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Orvieto turistica, ma non solo…

NOTORIAMENTE IL CENTRO STORICO DI ORVIETO HA UNA PROPRIA STAGIONALITÀ TURISTICA E GRAN PARTE DEGLI OPERATORI DI RISTORAZIONE, COMMERCIO ED ACCOGLIENZA VANNO IN FERIE ASSIEME…

L’iniziativa privata delle imprese che lavorano col turismo generalmente sceglie il periodo di metà gennaio per iniziare le proprie ferie che si concludono agli inizi di marzo. Questa è una scelta dettata dal mercato, e non solo ad Orvieto e nel territorio orvietano ma anche diffusamente in Umbria. D’altra parte esistono esigenze di corretto funzionamento della nostra città per le quali la politica ha il mandato di limitare i disagi e, se possibile, farne occasione di crescita.

In queste settimane in tanti stanno elaborando i programmi elettorali inserendo al proprio interno ogni tipo di promessa e per quanto riguarda il sistema turistico la parola chiave sarà molto probabilmente “destagionalizzazione”, che del resto era anche uno dei nostri cavalli di battaglia nel 2014 quando si verificava la condizione di chiusura di commerci, alberghi e ristorazione anche prima di Natale.

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Cibo e turismo. Dossier Orvieto.

SUPERCHEF O TRATTORIE? ORVIETO CLASSICO O BOLLICINE? CHI SI OCCUPA DI TURISMO PER IL COMUNE HA PROMOSSO UNA DISCUSSIONE PARTECIPATA NEL NOSTRO COMUNE OPPURE È STATO A GUARDARE?

Eppure Orvieto dovrebbe essere uno dei punti di riferimento nel panorama italiano. Ai tempi della prima edizione di Orvieto con gusto neanche se riusciva a passare per il corso dalla gente che andava in giro calici alla mano per degustazioni. Oggi purtroppo non è più così. Il quadro generale italiano invece rappresenta molte potenzialità, alcuni Trend a cui agganciarsi e certamente una crescita generalizzata dell’interesse di chi viene da altre nazioni per fare turismo enogastronomico. Con 223 i milioni spesi nel 2017 i visitatori internazionali rappresentano per l’enogastronomia un incremento del 70% rispetto alla spesa del 2013 (131 milioni). Tuttavia, complice anche il cambio del mercato e l’affermarsi delle piattaforme di confronto dei prezzi online, il corrispondente incremento della spesa totale per vacanza nello stesso periodo è stato sensibilmente inferiore (+18,4%). Va detto che dalla spesa commerciale e dell’accoglienza va probabilmente anche sottratto l’aumento delle tariffe tra parcheggio, trasporti interni e tassa di soggiorno, che drenano dal mercato alle amministrazioni locali Ma su questo gli studi non sono univoci e sicuramente le amministrazioni dalla loro possono affermare che c’è un effetto Leva dov’è quelle tariffe e Quelle tasse di soggiorno vengono riutilizzate appunto per scopi turistici. È il caso più evidente del successo di alcune località su altre, non accade invece dove gli stessi accessori del comune vantano un atteggiamento opposto dicendo che i turisti sia vantaggio no Ad esempio dell’illuminazione pubblica Quindi quei soldi possono essere orientati al pagamento degli interventi correnti , quindi anche delle bollette , relativi ai lampioni. Ad Orvieto ad esempio andata così.

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Lo spreco dei siti…

L’ASSESSORE VINCENTI ANNUNCIA UN ENNESIMO SITO WEB DEDICATO AL TURISMO. MA UN NOSTRO ATTIVISTA CI SPIEGA CHE QUELLI ESISTENTI IL COMUNE NON LI FA FUNZIONARE.

A parte che la Cassa di Risparmio attraverso la fondazione ha finanziato un portale specificamente dedicato a lavorare con il comune di Orvieto per favorire il turismo e segnalare gli eventi con quasi €30000, e che questo già è soggetto ad interrogazione in consiglio vogliamo raccontare la storia di Visit Orvieto, creato da un nostro attivista in risposta delle tante provocazioni dell’assessore anzi dell’ex assessore Gnagnarini che era solito postare sul proprio profilo Social e diffondere a mezzo stampa immagini come questa:

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Centro, non parco giochi

COMINCIA LA PROPAGANDA ELETTORALE CHE DA UN LATO SPINGE ALLA CESSIONE DEI GIOIELLI DI FAMIGLIA (EX CASERMA, EX OSPEDALE, PALAZZI DEL POPOLO E DEI SETTE) E DALL’ALTRO PARLA DI “SFRUTTARE” ANCORA LA RUPE.

Va detto con chiarezza che per il MoVimento 5 Stelle la Rupe è una delle parti della città anzi è il suo centro storico e vitale e non è il parco giochi dei turisti ma un luogo da vivere e conoscere nel quale accogliamo i visitatori ma nel quale è necessario ricordarsi che è la radice storica ed il luogo dove vivono i cittadini. Non è un parco giochi che apre i cancelli e dove tutto è finto e messo a disposizione per chi paga il biglietto. Al contrario è un luogo dove tutto è autentico proprio perché è vissuto in prima persona dagli orvietani.

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Dumping alberghiero

I PREOCCUPANTI DATI SULL’EVASIONE FISCALE NEL COMPARTO DELL’ACCOGLIENZA NEL VICINO LAZIO PROSPETTANO UNA DISTORSIONE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO A SFAVORE DEI NOSTRI OPERATORI.

Per ora è solo un sospetto giustificato dall’analisi sommaria delle notizie e dal fatto che, come forze politiche, siamo tutti attenzionando il fenomeno della evasione localizzata nel territorio orvietano e quindi stiamo mettendo in regola quei nostri operatori che non rispettano le discipline formali e sostanziali della fiscalità nel campo della accoglienza. Anzi nell’ultimo consiglio comunale c’è stato un acceso dibattito proprio su questo tema ma in relazione a un numero non elevato di casi desumibile dal fatto che stiamo parlando di cifre comunque ridotte.

Diversa pare essere la situazione del vicino Lazio che nelle indagini della Guardia di Finanza risulta strutturalmente meno disciplinato dei nostri territori. Tecnicamente questo Delta, cioè questa differenza tra le imposizioni e la capacità di recuperarle nelle due regioni e nei territori , rappresenta una distorsione del mercato della accoglienza turistica , una stortura che lede alla concorrenza tra operatori economici. Di base sarebbe compito dello Stato intervenire in questi casi ma come comune non possiamo lavarsene le mani e lasciare da soli i nostri operatori e quindi quantomeno dobbiamo portare l’attenzione, ed il dibattito, su tale questione e fare in modo che nel patto di amicizia tra le città di Orvieto, Bolsena e Bagnoregio questo del massimo equilibrio fiscale tra gli operatori del turismo, della ristorazione e dell’accoglienza diventi un punto di qualità forte e che eviti la creazione di condizioni di dumping a a sfavore delle nostre imprese.

Diversamente si rischierebbe una gara al ribasso che deprimerebbe l’economia di questo comparto importante per i nostri territori.

Le sedi di discussione per i rappresentanti del comune ad Orvieto sono essenzialmente tre:

  1. La Giunta del Sindaco
  2. Il Consiglio comunale
  3. La Consulta per lo sviluppo economico.

Da parte nostra la questione la porteremo in consulta ed eventualmente dalla consulta la trasferiamo al Consiglio comunale però ripetiamo ancora, se fosse il caso, che la questione va dibattuta ed analizzata dato che non si tratta di certezze ma di scenari che, comunque, vanno affrontati e conosciuti nel dettaglio. Per questo non vogliamo che tale questione resti come la polvere sotto il tappeto a cui ci ha abituato un certo modo di amministrare degli ultimi 10 anni. Sopratutto perché poi i nodi vengono al pettine.

Sostituzione in corsa per la proposta DeCo

Chef Stopponi si ritira dalle candidature per Commissione DeCo. La creatività e capacità di innovazione riconosciuta a Stopponi avrebbe potuto dare un notevole contributo nel distinguere immediatamente il tradizionale dalla moderna interpretazione.
Peccato. Sulle motivazioni a noi lo chef ha comunicato motivi personali mentre sulla stampa locale leggiamo tutt’altro e viene chiamata in causa Lucia Vergaglia ed il suo lavoro per avviare finalmente una iniziativa di tipicità ferma da anni come origine della decisione. Non vogliamo commentare ma per trasparenza precisiamo che abbiamo chiamato Stopponi tra i primi e che la Commissione si deve ancora formare, non c’è attualmente alcuna nomina e le nostre sono e restano proposte. Sempre per amor di trasparenza ribadiamo che a nostro avviso la Commissione dovrebbe occuparsi delle denominazioni comunali come tappa di un percorso che porta al riconoscimento dei giacimenti gastronomici, autentiche miniere del nostro territorio nei suoi numerosi campanili da Torre Alfina a Corbara, da Sugano a Benano, ognuno con la propria tipicità e peculiarità.

luca puzzuoliIl nostro impegno resta quindi immutato ed impregiudicato, da subito sostituiamo il nome di chi lascia con quello di Luca Puzzuoli, ex direttore del Palazzo del Gusto ed ambasciatore della nostra cucina e delle nostre tipicità in Italia ed all’Estero, che ha voluto recepire il nostro invito per la verità  già anticipatogli da tempo.

«Con Puzzuoli si completa la rosa per cui abbiamo chi come Leoni della cucina orvietana, di tipicità e tradizioni ne promuove saggi e pubblicazioni, chi come Montanucci la cucina locale con produzioni locali la prepara da tutta una vita di lavoro e proviene da una famiglia che ha sempre vissuto di cucina, chi come Puzzuoli ha promosso la nostra cucina e tipicità in Italia ed all’estero e chi come Gallinella si occupa di promozione e tutela della nostra filiera agroalimentare ad altissimo livello in ambito nazionale ed internazionale. Come punto di partenza a noi non sembra male e non ci pare ci siano duplicazioni. Auguriamo buon lavoro a chi si impegna a dedicare tempo ed energie per far crescere la nostra città ed auspichiamo che il Sindaco, Giuseppe Germani, possa finalmente sciogliere le riserve, decidere se considerare queste nostre proposte e le tante altre che, immaginiamo, stanno giungendo sul suo tavolo per dare finalmente il via al processo di definizione delle Denominazioni Comunali.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto – Osservatorio DeCo

Una commissione DeCo di alto profilo

Il 3 settembre c’è l’attesa riunione dell’Osservatorio sulle Denominazioni Comunali, l’argomento sarà l’avvio del processo di selezione delle denominazioni e soprattutto la formazione della Commissione, cosa che non è ancora avvenuta e per la quale il M5S ha chiesto ampia partecipazione. Sono giunte numerose risposte di altissimo profilo che sono state inviate al Sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani, che avrà la responsabilità, l’onore e soprattutto l’onore delle nomine e di dare il via a questa iniziativa che, ricordiamolo, avrà costi praticamente nulli.

le-denominazioni-comunaliIn questi giorni la stessa capogruppo Lucia Vergaglia ha raccolto l’adesione diretta del promotore delle DeCo nella scorsa consiliatura e noto saggista orvietano PierLuigi Leoni non certo ascrivibile al M5S, a lui si aggiungono due noti ristoratori con Andrea Montanucci (La Buca di Bacco) e Mauro Stopponi (I 7 Consoli) che rappresentano sicuramente l’esperienza e la conoscenza di materie prime e tradizioni culinarie, infine è il deputato 5stelle Filippo Gallinella che risponde all’appello lanciato dal suo Movimento e si candida a membro della commissione di valutazione delle “Denominazioni comunali” del Comune di Orvieto, che dovrà occuparsi del riconoscimento e dell’istituzione del registro delle tipicità. Una lettera di Gallinella è già stata spedita in Municipio.

“La mia candidatura – dichiara il portavoce pentastellato – da un lato, vuole contribuire a sbloccare l’individuazione dei membri della commissione valutazione, ferma al 2012, dall’altro si pone in continuità con il lavoro parlamentare sin qui svolto all’interno della Commissione agricoltura e della Commissione parlamentare di inchiesta sulla contraffazione. Due anni dedicati al tema delle tipicità e del made in Italy, alla tutela dei prodotti agroalimentari e al contrasto alle frodi, che metto a servizio del Comune di Orvieto”.

A proposito di Gallinella ricordiamo gli atti parlamentare presentati dal deputato 5stelle da inizio legislatura ad oggi. Dalla proposta per l’etichettatura dei prodotti agroalimentari a quella dell’olio extravergine, dalla valorizzazione della filiera corta alla risoluzione sul latte in polvere Continua a leggere Una commissione DeCo di alto profilo

Ritirare subito il Bando per il Belvedere

Ad Orvieto il Belvedere è un’area dal notevole potenziale che avevamo attenzionato con una serie di iniziative a cui l’amministrazione ha risposto in modo non proprio entusiasmante.

Ora finalmente c’è un bando di gara per l’assegnazione della nuova gestione, una cosa a cui qui non eravamo più abituati. Abbiamo subito pensato “ben venga l’iniziativa” salvo ricrederci in pochissimi minuti.

Due considerazioni su tutte:

  1. Dal punto di vista politico la base d’asta di 417 euro al mese per un bar ristorante dotato di parcheggio autobus con vista sul più bel panorama cittadino ci sembra ridicola, sarà congrua al valore catastale nominale ma è assolutamente fuori mercato ed è potenzialmente una concorrenza sleale ai privati che investendo nel mattone lo offrono in fitto ai professionisti della ristorazione. Entrambe le categorie di cittadini, meglio precisarlo, pagano fior di tasse e sono la prima accoglienza turistica;  questa nostra cittadina è magnifica anche grazie al loro contributo, per favore portiamo il dovuto rispetto.
  2. La delibera di giunta in forza della quale viene espresso il bando è datata nel futuro, il 3 aprile 2015, un errore puramente formale, ma grave in quanto lede l’accesso alle informazioni del cittadino che volesse andare a pescare la delibera senza usare la macchina del tempo.

bando errato belvedereGi errori formali capitano, ma causano costosi ricorsi quindi chiediamo all’Amministrazione di procedere al ritiro in autotutela del bando e, auspichiamo, prima di riproporlo con questi numeri vogliamo ricordare all’assessore al patrimonio, dott. Gnagnarini, che 417 euro al mese non risanano il bilancio, un eventuale causa milionaria dovuta a problemi successivi al certificato di agibilità di un decennio fa sventolatoci in faccia in risposta alla nostra interrogazione, e non allegato nella documentazione in albo pretorio, invece lo affosserebbero definitivamente a vantaggio di un privato.

Auspichiamo quindi la doverosa cura nel trattare codesta delicata faccenda, e ci rendiamo disponibili in Consiglio a sostenere iniziative non superficiali per la risoluzione del caso, ma prima di tutto dovete ritirare subito quel bando sbagliato.

QSV Natale: La parola agli orvietani

Negli scorsi giorni ci siamo posti il problema della palese “concertazione” delle chiusure natalizie della ristorazione e dell’accoglienza orvietana; a fronte della situazione, che crea danni incalcolabili nell’era dei social network ad una città turistica abbiamo prontamente espresso una posizione molto critica ed accennato una strategia possibile: quella di investire proprio nel periodo natalizio le risorse dell’imposta di soggiorno, in modo da rendere appetibile la città nelle feste e dare un buon motivo agli operatori per restare aperti ed investire nella promozione di Orvieto anche per Natale. E questo anche alla luce che adagiarsi su Umbria Jazz Winter, e sulle convenzioni per gli ospiti che arrivano in quel periodo, se da un lato garantisce sicurezza dall’altro espone città ed operatori al rischio di perdere l’intera stagione invernale nel caso, sempre vivo, di un trasferimento di sede della manifestazione musicale in altra città. In tal senso abbiamo indicato come strategica la questione delle festività natalizie per diversificare l’offerta, ridurre il rischio ed avviare nuovi mercati.

polemicaApriti cielo! Subito è fioccata la polemica sul web e con telefonate e contatti. Si è andati dalle presuntuose accuse di non conoscere la realtà orvietana a quelle di non saperne nulla non facendo parte delle categorie interessate, mentre intanto nessuno ha smentito il fatto che a Natale i professionisti dell’accoglienza e della risporazione sono d’accordo per rimanere chiusi. Purtroppo basterebbe dire che altrove, nelle città turistiche e d’arte, il Natale è valorizzato e gli albergatori ed i ristoratori non si sognano di fare serrate ma è talmente ovvio. Non bisogna essere “cintura nera di ristorazione” o “premio Nobel di gestione alberghiera” per capire quanto si possano arrabbiare i turisti che trovano chiuso, quanto oggi la loro delusione non resti fine a se stessa ma possa trovare sfogo sulle guide online, su tripadvisor. Ricordiamo tutti che quest’estate, soltanto per un singolo cartello scritto male, fotografato e diffuso sui social network, il Sindaco Germani è stato costretto ad andare a scusarsi su Rai 1 con tutti i proprietari di cani d’Italia.

Non sfuggiamo però alla necessità di chiarimenti e di una soluzione positiva al problema: a questo punto ci non resta che invitare pubblicamente, associazioni e rappresentative dei ristoratori e degli albergatori alla sala Consiliare del Comune di Orvieto, venerdì 28 novembre 2014 alle ore 21,00, per contribuire assieme al Quadro Strategico di Valorizzazione per le festività natalizie, a partire dalla raccolta rifiuti alle attività di promozione.
Se avete idee e proposte noi ci siamo, e Vi sosterremo, in mancanza capiremo che resta a noi la responsabilità di tracciare la strada e state certi che non resteremo con le mani in mano. Vi aspettiamo.

Basta Spreco di cibo ad Orvieto

Il MoVimento 5 Stelle della città di Orvieto ha depositato in Comune una proposta atta a ridurre gli sprechi di cibo ed i costi di gestione della differenziata attivando un circuito virtuoso: si tratta della metodica dei “Mercati dell’ultimo minuto”, ovvero al riutilizzo di beni normalmente destinati al ciclo rifiuti e sottratti alla necessità dei bisognosi.

sprecoPremesso che l’articolo 3 della direttiva 2008/98/CE, recepita dal Governo italiano nel dicembre 2010, indica espressamente la necessità di rafforzare le azioni di prevenzione e di riutilizzo, quali azioni in cima alla gerarchia da adottare nella gestione dei rifiuti stessi; in questo senso sorgono le molteplici iniziative di prevenzione dei rifiuti, estensione del ciclo di vita dei beni e soprattutto riutilizzo per la stessa finalità per la quale erano stati concepiti. Considerando poi il periodo di grave crisi che vede sempre più famiglie in difficoltà e dato che abbiamo sul nostro territorio numerosi enti ed attività legate all’alimentare ed alla ristorazione come bar, ristoranti, take away, mense aziendali e delle scuole (nell’ultimo incontro relativo a queste ultime al viceSindaco Tardani è stata posta la questione spreco del cibo non utilizzato), oltre che supermercati e, da pochissimo, l’Ipercoop, possiamo dire che sono molte le fonti i cui prodotti in eccesso vanno ai rifiuti, e si tratta di ciò che per altri sarebbe “grazia di Dio”. Un autentico peccato!

Proposta di Stop allo spreco di cibo e creazione di mercato dell''ultimo minuto M5S Orvieto (Silvio Torre)
Proposta “antispreco” M5S Orvieto

In ordine a questa situazione il M5S di Orvieto ha depositato una proposta di stop allo spreco che non vuole risolvere il problema d’emergenza una tantum, ma offre una “strategia” di lungo periodo, che potrà dare risultati destinati a durare per gli anni a venire operando nel più limpido rispetto delle regole e delle normative italiane ed europee: proponiamo la creazione di un “Mercato dell’ultimo minuto” orvietano.

Si tratta di creare un contatto tra le attività produttrici e gli enti beneficiari, fornendo assistenza, predisponendo dei protocolli per recupero e (ri)utilizzo dei beni in conformità alle norme vigenti, in particolare riguardo agli aspetti: igienico sanitari, amministrativi, fiscali, logistici e comunicativi, prevedendo il monitoraggio e la supervisione dei recuperi nelle eccedenze di attività commerciali quali supermercati, mercati centrali, ingrossi, negozi, nel recupero prodotti ortofrutticoli non raccolti e rimasti in campo, nei pasti pronti recuperati dalla ristorazione collettiva, nei farmaci da banco e parafarmaci prossimi alla scadenza, nei sementi non conformi agli standard di commercializzazione ed addirittura nei prodotti non alimentari in genere che invenduti possono essere riutilizzati come, ad esempio, i libri destinati al macero. Continua a leggere Basta Spreco di cibo ad Orvieto