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Scuola: il modello Finlandese (parte prima)

Non ci sono valutazioni con voto fino a 13 anni ed il modello educativo non è quello delle lezioni frontali, qui si impara facendo; ci sono gli insegnanti di sostegno, si insegnano e praticano tre lingue e i docenti sono accuratamente selezionati, motivati ed aggiornati ma non strapagati. Ecco alcuni dei metodi della scuola finlandese, la scuola migliore del mondo.
Secondo i dati dello studio Pisa (Programme for international study assessment), condotto su 400mila 15enni di 57 Paesi, i ragazzi finlandesi risultano davvero i migliori, surclassano i concorrenti in lingua, matematica e scienze. Gli italiani decisamente fanno una figura peggiore: uno su quattro quasi non capisce ciò che legge e uno su due, incredibile al giorno d’oggi, manca delle nozioni di base in matematica.

Quali sono i segreti della scuola finlandese? La scuola finlandese continua ad essere considerata la migliore tra i paesi dell'OCSE

I bambini vanno quasi tutti all’asilo nido e poi alla scuola materna dello stesso distretto. Il che consente grande omogeneità educativa: fin dalla prima infanzia si stimolano autoriflessione, senso di responsabilità, empatia e collaborazione. Qualità ideali per l’apprendimento e la crescita.
La scuola vera e propria inizia a sette anni compiuti, quando il cervello è al giusto stadio di maturazione per apprendere. Il 99,7% dei bambini (immigrati e rom compresi) termina la scuola nove anni dopo, “nessuno escluso”, come dice la legge finlandese, istitutiva della scuola.
Per la pedagogia istituzionale sono gli insegnanti a doversi sintonizzare sugli alunni, non i discenti a doversi uniformare ai vari docenti che incontrerà. Un insegnante in una classe di 25 alunni deve quindi sviluppare diverse strategie come il sostegno ad hoc per chi ha difficoltà di apprendimento, giochi ed esercizi di mediazione per aiutare i piccini provenienti da altri paesi a superare le barriere linguistiche e culturali.
In classe, fino ai 13 anni, niente voti e le interrogazioni non hanno nulla a che fare con giudizi punitivi o selezioni. La pedagogia finlandese parte dalla convinzione che tutti i bambini possano imparare a leggere, scrivere, fare di conto e parlare tre lingue come imparano a correre e parlare, senza ricorrere ad umiliazioni.
Si impara facendo. Un fare che è sperimentare l’apprendimento con i sistemi sensoriali. Albert Einstein diceva “che apprendere significa sperimentare. Il resto è solo informazione”.
Finiti i primi nove anni di scuola, ne seguono tre di scuola superiore. Il 53% degli alunni finlandesi (solitamente quelli con i voti migliori) continua nelle scuole superiori di carattere umanistico, mentre il 39% va alle scuole superiori tecniche. Continua a leggere Scuola: il modello Finlandese (parte prima)

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L’ostello del PAAO

Il Comune di Orvieto partecipa al bando regionale del POR FESR Umbria 2007-2013 – attività 2.2.2 per la “Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio ambientale e culturale” con il progetto di valorizzazione del tragitto della via Cassia.

il progetto riguarda la zona di Campo della Fiera e, in particolare, il completamento del Centro di accoglienza del PAAO, l’ex scuola del Tamburino (in parte già restauro con i fondi del Docup 2000/2006) per trasformarlo in Ostello, e la sua conseguente entrata in funzione quale luogo di accoglienza agli archeologi che scavano nell’attigua area ed ai gruppi di turisti interessati. A questo punto ci sorge qualche dubbio sull’effettiva logica di destinare una simile struttura ad un turismo di nicchia e al personale tecnico degli scavi, non vorremmo che si crei una nuova struttura da far gestire ai soliti noti trasformandola in una sorta di bar, e magari con gli stessi risultati di quello della terrazza panoramica, aperto e chiuso in un battibaleno. Continua a leggere L’ostello del PAAO

L’annosa questione del Tribunale di Orvieto

Il tribunale della città, così come il giudice di pace, è finito sotto la scure della Spending Review. Per questioni meramente riguardanti i costi che affronta il Ministero della Giustizia esso va chiuso. Kaput!

Ebbene davvero ho difficoltà a capire in base a quale calcolo questa scelta debba portare dei benefici.
aut lex aut justitia?A Terni solo la nuova struttura necessaria ad ospitare la sezione del Tribunale di Orvieto costa (ad appalto per la costruzione di una palazzina di, almeno, 5 piani) milioni di euro. Quindi sposti il tribunale costruendone un altro, accidenti, che bel risparmio. Poi ci sono i costi di trasferimento, d’impianto, altri milioni.

Poi costerà mantenerlo esattamente quanto costava qui, a meno che a Terni il personale, la corrente, i beni ed i mezzi costino di meno. E questo non lo credo. Continua a leggere L’annosa questione del Tribunale di Orvieto

La carica degli alunni

Come ogni settembre ricominciano le scuole e si ricomincia a far di conto con tutto quello che le scuole comportano tra costi come libri, cartelle, uniformi e grembiulini, supporti tecnologici (tablet, computer, lettori di e-book), pratiche burocratiche varie come le iscrizioni, l’adesione al trasporto pubblico, la richiesta in banca dei blocchetti per la mensa scolastica (già, in questo mondo dalla finanza malata le istituzioni invitano, che follia, ad accedere in banca sin da piccolissimi) questo oltre al necessari impegno delle famiglie di supporto alla crescita ed all’apprendimento, della cura dei rapporti sociali con le altre famiglie degli alunni e delle amicizie dei più piccini. Questo quando non si partecipa in prima persona collaborando con le istituzioni od essendo, come si suol dire, in sussidiarietà degli enti come nel caso del Piedibus.

Alunni a Scuola
Alunni: ritorno alla scuola

Intendiamoci Orvieto ha ottime scuole pubbliche, personale all’altezza od addirittura eccellente, ed una buona e moderna progettualità. Per essere una realtà che ha dovuto affrontare le riforme più assurde dalla Berlinguer (ricordate? Quello della bella grafia come materia d’obbligo nell’era di internet) alla recentissima Gelmini (Quella del tunnel dei neutrini che ha mandato regolarmente i test sbagliati agli esami) oltre alla concorrenza delle scuole private, direi che è davvero un’istituzione molto capace. Inoltre per essere un’istituzione calata nella realtà Italiana il fatto che mostri più luci che ombre è davvero positivo.

Nel corso di queste settimane vedremo di approfondirne le peculiarità, indicando le criticità da affrontare e le buone pratiche da importare, per ben resistere alla carica degli alunni e perché domani ci siano cittadini valenti e carichi che escano da questa fondamentale esperienza.

Cinque Stelle Orvieto

Movimento 5 StelleE bene chiarire che gli autori di Orvieto Civica, cioè del blog che state leggendo, collaborano con il sito di Beppe Grillo e con gli attivisti del MeetUp del Movimento 5 Stelle di Orvieto [LINK].

Per informazioni sul Movimento 5 Stelle Nazionale seguite invece questo link: http://www.beppegrillo.it/movimento

Per seguire Silvio Torre sul sito del Movimento Nazionale potete curiosare su questo [LINK].

Orvieto Civica è, allo stato, un Think Tank [LINK], un raccoglitore di idee, un punto di riferimento online, che raccoglie Idee, Strumenti, Cultura e Passione Civica qui ad Orvieto.

Orvieto Civica

Mensa scolastica davvero a km 0

Una nuova visione di mensa ecologica e territoriale che, attraverso alcuni semplici buone idee, consente di avvicinare i più piccini ai temi dell’alimentazione naturale, in un background ludico, piacevole e coinvolgente.

Far mensa nell'orto

La mensa infatti è essa stessa l’orto in cui potranno essere gli stessi bambini a far crescere, ed ovviamente mangiare, verdure sane, genuine e rigorosamente di stagione. I bambini infatti hanno l’opportunità di partecipare attivamente alla coltivazione capire sperimentando come zucchini, melanzane, pomodori e gli altri ortaggi non nascano sugli scaffali del supermercato ma, anzi,  sono il frutto di una lenta evoluzione e crescita vegetale, di come questo possa essere favorito od ostacolato dal lavoro delle persone, del ruolo dell’acqua, della pioggia, degli insetti impollinatori e di tutto l’universo di antica sapienza e splendida esperienza ci possa essere dietro un buon piatto di pasta e lenticchie.

Una mensa a km 0, piacevole e coinvolgente

L’importante è avvicinare il bambino al cibo, farlo mangiare di più e meglio, fargli comprendere cosa sia quel che mangia e fargliene sperimentare il ventaglio di diversità possibili. Con l’idea di fondo che i prodotti siano rigorosamente biologici, di stagione e a km 0, e che la coltivazione, trasformazione e persino il mangiarli sia un momento piacevolmente gustoso e giocoso.

Parcheggi con Ticket Premio

La stupidità e la malaeducazione non sono considerati handicap
La stupidità e la malaeducazione non sono considerati disabilità

Auto, autocarri e suv spiaggiati nei posti riservati agli invalidi, sui marciapiedi, in seconda fila e quando le auto della fila se ne sono andate via apparentemente piantati lì, come barche a remi alla fonda portate lontano dalla marea e trattenute solo dall’ancora.

Ogni giorno vediamo veicoli nelle posizioni più assurde, e non mi riferisco a chi, per brevi momenti, accosta per comprare sigarette e caffè, mi riferisco a chi davvero parcheggia dove gli pare e come gli pare.

Cosa fare per costoro, impermeabili ad ogni forma di invettiva verbale e, spesso, irridenti le multe che comunque ricevono. Noi vogliamo aiutarli, consigliarli affinchè ritrovino uno spirito del vivere comune…

Un’idea che avemmo ai tempi dell’università (ricordatami dal buon Alessio Paesano) era quella di premiare i peggiori parcheggi lasciando loro un certificato di premio in bella vista sul parabrezza, in breve tempo gli habituè della sosta selvaggia presero un più urbano stile di guida ed una miglior capacità di disporsi in parallelo al marciapiede. A chi va di stamparsi un pò di copie di un certificato come quello qui sotto chiedo di essere così gentili e cortesi di consegnarlo solo alle vetture, ed ai guidatori, che davvero meritino il premio. Nessuna raccomandazione, per carità

Premio Pessimo Parcheggio
Premio Pessimo Parcheggio

Traffico permettendo

Orvieto è una cittadina interessante, spesso ignora e passa sopra a problemi vitali come l’arsenico nell’acqua del rubinetto e poi, poi si va ad impelagare ed arrovellare in furibonde discussioni sul traffico… già proprio sul traffico, e magari sulle sue gravissime conseguenze come l’inquinamento acustico e quello atmosferico, troppo spesso, ed a sproposito, utilizzate come leva di pressione per ottenere dei velleitari cambi di viabilità, assolutamente non inseriti nel quadro delle esigenze Orvietane e senza neanche un’idea della città futura desiderata.

Giornata normale a Torino, giornata fluida a Roma, Napoli o Milano

Chi non conoscesse questo territorio sappia che parliamo di uno dei comuni più estesi d’Italia e con i suoi ventunomila abitanti riesce a raggiungere la densità abitativa di ben settantacinque (75) abitanti per chilometro quadrato. Senza arrivare a San Giorgio a Cremano, piccolo comune del vesuviano, che con i suoi undicimilacinquecento (11.500) abitanti per chilometro quadrato rappresenta il record opposto, direi che il traffico, ad Orvieto, può essere soggettivamente percepito come problema da chi abita nella strettoia dove il furgoncino passa con due manovre ma non ci sono proprio i numeri per definirlo problema insormontabile, men che meno fonte d’inquinamento costante.

Se poi ci facciamo il problema del traffico all’orario d’ingresso a scuola od alla chiusura uffici ebbene queste sono problematiche logistiche ed organizzative che si possono affrontare a monte senza ingolfare l’agenda politica della mobilità. Già, perché proprio qui si finisce a giocare la partita, sulla mobilità, e quest’argomento è totalmente integrato nelle prospettive di sviluppo e sostenibilità di Orvieto.

Traffico permettendo potremmo affrontare i problemi di mobilità nel dettaglio, ma nel quadro complessivo, e trasformare i punti critici in vere opportunità.