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Braccialetto elettronico COSP. Interrogazione.

ABBIAMO RACCOLTO LE DOVEROSE INFORMAZIONI E VALUTATO LA RISPOSTA DELL’AZIENDA E SUL BRACCIALETTO ELETTRONICO AI LAVORATORI I DUBBI RESTANO.

«Quella del controllo a distanza dei Lavoratori è una materia complessa e per la quale ci sono pieghe normative in cui ci si può infilare, come ricorda un famoso detto, la coda il diavolo. Analizzando la questione nel dettaglio si scorge il problema ed in questo caso il fatto che il braccialetto elettronico possa essere utilizzato come sistema di verifica della produttività e della posizione specifica di un singolo lavoratore. Secondo noi questo è un dato che si ottiene agevolmente incrociando il momento della raccolta che è rilevato dall’apparecchio personale indossato con l’anagrafica cui è connesso il bidoncino, tale anagrafica viene utilizzata anche dal Comune per attribuire eventuali sconti soprattutto sul minore quantitativo di indifferenziato, cioè del sacco nero, permette di conoscere la posizione precisa in tempi precisi. Questo pone una problematica rilevante dal punto di vista giuslavoristico ed andrà, al nostro avviso, normata in maniera decisa potendo considerato controllo a distanza del lavoratore e questo effetto grande fratello è contrario al diritto ed alla dignità del lavoro e del lavoratore. Ma al netto di questa considerazione va detto che il comune non è stato interpellato su tale materia eppure è il committente ed è uno dei firmatari degli accordi, dei contratti e degli appalti che, a questo punto, bisogna chiarire se quantomeno prevedevano l’utilizzo di questo tipo di tecnologia così invasiva e così lontana dai principi della dignità del lavoratore e, secondo noi, così sbilanciata a favore di chi l’azienda la guida. Abbiamo interrogato il sindaco Germani proprio per sapere se da un lato lui era cosciente che sarebbe stata scelta questa strada in cui la tecnologia da miglioramento delle condizioni del lavoratore diventa strumento per tenerlo sotto controllo , e dall’altro se tale scelta aziendale prevista nei capitolati che come comune abbiamo firmato.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Sarà uno degli argomenti in discussione nel prossimo Consiglio Comunale. Aggiungiamo però una considerazione che è quella che una verifica quantitativa, utile anche in azienda per dire quanto sono stati rapiti a fare la raccolta dei bidoncini, potrebbe essere una contrapposizione alla qualità del lavoro ed alla sicurezza di chi vuole una città senza che gli operatori della raccolta e dello spazzamento siano costretti ad inseguire tabelle di marcia facendo a gara a chi accelera di più. Occorre il rispetto dei tempi, ma occorre lavorare bene e con rispetto della sicurezza e della tranquillità dei cittadini.

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Alberi “ammalati” e tagli indiscriminati.

Per i greci il platano (P. orientalis), pianta dedicata a Giove, era sacro, ed in molti luoghi fungeva da albero del villaggio. Ad Orvieto gli alti concetti però non hanno spazio ed ormai troppo spesso dei platani e degli alberi in città non resta che la base segata e per qualche mese le foglie che ricrescono con giovani rami in basso fino a quando non vengono strappate via, forse dalla stessa mano che tagliò il tronco pieno e forte che è ancora visibile in piazza XXIX Marzo.

Anche di questo Platano dicevano che era malato. Abbiamo chiesto le carte che lo dimostrino. Non ci sono state mostrate pare le abbiano viste solo quelli della maggioranza che parlano dagli scranni più alti con sicurezza di questa “malattia degli alberi” senza neanche dire quale fosse.
Già sentito, vero?
Bene, ma qualcuno a questi signori li ce le deve pure avere messi col voto e con il sostegno alla loro politica.
E quel qualcuno è sicuramente attorno a molti di Voi.
Domandategli:
Ma che fine fa un Platano tagliato?
Ha un mercato?
Ha un valore?
Si, sono domande retoriche però hanno una risposta concreta e misurabile.
Grossolanamente calcolate che un albero con un diametro di poco meno di un metro come quello in foto ha solo per il tronco e per i primi 6 metri un peso che può arrivare alle tre tonnellate (senza i rami e calcolando il decremento del diametro).
Difficile fare stime sulla sramatura e poi nel caso di uno sfruttamento produttivo si tronca, scorteccia e seguono lisciviazione, taglio, stagionatura ed essiccazione per finire sulla eventuale lavorazione finale (mobili, finiture, attrezzature sportive, manici di attrezzi) ma non è certo una cifra indifferente e giustifica sicuramente dell’interesse.
Questa degli alberi “ammalati” a chiacchiere è una cattiva pratica di amministrazioni distanti. Per gli atti occorrono impegni di spesa giustificati da firme di chi ne è responsabile.

Per questo serve tutto l’aiuto dei cittadini: contattateci info@orvieto5stelle.com, fotografate gli scempi, pubblicateli e taggateci su Facebook www.facebook.com/orvieto5stelle).

Noi faremo la nostra parte perchè indegno agire diversamente da come sia utile per la comunità e sottrarre ai cittadini la possibilità di sapere quale sia il reale motivo accampando frasi di rito come “era ammalato”.
Intanto giova ricordare sempre che il primo atto bloccato al Movimento 5 Stelle di Orvieto è stato quel codice etico chiamato “Carta di Pisa” che impedisce a consiglieri, funzionari ed amministratori del Comune di avere rapporti con ditte ed aziende che possano avere guadagni dagli interventi pubblici come, ad esempio, il taglio degli alberi?
Eh, già.
A pensar male si fa peccato, però di solito ci si prende.

Ambiente: Pulizia, Vivibilità, Zero inquinamento, Zero rifiuti, Zero rischi ambientali

Alcuni punti per parlare d’ambiente, ambito di qualuque programma politico che non sia pura demagogia nell’Italia contemporanea.

alluvioneNon solo la disponibile conoscenza ma anche recenti eventi dell’alluvione richiamano le “teste pensanti” ad affrontare in maniera realistica le dinamiche dei territori in cui noi viviamo e lavoriamo. Per cui insieme a punti di riferimento quali la strategia rifiuti zero e la totale tracciabilità dei rifiuti per l’applicazione della tariffazione puntuale si deve lavorare a ad un’idea condivisa di tutela dinamica del territorio.

I fiumi superano gli argini, la terra, prima o poi trema, le esigenze sociali possono superare rapidamente le pianificazioni.

La nostra è una realtà in evoluzione ed Orvieto, la città che immaginiamo, progredirà rapidamente e lo farà tutelando il territorio, in puliza, in piena e sempre maggiore vivibilità e con Zero inquinamento, Zero rifiuti, Zero rischi ambientali.

Programma Orvieto 5 Stelle (m5s Orvieto città)
Ambiente: Pulizia, Vivibilità, Zero inquinamento, Zero rifiuti, Zero rischi ambientali

Come sempre quella che segue è l’attuale proposta di un programma in continuo divenire, che si arricchisce giorno per giorno ed è perto ai contributi (ed alle critiche, vedi programma completo: https://orvieto5stelle.com/programma)… Continua a leggere Ambiente: Pulizia, Vivibilità, Zero inquinamento, Zero rifiuti, Zero rischi ambientali