati la stessa osservanza, leale e collaborativa, da parte delle altre forze politiche. Invece il nostro rispetto degli spazi democratici semplicemente non ha eguali.

A tale denuncia, ribadita già in Consiglio alla richiesta, per raggiunti limiti di orario, di rinviare persino la trattazione del Geotermico, che va in scadenza il giorno 30 di settembre, la nostra fermissima risposta è stata: “La prossima volta è adesso!”

Ci si siamo avvicinati alle istituzioni con grandissima umiltà credendo di aver tanto da imparare, ma alla luce dei fatti e dei comportamenti, crediamo davvero di poter chiedere da pari, e non da alunni, il rispetto dell’alta istituzione cui apparteniamo che che si dia spazio anche alle proposte e voce all’indirizzo politico di chi è, come noi, all’opposizione. Senza alzare la voce, senza battere pugni o far saltare tavoli, ma con fermezza noi esigiamo che ci venga lasciato lo spazio e vengano discusse de nostre argomentazioni.» Lucia Vergaglia, portavoce M5S Orvieto

Bilancio “Zero Titoli”

Un documento programmatico pluriennale ed un bilancio come quello orvietano che è stato presentato, messo per iscritto, diffuso alla stampa e che andrà in discussione il 30 luglio ad una prima lettura sembra una minestra riscaldata e fa venire voglia di rispondere punto per punto smontandolo nelle sue articolazioni di dettaglio, spiegando che l’apparente taglio fiscale è finanziato spostando i soldi da partite poi, parrebbe, dimenticate e non trascritte, come quelle del lungo elenco dell’ex assessore pizzo che sicuramente da destra presenteranno nella più classica delle opposizioni, quella sui numeri.

Ad una seconda più approfondita lettura però viene tutt’altra voglia, cioè quella di chiamare il bilancio per quello che è: una presa in giro. E così ci siamo ritrovati, con il senso di distacco che ti viene dalla fatica di trovare un senso logico e razionale dove l’aderenza alle normative è utilizzata solo nell’italico modo di strumentalizzarle, dove si fanno palesi errori ed omissioni, stranamente sempre a favore dell’Amministrazione, con l’esperienza del politico navigato a cui è noto che andranno poi corretti dopo il richiamo degli enti preposti alla revisione nella finestra utile del prossimo settembre (od in sede consuntiva), dove il “tirare avanti” sostituisce del tutto la visione strategica e la capacità di controllo e di gestione di lungo periodo.

«Come facciamo a porre una critica seria ad un bilancio ed un documento di relazione programmatica essenzialmente costruiti per essere ridiscussi già tra due mesi, come facciamo a focalizzarci sulle cifre messe a caso per attrarre l’attenzione della categoria che, quegli sgravi tanto pubblicizzati, non li vedrà ne oggi ne mai con questi signori nella stanza dei bottoni. Quale contributo possiamo dare in sede consiliare emendando quello che è un documento già destituito di fondamento?»

Per spirito di servizio raccogliamo alcune semplici osservazioni e considerazioni che non sono il Bignami che Gnagnarini individua (parole sue) come testo di riferimento, ma una lista di basi per l’azione di sindacato ispettivo che seguirà la, purtroppo, scontata approvazione con i voti della maggioranza di questo sciagurato bilancio. Non ci sottraiamo alla discussione consiliare nella quale presenteremo anche altre osservazioni su argomenti che non intendiamo anticipare, che mostrano i limiti anche di competenza tecnica di quest’Amministrazione e per i quali chiederemo risposte immediate all’assessore competente. Non emenderemo questo testo minato da troppe lacune per essere salvato ma, presa in giro per presa in giro, vogliamo anche focalizzarci sulla pietra dello scandalo: l’assoluta assenza di un’agenda europea e di una visione mentre lo stato tagliava i trasferimenti che ormai non è più da denuncia. E’ solo da ridere.

 zerotitoli europeiInfatti non c’è nulla nel bilancio e nella programmazione, anche se nei comunicati stampa del Comune appare la voce Fondi Strutturali, tra l’altro desueta ed erronea terminando con la programmazione 2013 ed ormai sostituiti dal Fondo di Coesione che nella nuova programmazione nel periodo 2014-2020 è accessibile Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria, le cui cifre sono anche state presentate in maniera ingannevole (circa 8 milioni per l’accesso a Fondi “ex Strutturali”, della vecchia programmazione, accessibili attraverso il maquiage del dispositivo Aree Interne andranno suddivisi con gli altri comuni che sono 20 e spalmati su più anni. Meglio che niente, ma nulla di risolutivo). In ogni caso non farebbe comunque parte della progettazione comunale e presentarla nei comunicati stampa del bilancio equivale a gettare in confusione i cittadini attribuendosi meriti inesistenti.

In ordine alla programmazione pluriennale, che è il futuro della città, ci limiteremo in Consiglio a mostrare gli incipit dei capitoli di programmazione che, tutti, partono con la dichiarazione “Zero Progetti” ,che secondo noi dovrebbe fare saltare sulla sedia qualunque cittadino, ma più di tutti chi ha creduto alle tante promesse elettorali di cambiamento e sviluppo.

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«Il bilancio e la relazione pluriennale dicono solo una cosa: Zero Fondi Europei per mancata progettazione.
Il Sindaco fa il giro delle sette chiese tra ditte ed associazioni che hanno fatto almeno un Erasmus per non restare col cerino accesso in mano ed avere qualche minima pezza d’appoggio. L’Assessore Gnagnarini in II Commissione lo scorso 27 luglio ha già addossato implicitamente la responsabilità all’Assessore Vincenti dato che ha lui la delega europea e non è della sua stessa parte politica.
Insomma il problema c’è, ci costa soldi, tempo, perdita di servizi ed opportunità, e non ci interessa se sia dovuto ad incuria, lassismo, incapacità gestionale, mancanza di visione e strategia, pura ignoranza oppure se ci sia chi ci marcia a non far funzionare a dovere la città nel tentativo di accedere a qualche bene a prezzo di saldo od ad essere chiamato con i crismi dell’emergenza scavalcando trasparenza e buone pratiche. Ci sarà tempo per approfondire le responsabilità dei singoli di nomina politica od istituzionale, e lo faremo, ma adesso semplicemente chiederemo:
“Siamo evidentemente senza risultati nonostante i tanti stimoli e gridi d’allarme.
Egregio Sindaco Giuseppe Germani, Lei non pensa che a questo punto si debba almeno fare qualche innesto in squadra, qualche sostituzione, per cambiare marcia o la cittadinanza orvietana deve accontentarsi di quel che c’è?”

E poi bocceremo il bilancio.»

Lucia Vergaglia
portavoce e capogruppo Movimento 5 Stelle

Opposizione e risultati di programma: Coworking & Microcredito

La maggioranza vuole governare e l’opposizione vuole vedere realizzato il proprio programma. Un risultato minore sarebbe quello di essere semplicemente ostacolo delle forze al governo della città.

Il M5S di Orvieto si è distinto per una quantità di proposte e per una presenza su temi sentiti ed importanti tale da poter essere scambiato per una forza maggioritaria. Non è così. L’azione politica c’è ed i risultati arrivano anche perché si tenta in molti modi di levare spazio ed argomenti ai pentastellati, molto sentiti dai cittadini, ed ormai percepiti come soluzione reale e praticabile. A noi va benissimo perchè vedere promosso e realizzato il programma elettorale e le idee del MoVimento è decisamente il nostro obbiettivo, ed ovviamente chiunque presenti proposte concordi a quelle da noi lanciate avrà il nostro appoggio ed il nostro plauso.

consiglio comunale orvieto

Il prossimo Consiglio Comunale del 6 febbraio non farà eccezione ed offrirà proposte a cinque stelle da parte, ad esempio, del Pd e di Forza Italia. A dicembre, mentre parlavamo dei Buoni Propositi per il 2015, indicavamo questo come l’anno per puntare sul Coworking nella nostra città con queste parole:

«…per l’anno che verrà ripensiamo il ruolo del centro di collocamento in piazza del Popolo dopo la riforma DelRio e trasformiamolo in un luogo d’incontro che sia centro di Telelavoro e spazio di CoWorking, che sia collegato al CSCO per la formazione specialistica, che sia punto di raccordo vero tra chi offre e chi chiede lavoro…»

Al solito tante cose le proponiamo e non vogliamo trasformarle subito in mozioni per due motivi:

  1. In primis se una nostra mozione piace alla maggioranza le trasforma in delibere di giunta PRIMA della discussione. Ad esempio il 6 febbraio è calendarizzata la nostra mozione “Parcheggia e giri gratis” presentata ad ottobre e relativa a parcheggi ed autobus gratis nel periodo natalizio. Iniziative effettivamente prese dal Comune di Orvieto con delibere di Giunta ed ordinanze sindacale mentre per un motivo o per l’altro si spostava al calendarizzazione della nostra iniziativa. No problem, l’importante è che si sia fatto.
  2. Ci siamo ripromessi di non rischiare di ingolfare il consiglio superando i tre atti di indirizzo per adunanza. Superare questa quantità, considerato che abbiamo un solo consigliere e siamo la più piccola delle forze in campo, ci espone al rischio di venire ulteriormente limitati. Se avessimo avuto voti per portare almeno un secondo consigliere si poteva fare molto di più.

Anche la minoranza di destra, tradizionalmente liberista e capitalista e, pertanto, piuttosto lontana dagli argomenti “economici” e “sociali”  trattati dal M5S, propone al prossimo consiglio iniziative compatibili col nostro spirito. E’ il caso della mozione Tardani sul Microcredito, vero cavallo di battaglia dei nostri portavoce, ed anche in questo caso leggiamo una certa evoluzione che senza la nostra presenza probabilmente, a nostro avviso, non ci sarebbe stata.

In conclusione non possiamo che prendere atto di quanto la nostra presenza abbia spostato l’asse delle discussioni che gli stessi attori di maggioranza e minoranza hanno avuto fino al 2014, per quanto a ruoli alterni. Il seme del MoVimento ha già attecchito, figuratevi se eravamo maggioranza.

Nomine al Consiglio delle Autonomie Locali

Prima di tutto una smentita.

Affermare e proclamare che la designazione del membro della minoranza sia espressione di una scelta partecipate e  condivisa da parte di tutti è una menzogna.

Di fatti solo parte della minoranza, ovviamente la granitica coalizione di centro destra, ha “incoronato” Andrea Sacripanti.

MaggioranzadellaMinoranza

L’ esponente locale del partito Fratelli d’Italia, la cui forza politica se non fosse stata accolta alla corte conciniana non avrebbe rappresentanza in Comune, si è visto gratificato dalla ex maggioranza consiliare orvietana con la nomina all’assemblea del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL). Come al solito quando si tratta di affari, soldi e nomine, invece di discuterne in trasparenza nella sede della Commissione è stato, in maniera secca quanto inconcludente, comunicato all’assemblea senza alcuna motivazione. Sono i soliti modi di scambio della vecchia politica da #casta.

Il M5S nè è stato informato assieme al resto della Commissione a cose già decise. Era già successo sia con la comunicata, con mala grazia, decisione di affidare la vice presidenza del Consiglio Comunale a Forza Italia nella persona di Roberto Meffi ad appena 5 minuti prima dalla seduta di esordio della consiliatura sia  successivamente con le nomine per la Commissione di Garanzia avevano scelto di agire così, ancora una volta selezionando Sacripanti, con il risultato che la prima riunione di commissione c’è stata dopo tre mesi, inconcludente e se non fosse stato per l’intervento del MoVimento non avrebbe neanche affrontato alcune palesi violazioni dello Statuto del Comune. In tutti questi casi il M5S ha votato favorevolmente, non certo per soggezione psicologica, ma per affermare un fronte di coesa minoranza. Siamo stati fraintesi, non eravamo quiescenti, ma semplicemente operativi

Nell’animato confronto avvenuto nella seduta consiliare di ieri, al momento della votazione sui nominativi, la consigliera Lucia Vergaglia nello stigmatizzare il metodo finora attuato, non ha ricevuto alcuna ammissione di responsabilità e dunque nessuna smentita di come finora si sono svolte queste consultazioni interne, ma si è rafforzata la posizione politica del peso elettorale di quella parte della minoranza chiaramente sbilanciata a favore del carrozzone elettorale. Certo se finora si è trattato di una deliberata modalità di esclusione del M5S è un fatto grave, ma qualora si trattasse di semplice trascuratezza o addirittura dimenticanza sarebbe gravissimo. Il tema delle nomine quando un capogruppo è costituito da un solo rappresentante è  delicato e  la parte numericamente decisionale rischia di far passare come una sorta di concessione ciò che è un preciso diritto-dovere: la opportunità e la necessità istituzionale di sentire tutti i componenti al fine di poter portare avanti una discussione leale. Quello che a tuut’oggi succede è quantomeno una cafonata politica. Loro non sono tenuti al ravvedimento operoso e dunque neppure sono obbligati ad avere uno stile di  giusta decenza, ma il M5S non può e  non sarà essere succube di questa condotta espressione di strapotere.

Se non si denuncia si sarà complici  dell’arroganza dei politici da salotto.

«Sarebbe bello poter affermare che naturalmente non c’è nella di personale in questa valutazione, ma purtoppo non è così. Allorquando  tutta la maggioranza indicò il M5S quale forza di garanzia della minoranza alla Vice Presidenza della II Commissione le accuse furono molto precise: si trattava di una sorta di ricompensa della sinistra verso l’inaspettato voto a favore della Presidenza del Consiglio affidata ad Angelo Pettinacci e il via libera alle linee programmatiche dell’amministrazione. Mi chiedo se sarà questo un peccato originale che verrà fatto scontare M5S fino alla fine della consiliatura? Si continuerà deridendo e sminuendo il M5S ogni qual volta verrà votata, così come dichiarato in ogni sede, favorevolmente una proposta valida e confacente al nostro percorso politico travisando la libertà di azione come accordo di  allineamento all’azione politica della sinistra? Ovviamente quando sono state appoggiate le poche  iniziative del centro destra era tutto dovuto, vero?

Nel corso della trasmissione televisiva di Antonello Romano di fine Luglio l’accusa fu ancora più esplicita scevra di alcuna possibililità di dubbio: la procedura di nomina alla Vice Presidenza era anomala ed irregolare, sottilmente scandalizzati dalla mancata concertazione da parte della maggioranza, quindi addirittura dalla parte avversaria che aveva piena legittimazione nel decisione.Veemente fu la loro indignazione: avrebbero dovuto essere consultati in merito, sarebbe dovuta passare al vaglio del loro inoppugnabile giudizio LA  SCELTA DEL NOME DELLA VERGAGLIA CUI FORSE, CHISSÀ, PROBABILMENTE, ERA ANCHE POSSIBILE CHE  IL CENTRO DESTRA AVREBBE POTUTO AFFIDARE QUESTO RUOLO DI GARANZIA. Queste grosso modo le parole testuale ( sul Web c’è la registrazione della trasmissione di Antonello Romano “Che tempo fa, che clima c’è in città”). Oh ma, grazie munifico signore sono commossa da cotanta considerazione e dall’onore così generosamente concessomi!»

Noi abbiamo incontrato l’ex maggioranza, ovvero i “colleghi” di minoranza ormai tante volte, abbiamo provato a costruire tante iniziative su lavoro, sviluppo, commercio, mobilità, viabilità, politica energetica, costi del comune, ambiente, pulizia e decoro urbano, servizio pubblico, scuola… caratterizzato da un pragmatico e leale comportamento di chiara comunicazione e fattiva collaborazione come componente paritario della Commissione delle Pari Opportunità la cui necessaria attivazione era stato argomento propositivo del M5S fin dall’insediamento del Consiglio e dell’Osservatorio sulle Dipendenze tutto inutile, impossibile fino ad ora trovare una mozione a firma congiunta M5S+ex maggioranza. Proprio niente.

Anche stavolta la ridicolaggine di un accordicchio avvenuto, per loro affermazione, davanti una tavola imbandita.

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La cosa più divertente è che si è trattato di un accordicchio inutile, insulso quanto le accuse di essere a caccia di nomine sfuggite proprio a Sacripanti, come nella più classica delle battute tra bove ed asino. Noi avremmo espresso la risposta comune pianificata e condivisa tra tutti gli altri portavoce M5S in tutta la regione (quella qui sotto) lasciando il campo libero a Sacripanti o chi per lui.

Evidentemente però la tentazione è più forte di loro, non possono davvero resistere e si devono comportare da casta, stantia e provinciale, ma pur sempre casta.

Qui di seguito la posizione condivisa dei portavoce comunali #M5S in regione. Continua a leggere Nomine al Consiglio delle Autonomie Locali

Effetti terapeutici del “Fiato sul Collo”

Quando i cittadini e le forze politiche di opposizione non si limitano a sterile protesta ma fanno sentire il proprio “fiato sul collo” a maggioranza ed Amministrazione può succedere, come riconosciamo esser successo, che le scale mobili della stazione riprendano a camminare e che il sito web del Comune smetta di andare su e già come un’altalena e resti raggiungibile weekend e fine settimana.

Riconosciamo quindi l’attuale intervento attivo dell’Amministrazione, e cioè che alcune cose, normali, rientrino nella normalità.

Non confondiamo però gli effetti del “fiato sul collo” con la buona politica, l’azione di denuncia e stimolo a reagire è solo un palliativo di alcuni sintomi.

proattività vs reattivitàLa migliore terapia per situazioni (pre) dissestate come quella Orvietana sarebbe, a nostro avviso, quella di fare scelte “partecipate”, in pratica che possano con un clic, od in un’assemblea, decidere i cittadini cosa fare dei beni pubblici e dei fondi in bilancio ma, in mancanza, saranno i rappresentanti eletti a dover portare fuori dei vincoli di bilancio la città, verso direttrici che riportino la centralità della crescita demografica e dello sviluppo sostenibile, valorizzando le nostre migliori caratteristiche ed esclusive peculiarità.

Come M5S i nostri capisaldi erano e restano risparmio, sviluppo e partecipazione. Su quelli non faremo mancare proposte, proattività ed appoggio, così come continueremo a denunciare le mancanze ed i disservizi NON occasionali in modo che l’Amministrazione non si “distragga” e curi la città. Il lassismo e la burocrazia che ne fa da paravento sono due brutte abitudini da lasciare nel baule dei ricordi del passato.La normalità è il minimo sindacale, Orvieto merita di più.

 

Commissioni: Era già tutto previsto.

Non si dica che non siamo stati disponibili.

Avevamo incontrato l’ex maggioranza, ovvero i “colleghi” di minoranza, per discutere i vari passi – possibilmente limpidi e costruttivi – di avvio di consigliatura. Spesso ci viene detto che non siamo esperti, che non siamo come altri “professionisti” delle poltrone e della dialettica politica. Per il MoVimento 5 Stelle sia la caratteristica di essere dei neofiti e soprattutto di non POTER pianificare carriere istituzionali a lungo termine sono espressamente richieste. Ma forse è proprio per questo abbiamo “superficialmente” frainteso le intenzioni del gruppo che fa capo a Concina quando parlavano (vanamente) di condivisione e di garanzie di confronto all’interno dell’alveo della minoranza del Consiglio Comunale .

Per noi non c’è problema, la disponibilità ad assumerci ruoli e compiti di garanzia l’abbiamo data pubblicamente, non siamo noi a tirarci indietro, non siamo noi quelli che si nascondono dietro altri. Il gruppo dell’ex maggioranza ha i numeri per procedere e lo fa con arroganza e menefreghismo per riservarsi ruoli che dovrebbero essere espressi da tutta l’opposizione, al fine di scogiurare il possibile strapotere della maggioranza, ma a quanto pare anche delle forze coalizzate della minoranza. Non se la prenda Concina se portiamo e porteremo sempre alla luce del sole le arguzie delle sue insonni pianificazioni notturne, non se la prenda Sacripanti, contro il quale, ovviamente, non abbiamo nulla di personale, se reputiamo che il disegno che lo ha visto divenire Presidente della Commissione di Garanzia sia stato portato avanti con fare puerile, dietro la cortina di un segreto di Pulcinella.

La poltrona di "Garanzia"

“Il MoVimento 5 Stelle subisce un affronto in termini politici con lo scippo di tutte le nomine in Consiglio Comunale, incassa questo schiaffo alla democrazia dato dall’ex maggioranza, la coalizione pro Concina, che fino a ieri ha comandato e che, ancora rosa dal risentimento per la sconfitta elettorale, decide UNILATERALMENTE di esprimere la propria designazione per i ruoli di presidenza delle commissioni e dell’incarico alla vice presidenza per la minoranza (passato a Meffi come da Manuale Cencelli, citatissimo dalle parti di Forza Italia ed evidentemente a loro ben noto) senza alcuna considerazione della disponibilità a far da garante espressa dal Capogruppo M5S manifestata giorni prima e riportata dalle maggiori testate giornalistiche locali.

Durante una preliminare quanto frettolosa riunione nella sala comunale della minoranza mi venne personalmente comunicato l’esito delle decisioni precedentemente prese motivandole, in maniera ferale, con il peso dei numeri elettorali e di un imprecisato disegno politico da portare avanti, in pratica venni messa davanti ad un fatto compiuto che non necessitava di alcuna altra discussione… a Destra sono abituati così fin dal secolo scorso, solo che adesso i modi sono, apparentemente, più edulcorati! Mi resterà sempre il dubbio del perchè di quella convocazione alla Corte Conciniana.  Noi del M5S non ci tiriamo indietro ed il tema delle discussioni era rilevante per i cittadini di cui tutti noi siamo dipendenti. La situazione che mi hanno e ci hanno delineato, la mancanza di trasparenza, condivisione e confronto ha portato i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

No, grazie. Il M5S è un’altra cosa ed io mi accomodo nel dignitosissimo banco della minoranza della minoranza in maniera chiara e decisa, ma non rissosa, talvolta emozionata in quanto comprendo l’importanza istituzionale della mia funzione. Siamo a servizio di tutti i cittadini anche e soprattutto di chi ha scelto di farsi rappresentare da altre compagini elettorali più o meno assortite. E’ un osservatorio interno privilegiato sullo scenario della politica orvietana. La posizione del MoVimento 5 Stelle nella attuale consiliatura è stata varata sotto tutti i buoni auspici: quelli della indipendenza, dell’autonomia e di netta equidistanza dagli antagonisti politici, vale a dire il Centro Destra ed il Centro Sinistra.

Il MoVimento 5 Stelle è una forza innovatrice ed propulsiva, e la sottoscritta si onora di occupare il posto che gli elettori hanno scelto di affidarci; chi ci ha votato voleva la presenza di una voce nuova ed alternativa a quanto già visto. Siamo qui per questo.”

Lucia Vergaglia (M5S)

Quali garanzie potremo avere, e potranno avere i cittadini, da una compagine di minoranza comprendente questi manager di partito solo il tempo lo potrà dire, ma le premesse sono le solite di una politica stantia e, duole dirlo, davvero provinciale.

Tante maggioranze, una sola opposizione

Si è delineato lo scacchiere del Consiglio Comunale di Orvieto, ma è ben diverso da quello scenario di maggioranza e minoranza a cui ci aveva abituato il bipolarismo di centrodestra e centrosinistra.

lucia01Le maggioranze

Oggi abbiamo una maggioranza variegata in cui il Pd non ha da solo i numeri per governare, neanche insieme a Sel, partito storicamente in soccorso dei vincitori. Una maggioranza in cui la componente della lista civica “Per andare avanti” esprime numeri decisivi ed ottiene assessorati e nomine importanti, e quindi una propria dignità decisionale e capacità d’influenza dell’amministrazione. Fondamentalmente “Per andare avanti” vale quasi quanto il Pd, teoricamente, se si schierasse con tutte le opposizioni potrebbe dar vita ad una nuova maggioranza. Ma le opposizioni, le minoranze, non sono solo rappresentate dai partiti di centro destra e le liste civiche a sostegno del vecchio sindaco, cioè dalla precedente maggioranza; infatti c’è anche il nuovo arrivato: il MoVimento 5 Stelle. Quest’ultima forza politica scompagina tutto, infatti qualora “Per andare avanti” si schierasse per creare una nuova maggioranza basterebbe la sola astensione del MoVimento per impedire qualsiasi approvazione o modifica in votazione al Consiglio. Addirittura sarebbe sempre il MoVimento, insieme a Pd e Sel a poter dare vita ad una maggioranza di scopo, basata sulle #5domande e sullo stesso programma condiviso, escludendo sistematicamente il gruppo che fa capo a Toni Concina.

L’ex maggioranza

Attualmente sembra configurarsi una situazione davvero imbarazzante in cui la squadra di Concina, palesemente formata a tavolino, pone l’incombenza dell’appeal “istituzionale” sulle spalle di Meffi, il ruolo di pasionaria di diritto all’ex vicesindaco Roberta Tardani, quello di operoso uomo delle faccende pratiche e del contatto con il territorio sul silenzioso Luciani ed infine con Sacripanti nel gladiatorio ruolo di pungolo, d’uomo di vera opposizione. Sacripanti ha esordito sovrapponendosi all’annunciato question time sulla Tassa di Soggiorno del M5S (in cui chiedevamo conto dei soldi che la tassa vale) e lo ha trasformato in una battaglia su una non notizia (che fai, Sindaco, ti dimetti?). Siamo al punto che lo stesso, pur di affermarsi come uomo d’opposizione nel tentativo di giustificare la già decisa e promessa presidenza della commissione di Controllo e Garanzia, s’inventa ambientalista e fa mozioni sulle Pale Eoliche sul Peglia con un abbondante anno e mezzo di ritardo.

L’opposizione, quella vera

Libera, attiva, sempre disponibile al confronto e non facente parte ne della vecchia maggioranza ne della nuova maggioranza, il M5S, autentico ago della bilancia, si è già dichiarato disponibile ad assumere gli incarichi istituzionali di vice presidenza del Consiglio Comunale e presidenza della Commissione Controllo e Garanzia. Ci hanno spiegato, quelli dell’ex maggioranza, che tra loro, nei loro incontri, già hanno proceduto alla divisione delle nomine. Abbiamo preso nota e ci regoleremo di conseguenza, questo significa che controlleremo i controllori e metteremo in trasparenza quello che si nasconde dietro gli inciuci ed i giochini di nomine e di accordi. Manterremo vivi i contatti istituzionali ma ribadiamo, in piena trasparenza, che l’ex maggioranza è da noi equidistante quanto l’attuale maggioranza.

Ci sono tante maggioranze, ma c’è una sola opposizione: il M5S.

Fiducia a Germani sul nostro programma

Fiducia alle linee programmatiche presentate da Germani? Si, certo.

Forse non tutti sono stati attenti ma larghissima parte degli indirizzi di governo presentati dal neosindaco Pd, Giuseppe Germani, rispecchiano buona parte del nostro programma elettorale e le tante proposte a 5 Stelle portate alla pubblica attenzione durante la precedente amministrazione. Germani ha pienamente colto lo spirito delle famose #5domande ed affronta alcuni nodi irrisolti. Attenzione però: questi indirizzi di governo li giudichiamo sicuramente timidi, potevano essere molto più “evoluti”, ma sono di certo condivisibili.

Potevamo fare sterile protesta dicendo “No, grazie” anche a chi ha accolto quanto abbiamo chiesto. Ma questo comportamento da politichetta non è da noi, noi guardiamo i fatti quindi abbiamo votato da M5S, non abbiamo posto sterili ostacoli.

Ecco un estratto dell’intervento in aula.

Lucia - Rtva

Lucia Vergaglia (M5S): “…ci siamo incontrati varie volte in campagna elettorale. Ciò che noto è che c’è un continuum di comunicazione, stessi toni e stessi messaggi. Sarà quindi nostro compito imprimere un segno nuovo alla politica orvietana. Consideriamo ampie, ancorché timide, le proposte rispetto ai bisogni del territorio. Noi abbiamo un modo innovativo di fare politica ed il nostro status di minoranza ci pone in attesa delle reali soluzioni che verranno poste sul tavolo da parte dell’Amministrazione comunale. L’ambiente è questione prioritarie e non vi lasceremo scampo perché abbiamo necessità che la nostra politica locale sia in assoluta armonizzazione con le indicazioni che ci sono date dall’Europa, dove abbiamo una forte rappresentanza. Vorrei rilevare Sindaco, che non avete dato chiarezza sull’acqua pubblica e sul tema della connettività tanto utile ai cittadini per poter usufruire di servizi amministrativi evitando spostamenti, code e attese, oltre ad avere la possibilità di informarsi. Riguardo ai trasporti avremmo preferito che ci fosse una più netta presa di posizione sui rapporti con l’Azienda dei trasporti e su come far pesare le quote societarie del nostro Comune. Vi siete appropriati della definizione di ‘percorso’ che ho personalmente usato tanto nella campagna elettorale, questo tipo di contagio a noi va benissimo. Approviamo il tecnicismo della scelta di avvocati nell’Esecutivo – peraltro molto presenti anche in Consiglio – perché fa bene condividere le competenze all’occorrenza. Per tutte queste ragioni, non ci sentiamo in questo momento di porre ostacoli a questa amministrazione.

La nostra dichiarazione di voto è favorevole perché in questo momento non abbiamo motivi politici e personali di diretta contrapposizione a premesse così simili alle nostre. Stiamo parlando di linee di indirizzo, non abbiamo certo visto la ‘ricetta’ del Sindaco, e restiamo dell’idea che bisogna essere concreti. Uno schieramento contrario pretestuoso sarebbe una ripicca sterile che non farebbe bene alla città. Ripeto, allo stato attuale non abbiamo elementi per dare un giudizio positivo, né negativo alle linee di indirizzo di governo del Sindaco, dico che gli elementi della vivibilità sono la sfida grande per i residenti ed i turisti e che è importantissimo recuperare gli aspetti culturali della città. Da parte nostra abbiamo già predisposto una prospettiva di tutela del sito dell’Albornoz legata alla particolarità del sito in termini di sicurezza, che proporremo all’attenzione dell’Amministrazione”.

Gli indirizzi presentati da Germani al Consiglio Comunale di Orvieto a cui, pur essendo l’unica opposizione, abbiamo dato voto favorevole [Parte 1] – [Parte 2].

Mozioni o supercazzole?

In merito alle mozioni contrarie al finanziamento pubblico ai partiti, bocciate poche ore fa dalla casta invitiamo a limitare i paragoni tra quanto fa il M5S e quanto fa Sel.

Noi siamo persone del popolo, normali cittadini, e non saremmo proprio in grado di pensare una roba come quella dei politici di lungo corso più di quanto potremmo emulare il conte Mascetti di Amici Miei con le sue supercazzole.

(MOZIONE M5S) Impegna il Governo nelle more dell’approvazione della nuova legge di riforma del vigente sistema di finanziamento pubblico ai partiti, ad adottare iniziative normative urgenti volte a sospendere il pagamento della rata relativa all’anno 2013 del finanziamento pubblico ai partiti, anche individuando un nuovo limite temporale, successivo al 31 luglio 2013, entro il quale procedere in ogni caso al pagamento delle somme dovute ai soggetti aventi diritto.
(1-00110) «Cozzolino, Toninelli, Dadone, Nuti, D’Incà, Cariello, Busto, Barbanti, Benedetti, Sorial, Dieni».

supercazzola(MOZIONE SEL) impegna il Governo in luogo di provvedimenti temporanei e parziali e nell’attesa dell’approvazione definitiva di nuove norme sul tema del finanziamento delle attività politiche, nonché in vista della proposta governativa sul tema delle lobby, ad istituire una commissione di studio che approfondisca la materia del finanziamento della politica, del funzionamento e del finanziamento delle fondazioni legate alla politica, nonché dell’attività dei gruppi di pressione, con particolare riguardo a quanto previsto dalla legislazione degli altri Paesi europei, e che presenti una relazione finale al Parlamento entro tre mesi dalla sua istituzione.(1-00145) «Migliore, Boccadutri, Pilozzi».

Siamo all’opposizione, a differenza di Sel senza approfittare del “premio elettorale del Porcellum” (Sel si era presentata col Pd ed insieme hanno goduto dei privilegi del porcellum per avere parlamentari in più rispetto al misero risultato elettorale ed ora, dopo aver avuto la presidenza della Camara, dichiara di essere all’opposizione in modo da avere anche le nomine in commissione. Sel è parte della casta e, come avete potuto vedere, sta facendo opposizione solo di facciata.

Non paragonateci, graze

Silvio Torre, M5S Orvieto