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La discussione sulla sfiducia

E SE FIRMASSI LA MOZIONE DI SFIDUCIA E CI FOSSERO I VOTI?
COS’ALTRO POTREBBE ACCADERE?
Pur in assenza dei motivi quali infiltrazioni mafiose, piano urbanistico o bilancio, che ai sensi dell’art.141 del Tuel costringono enti esterni al Comune quali il Prefetto di Governo o il Ministro dell’Interno affinché pongano anticipatamente fine all’amministrazione, arriverebbe l’egregio e sconosciuto Commissario straordinario prefettizio, in pratica un dirigente esterno il quale plausibilmente potrebbe non conoscere le problematiche del territorio ( magari non lo ha mai visto da vicino) oppure la storia politica pregressa, né tanto meno potrebbe interessargli l’intricato, contraddittorio e fallace percorso di quest’amministrazione e soprattutto, cosa ben più grave, comprendere le esigenze di imprese e famiglie.
Inoltre, non trovando il Comune in stato di per – dissesto su quali profili di urgenza dovrebbe operare?

Di certo NON sarebbe tenuto tutelare la città reagendo contro lo strapotere della Regione, dell’assessore Cecchini in particolare in quanto diretta responsabile del placet all’allargamento della discarica in spregio al più volte espresso veto unanime del Consiglio Comunale.

NON sarebbe tenuto a fronteggiare in maniera risoluta e agguerrita l’arrivo di conferimenti provenienti da altre zone sia dall’Umbria che da fuori Regione sulla scorta di qualche emergenza rifiuti altrui.

NON sarebbe tenuto a principiare l’azione legale proponendo il ricorso presso il TAR contro Acea con la quale si richiederebbe quanto meno la sospensiva.

NON sarebbe tenuto a tentare di riaprire un dialogo con l’ingombrante “padrone di casa” Acea al fine di trovare margini di accordo sulla possibilità di realizzare un’impiantistica pulita sul territorio.

NON sarebbe tenuto a cercare e prendere iniziative e misure per incentivare politiche di sviluppo e lavoro.

NON sarebbe tenuto ad ascoltare gli operatori commerciali per sviluppare idee e progettualità sulla base delle loro istanze.

NON sarebbe tenuto a promuovere piani di marketing territoriale, predisporre un calendario degli eventi culturali, e pianificazioni a lungo termine nel settore turistico.

NON sarebbe tenuto ad improntare il proprio intervento temporaneo con nessuna nuova operazione volta a migliorare la qualità della vita come l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro come l’istruzione, la formazione, lo sport, le politiche sociali,

NON sarebbe tenuto a mantenere il riconosciuto ruolo di capofila di Orvieto nelle Aree Interne con una consequenziale ed assurda perdita di opportunità di sviluppo.

NON potrebbe proseguire incisivamente l’attività di indagine e coordinamento nel Contratto di Fiume e con la dovuta attenzione al problema dell’inquinamento da mercurio sollevato dal MoVimento 5 Stelle di Orvieto con risonanza nazionale dopo venti anni di indecente silenzio.

NON sarebbe tenuto a mantenere il modello di coordinamento dei 20 sindaci del circondario che perderebbe forza di azione e anche pressione politica, anzi senza Orvieto ne cesserebbe la sua ragion d’essere con un probabile effetto di chiusura alle opportunità di un agire coeso.

NON sarebbe tenuto, il commissario prefettizio, ovvero soggetto amministrativo esterno, a rispondere ai cittadini elettori in merito alla concreta realizzazione di un programma di governo e delle prospettive che hanno ottenuto la maggioranza democratica.

NON sarebbe tenuto ad agire in termini di prospettive, tanto è vero che di commissari che abbiano sostituito sindaci portando avanti una agenda strategica quasi non ce n’è traccia qui in Italia, e persino in termini funzionali l’assenza di assessori ridurrebbe i margini di approfondimento, recepimento ed operatività costringendo di fatto ad operare per scelte minimali.

NON avrebbe più un consiglio che veda rappresentate tutte (o quasi) le sensibilità cittadine a cui rendere conto in merito a scelte od omissioni

NON potrebbe disporre della quantità di commissioni ed incarichi delegati tipici della assise elettiva.

In cambio di tutte queste meraviglie ciò che di solito fa un Commissario è l’interesse economico contabile non dei cittadini, ma dell’Ente Comune comprimendo i fondi disponibili per ciò che non sia essenziale, mettendo i servizi a domanda individuale (mense scolastiche, scuolabus, accesso a misure di sostegno economico e socio- assistenziale per le fasce di cittadini più deboli ecc.ecc.) con le aliquote maggiorate e potendosi esimere da ogni confronto e discussione.
Però, chissà poi siamo fortunati e ci mandano un Don Matteo col sorriso rincuorante, una parola buona e saggia per tutti e, perché no, anche una benedizione.

E’ da insensati inconsapevoli permettersi un tale insulso ottimismo e per una mozione di tale e perdurante portata per la vita di una città è obbligatorio valutare e misurare i pro ed i contro di ogni scelta, e così ho fatto, nonostante i vani tentativi di condizionamento a arrivati da più parti.

Perché in una onesta ed oggettiva lettura della realtà dei fatti a fronte degli ingenti rischi per la vita della comunità di Orvieto e dei suoi singoli cittadini nell’immediato ci sarebbe qualche titolo a caratteri cubitali DESTRA, SINISTRA E CINQUE STELLE HANNO AFFONDATO IL SINDACO Giuseppe Germani.
In effetti le foto di gruppo a corredo degli articoli di cronaca politica sarebbero un pochino troppo affollate di protagonisti di questo colpo di stato piccino, piccino di cui prendersi l’epocale merito!
Eccoci si arriverebbe banalmente ad aprire anzitempo un’estenuate e lunghissima campagna elettorale della quale, giustamente, gli unici a beneficiarne sarebbero gli organi di stampa.
Ma il beneficio per gli orvietani ancora non è chiaro, però!

Eppure, ricordo che l’amministrazione di Toni Concina che si trovava in una situazione emergenziale ben diversa (altro che beghe di segreterie e dispettucci per interessi di partito, affermazioni personalistiche e ricerca di ribalta di vecchie glorie in attesa di trovare una nuova residenza politica) fece i salti mortali per evitare il baratro della sospensione dei poteri ordinari e straordinari giungendo stremata, ma purtroppo con essa i cittadini tutti, alla naturale scadenza di mandato.

Orbene, il MoVimento 5 Stelle di Orvieto in questi anni di politica consiliare non ha fatto né alleanze, né accordi o patti di non belligeranza con alcuno schieramento o singolo partito. E’ per questo che le nostre battaglie e le proposte sono stare sempre portate avanti in maniera autonoma, senza chiedere permesso a chicchessia e con le mani libere.
Si è scelto di incarnare con responsabilità e senza compromessi i principi fondati dell’M5S con una minoranza ragionata e costruttiva, mai assuefatta dal ruolo di ferocia che ci viene superficialmente attribuito
( e fuori da ogni modestia è questo un risultato conseguito che va rivendicato con fierezza ) senza la necessità di scadere nella consueta, inefficace e, a tratti patetica, lotta al nemico.

Un sindaco uscente va sfidato a viso aperto come avversario qualora se ne abbiano i contenuti, gli argomenti, e soprattutto il coraggio.

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Benvenuto 2018

E’ stato un anno formidabile, eccezionale ed impegnativo. Tantissime le cose fatte e di alto livello. Tante anche le scelte difficili, controcorrente. Siamo partiti da lontano, da quando c’era il rischio delle riforme che abbiamo respinto al referendum di Renzi in un momento buio per la nostra democrazia. Ad Orvieto la piazza era piena e c’erano più di centomila cittadini collegati a vedere cosa succedeva. Una roba che di solito non si vede che nei grandi centri ed in presenza dei leader nazionali e che qui abbiamo fatto solo noi in questi anni.

Nella politica locale poi abbiamo portato tanta buona iniziativa, fatta di proposte concrete e progetti realizzabili, e tanta capacità di denuncia pubblica. Questo nonostante siamo compressi, con una portavoce contro sedici Continua a leggere Benvenuto 2018

M5S Orvieto: Non passa la proposta di Consiglio Aperto sulla CRO

Se negli organi preposti non ricevi il sostegno di un numero minimo di firme le tue proposte, per quanto importanti e necessarie, purtroppo non possono essere neanche votate. Sono le regole, ed in democrazia funziona che si seguono. Così la proposta dei capogruppo PSI e M5S per un Consiglio Comunale aperto e deliberativo, ovvero in grado di approvare atti e mozioni che abbiano forza ed attivino uffici ed enti, è caduta nel vuoto. Sarebbe stato diverso dai recenti precedenti Consigli Aperti che non erano deliberativi ma puro spazio di discussione pubblica con le ampie relazioni da parte dei consiglieri firmatari, tuttavia privo di efficacia legale. No, questo sarebbe potuto essere un momento di impegno comune ma purtroppo si è preferito non dare il seguito. Continua a leggere M5S Orvieto: Non passa la proposta di Consiglio Aperto sulla CRO

Spazio all’indirizzo politico

In relazione al Consiglio Comunale del 28 settembre 2012

«Un Consiglio Comunale non può semplicemente essere l’occasione di ratifica dell’operato di Sindaco e Giunta, ne limitarsi ad essere vetrina delle risposte alle doverose interrogazioni delle parti di minoranza, ancor meno l’occasione di fare i bellocci nel rispondere ad un question time della propria maggioranza, in pratica veri e propri assist da schema preparato a tavolino per segnare a porta vuota i gol-propaganda dell’Amministrazione.

Così non va bene, così è quanto di più lontano dalla politica e dallo spirito democratico che deve il caposaldo di qualsiasi attività istituzionale, questa è per definizione la manifestazione concreta dei significato di “ANTIPOLITICA”.

Non deve mai più accadere che le mozioni si protraggano per oltre tre mesi, fuori da ogni criterio di efficacia e tempestività, in contraddittorietà col dettato di leggi e dello stesso regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale, prima di essere calendarizzate e discusse, salvo poi, come è appena successo, di nuovo, essere ancora rinviate.

Adunanze per fare assestamenti che potevano essere prevenuti, comunicazioni di parte che diventano pure arringhe politiche, ratifiche di dispositivi già decisi in Giunta o Commissione e poi non resta tempo e spazio all’impulso politico, alla proposta da parte di chi non è in Giunta e non ha altra sede per avanzare i doverosi atti di indirizzo e di sindacato ispettivo. Un vero smacco alla democrazia. Una autentica pantomima a danno della pluralità di opinione. Una pericolosa deriva che abbiamo il dovere di denunciare pubblicamente e tentare di far rientrare nei canoni della corretta dialettica tra le parti.

Ancora una volta si reinviano le discussioni su “Reddito di Cittadinanza”, “Stop Inceneritori” e “Baratto Amministrativo”. Tematiche importanti ed urgenti che andranno inevitabilmente a sovrapporsi con quanto di nuovo verremmo portare in discussione.

Anche per quanto concerne lo spazio dedicato ad interpellanze ed interrogazioni fino ad ora con senso civico e spirito costruttivo il MoVimento 5 Stelle ha accolto e dato seguito alla richiesta giunta dalla presidenza di limitarsi nel depositare un numero ragionevole di questioni da affrontare in Aula. A tale disponibilità ci saremmo aspettati la stessa osservanza, leale e collaborativa, da parte delle altre forze politiche. Invece il nostro rispetto degli spazi democratici semplicemente non ha eguali.

A tale denuncia, ribadita già in Consiglio alla richiesta, per raggiunti limiti di orario, di rinviare persino la trattazione del Geotermico, che va in scadenza il giorno 30 di settembre, la nostra fermissima risposta è stata: “La prossima volta è adesso!”

Ci si siamo avvicinati alle istituzioni con grandissima umiltà credendo di aver tanto da imparare, ma alla luce dei fatti e dei comportamenti, crediamo davvero di poter chiedere da pari, e non da alunni, il rispetto dell’alta istituzione cui apparteniamo che che si dia spazio anche alle proposte e voce all’indirizzo politico di chi è, come noi, all’opposizione. Senza alzare la voce, senza battere pugni o far saltare tavoli, ma con fermezza noi esigiamo che ci venga lasciato lo spazio e vengano discusse de nostre argomentazioni.» Lucia Vergaglia, portavoce M5S Orvieto

Bilancio “Zero Titoli”

Un documento programmatico pluriennale ed un bilancio come quello orvietano che è stato presentato, messo per iscritto, diffuso alla stampa e che andrà in discussione il 30 luglio ad una prima lettura sembra una minestra riscaldata e fa venire voglia di rispondere punto per punto smontandolo nelle sue articolazioni di dettaglio, spiegando che l’apparente taglio fiscale è finanziato spostando i soldi da partite poi, parrebbe, dimenticate e non trascritte, come quelle del lungo elenco dell’ex assessore pizzo che sicuramente da destra presenteranno nella più classica delle opposizioni, quella sui numeri.

Ad una seconda più approfondita lettura però viene tutt’altra voglia, cioè quella di chiamare il bilancio per quello che è: una presa in giro. E così ci siamo ritrovati, con il senso di distacco che ti viene dalla fatica di trovare un senso logico e razionale dove l’aderenza alle normative è utilizzata solo nell’italico modo di strumentalizzarle, dove si fanno palesi errori ed omissioni, stranamente sempre a favore dell’Amministrazione, con l’esperienza del politico navigato a cui è noto che andranno poi corretti dopo il richiamo degli enti preposti alla revisione nella finestra utile del prossimo settembre (od in sede consuntiva), dove il “tirare avanti” sostituisce del tutto la visione strategica e la capacità di controllo e di gestione di lungo periodo.

«Come facciamo a porre una critica seria ad un bilancio ed un documento di relazione programmatica essenzialmente costruiti per essere ridiscussi già tra due mesi, come facciamo a focalizzarci sulle cifre messe a caso per attrarre l’attenzione della categoria che, quegli sgravi tanto pubblicizzati, non li vedrà ne oggi ne mai con questi signori nella stanza dei bottoni. Quale contributo possiamo dare in sede consiliare emendando quello che è un documento già destituito di fondamento?»

Per spirito di servizio raccogliamo alcune semplici osservazioni e considerazioni che non sono il Bignami che Gnagnarini individua (parole sue) come testo di riferimento, ma una lista di basi per l’azione di sindacato ispettivo che seguirà la, purtroppo, scontata approvazione con i voti della maggioranza di questo sciagurato bilancio. Non ci sottraiamo alla discussione consiliare nella quale presenteremo anche altre osservazioni su argomenti che non intendiamo anticipare, che mostrano i limiti anche di competenza tecnica di quest’Amministrazione e per i quali chiederemo risposte immediate all’assessore competente. Non emenderemo questo testo minato da troppe lacune per essere salvato ma, presa in giro per presa in giro, vogliamo anche focalizzarci sulla pietra dello scandalo: l’assoluta assenza di un’agenda europea e di una visione mentre lo stato tagliava i trasferimenti che ormai non è più da denuncia. E’ solo da ridere.

 zerotitoli europeiInfatti non c’è nulla nel bilancio e nella programmazione, anche se nei comunicati stampa del Comune appare la voce Fondi Strutturali, tra l’altro desueta ed erronea terminando con la programmazione 2013 ed ormai sostituiti dal Fondo di Coesione che nella nuova programmazione nel periodo 2014-2020 è accessibile Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria, le cui cifre sono anche state presentate in maniera ingannevole (circa 8 milioni per l’accesso a Fondi “ex Strutturali”, della vecchia programmazione, accessibili attraverso il maquiage del dispositivo Aree Interne andranno suddivisi con gli altri comuni che sono 20 e spalmati su più anni. Meglio che niente, ma nulla di risolutivo). In ogni caso non farebbe comunque parte della progettazione comunale e presentarla nei comunicati stampa del bilancio equivale a gettare in confusione i cittadini attribuendosi meriti inesistenti.

In ordine alla programmazione pluriennale, che è il futuro della città, ci limiteremo in Consiglio a mostrare gli incipit dei capitoli di programmazione che, tutti, partono con la dichiarazione “Zero Progetti” ,che secondo noi dovrebbe fare saltare sulla sedia qualunque cittadino, ma più di tutti chi ha creduto alle tante promesse elettorali di cambiamento e sviluppo.

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«Il bilancio e la relazione pluriennale dicono solo una cosa: Zero Fondi Europei per mancata progettazione.
Il Sindaco fa il giro delle sette chiese tra ditte ed associazioni che hanno fatto almeno un Erasmus per non restare col cerino accesso in mano ed avere qualche minima pezza d’appoggio. L’Assessore Gnagnarini in II Commissione lo scorso 27 luglio ha già addossato implicitamente la responsabilità all’Assessore Vincenti dato che ha lui la delega europea e non è della sua stessa parte politica.
Insomma il problema c’è, ci costa soldi, tempo, perdita di servizi ed opportunità, e non ci interessa se sia dovuto ad incuria, lassismo, incapacità gestionale, mancanza di visione e strategia, pura ignoranza oppure se ci sia chi ci marcia a non far funzionare a dovere la città nel tentativo di accedere a qualche bene a prezzo di saldo od ad essere chiamato con i crismi dell’emergenza scavalcando trasparenza e buone pratiche. Ci sarà tempo per approfondire le responsabilità dei singoli di nomina politica od istituzionale, e lo faremo, ma adesso semplicemente chiederemo:
“Siamo evidentemente senza risultati nonostante i tanti stimoli e gridi d’allarme.
Egregio Sindaco Giuseppe Germani, Lei non pensa che a questo punto si debba almeno fare qualche innesto in squadra, qualche sostituzione, per cambiare marcia o la cittadinanza orvietana deve accontentarsi di quel che c’è?”

E poi bocceremo il bilancio.»

Lucia Vergaglia
portavoce e capogruppo Movimento 5 Stelle

Opposizione e risultati di programma: Coworking & Microcredito

La maggioranza vuole governare e l’opposizione vuole vedere realizzato il proprio programma. Un risultato minore sarebbe quello di essere semplicemente ostacolo delle forze al governo della città.

Il M5S di Orvieto si è distinto per una quantità di proposte e per una presenza su temi sentiti ed importanti tale da poter essere scambiato per una forza maggioritaria. Non è così. L’azione politica c’è ed i risultati arrivano anche perché si tenta in molti modi di levare spazio ed argomenti ai pentastellati, molto sentiti dai cittadini, ed ormai percepiti come soluzione reale e praticabile. A noi va benissimo perchè vedere promosso e realizzato il programma elettorale e le idee del MoVimento è decisamente il nostro obbiettivo, ed ovviamente chiunque presenti proposte concordi a quelle da noi lanciate avrà il nostro appoggio ed il nostro plauso.

consiglio comunale orvieto

Il prossimo Consiglio Comunale del 6 febbraio non farà eccezione ed offrirà proposte a cinque stelle da parte, ad esempio, del Pd e di Forza Italia. A dicembre, mentre parlavamo dei Buoni Propositi per il 2015, indicavamo questo come l’anno per puntare sul Coworking nella nostra città con queste parole:

«…per l’anno che verrà ripensiamo il ruolo del centro di collocamento in piazza del Popolo dopo la riforma DelRio e trasformiamolo in un luogo d’incontro che sia centro di Telelavoro e spazio di CoWorking, che sia collegato al CSCO per la formazione specialistica, che sia punto di raccordo vero tra chi offre e chi chiede lavoro…»

Al solito tante cose le proponiamo e non vogliamo trasformarle subito in mozioni per due motivi:

  1. In primis se una nostra mozione piace alla maggioranza le trasforma in delibere di giunta PRIMA della discussione. Ad esempio il 6 febbraio è calendarizzata la nostra mozione “Parcheggia e giri gratis” presentata ad ottobre e relativa a parcheggi ed autobus gratis nel periodo natalizio. Iniziative effettivamente prese dal Comune di Orvieto con delibere di Giunta ed ordinanze sindacale mentre per un motivo o per l’altro si spostava al calendarizzazione della nostra iniziativa. No problem, l’importante è che si sia fatto.
  2. Ci siamo ripromessi di non rischiare di ingolfare il consiglio superando i tre atti di indirizzo per adunanza. Superare questa quantità, considerato che abbiamo un solo consigliere e siamo la più piccola delle forze in campo, ci espone al rischio di venire ulteriormente limitati. Se avessimo avuto voti per portare almeno un secondo consigliere si poteva fare molto di più.

Anche la minoranza di destra, tradizionalmente liberista e capitalista e, pertanto, piuttosto lontana dagli argomenti “economici” e “sociali”  trattati dal M5S, propone al prossimo consiglio iniziative compatibili col nostro spirito. E’ il caso della mozione Tardani sul Microcredito, vero cavallo di battaglia dei nostri portavoce, ed anche in questo caso leggiamo una certa evoluzione che senza la nostra presenza probabilmente, a nostro avviso, non ci sarebbe stata.

In conclusione non possiamo che prendere atto di quanto la nostra presenza abbia spostato l’asse delle discussioni che gli stessi attori di maggioranza e minoranza hanno avuto fino al 2014, per quanto a ruoli alterni. Il seme del MoVimento ha già attecchito, figuratevi se eravamo maggioranza.

Nomine al Consiglio delle Autonomie Locali

Prima di tutto una smentita.

Affermare e proclamare che la designazione del membro della minoranza sia espressione di una scelta partecipate e  condivisa da parte di tutti è una menzogna.

Di fatti solo parte della minoranza, ovviamente la granitica coalizione di centro destra, ha “incoronato” Andrea Sacripanti.

MaggioranzadellaMinoranza

L’ esponente locale del partito Fratelli d’Italia, la cui forza politica se non fosse stata accolta alla corte conciniana non avrebbe rappresentanza in Comune, si è visto gratificato dalla ex maggioranza consiliare orvietana con la nomina all’assemblea del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL). Come al solito quando si tratta di affari, soldi e nomine, invece di discuterne in trasparenza nella sede della Commissione è stato, in maniera secca quanto inconcludente, comunicato all’assemblea senza alcuna motivazione. Sono i soliti modi di scambio della vecchia politica da #casta.

Il M5S nè è stato informato assieme al resto della Commissione a cose già decise. Era già successo sia con la comunicata, con mala grazia, decisione di affidare la vice presidenza del Consiglio Comunale a Forza Italia nella persona di Roberto Meffi ad appena 5 minuti prima dalla seduta di esordio della consiliatura sia  successivamente con le nomine per la Commissione di Garanzia avevano scelto di agire così, ancora una volta selezionando Sacripanti, con il risultato che la prima riunione di commissione c’è stata dopo tre mesi, inconcludente e se non fosse stato per l’intervento del MoVimento non avrebbe neanche affrontato alcune palesi violazioni dello Statuto del Comune. In tutti questi casi il M5S ha votato favorevolmente, non certo per soggezione psicologica, ma per affermare un fronte di coesa minoranza. Siamo stati fraintesi, non eravamo quiescenti, ma semplicemente operativi

Nell’animato confronto avvenuto nella seduta consiliare di ieri, al momento della votazione sui nominativi, la consigliera Lucia Vergaglia nello stigmatizzare il metodo finora attuato, non ha ricevuto alcuna ammissione di responsabilità e dunque nessuna smentita di come finora si sono svolte queste consultazioni interne, ma si è rafforzata la posizione politica del peso elettorale di quella parte della minoranza chiaramente sbilanciata a favore del carrozzone elettorale. Certo se finora si è trattato di una deliberata modalità di esclusione del M5S è un fatto grave, ma qualora si trattasse di semplice trascuratezza o addirittura dimenticanza sarebbe gravissimo. Il tema delle nomine quando un capogruppo è costituito da un solo rappresentante è  delicato e  la parte numericamente decisionale rischia di far passare come una sorta di concessione ciò che è un preciso diritto-dovere: la opportunità e la necessità istituzionale di sentire tutti i componenti al fine di poter portare avanti una discussione leale. Quello che a tuut’oggi succede è quantomeno una cafonata politica. Loro non sono tenuti al ravvedimento operoso e dunque neppure sono obbligati ad avere uno stile di  giusta decenza, ma il M5S non può e  non sarà essere succube di questa condotta espressione di strapotere.

Se non si denuncia si sarà complici  dell’arroganza dei politici da salotto.

«Sarebbe bello poter affermare che naturalmente non c’è nella di personale in questa valutazione, ma purtoppo non è così. Allorquando  tutta la maggioranza indicò il M5S quale forza di garanzia della minoranza alla Vice Presidenza della II Commissione le accuse furono molto precise: si trattava di una sorta di ricompensa della sinistra verso l’inaspettato voto a favore della Presidenza del Consiglio affidata ad Angelo Pettinacci e il via libera alle linee programmatiche dell’amministrazione. Mi chiedo se sarà questo un peccato originale che verrà fatto scontare M5S fino alla fine della consiliatura? Si continuerà deridendo e sminuendo il M5S ogni qual volta verrà votata, così come dichiarato in ogni sede, favorevolmente una proposta valida e confacente al nostro percorso politico travisando la libertà di azione come accordo di  allineamento all’azione politica della sinistra? Ovviamente quando sono state appoggiate le poche  iniziative del centro destra era tutto dovuto, vero?

Nel corso della trasmissione televisiva di Antonello Romano di fine Luglio l’accusa fu ancora più esplicita scevra di alcuna possibililità di dubbio: la procedura di nomina alla Vice Presidenza era anomala ed irregolare, sottilmente scandalizzati dalla mancata concertazione da parte della maggioranza, quindi addirittura dalla parte avversaria che aveva piena legittimazione nel decisione.Veemente fu la loro indignazione: avrebbero dovuto essere consultati in merito, sarebbe dovuta passare al vaglio del loro inoppugnabile giudizio LA  SCELTA DEL NOME DELLA VERGAGLIA CUI FORSE, CHISSÀ, PROBABILMENTE, ERA ANCHE POSSIBILE CHE  IL CENTRO DESTRA AVREBBE POTUTO AFFIDARE QUESTO RUOLO DI GARANZIA. Queste grosso modo le parole testuale ( sul Web c’è la registrazione della trasmissione di Antonello Romano “Che tempo fa, che clima c’è in città”). Oh ma, grazie munifico signore sono commossa da cotanta considerazione e dall’onore così generosamente concessomi!»

Noi abbiamo incontrato l’ex maggioranza, ovvero i “colleghi” di minoranza ormai tante volte, abbiamo provato a costruire tante iniziative su lavoro, sviluppo, commercio, mobilità, viabilità, politica energetica, costi del comune, ambiente, pulizia e decoro urbano, servizio pubblico, scuola… caratterizzato da un pragmatico e leale comportamento di chiara comunicazione e fattiva collaborazione come componente paritario della Commissione delle Pari Opportunità la cui necessaria attivazione era stato argomento propositivo del M5S fin dall’insediamento del Consiglio e dell’Osservatorio sulle Dipendenze tutto inutile, impossibile fino ad ora trovare una mozione a firma congiunta M5S+ex maggioranza. Proprio niente.

Anche stavolta la ridicolaggine di un accordicchio avvenuto, per loro affermazione, davanti una tavola imbandita.

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La cosa più divertente è che si è trattato di un accordicchio inutile, insulso quanto le accuse di essere a caccia di nomine sfuggite proprio a Sacripanti, come nella più classica delle battute tra bove ed asino. Noi avremmo espresso la risposta comune pianificata e condivisa tra tutti gli altri portavoce M5S in tutta la regione (quella qui sotto) lasciando il campo libero a Sacripanti o chi per lui.

Evidentemente però la tentazione è più forte di loro, non possono davvero resistere e si devono comportare da casta, stantia e provinciale, ma pur sempre casta.

Qui di seguito la posizione condivisa dei portavoce comunali #M5S in regione. Continua a leggere Nomine al Consiglio delle Autonomie Locali

Effetti terapeutici del “Fiato sul Collo”

Quando i cittadini e le forze politiche di opposizione non si limitano a sterile protesta ma fanno sentire il proprio “fiato sul collo” a maggioranza ed Amministrazione può succedere, come riconosciamo esser successo, che le scale mobili della stazione riprendano a camminare e che il sito web del Comune smetta di andare su e già come un’altalena e resti raggiungibile weekend e fine settimana.

Riconosciamo quindi l’attuale intervento attivo dell’Amministrazione, e cioè che alcune cose, normali, rientrino nella normalità.

Non confondiamo però gli effetti del “fiato sul collo” con la buona politica, l’azione di denuncia e stimolo a reagire è solo un palliativo di alcuni sintomi.

proattività vs reattivitàLa migliore terapia per situazioni (pre) dissestate come quella Orvietana sarebbe, a nostro avviso, quella di fare scelte “partecipate”, in pratica che possano con un clic, od in un’assemblea, decidere i cittadini cosa fare dei beni pubblici e dei fondi in bilancio ma, in mancanza, saranno i rappresentanti eletti a dover portare fuori dei vincoli di bilancio la città, verso direttrici che riportino la centralità della crescita demografica e dello sviluppo sostenibile, valorizzando le nostre migliori caratteristiche ed esclusive peculiarità.

Come M5S i nostri capisaldi erano e restano risparmio, sviluppo e partecipazione. Su quelli non faremo mancare proposte, proattività ed appoggio, così come continueremo a denunciare le mancanze ed i disservizi NON occasionali in modo che l’Amministrazione non si “distragga” e curi la città. Il lassismo e la burocrazia che ne fa da paravento sono due brutte abitudini da lasciare nel baule dei ricordi del passato.La normalità è il minimo sindacale, Orvieto merita di più.

 

Commissioni: Era già tutto previsto.

Non si dica che non siamo stati disponibili.

Avevamo incontrato l’ex maggioranza, ovvero i “colleghi” di minoranza, per discutere i vari passi – possibilmente limpidi e costruttivi – di avvio di consigliatura. Spesso ci viene detto che non siamo esperti, che non siamo come altri “professionisti” delle poltrone e della dialettica politica. Per il MoVimento 5 Stelle sia la caratteristica di essere dei neofiti e soprattutto di non POTER pianificare carriere istituzionali a lungo termine sono espressamente richieste. Ma forse è proprio per questo abbiamo “superficialmente” frainteso le intenzioni del gruppo che fa capo a Concina quando parlavano (vanamente) di condivisione e di garanzie di confronto all’interno dell’alveo della minoranza del Consiglio Comunale .

Per noi non c’è problema, la disponibilità ad assumerci ruoli e compiti di garanzia l’abbiamo data pubblicamente, non siamo noi a tirarci indietro, non siamo noi quelli che si nascondono dietro altri. Il gruppo dell’ex maggioranza ha i numeri per procedere e lo fa con arroganza e menefreghismo per riservarsi ruoli che dovrebbero essere espressi da tutta l’opposizione, al fine di scogiurare il possibile strapotere della maggioranza, ma a quanto pare anche delle forze coalizzate della minoranza. Non se la prenda Concina se portiamo e porteremo sempre alla luce del sole le arguzie delle sue insonni pianificazioni notturne, non se la prenda Sacripanti, contro il quale, ovviamente, non abbiamo nulla di personale, se reputiamo che il disegno che lo ha visto divenire Presidente della Commissione di Garanzia sia stato portato avanti con fare puerile, dietro la cortina di un segreto di Pulcinella.

La poltrona di "Garanzia"

“Il MoVimento 5 Stelle subisce un affronto in termini politici con lo scippo di tutte le nomine in Consiglio Comunale, incassa questo schiaffo alla democrazia dato dall’ex maggioranza, la coalizione pro Concina, che fino a ieri ha comandato e che, ancora rosa dal risentimento per la sconfitta elettorale, decide UNILATERALMENTE di esprimere la propria designazione per i ruoli di presidenza delle commissioni e dell’incarico alla vice presidenza per la minoranza (passato a Meffi come da Manuale Cencelli, citatissimo dalle parti di Forza Italia ed evidentemente a loro ben noto) senza alcuna considerazione della disponibilità a far da garante espressa dal Capogruppo M5S manifestata giorni prima e riportata dalle maggiori testate giornalistiche locali.

Durante una preliminare quanto frettolosa riunione nella sala comunale della minoranza mi venne personalmente comunicato l’esito delle decisioni precedentemente prese motivandole, in maniera ferale, con il peso dei numeri elettorali e di un imprecisato disegno politico da portare avanti, in pratica venni messa davanti ad un fatto compiuto che non necessitava di alcuna altra discussione… a Destra sono abituati così fin dal secolo scorso, solo che adesso i modi sono, apparentemente, più edulcorati! Mi resterà sempre il dubbio del perchè di quella convocazione alla Corte Conciniana.  Noi del M5S non ci tiriamo indietro ed il tema delle discussioni era rilevante per i cittadini di cui tutti noi siamo dipendenti. La situazione che mi hanno e ci hanno delineato, la mancanza di trasparenza, condivisione e confronto ha portato i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

No, grazie. Il M5S è un’altra cosa ed io mi accomodo nel dignitosissimo banco della minoranza della minoranza in maniera chiara e decisa, ma non rissosa, talvolta emozionata in quanto comprendo l’importanza istituzionale della mia funzione. Siamo a servizio di tutti i cittadini anche e soprattutto di chi ha scelto di farsi rappresentare da altre compagini elettorali più o meno assortite. E’ un osservatorio interno privilegiato sullo scenario della politica orvietana. La posizione del MoVimento 5 Stelle nella attuale consiliatura è stata varata sotto tutti i buoni auspici: quelli della indipendenza, dell’autonomia e di netta equidistanza dagli antagonisti politici, vale a dire il Centro Destra ed il Centro Sinistra.

Il MoVimento 5 Stelle è una forza innovatrice ed propulsiva, e la sottoscritta si onora di occupare il posto che gli elettori hanno scelto di affidarci; chi ci ha votato voleva la presenza di una voce nuova ed alternativa a quanto già visto. Siamo qui per questo.”

Lucia Vergaglia (M5S)

Quali garanzie potremo avere, e potranno avere i cittadini, da una compagine di minoranza comprendente questi manager di partito solo il tempo lo potrà dire, ma le premesse sono le solite di una politica stantia e, duole dirlo, davvero provinciale.

Tante maggioranze, una sola opposizione

Si è delineato lo scacchiere del Consiglio Comunale di Orvieto, ma è ben diverso da quello scenario di maggioranza e minoranza a cui ci aveva abituato il bipolarismo di centrodestra e centrosinistra.

lucia01Le maggioranze

Oggi abbiamo una maggioranza variegata in cui il Pd non ha da solo i numeri per governare, neanche insieme a Sel, partito storicamente in soccorso dei vincitori. Una maggioranza in cui la componente della lista civica “Per andare avanti” esprime numeri decisivi ed ottiene assessorati e nomine importanti, e quindi una propria dignità decisionale e capacità d’influenza dell’amministrazione. Fondamentalmente “Per andare avanti” vale quasi quanto il Pd, teoricamente, se si schierasse con tutte le opposizioni potrebbe dar vita ad una nuova maggioranza. Ma le opposizioni, le minoranze, non sono solo rappresentate dai partiti di centro destra e le liste civiche a sostegno del vecchio sindaco, cioè dalla precedente maggioranza; infatti c’è anche il nuovo arrivato: il MoVimento 5 Stelle. Quest’ultima forza politica scompagina tutto, infatti qualora “Per andare avanti” si schierasse per creare una nuova maggioranza basterebbe la sola astensione del MoVimento per impedire qualsiasi approvazione o modifica in votazione al Consiglio. Addirittura sarebbe sempre il MoVimento, insieme a Pd e Sel a poter dare vita ad una maggioranza di scopo, basata sulle #5domande e sullo stesso programma condiviso, escludendo sistematicamente il gruppo che fa capo a Toni Concina.

L’ex maggioranza

Attualmente sembra configurarsi una situazione davvero imbarazzante in cui la squadra di Concina, palesemente formata a tavolino, pone l’incombenza dell’appeal “istituzionale” sulle spalle di Meffi, il ruolo di pasionaria di diritto all’ex vicesindaco Roberta Tardani, quello di operoso uomo delle faccende pratiche e del contatto con il territorio sul silenzioso Luciani ed infine con Sacripanti nel gladiatorio ruolo di pungolo, d’uomo di vera opposizione. Sacripanti ha esordito sovrapponendosi all’annunciato question time sulla Tassa di Soggiorno del M5S (in cui chiedevamo conto dei soldi che la tassa vale) e lo ha trasformato in una battaglia su una non notizia (che fai, Sindaco, ti dimetti?). Siamo al punto che lo stesso, pur di affermarsi come uomo d’opposizione nel tentativo di giustificare la già decisa e promessa presidenza della commissione di Controllo e Garanzia, s’inventa ambientalista e fa mozioni sulle Pale Eoliche sul Peglia con un abbondante anno e mezzo di ritardo.

L’opposizione, quella vera

Libera, attiva, sempre disponibile al confronto e non facente parte ne della vecchia maggioranza ne della nuova maggioranza, il M5S, autentico ago della bilancia, si è già dichiarato disponibile ad assumere gli incarichi istituzionali di vice presidenza del Consiglio Comunale e presidenza della Commissione Controllo e Garanzia. Ci hanno spiegato, quelli dell’ex maggioranza, che tra loro, nei loro incontri, già hanno proceduto alla divisione delle nomine. Abbiamo preso nota e ci regoleremo di conseguenza, questo significa che controlleremo i controllori e metteremo in trasparenza quello che si nasconde dietro gli inciuci ed i giochini di nomine e di accordi. Manterremo vivi i contatti istituzionali ma ribadiamo, in piena trasparenza, che l’ex maggioranza è da noi equidistante quanto l’attuale maggioranza.

Ci sono tante maggioranze, ma c’è una sola opposizione: il M5S.