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La Regione fanalino di coda

L’UMBRIA È LA REGIONE DEL CENTRO NORD MAGGIORMENTE IMPOVERITA.

E così mentre i soliti espertoni dell’analisi politica cercano di dare delle risposte e felpate a giustificare un risultato elettorale fatto di giustificata volontà di rinnovo, l’Istat ha diffuso il nuovo dato sulla povertà relativa e la situazione in Umbria è sempre più drammatica. Non solo con il 12,6% la nostra regione è ultima in tutto il centronord con un dato più che doppio rispetto alla vicina Toscana, ma per la prima volta il dato umbro è più alto della media nazionale. Continua a leggere La Regione fanalino di coda

Il rapporto Coldiretti va declinato in chiave territoriale

FAMIGLIE SEMPRE PIÙ IN DIFFICOLTÀ. Secondo quanto emerge da un rapporto di Coldiretti l’anno scorso (2017) 2,7 milioni di persone in Italia per poter mangiare sono state costrette a ricorrere all’aiuto altrui. Nel rapporto viene inoltre sottolineato come sempre più “nuovi poveri” (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) ricorrano alle mense per indigenti o ai pacchi alimentari. Tra le categorie più deboli figurano 455mila bimbi di età inferiore ai 15 anni, 200mila anziani over 65 e 100mila senza fissa dimora.

Contro la povertà è attiva una nutrita rete di solidarietà, con molte organizzazioni operanti nella distribuzione degli alimenti, dalla Caritas Italiana al Banco Alimentare, dalla Croce Rossa Italiana alla Comunità di Sant’Egidio”, ha notato la Coldiretti. Si contano infatti 10.607 strutture periferiche (mense e centri di distribuzione) promosse da 197 enti caritativi ufficialmente riconosciuti dall’Agea, che ha il mandato di occuparsi della distribuzione degli aiuti.


Nell’orvietano la costellazione del volontariato è estremamente variegata (anche se talvolta sottotraccia) e sostenuta trasversalmente dalla popolazione e dalle forze politiche tuttavia il problema continua ad aggravarsi e la situazione non migliora. Non stupiscono quindi le cosiddette guerre tra poveri in cui si osservano spaccati sociali nei quali a causa dell’evidente difficoltà si cerca un nemico ed un colpevole come può capitare oggi nei confronti degli immigrati e dei richiedenti asilo e protezione dei progetti Sprar, mentre domani potrebbe essere qualche altra categoria sociale più o meno fortunata. Il problema sussiste e la questione va affrontata sia legalmente che attraverso strategie nazionali a cominciare dai progetti di reddito di cittadinanza e di tutela della lavoro avanzati dal Movimento 5 Stelle e non solo. Oltre a questo è sacrosanto anche quanto ribadisce la Coldiretti in termini di lotta allo spreco ed anche su questo siamo in prima linea e vanteremmo il primo protocollo antispreco (Last minute market) presentato nel nostro comune ma, come ripetiamo sempre, l’importante è realizzare piuttosto di metterci la firma.

Orvieto sempre più povera

La durezza dei dati infrange definitivamente gli alibi della Giunta Germani.

Le linee programmate del Sindaco, presentate nell’ormai lontano giugno 2014, erano esplicite “Bisogna aumentare la ricchezza interna”, tutto questo ereditando un Comune in predissesto ma, anche grazie al rientro di quasi un milione di Euro dalla Campania, con i saldi attivi e le premesse per investire in fondi europei, progettualità e crescita con possibili ricadute in redditi e lavoro sul territorio.

Non è andata così, lo sappiamo, ed intanto sui giornali e negli cartelloni esposti fuori le edicole campeggia il triste primato orvietano dato dal confronto delle imposte sui redditi medi dei contribuenti orvietani negli ultimi anni: -6,3 %. Questo è il dato di PARTENZA, quale sarà la cifra dell’epoca Germani?

Ad oggi Orvieto non si salva nonostante l’essere meta internazionale di turismo da ben prima dell’attuale amministrazione, con tantissime foto postate online ma, evidentemente, pochissima spesa che diventa reddito. Non diventa reddito la tariffa agli autobus, non diventa reddito il biglietto al Pozzo di San Patrizio, non diventa reddito il parcheggio o la multa, insomma ben poco del turbinare di stranieri ed italiani in visita alla rupe ed ai dintorni riesce a divenire parte integrante dell’economia reale.

trend-negativo-del-mercatoInsomma nonostante Orvieto sia tuttora uno dei punti di riferimento per i tanti visitatori internazionali ha i valori di perdita monetaria delle aree della crisi industriale ternana che però non hanno il nostro turismo. Non bisogna essere bocconiani per dedurre quanto in realtà qui vada anche peggio che altrove e che la ricetta Germani, le sue linee di governo, ed i tanto strombazzati “Aree Interne” e “Contratto di Fiume” non abbiano per ora portato nulla di miracoloso. Eppure le avvisaglie c’erano tutte e la crisi era ben nota; dall’opposizione ci abbiamo provato a dare respiro e prospettive alla città proponendo ricette alternative nella gestione della crisi Electrosys per la quale avevamo chiesto che i lavoratori, il vero Know How aziendale entrassero nell’impresa ma figurarsi se quest’impostazione a sinistra poteva piacere, oppure quando proponevamo il Centro del Made in Italy ridando fiato ai lavoratori ex Sphera ed ex MManifatture e Continua a leggere Orvieto sempre più povera

Basta Spreco di cibo ad Orvieto

Il MoVimento 5 Stelle della città di Orvieto ha depositato in Comune una proposta atta a ridurre gli sprechi di cibo ed i costi di gestione della differenziata attivando un circuito virtuoso: si tratta della metodica dei “Mercati dell’ultimo minuto”, ovvero al riutilizzo di beni normalmente destinati al ciclo rifiuti e sottratti alla necessità dei bisognosi.

sprecoPremesso che l’articolo 3 della direttiva 2008/98/CE, recepita dal Governo italiano nel dicembre 2010, indica espressamente la necessità di rafforzare le azioni di prevenzione e di riutilizzo, quali azioni in cima alla gerarchia da adottare nella gestione dei rifiuti stessi; in questo senso sorgono le molteplici iniziative di prevenzione dei rifiuti, estensione del ciclo di vita dei beni e soprattutto riutilizzo per la stessa finalità per la quale erano stati concepiti. Considerando poi il periodo di grave crisi che vede sempre più famiglie in difficoltà e dato che abbiamo sul nostro territorio numerosi enti ed attività legate all’alimentare ed alla ristorazione come bar, ristoranti, take away, mense aziendali e delle scuole (nell’ultimo incontro relativo a queste ultime al viceSindaco Tardani è stata posta la questione spreco del cibo non utilizzato), oltre che supermercati e, da pochissimo, l’Ipercoop, possiamo dire che sono molte le fonti i cui prodotti in eccesso vanno ai rifiuti, e si tratta di ciò che per altri sarebbe “grazia di Dio”. Un autentico peccato!

Proposta di Stop allo spreco di cibo e creazione di mercato dell''ultimo minuto M5S Orvieto (Silvio Torre)
Proposta “antispreco” M5S Orvieto

In ordine a questa situazione il M5S di Orvieto ha depositato una proposta di stop allo spreco che non vuole risolvere il problema d’emergenza una tantum, ma offre una “strategia” di lungo periodo, che potrà dare risultati destinati a durare per gli anni a venire operando nel più limpido rispetto delle regole e delle normative italiane ed europee: proponiamo la creazione di un “Mercato dell’ultimo minuto” orvietano.

Si tratta di creare un contatto tra le attività produttrici e gli enti beneficiari, fornendo assistenza, predisponendo dei protocolli per recupero e (ri)utilizzo dei beni in conformità alle norme vigenti, in particolare riguardo agli aspetti: igienico sanitari, amministrativi, fiscali, logistici e comunicativi, prevedendo il monitoraggio e la supervisione dei recuperi nelle eccedenze di attività commerciali quali supermercati, mercati centrali, ingrossi, negozi, nel recupero prodotti ortofrutticoli non raccolti e rimasti in campo, nei pasti pronti recuperati dalla ristorazione collettiva, nei farmaci da banco e parafarmaci prossimi alla scadenza, nei sementi non conformi agli standard di commercializzazione ed addirittura nei prodotti non alimentari in genere che invenduti possono essere riutilizzati come, ad esempio, i libri destinati al macero. Continua a leggere Basta Spreco di cibo ad Orvieto