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Orvieto e l’Umbria senza credito

NON C’È PACE PER LE NOSTRE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, STRETTE TRA LA CRISI ED IL CREDIT CRUNCH BANCARIO. IL MODELLO REGIONALE NON FUNZIONA PIÙ E L’UMBRIA SCIVOLA ULTIMA IN CLASSIFICA…

Così come con il PIL ed il passaggio della nostra regione Umbria da sviluppata a “regione di transizione” che nel burocratico linguaggio europeo vuol dire semplicemente che non rispetta gli standard minimi comunitari dei luoghi e dei territori in cui c’è sviluppo economico e prospettive.

Questa volta il credito alle imprese sotto accusa e non da parte del MoVimento 5 Stelle o dei consiglieri dei singoli comuni, ma è il rapporto della cgia di Mestre che ha fatto saltare sulla sedia tutti coloro che si sono dovuti sentire dire, nel corso di questi anni, che andava tutto bene e che il sistema Umbria con il suo modello Cooperativo ed imprenditoriale , con le sue banche vicine al territorio, era un esempio di sostenibilità e di sviluppo. Invece è vero il contrario.

Ed è ancora più grave la sottolineatura del centro studi che indica come ci sia un grande iato, una vera e propria soluzione di continuità a fare da netta separazione, crea il tessuto delle piccole e medie imprese a cui si chiedono dei tassi anche doppi nell’interesse da corrispondere al sistema bancario rispetto alla grande azienda. Così mentre diventa quasi Impossibile avviare un processo di innovazione partendo dalle peculiarità territoriali e dalle startup che incontrano le difficoltà a consolidarsi ed assumere anche e soprattutto per la mancanza di un sistema di credito proattivo abbiamo che il grosso della movimentazione interessa i soliti grandi gruppi. In questa regione molto più che altrove. Ed un motivo ci sarà. Alla vigilia della presentazione della relazione di segreteria della consulta per lo sviluppo economico del territorio orvietano Lucia Vergaglia, la nostra voce del MoVimento 5 Stelle è responsabile appunto della consulta sottolinea le tante grida l’allarme lanciate proprio nel consiglio comunale di Orvieto dal gruppo M5S.

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Mal di #fakenews su Le Crete

ABBIAMO DOVUTO SOPPORTARE ORMAI 5 ANNI DI FALSE NOTIZIE SULLA DISCARICA E SU DI NOI.

È un gioco delle parti che sta facendo soltanto male ad Orvieto ed agli orvietani quello in cui di volta in volta vengono chiamati in causa i gossip più disparati pur di acquisirne un vantaggio politico invece che operare una vera ed autentica politica per l’ambiente.

Per anni da quando Virginia Raggi è diventata sindaco di Roma si sono alternati da destra e da sinistra quelli che hanno annunciato l’arrivo imminente dei rifiuti della capitale , e non le seconde linee ma praticamente gli esponenti del consiglio comunale ed addirittura le segreterie politiche.

Per paradosso invece hanno inteso bocciare l’unico atto politico difensivo portato avanti dal capogruppo Lucia Vergaglia che affrontava in termini di tutela legale preventiva già dal giugno 2016 la questione della incombente emergenza delle città umbre non in linea con la differenziata.

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Lavori nelle feste di Natale 2018

FIATO SUL COLLO ANCHE DURANTE LE NOSTRE FESTE NATALIZIE TRADIZIONALI. OGGI AD ESEMPIO VA COSÌ.

Alle 12:00 di oggi cioè poco più di un’ora dal momento della pubblicazione di questo articolo si riunisce la prima commissione consiliare, cioè la cosiddetta conferenza dei capigruppo, per confrontarsi col Sindaco in relazione alla sentenza 680 del Tar dell’Umbria che ci vede soccombere in un atto nel relativo ai lavori in discarica.

Questa convocazione è stata voluta con forza dalla ex maggioranza te non si lascia sfuggire l’occasione di un attacco politico e che ha riservato anche a noi un duro già chiuso dato che ci coinvolge ed accomuna al PD ogni volta che può. Alla ex vicesindaco Tardani che aveva firmato per le l’espansione delle discariche ci siamo anche un pochettino stancati di rispondere dopo quella tempesta di fake news che ha lanciato a giugno. In ogni caso se era per loro neanche partiva il ricorso al TAR e quindi fa ridere che adesso si lamentino che non sia andato bene. Invece è doveroso per noi esserci così possiamo chiedere la cronistoria delle vicende della discarica fin dai tempi precedenti al governo in cui la stessa Tardani è stata prima assessore all’ambiente e poi vicesindaco. Da parte nostra infine insisteremo nel chiedere di portare la questione dal TAR fin davanti al Consiglio di Stato per ribaltare il risultato.

A seguire nel primo pomeriggio c’è anche il Consiglio comunale

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La sanità nella legge di bilancio 2019

L’INTERVENTO DEL MINISTRO GIULIA GRILLO E LA NOTA DI LUCIA VERGAGLIA

“Reddito di cittadinanza e quota 100 sono i principali impegni che avevamo preso in campagna elettorale e finalmente sono realtà.

Ma voglio parlare dell’importante lavoro che governo e parlamento hanno fatto sulla sanità e che mi rende soddisfatta del testo uscito ieri dal Senato.
Abbiamo aggiunto altre risorse al miliardo programmato per il Fondo sanitario nazionale.

Ci sono 4 miliardi in più da investire nel fondo per l’ammodernamento delle strutture sanitarie, contro rischio sismico e antincendio, 350 milioni in tre anni per combattere i tempi di attesa per esami e visite, ci sono più borse di studio per i futuri specialisti e medici di base, ci sono più fondi per la ricerca e per i nostri IRCSS, e una particolare attenzione al ruolo sociale delle farmacie rurali che rischiavano di sparire.

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Le priorità per Orvieto 2019

ABBIAMO GIÀ UN PROGRAMMA ARTICOLATO, IN CONTINUITÀ CON L’AZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE, ADEGUATO AI TEMPI CHE VIVIAMO E PROIETTATO AL FUTURO. SU QUESTO BISOGNA DEFINIRE LE PRIORITÀ, I FAMOSI PRIMI 100 GIORNI.

Cominciare da subito a mettere in sicurezza la macchina comunale dotandosi di adeguate professionalità e competenze in linea coi tempi e con le prospettive del periodo 2019-2024? Oppure intervenire da subito sulla questione della ruolo di Orvieto e del suo territorio nella regione Umbria mettendo in discussione il rapporto malsano con i palazzi di Perugia e con la provincia di Terni per i quali la vostra città, magnifica, non è che una Cenerentola di cui ci si ricorda quando serve uno spazio in discarica. Attivare immediatamente la verifica di contratti ed accordi oppure prendersi il tempo E dedicare risposte per una dovuta diligenza che li possa confermare e possa risolvere stragiudizialmente tutte quelle clausole che ci vedono messi con le spalle al muro senza contropartita?

Insomma da quali ambiti cominciare e produrre risultati nei primi 100 giorni e cosa invece incasellare i documenti di contabilità armonizzata per i quali si assegnano le adeguate risorse ma in questo caso necessariamente vengono discussi nel consiglio comunale ed attivati dal 2020? Quali le prime ordinanze del Sindaco e quali i primi deliberati della Giunta? Quali proposte presenterà invece per la discussione la eventuale maggioranza che avrà sostenuto Lucia Vergaglia ma che eticamente andranno discusse con tutte le forze politiche in Consiglio comunale?

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Consiglio comunale Natale 2018

ALTRO CHE VIAGGI E RELAX. ANCHE NELLE FESTIVITÀ NATALIZIE L’IMPEGNO NON MANCA.

Ma noi non ci facciamo il problema e saremo in prima linea. Si discuterà prevalentemente del Piano “partecipate” del comune di Orvieto e poi ci sono diversi punti all’ordine del giorno interessanti. Questi i nostri:

  • Interpellanza al Sindaco presentata dalla Consigliera Vergaglia in merito alla “Leale collaborazione tra Comune e Centri per l’impiego”;
  • Mozione presentata dalla Consigliera Vergaglia in merito a:”Nonni Civici”;
  • Mozione presentata dalla Consigliera Vergaglia in merito al codice etico per chi intende lavorare con il Comune di Orvieto;
  • Mozione presentata dalla Consigliera Vergaglia per coinvolgere il terzo settore nel contrasto alle forme di sfruttamento dell’accattonaggio;
  • Mozione presentata dalla Consigliera Vergaglia in merito a: “Orvieto ciclabile: adotta una rastrelliera”;

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Orvieto tra rischio Swap e finanza locale

L’EX ASSESSORE AL BILANCIO DI ORVIETO CI HA ADDIRITTURA SCRITTO UN LIBRO. UN EX SINDACO LI DEFINIVA “INVESTIMENTI”. IL REALTÀ QUEI CONTRATTI FINANZIARI CONTINUANO A FARE DANNO.

Il punto che in teoria di contratti finanziari basati su quel complicato insieme di strumenti derivati che comprendono i cosiddetti Swap dovevano servire ad assicurare una miglior gestione del debito del comune in termini di costo. Cioè praticamente dovevano essere usati per mitigare il tasso di interesse sull’esposizione confronti delle banche o di cassa depositi e prestiti. Invece si è dimostrata una trappola anche perché basata su un equivoco di fondo: con gli swap infatti si scommette basandosi su delle previsioni economiche, e la previsione dell’andamento dell’economia generale, non locale, non è qualcosa per la quale i comuni sono attrezzati anzi considerata la crisi di questi anni sembra non sia attrezzato quasi nessuno tranne chi vende e propone questo tipo di contratti.

Il mestiere del Comune è quello di amministrare un territorio e governare l’assetto dell’ente locale nei suoi rapporti con i cittadini fornendo quell’insieme di servizi ed opportunità che le varie fasce della popolazione e le loro espressioni organizzative come enti senza fini di lucro oppure aziende che intendono affermarsi devono trovare e poter utilizzare in maniera feconda.

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CULTURA, TURISMO E LAVORO

A PROPOSITO DELLE POLEMICHE SUL SITO TURISTICO DI ORVIETO NON DOVREMMO AVERE MAGGIORI ATTENZIONI PER TUTTO IL COMPARTO?

In #Italia circa la metà dei musei non dispone di un sito web, un account social, contenuti in lingua straniera o personale che parla inglese. Siamo la terza economia del continente, ma siamo anche tra i meno informatizzati d’Europa.

Secondo Oxford Economics, se sviluppassimo l’economia turistica investendo sui contenuti online e allineandoci con la media europea, il Pil crescerebbe di circa l’1% e la domanda turistica del 10%, un dato quantificabile in circa 250mila nuovi posti di lavoro.

Questo al netto delle considerazioni sullo nuovo bilancio europeo che porta i fondi per la cultura a 2,8 miliardi di euro.

Assieme al Csco Centro Studi città di Orvieto) prossimo incontro della consulta per lo sviluppo economico dell’orvietano approfondiremo anche questa tematica con un occhio volutamente di prospettiva che superi le prossime elezioni e che metta a fuoco le situazioni su cui puntare nei prossimi anni.

Istat – Istituto Nazionale Di Statistica: https://goo.gl/JtuzKJ

Oxford Economics: https://goo.gl/omv8JK

Il Sole 24 ORE: https://goo.gl/46xzM4

Corriere della Sera: https://goo.gl/gmS1xY

Il Fatto Quotidiano: https://goo.gl/69BPZX

Gli Stati Generali: https://goo.gl/dWvUfx

#LincMagazine: https://goo.gl/44mtDf

Piroetta Piave

CON UN IMPROBABILE DIETROFRONT GERMANI FIRMA UN DOCUMENTO CHE CONTRADDICE GLI IMPEGNI ASSUNTI SULLA EX CASERMA PIAVE.

Un’autentica piroetta quella di Germani che nonostante il mandato del Consiglio comunale ed il pronunciamento della Giunta che destinava l’ex caserma Piave ad accogliere il Tribunale europeo unificato dei brevetti ha deciso di rispolverare una vecchia proposta ex sindaco Concina e tentare la via di un protocollo di intesa (per loro non impegnativo) con una associazione di università statunitensi per ospitare in loco qualche corso.

Va detto a chiare lettere che questa iniziativa rappresenta un ostacolo ad ogni azione politica o volta a portare il Tribunale unificato dei brevetti ad Orvieto non solo perché la caserma non risulta sulla carta più disponibile ma perché Continua a leggere Piroetta Piave

RURAL PROOFING. UN’OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO

È GIUNTA L’ORA DI COMINCIARE UNA SERIA VALUTAZIONE DELLE POLITICHE PER LE AREE RURALI. OCCORRONO STANDARD E RIFERIMENTI CONDIVISI.

Anni di investimenti nella creazione di posti di lavoro nelle imprese locali, ad esempio, possono essere pregiudicati dalla decisione di chiudere una scuola locale.
Per garantire che i territori rurali possano sfruttare appieno il loro potenziale, tutte le politiche dovrebbero quanto meno puntare nella stessa direzione. Un aspetto doppiamente importante in un’epoca come la nostra, con i bilanci pubblici messi a dura prova e costantemente sotto esame. In tale contesto, il rural proofing può essere un potente strumento per ottimizzare le risorse e garantire il potenziamento e la complementarietà delle politiche, così da ottenere il massimo beneficio col medesimo investimento. Quindi le chiavi non sono soltanto la condivisione e la partecipazione ma diventano anche la capacità di poter valutare gli impatti a breve, medio e lungo periodo.

Il sistema del Rural Proofing

primo passo: il processo di sviluppo della politica
– quali sono gli obiettivi della politica proposta?
– quali sono gli obiettivi o gli impatti previsti?
– quali aree, gruppi o organizzazioni ne saranno avvantaggiate?
– qual’é la attuale situazione e perché non sta dando i risultati previsti?
– in relazione al monitoraggio, analizzare l’impatto della politica di sviluppo rurale,
valutando cosa si sta ottenendo e quali obiettivi non sono stati raggiunti.
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