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Verso le politiche 2018

Hanno appena approvato il Rosatellum, una legge elettorale ingiusta e punitiva, e subito dopo il presidente del Senato, Piero Grasso, si è dimesso dall’istituzione stravolta ed impoverita dall’abuso del voto di Fiducia. Questo significa che è appena cominciata la campagna elettorale, che adesso cominceranno le forzature del ridisegno dei collegi con il concreto rischio di una strumentalizzazione anche di questi.

Il Gerrymandering è una pratica ingannevole per ridisegnare i confini dei collegi elettorali.

Non a caso infatti in molti stanno cominciando a parlare di Gerrymandering e dei possibili interventi europei in chiave di sostegno alla maggioranza a geometria variabile del signor Gentiloni. Anzi c’è già chi associa alla riduzione, annunciata per la verità da tempo, del Quantitave Easing di Mario Draghi sui titoli di stato come assist proprio a Gentiloni in memoria dell’effetto che ebbe sul governo Berlusconi, e c’è chi, sui giornaloni, ha già indicato in Draghi come possibile subentro “tecnico” post elettorale.

Quasi sempre, in politica, il risultato è contrario alle previsioni. (François-René de Chateaubriand)

Tuttavia le loro sono solo previsioni e la cosa non ci spaventa, non spaventa nessuno: Berlusconi con la sua ministra Cancellieri ci ha fatto fuori il tribunale ed ha fatto leggi oscene per l’accesso al diritto di giustizia dei cittadini, andato. Poi ci fu Monti, grazia al quale la legge Fornero che ha automaticamente impedito di andare in pensione prima dei 67 anni, insomma potrai andarci ma solo quando non te la potrai godere. Poi ci fu Letta ricordate Letta? Doveva fare solo la legge elettorale, si è invece svenduto Banca d’Italia ed è stato “serenamente” dimissionato da Renzi, lo ricordate Renzi? Quello delle riforme tutte incostituzionali, tutte tutte, e nel frattempo è stato l’anima del sistema che ha “salvato le banche” a prezzo dei cittadini. Poi arrivò l’avatar di Renzi, Gentiloni, quello che sembra un tipo prodi, sonnecchioso, cortese, affidabile… che a nome del governo ha messo infatti la “fiducia” sull’esproprio dei Vostri diritti. Tutti loro però sono passati ed ora c’è la possibilità di darli un benservito definitivo portando Luigi di Maio (nella foto in alto con Lucia Vergaglia) ed il Movimento 5 Stelle all’interno delle istituzioni con una nutrita maggioranza. Coraggio che si può fare e noi ci siamo.

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Non chiediamo voti, ma non accettiamo falsi pregiudizi.

#Orvieto è un tesoro prezioso da proteggere nell’ambiente, da valorizzare per cultura, turismo e tradizione, da promuovere come sede di enti pubblici prestigiosi ed eventi internazionali, da sostenere nell’esprimere le sue potenzialità lavorative ed imprenditoriali trasformando le peculiarità come quella dell’essere il centro esatto dell’Italia in opportunità per la creazione di posti di lavoro e marchi di livello internazionale, da agevolare per le giovani coppie e le famiglie che si allontanano nei dintorni ben più ospitali ed inclusivi per invertire il declino demografico.
Noi non abbiamo mai fatto mancare la nostra capacità di proposta e di iniziativa e non ci siamo mai messi di traverso per puro calcolo politico, e questo tutti gli osservatori esterni lo riconoscono, e persino gli avversari.
Peccato che ai tempi in cui media e professionisti trentennali delle istituzioni ci tacciavano di antipolitica in molti tra i cittadini non abbiano creduto che potevamo fare la differenza ed hanno puntato sui volti noti. Ora in gran parte sentono che avrebbero potuto scegliere diversamente, magari non votando lo stesso per il M5S e scegliendo altri, ma senza la pressione e l’ansia che i media scatenarono ai tempi.

Ci dicevano che eravamo antipolitica e molti cittadini che gli hanno creduto ora voterebbero diversamente.

Invece è andata così e senza quel pungo di voti in più col quale qui ad Orvieto non restava solo Lucia Vergaglia a battersi tra l’ex maggioranza e la nuova maggioranza, e pertanto non abbiamo avuto neanche uno degli organi di garanzia (vicepresidenza o III commissione). Con quelli potuto fare molto di più però serviva che ci avessero dato più forza in quelle urne, ma non ci conoscevano nei fatti, nel rispetto degli impegni che si esprime nel MoVimento nazionale (come quello di essere i primi a tagliarsi via i propri privilegi e metà dello stipendio), nella capacità di essere proposta oltre che, giustamente, critica e protesta. Tuttavia, come si vede in questi referendum, non è ancora finita e continuiamo ad avere media e commentatori ferocemente opposti.

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E’ contro i pregiudizi istillati goccia a goccia da questi signori esperti di comunicazione che dobbiamo impegnarci ogni santo giorno, nel piccolo comune o nella Nazione, nell’interesse comune dei cittadini ed in quello dei nostri territori.

Non chiediamo il voto ma di superare il velo di pregiudizi.

Ed ancora una volta non chiediamo il voto, ma chiediamo di venire in piazza Domenica 27 prossima, alle 10.30 del mattino in piazza della Repubblica, e valutare, chiedere e confrontarsi con tutti noi. Sentite anche la nostra campana assieme a tutte le altre poi, dopo il referendum noi accetteremo quello che sarà deciso nelle cabine elettorali.

Noi in piazza ci saremo con Alessandro di Battista e tanti altri, e Vi Aspettiamo.

Il gioco delle maggioranze

In Consiglio Comunale di Orvieto ci sono due maggioranze ed una opposizione. Una attuale, che ha vinto le elezioni al ballottaggio ed ha un sindaco PD, Giuseppe Germani, ed un’ex maggioranza, che ha perso le elezioni al ballottaggio, ed aveva candidato il sindaco uscente, PdL, Toni Concina. Poi c’è il M5S, all’opposizione, che non prende parte a copioni propagandistici come quello andato in scena ieri al Comune ma dichiara in trasparenza e con largo anticipo le proprie iniziative.

Ieri noi abbiamo portato avanti una protesta lungamente annunciata ed abbiamo almeno fatto ammettere alla presidenza del Consiglio Comunale che la richiesta di trasformare le interrogazioni, da orali ed immediate in quelle nella forma “a risposta scritta”, era stata fatta dallo stesso presidente Pettinacci all’indirizzo della Consigliera del M5S Lucia Vergaglia che in spirito di leale collaborazione istituzionale ha ottemperato.

Vedere però in ordine del giorno le nostre interrogazioni sostituite da quelle di Forza Italia, e neanche in ordine di arrivo ma semplicemente ad occupare lo spazio da noi lasciato, è stato insostenibile. Così abbiamo annunciato l’Aventino e lo abbiamo fatto perchè certe volte questi atti sono necessari e contano.

Maggioranza ed ex maggioranza hanno colto l’occasione e recitato la loro solita parte già conoscendo in anticipo la nostra posizione. Strumentali e propagandistici il comportamento sia dell’una che dell’altra parte e non ci sarebbe neanche bisogno di parlarne se non fosse che da un lato sui social network l’ex maggioranza lascia sembrare che siamo accomunati alla loro posizione (usciti perchè non c’era l’assessore a rispondere ai loro quesiti, quesiti che non hanno voluto porre per una risposta scritta), mentre c’è il comunicato incauto e sbugiardabile di tutti i gruppi di maggioranza che stigmatizza anche noi con queste parole precise in relazione alla mancanza in aula del Sindaco e di molti assessori: “In Consiglio Comunale si è verificato un increscioso episodio che ha visto i consiglieri di minoranza rinunciare in maniera pretestuosa al dibattito consiliare che vedeva all’ odg 10 interrogazioni, presentate peraltro proprio dalle minoranze e 13 mozioni (7 della maggioranza e 6 della minoranza) che evidentemente non era loro priorità discutere. La protesta posta in essere riteniamo risulti evidentemente viziata da uno strumentale clima pre elettorale. Le interrogazioni avrebbero ovviamente ricevuto risposta, ma si è reso evidente che non fosse avere risposte l’interesse primario di una minoranza che ha rivelato oggi un serio deficit di responsabilità e serietà nei confronti dei cittadini tutti.”.

Ecco innanzitutto ribadiamo alla maggioranza che noi del M5S avevamo, proprio su richiesta del presidente espresso dalla maggioranza ritirato ogni interrogazione in aula ponendola per una risposta scritta agli assessori competenti. Accomunarci all’ex maggioranza ed accusarci di aver scelto l’Aventino, tra le altre cose da noi già annunciato, per questi motivi è una falsità bugiarda, e soprattutto dopo quello che si è detto in aula ieri relativamente all’ostruzionismo dei partiti maggiori, è anche un’atto ipocrita. Quanto all’ex maggioranza si capisca bene che sono i primi destinatari della nostra protesta con il loro continuo presentare interrogazioni futili e superate a risposta in aula, la politica è un’altra cosa.

consiglio comunale orvietoLe nostre interrogazioni già depositate, si tranquillizzino i cittadini che ci hanno dato fiducia, procederanno come annunciato senza ingolfare il Consiglio e con l’ammonimento che stavolta non tollereremo ritardi nelle risposte assessorili interessandone le autorità competenti senza più fair play, e quanto alle mozioni di maggioranza per le quali i partiti maggiori lamentano una nostra manchevolezza nel “confronto politico e contributo democratico” ci teniamo a ricordare che hanno presentato per la quasi totalità atti di puro ostruzionismo e scatole vuote come l’Orvieto Coworking Project fatte apposta per scippare argomenti al “confronto politico e contributo democratico”, e di tale politichetta becera abbiamo parlato a lungo.

Reputiamo veramente pessimo questo rimpiattino partitico, questo gioco delle parti invece che fare il proprio lavoro che non è vera protesta, ne vera politica e non risolve nulla anzi accumula i problemi. Per noi, sia chiaro, maggioranza ed ex maggioranza recitano un copione e sono facce della stessa medaglia. A questo prendere in giro i cittadini noi non ci prestiamo e continuiamo a lavorare, tra le difficoltà che comporta avere ostacoli sia da un lato che dall’altro, ma è nostro dovere e lo facciamo per bene, fino in fondo.

Lettera aperta ad Ingroia

Da qualche tempo si è affacciato alla scena politica il Movimento Rivoluzione Civile, fondato da Antonio Ingroia.

«Vogliamo selezionare i candidati alle prossime elezioni con il criterio della competenza, del merito e del cambiamento», così recita il “Manifesto Io ci sto“, tuttavia in pochissimi giorni la prevedibile debacle del progetto con l’addio del gruppo fondativo ‘Cambiare si può’. Anche le Agende Rosse di Borsellino e il Popolo Viola aumentano le distanze da Rivoluzione Civile. E le liste piene di riciclati in posti sicuri per il porcellum (Diliberto in testa) stanno esasperando la base che torna a guardare al MoVimento 5 Stelle.

not-approvedIntanto è iniziata la campagna elettorale ed i manifesti recanti il logo con il nome Igroia stanno invadendo i vari spazi disponibili a cominciare da quelli online ma… c’è un ma.

Al posto delle facce di Diliberto e Di Pietro trovate gli eroi dei fumetti. Tex, Dylan Dog, Superman, Batman, Hulk, i Simpson ed addirittura i cartoon per bambini della Disney e Peppa Pig, eroina per i bimbi, gli under 5. Immediata la diffida della Bonelli editore e l’apertura di un osservatorio negli USA (dove in genere in questi casi partono richieste per risarcimenti a 6 zeri).

E qui da noi? Beh… noi ci limitiamo, anche perché appassionati di fumetti, a scrivere una lettera aperta al dott. Ingroia, sperando di centrare l’obbiettivo di restituire i fumetti a quella dimensione apolitica od al massimo satirica che gli spettano.

Per le possibili “intemperanze” ed “inosservanze” del diritto d’autore del paladino della legalità Ingroia siam certi che il magistrato in aspettativa elettorale saprà tornare sui propri passi. Qui di seguito la lettera. Continua a leggere Lettera aperta ad Ingroia

Kennedy, la stampa libera e le società segrete

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Largamente applicabili anche all’Italia di oggi i passi salienti dell’americanissimo discorso che il 27 Aprile 1961 il Presidente John Fitzgerald Kennedy pronunciò al cospetto dei massimi rappresentanti della Stampa USA (la American Newspaper Publishers Association) riuniti presso l’Hotel Waldorf-Astoria di New York. Un discorso sulla necessità della libertà di stampa per la partecipazione politica e l’impegno dei cittadini, un discorso appartenente all’era della guerra fredda ma, per me, stranamente calzante anche in quest’epoca in cui le elite del mondo bancario-finanziario plasmano il destino delle nazioni sovrane quanto e forse più di eserciti e credi religiosi, un’epoca in cui le decisioni politiche sono prese lontano e di nascosto rispetto ai luoghi della democrazia, a porte chiuse.

«La parola segretezza è in sé ripugnante in una società libera e aperta e noi come popolo ci opponiamo storicamente alle società segrete, ai giuramenti segreti, alle procedure segrete. Abbiamo deciso molto tempo fa che i pericoli rappresentati da eccessi di segretezza e dall’occultamento dei fatti superano di gran lunga i rischi di quello che invece saremmo disposti a giustificare. Non c’è ragione di opporsi al pericolo di una società chiusa imitandone le stesse restrizioni. E non c’è ragione di assicurare la sopravvivenza della nostra nazione se le nostre tradizioni non sopravvivono con essa.

Stiamo correndo un gravissimo pericolo, che si preannuncia con le pressioni per aumentare a dismisura la sicurezza, posta nelle mani di chi è ansioso di espanderla sino al limite della censura ufficiale e dell’occultamento. Non lo consentirò, fin dove mi sarà possibile. E nessun membro della mia Amministrazione, a prescindere dal suo alto o basso livello, civile o militare, dovrebbe interpretare queste mie parole come una scusa per imbavagliare le notizie, soffocare il dissenso, occultare i nostri errori o negare alla stampa e al pubblico i fatti che meritano di conoscere. Continua a leggere Kennedy, la stampa libera e le società segrete

Guerrilla Marketing Elettorale

Guerrilla Marketing (si pronuncia guerriglia merchetting) è una definizione coniata dal pubblicitario statunitense Levinson negli anni ’80 e sta ad indicare una forma di promozione pubblicitaria non convenzionale e a basso costo ottenuta attraverso l’utilizzo creativo di mezzi e strumenti aggressivi che fanno leva sull’immaginario e sui meccanismi psicologici degli utenti finali.

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Praticamente ti trovi bombardato da tutti i lati da una campagna mediatico-elettorale tale da affermare un messaggio costruito di componenti separate.

Per esempio la campagna stampa delle primarie del lato centromancino e la pura finta di farle a centrodestra in attesa che torni Lui vi terranno attaccati per le parti più o meno intime ad un noiosissimo fatto di cui non vi fregerebbe nulla al solo scopo di (ri)leggittimare chi in questo momento è già al potere ed opera attraverso il governo tecnico.

Per far sembrar “di lotta” chi invece è “di governo”, a far sembrar impegnato in campagne civili chi si da a continui finti scontri e finte rottamazioni per le quali un Tabacci od una Bindi li si trova sempre da sacrificare all’audience.

Nel frattempo Monti taglia taglia, cuce per le banche, ritaglia via un pezzo alla volta delle famiglie, delle case, delle speranze per il futuro, del lavoro, della sanità, della scuola pubblica, delle ferrovia, dello stato sociale, dell’università, di quel poco che resta della ricerca scientifica. E questi ancora o rompere le balle con legge elettorale e primarie a pagamento e truccate pure.

Basta, esseri senza cuore e senza morale, possiate esser costretti vivere come costringete i vostri concittadini a fare.

Tasse, privatizzazioni e mercato

Il Teorema Tecnico è sempre il solito: c’è bisogno di sacrifici (tasse) e di risparmiare (privatizzazioni e dismissioni dei patrimoni pubblici), così creeremo anche concorrenza (mercato) con grande vantaggio dei cittadini (balla) nella comune casa Europea.

Vorrei ricordare che strangolare di tasse le famiglie, minacciarle attraverso i media di assurde conseguenze in caso non si ottemperi a seguire il Teorema Tecnico allo scopo di non avere reazioni sociali ad un simile strangolamento non è lo scopo ne il compito della politica, non lo è affatto. Inoltre alla comune casa Europea i sacrifici sembrano non bastare mai ed ancora una volta ci ha chiuso la porta in faccia contribuendo a svuotare di senso i sacrifici fatti.

Vero compito della politica permettere la dignitosa vita dei cittadini, la possibilità d’esprimersi ed associarsi liberamente, lo sviluppo della cultura, della socialità, del libero commercio, delle autonomie di usi e costumi anche locali ed il far di questi, come dell’ambiente e del paesaggio un tesoro da valorizzare (nel senso filosofico del termine, non in quello burocratico – ragionieristico di attribuirne un prezzo di mercato), è suo proprio compito creare condizioni migliori, favorire un progresso sano e sostenibile tenendo vive le migliori tradizioni e qualità di territori e popoli. L’Articolo 3 della nostra costituzione recita così:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Ragioni queste per le quali vedo con imbarazzo il proseguire a supportare codesto governo, i cui limiti sono ampiamente dimostrati in risultati, metodo, capacità d’innovazione, capacità di soluzione, prontezza di risposta.

Questi sono banchieri dell’ottocento che al cittadino lo trattan peggio dei cattivi raccontati in questo bel cortometraggio.

Appena alle prese con giocattoli come la regolamentazione della disciplina legale dei rapporti di lavoro (che non dovrebbe esser “Mercato del Lavoro” in un paese che su questo fonda la propria costituzione, e non sulla compravendita di muli da soma o sulla tratta di schiavi rapiti e poi battuti all’asta) e neanche sono capaci a riconoscere e valutare il danno che hanno fatto, neanche sanno contarsi le vittime (ad esempio i cosidetti esodati), per non parlare dello schifo fiscale che protegge solo i più ricchi ed attacca direttamente ed indirettamente le famiglie. Alcuni partiti tengono in vita questo scempio anche se, dall’affacciarsi ad alte percentuali del MoVimento 5 Stelle, cominciano almeno a lavarsene le mani, tuttavia son loro a tenerlo in vita. Se mai voleste spender 2 euro in qualche primaria o votarli alle prossime elezioni ricordatevi poi di non lamentarvene. Altrimenti risparmiatevi la fatica inutilissima delle primarie a 2 euro ed alle elezioni o votate 5 Stelle oppure chi volete tra quelli che si sono opposti ma per favore non votate loro. In ogni caso il 5 Stelle in parlamento ci sarà, e con vero piacere farà le pulizie di primavera.

Greenpeace: “Io non Vi Voto”

L’interessante campagna della potente associazione GreenPeace cavalca quella forma politica “protester” e, parzialmente, movimentista che i media mainstream e la classe politica attualmente al governo definiscono “antipolitica”.

Io non vi voto
Io non vi voto

Viene persino mutuato l’approccio tipico del MoVimento 5 Stelle nella creazione del parallelo “qualitativo” tra esponenti politici ed azioni politiche da essi effettuate: GreenPeace infatti sfida la politica “fossile”, in cui il parallelo tra immagini di politici vecchi (fossili) ed attività di governo favorevoli all’uso ed abuso di risorse anch’esse fossili come il petrolio ed il carbone risulta la ratio, la ragione ultuma, per cui quei candidati ed i loro partiti non verranno votati.

La personale opinione di chi scrive,di OrvietoCivica tutta, è che questa bella campagna ha il solo difetto di puntare più sulle cosiddette energie pulite (eolico, fotovoltaico ecc…) più che sul risparmio energetico. In questo noi ci sentiamo diversi ma detto questo è difficile non rispettare la meritoria opera internazionale dell’associazione e gli ancor più alti obbiettivi di un mondo pulito,sano, più sviluppato e moderno del nostro. Pertanto sposiamo e rilanciamo: Io non vi voto è lo slogan che compare sugli (anti)manifesti elettorali,  #iononvivoto è l’hashtag di Twitter della campagna e quello qui di seguito è il video di marketing virale che sta impazzando sulle reti sociali. Continua a leggere Greenpeace: “Io non Vi Voto”

Solidarità abusata

Solidarietà, forse non vi è noto, è un sostantivo che deriva dalla parola francese solidaire ed ha come suo significato principale quello etico-sociologico.

Sta correntemente ad indicare un atteggiamento di benevolenza e comprensione, ma soprattutto di sforzo attivo e gratuito, atto a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che ha bisogno di un aiuto.

 Solidarietà è benevolenza e comprensione, ma soprattutto di sforzo attivo e gratuito, atto a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che ha bisogno di un aiuto.
Solidarietà è benevolenza e comprensione, ma soprattutto di sforzo attivo e gratuito, atto a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che ha bisogno di un aiuto.

In pochi giorni c’è stato l’alluvione, una tragedia annunciata, poi lo sciopero generale trasformato nel solito pestaggio organizzato da parte di quarantenni in tenuta antisommossa (che in premio hanno ricevuto lo sblocco del turn-over, c’è bisogno di giovani in salute per menare le mani).

Naturalmente c’è stato il solito coro di solidarietà pelosa e sbavosa.

Chi è solidale con l’agente scivolato sul sangue altrui, chi è solidale con l’incapace al comando che ha causato gli scontri ed adesso sarà inquisito e contemporaneamente promosso, chi è solidale con chi ha perso tutto e promette e prometterà sostegno fino alle elezioni.

Uno schifo dopo l’altro. Si stanno perdendo di vista le comuni cause d’incapacità politica che sottendono a tutto questo e contemporaneamente viene chiesto uno schierarsi con o contro come se fosse etico e lecito lo stesso permettersi di chiederlo. Ebbene NO!

Non chiedetemi di esprimere solidarietà Continua a leggere Solidarità abusata