Archivi tag: progresso

Ad Orvieto manca equilibrio tra i 4 settori.

LE AMMINISTRAZIONI CHE SI SONO SUSSEGUITE HANNO DATO CENTRALITÀ AL SETTORE PRIMARIO PRODUTTIVO AGRICOLO OPPURE IN ALTERNATIVA AL TERZIARIO DEL TURISMO. LE CITTÀ PROSPERE DIVERSIFICANO.

La produzione agricola e zootecnica sono in genere considerati come il settore primario delle economie, l’industria manifatturiera e la trasformazione sono quello secondario mentre i servizi come ad esempio il turismo sono considerati il settore terziario. Si intende per quarto settore, in questo articolo, il no profit ad alto impatto.

È vero che non si può fare sempre tutto e che ci sono delle specializzazioni nei vari territori però, va detto, che a parte poche eccezioni le cittadine che riescono a mantenere la propria prosperità durante i periodi di crisi sono generalmente quelle capaci di una maggiore diversificazione e meno dipendenti da un singolo settore. In pratica manca equilibrio tra i quattro settori. E questo è successo nonostante l’alternanza tra le forze politiche. Qui di seguito un estratto dalla documentazione della nostra portavoce in preparazione per la fase conclusiva delle iniziative sullo sviluppo economico locale.

Lucia Vergaglia, segreteria della Consulta per lo sviluppo economico locale:

Continua a leggere Ad Orvieto manca equilibrio tra i 4 settori.

Annunci

Approfondimenti sul #Redditodicittadinanza

OGGI PARTE IL SITO DEL REDDITO DI CITTADINANZA. SARÀ UTILE PER COMINCIARE A PREDISPORRE I NECESSARI DOCUMENTI. GLI APPROFONDIMENTI DI LUCIA VERGAGLIA.

《Si tratta senza dubbio di una rivoluzione epocale nella quale abbiamo investito gran parte dell’impegno politico come attivisti e che serve da un lato ad investire sulle persone, sulla loro partecipazione alle iniziative dei propri comuni e sulla propria formazione personale in vista di un ritorno al mondo del lavoro, dall’altro per rilanciare la domanda interna e riportare in un circolo virtuoso la nostra economia. Un effetto leva che non si limita a fare da moltiplicatore ma, a nostro avviso, ha anche il merito di tentare una iniezione di fiducia nei confronti di un sistema Stato ed Europa che ha deluso intere classi di cittadini mentre invece avrebbe dovuto essere il tessuto collante delle comunità ed il punto di riferimento delle prospettive di progresso della società. Nel nostro piccolo qui ad Orvieto in Umbria abbiamo cercato di fare la nostra parte e siamo orgogliosi di aver partecipato fin dal tempo in cui eravamo solo attivisti a questo importante risultato》 Lucia Vergaglia M5S Orvieto

Scrivi alla portavoce Lucia Vergaglia

Come sempre tutti noi portavoce rimaniamo a disposizione di tutti ma intanto vi invitiamo a prendere contatto e familiarizzare con il sito web predisposto dal Governo centrale seguendo le istruzioni qui di seguito.

Continua a leggere Approfondimenti sul #Redditodicittadinanza

Consulta sviluppo. Conclusione fase di ascolto.

LA PRIMA FASE DI ATTACCO DELLA CONSULTA PER LO SVILUPPO ECONOMICO DELL’ORVIETANO SI AVVIA ALLA CONCLUSIONE. DOPO IL CONFRONTO CON IL CENTRO STUDI SI DOVRÀ TRASFORMARE IN ATTI OPERATIVI QUANTO DISCUSSO.

Abbiamo avviato un processo di confronto con le forze cittadine che propongono visioni ed interessi contrapposti in relazione allo sviluppo economico del territorio orvietano. Adesso concludiamo il ciclo con l’audizione ed il confronto con gli attori del bollettino della situazione economica e sociale dell’orvietano che fanno capo al centro studi città di Orvieto Csco. Con loro la valutazione agli attuali punti di forza e debolezza, alle aree critiche ed alle opportunità di sviluppo che è possibile perseguire alla luce della nuova condizione della Regione Umbria divenuta regione di transizione e del nuovo budget europeo che pone obiettivi diversi e mette a disposizione nuove risorse quali, a titolo di esempio, i 2,8 miliardi nel comparto cultura e creatività e per i quali occorre essere preparati per tempo per quanto, a differenza di altri comparti che possono influenzare lo sviluppo economico come ad esempio l’industria, sono immediatamente attivabili e non hanno bisogno di quelle infrastrutture fisiche per le quali occorre un tempo non breve e che devono seguire una programmazione molto più lunga e quindi sono meno adatte ad interventi in breve periodo e che, comunque, si avvantagerebbero comunque di un ambiente più creativo, quindi innovativo, e culturalmente più attrattivo.

Si da spazio comunque anche la programmazione di lungo periodo ed a possibili interventi su conseguenze immediate, ci saranno infatti anche le ultime attività di approfondimento di quest’anno, ad esempio incontreremo i responsabili dei taxi , e per le ultime iniziativa di verifica di questa tornata.

Qui di seguito la nostra portavoce ad Orvieto in Umbria Lucia Vergaglia.

Continua a leggere Consulta sviluppo. Conclusione fase di ascolto.

La fecondità parte dai territori

L’AMORE PER I TERRITORI E LE COSE BUONE È UN INCITAMENTO A FARE DI PIÙ E MEGLIO, RENDENDO FECONDI TERRITORI E NAZIONE.

Ci vuole grande rispetto per la natura che grazie al duro lavoro offre le cose buone e sane dei territori. Purtroppo abbiamo avuto una politica da contabili troppo attenti non ai costi ma al far di conto che non sa far fruttare e rendere feconda la propria magnifica nazione.
Bisogna invece riportare al centro il bene comune.

Senza discussioni.

La fecondità è un tema trasversale ed è un tema di cui quelli particolarmente ferrati con i numeri di solito non hanno una gran praticità.

Difficile Infatti trovare tra i capitani di industria , oppure tra grandi innovatori degli economisti che pur essendo necessari alla corretta gestione dei beni ed alla loro efficace amministrazione ben di rado hanno quella carica di amore perché le cose diventino vive e feconde e siano in grado a loro volta di propagare valore, progresso e sviluppo.

I contabili non sono un male necessario ma un bene indispensabile, una metà del cielo logica e razionale , tuttavia da soli non vanno da nessuna parte e non hanno nulla da contabilizzare. É invece l’altra metà del cielo che crea con passione ed amore, che rende “casa” un appartamento, convivio il nutrirsi, viaggio un trasferirsi e che incita gli animi a fare di più e volere il meglio, a non accontentarsi.

Ci vuole amore. E la parola “fecondità” deve tornare di moda.

Horizon 2020 assente ingiustificato

Se guardiamo in forma grafica i dati di Cluster “Fabbrica Intelligente” ci accorgiamo che l’Umbria è il classico assente ingiustificato.
Il punto è questo: i finanziamenti Europei Horizon 2020 premieranno in primis i Cluster tecnologici con l’apposito bando del Miur (Ministero per l’Università e la Ricerca). I cluster sono raggruppamenti estremamente specializzati che comprendono aziende, enti, associazioni, distretti tecnologici, università e centri di ricerca in specifiche aree tecnologiche: Chimica verde, Agrifood, Tecnologie per gli ambienti di vita, Scienze della Vita, Smart communities, Mobilità, Aerospazio, Energia, Fabbrica intelligente.

Il programma Europeo Horizon 2020Tali cluster debbono qualificarsi anche per la capacità di valorizzare i domini applicativi delle tecnologie abilitanti codeste aree, cioè devono riunire le competenze e formare la manodopera nelle tecniche specialistiche necessarie ad affrontare con successo le aree di cui abbiamo parlato, tali tecniche includono ad esempio nanotech, nuovi materiali, fotonica, next generation networks, ICT, ecc..

Sappiamo che in termini di sviluppo e lavoro gli orientamenti politici che sottendono al cambiamento ed al progresso nascono dapprima al livello locale; in Umbria quindi le condizioni non sono state finora favorevoli oppure dobbiamo arrenderci e pensare che gli Umbri non sono capaci di crescere e di innovare ma solo di fare industria tradizionale ed inquinante in stile acciaierie o peggio, ci sentiamo così provinciali da non immaginarci in Europa come forza trainante che coniughi tradizione, ecologia, ed innovazione contribuendo anche a rendere sostenibile la nostra società.

Possibile?