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Giornata mondiale della giustizia sociale 2019

LA FIGURA DI PERTINI PUNTO DI RIFERIMENTO NELLA GIORNATA DEDICATA ALLA GIUSTIZIA SOCIALE.

La giustizia sociale per tutti è al centro della missione globale che l’ONU svolge per promuovere sviluppo e dignità umana. Il 20 febbraio è la data scelta per rammentare all’ opinione pubblica mondiale che occorre raddoppiare gli sforzi di tutti gli Stati membri per assicurare un mondo più giusto ed equo, veramente per tutti.

Vogliamo ricordare le parole in tal senso dell’amato presidente Pertini, a cui è dedicato il nuovo ponte di Orvieto.

Segue il messaggio del Segretario Generale in occasione della prima giornata di questa ricorrenza internazionale:

“In occasione della Giornata Mondiale della Giustizia Sociale, vediamo purtroppo molti luoghi in cui le opportunità sono cresciute solo per pochi, mentre le disuguaglianze sono aumentate per molti.
Le crescenti disuguaglianze minano il cammino della comunità internazionale nel suo sforzo di liberare dalla povertà milioni di persone e a costruire un mondo più equo.
Le falle sono visibili nella caduta del livello dei salari per donne e giovani e nella limitazione dell’accesso a educazione, servizi sanitari e lavori soddisfacenti.
Occorre rafforzare e costruire istituzioni e sviluppare politiche che promuovano uno sviluppo inclusivo. Continua a leggere Giornata mondiale della giustizia sociale 2019

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In malafede chi mette in dubbio il Reddito.

LA PRESUNTA MALAFEDE DEGLI ITALIANI VIENE USATA DA SEMPRE PER IMPEDIRE OGNI PROSPETTIVA DI MIGLIORAMENTO SOCIALE.

di Lucia Vergaglia

Tutti i provvedimenti possono fare essere letti con il filtro sapiente della distorsione.
Quindi ci potrebbe essete anche l’imprenditore farabutto che assume per accaparrarsi le mensilità del reddito e licenziare? Certo i sistemi truffaldini e di sfruttamento ci sono e se ne possono sempre escogitare, ma quando il mercato del lavoro pulito diventa concorrenziale e premiante diventa più arduo scegliere di rimanere al buio.
La rivoluzione copernicana del reddito di cittadinanza è quella di investire nei lavoratori perché già dal momento in cui lo si percepisce si entra nel circuito che economicamente e moralmente ci si proietta verso l’occupazione.
In tutti i decenni in cui ho sentito parlare di politiche per lo sviluppo il tema era sempre lo stesso:

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Orvieto, Umbria: Il reddito di cittadinanza (e gli insulti di chi non lo vuole)

SPERANZA PER I CITTADINI. RABBIA PER CHI OSTEGGIA OGNI IPOTESI DI EQUITÀ SOCIALE E PER I DENIGRATORI DI PROFESSIONE. PER NOI UN PRIMO CORONAMENTO DOPO ANNI DI TENACE ATTIVISMO PERCHÉ NESSUNO FOSSE LASCIATO INDIERO.

Anni di impegno dei cittadini prestati alla politica ed all’attivismo civico per liberare quella parte della popolazione italiana dalla morsa di una povertà contro la quale ogni altra ricetta a fino adesso fallito e liberare le istituzioni dai meccanismi di scambio clientelare che questa situazione ha purtroppo favorito.

Ogni famiglia sa quanto può essere importante questo tipo di iniziativa di welfare e di investimento sul capitale umano nazionale, da parte nostra questa era la strada da percorrere e per la quale ci siamo impegnati come attivisti nei famosi tempi non sospetti e quindi per la quale rivendichiamo di essere parte del risultato nel bene e, Come sta accadendo virgola sappiamo di essere bersaglio di insulti ed aggressioni verbali da parte di chi osteggia da un lato l’equità sociale e dall’altro l’aver sottratto preziosi “clientes” ai partiti. Passo dopo passo abbiamo fatto in modo che le cose cambiassero, tutti noi.

Per questo come cittadini ne siamo finisci ma come attivisti ne siamo orgogliosi sentendo di essere stati parte di questo passaggio.

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Cos’è il Reddito di cittadinanza?

IL REDDITO DI CITTADINANZA NON È UNA MISURA ASSISTENZIALE

Che sia chiaro: con il reddito di cittadinanza non te ne stai a casa, anzi. Rimetteremo in moto i centri per l’impiego, sarai obbligato a frequentare dei corsi di formazione e se non accetti i lavori che ti verranno proposti, perderai il sussidio.
Sarà una manovra economica che stimolerà la crescita, le famiglie torneranno a spendere e ripartiranno i consumi.

Fatelo sapere a tutti!

Perchè il reddito favorisce la competitività

I BLABLABLA SULLA COMPETITIVITÀ NON HANNO SPRONATO I CITTADINI PIUTTOSTO NE HANNO FRUSTRATO LE ASPETTATIVE E FIACCATO LA TENUTA SOCIALE. PER CRESCERE OCCORRE METTERE AL CENTRO IL REDDITO, COME FANNO IN TUTTO L’OCCIDENTE.

I conti economici vanno rispettati e tenuti aggiornati. Gli scenari relativi ai prezzi ed agli incrementi delle riserve e delle bilance commerciali devono essere rigorosi. Ciò che non deve essere fatto è il puro esercizio del far di conto per avvalorare le proprie tesi alimentando il disamore per il lavoro, qualificando il valore dei beni e dei servizi oltre che del tempo stesso della vita. È un periodo assurdo quello che da indizio crisi abbiamo vissuto nel quale veniva scoraggiata l’emulazione principio cardine del Progresso sociale ed economico ed avvalorata invece l’invidia ed il discriminare i meno fortunati che hanno avuto la colpa di nascere in generazioni successive a quella del boom economico oppure solo a quella del posto fisso. Quei ministri ti insultavano i giovani che andavano via o che semplicemente pretendevano il rispetto ed il non essere chiamati “choosy” mentre metteva sul lastrico intere famiglie di esodati sono Continua a leggere Perchè il reddito favorisce la competitività

La Regione fanalino di coda

L’UMBRIA È LA REGIONE DEL CENTRO NORD MAGGIORMENTE IMPOVERITA.

E così mentre i soliti espertoni dell’analisi politica cercano di dare delle risposte e felpate a giustificare un risultato elettorale fatto di giustificata volontà di rinnovo, l’Istat ha diffuso il nuovo dato sulla povertà relativa e la situazione in Umbria è sempre più drammatica. Non solo con il 12,6% la nostra regione è ultima in tutto il centronord con un dato più che doppio rispetto alla vicina Toscana, ma per la prima volta il dato umbro è più alto della media nazionale. Continua a leggere La Regione fanalino di coda

Le sfide future del lavoro si affrontano oggi.

AFFRONTIAMO OGGI LE PROSSIME SFIDE DEL FUTURO.

Era lo scorso novembre ed a Palazzo dei sette Organizziamo un incontro sulle problematiche del lavoro prossimo venturoe sull’idea che avevamo noi per affrontare e superare la naturale crisi che l’innovazione avrebbe potuto portare sui territori. Si partiva dal progetto del MoVimento 5 Stelle animato dal professor Domenico de masi, e con la presenza di una delle relatrici la portavoce alla Camera dei Deputati Tiziana ciprini, da cui è scaturito il libro lavoro 2025. A questo avevamo affiancato una serie di iniziative locali che poi sono state trasformate in atti al consiglio comunale approvati all’unanimità Anche dalla destra e dalla sinistra che in questo momento è maggioranza ad orvieto. La questione è molto semplice e riguarda tutti: Come si può affrontare la perdita e la necessaria riqualificazione del Lavoro in presenza di un automazione talmente spinta da permettere che arrivino a sostituire le persone dei veri e propri robot.

Va detto che in molti avevano scosso la testa perché l’impatto di tecnologie e di robotica sembra in questa regione è ancora molto lontano. Questo Almeno fino ad oggi cioè a pochi mesi di distanza da quando cominciavamo ad ammonire gli amministratori e i lavoratori di quanto ci aspettavamo che potesse accadere rapidamente. Adesso il problema c’è è reale e tangibile anche nella nostra regione ed in questa provincia visto che a Terni, proprio alla Acciai Speciali che ne é la fabbrica simbolo, stanno arrivando i primi robot.

Ora che il problema è dato concreto c’è una possibilità che si cominci a ragionare su questo nuovo modello del rapporto tra lavoro innovazione formazione e reddito che Deve necessariamente essere declinato sui territori anche dalla politica locale. Infatti in quello stesso convegno, Lucia vergaglia consigliera comunale del MoVimento 5 stelle, pose una serie di punti di riferimento che sono divenuti parte dell’azione di governo della città anche se partiti dalla nostra opposizione. Si tratta di in dov’è che anche le macchine comunali come abbiamo cominciato a fare noi qui ad Orvieto.

Innanzitutto il comune deve prendere l’iniziativa a diventare sede di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro e punto di riferimento della formazione e riqualificazione dei lavoratori cosa che adesso è possibile grazie ad alcune modifiche normative. Prima infatti era tutto demandato agli sportelli provinciali Ma la provincia è stata quasi del tutto spogliata di risorse e quindi almeno che non sei nel capoluogo ha molte difficoltà a rinnovare se stessa e ad incidere nella vita dei cittadini. Il comune è diverso è molto più vicino alla realtà del territorio e può disporre, tra servizio civile ed alternanza scuola lavoro, anche di risorse aggiuntive che se correttamente indirizzate, assieme al personale riqualificato del comune, possono reagire più rapidamente di quanto si è visto fare fino a ora. A questo raggiunta la necessaria innovazione degli Statuti cioè delle costituzioni su cui si basano i comuni stessi, le quali sono autonome per ogni singolo comune, e che devono indicare che la macchina amministrativa possa incidere e puntare alla migliore e massima occupazione del territorio dando così spazio alla politica ed alla funzione regolatoria dei comuni per rimuovere le eventuali barriere al lavoro ed avvicinare maggiormente alla cultura dell’occupazione stabile e di qualità sia L’impresa che i cittadini stessi. In realtà è un primo passo lo facemmo quando facemmo a approvare che il csco, cioè il centro studi città di orvieto, non si limitasse alle proposte universitarie soprattutto per gli stranieri Ma si comincia a essere impegnati nella formazione continua Ed in quella obbligatoria dei professionisti. Insomma le sfide ci sono ed in presenza di una più moderna organizzazione comunale anche qui nel piccolo del territorio possiamo fare la nostra parte perché non si venga colti di sorpresa con l’arrivo della robotica e dell’Agricoltura di precisione basata anche sui droni. Piuttosto vogliamo governare questo processo per diventare una area di riferimento e favorire Il ritorno dei tanti giovani che si sono Allontanati e perché no la residenzialità dei nuovi lavoratori.

E per farlo servono innovazioni non solo culturali o tecnologiche ma anche di funzionamento delle macchine amministrative e noi le abbiamo messe in campo da tempo pur essendo all’opposizione come minoranza compressa tra un ex maggioranza dei tempi di Toni Concina ed una maggioranza che invece ha portato elettoralmente al successo Giuseppe Germani. Ecco noi ci siamo dimostrati in grado di guardare oltre e mantenere la nostra prospettiva alternativa ad entrambi virgola senza gettare ciò che di buono hanno saputo fare e senza limitarci a fare una sterile politica del no. In realtà siamo quelli che stanno tracciando le linee del prossimo futuro e di una Orvieto in grado di cogliere le sfide che ci arrivano progresso punto

Lavoro2025 ad Orvieto

Nel pomeriggio di Venerdì 17 novembre, al palazzo dei Sette in Orvieto, il Movimento 5 Stelle ha presentato i risultati di “Lavoro 2025”, il primo studio previsionale che, a partire dall’inarrestabile rivoluzione tecnologica in corso, cerca di descrivere quali caratteristiche avrà il mondo del lavoro nel prossimo decennio.Si tratta di un progetto elaborato in seno al M5S e sviluppato da Claudio Cominardi e Tiziana Ciprini, portavoce M5S e membri di Commissione Lavoro, che è confluito in uno studio che è già considerato un importante strumento di programmazione per le future politiche del lavoro, ma anche educative, formative, industriali e di welfare e che è stato elaborato in collaborazione con l’eminente sociologo del Lavoro Domenico De Masi sulla base di un metodo scientifico (Delphi): undici esperti in differenti materie e con approcci differenti hanno fornito il proprio contributo ignorando l’identità del committente, il Movimento 5 Stelle. Tutte le analisi sono stati ulteriormente incrociate e vagliate sottoponendo così le valutazioni e le conclusioni a un intenso processo critico che intende rispondere a domande come “Quali saranno gli effetti del progresso tecnologico sull’occupazione? Quale sorte attende i Neet, i giovani che non studiano e non sono alla ricerca di un lavoro? Come è possibile conciliare produttività e reddito di cittadinanza?”
Lo studio infatti inquadra tutte le questioni fondamentali che sono al centro di quel delicato meccanismo di equilibrio tra domanda e offerta che è il mondo del lavoro in una società che da industriale diventa postindustriale.
La deputata Tiziana Ciprini ha condotto l’incontro di Orvieto assieme al senatore Stefano Lucidi, alla parlamentare europea Laura Agea, alla portavoce M5S in Regione MariaGrazia Carbonari ed alla portavoce M5S in Comune, l’avv. Lucia Vergaglia,

«Sono orgogliosa di aver potuto portare ad Orvieto la presentazione di un lavoro così importante e ed approfondito. Conosco i lavori di De Masi da sempre e da giuslavorista, con tesi in diritto nelle nuove forme di lavoro ai tempi delle prime esperienze di telelavoro, ne ho apprezzato la capacità di mettere in relazione elementi appartenenti a discipline distanti come diritto, economia, tecnologia e variabili sociali. Anche nei centri come Orvieto, che non sono esattamente distretti industriali o città metropolitane, le nuove tecnologie stanno influenzando profondamente il rapporto col lavoro: nelle nostre filiere produttive dal campo alla tavola dove all’esperienza dei produttori si affianca la tecnologia delle macchine e l’internazionalizzazione dei controlli a distanza degli strumenti, così come nelle relazioni tra i cittadini e le istituzioni in cui la presenza degli uffici è sempre più sostituita da applicativi online fino ad arrivare alle scuole sempre più coinvolte in processi innovativi e la recente apertura di un centro dedicato all’intelligenza artificiale sul nostro territorio lo dimostra. Conoscere l’impatto a medio e lungo termine di questi cambiamenti è, secondo noi, indispensabile ai cittadini per le loro scelte di lungo periodo ed agli amministratori per essere in grado di dare ai propri cittadini le migliori prospettive possibili, al netto della fede politica di appartenenza. Stiamo vivendo tempi difficili in cui le sicurezze vengono messe in discussione e gettare le fondamenta del rilancio dei nostri territori dipende non solo da quanto siamo bravi ad amministrare il lascito del passato ma, soprattutto, se sapremo riconoscere rischi ed opportunità che decliniamo al futuro ma che sono già quasi il presente. Noi questa sfida l’abbiamo già accettata.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Proposta europea per il reddito minimo garantito.

A Perugia il report sul #RedditoMinimoGarantito preparato per la commissione Occupazione e Affari Sociali del Parlamento Europeo, uno strumento fondamentale per arginare gli effetti sociali della crisi economica e incentivare politiche attive in grado di creare posti di lavoro sostenibili!

La povertà e l’esclusione sociale sono diventate una vera e propria emergenza europea e non ci fermeremo fino a quando non ne saremo usciti senza lasciare indietro nessuno!

Nell’occasione sarà presentato lo studio che commissionato a nome del gruppo EFDD sui #TransitionJobs, un progetto concreto e realizzabile su cui ci stiamo impegnando con @M5S_Europa per creare una nuova occupazione qualificata e sostenibile!
A presentarlo sarà direttamente l’eminente economista statunitense Waren Mosler, ideatore della “Teoria della Moneta Moderna”.

Prof. Warren Mosler

Noi ovviamente ci saremo.

Coordinate:
Sabato 25 febbraio alle ore 16:00
Sala dei “Notari” del Comune di Perugia

Riduzione del personale nelle banche orvietane

In questi giorni i cittadini che seguono le reti locali hanno potuto seguire le discussioni su Baratto Amministrativo e Reddito di Cittadinanza. Discussioni molto accese come è giusto che sia quando si parla di temi dall’impatto rilevante sul modo di vivere e lavorare di un’intera città, su come possano essere volano di sviluppo ed ammortizzatore nelle crisi.

La parte più accesa del confronto, quando è diventato chiaro che avrebbe prevalso il NIET della destra alla proposta sul reddito avanzata da Sel e MoVimento 5 Stelle è stata l’aspra reprimenda all’indirizzo di quei consiglieri che lavorano nel mondo bancario.

Dal M5S la posizione espressa da Lucia Vergaglia è stata netta.

Lucia Vergaglia (M5S)
Lucia Vergaglia (M5S)

«Oggi quella bancaria è una delle categorie lavorative del privato non ancora travolta dalla crisi, ma adesso sta per toccare anche a voi lo stesso destino del resto del mondo impiegatizio. Voi che avete avuto in questi anni un osservatorio privilegiato che poteva seguire i flussi di denaro destinato al lavoro delle imprese od i risparmi delle famiglie ed il valore sempre più scarno dell’investimento nel mattone votate contro o vi astenete dalle iniziative sul reddito. Non vi rendete conto che tra poco tocca anche a voi fare i conti con le riduzioni del personale, la ricerca del lavoro, il job act che è peggio della Fornero? Dovreste essere in prima linea.»

C’è stato chi ha risposto direttamente, chi ha fatto gesti scaramantici e lo stesso presidente del Consiglio Comunale Pettinacci ha dovuto richiamare all’ordine.

Ebbene sono passati appena dieci giorni, non dieci settimane, mesi o anni, dieci brevissimi giorni per darci ragione con la Rappresentanza Sindacale Aziendale FABI della Cassa di Risparmio di Orvieto che chiede un intervento PUBBLICO Continua a leggere Riduzione del personale nelle banche orvietane