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Orvieto, Umbria. Bisogna schierarsi contro siccità e desertificazione

IL TEMA DELLA RESILIENZADEI NOSTRI TERRITORI VIENE FUORI IN CASO DI CRISI MA MAI IN FASE DI PIANIFICAZIONE.

Oggi 17 giugno si celebra la Giornata Mondiale per la lotta contro la desertificazione, istituita nel 1995 (Risoluzione dell´Assemblea Generale delle Nazioni Unite A/RES/49/1995) per sensibilizzare l´opinione pubblica in materia di cooperazione internazionale per combattere la desertificazione e gli effetti della siccità .

La desertificazione spesso deriva dalla siccità e dalla carenza di acqua, ma le cause più significative sono rappresentate dalle attività umane: le coltivazioni intensive che esauriscono il suolo; la gestione scorretta delle risorse idriche; il sovrapascolamento del bestiame che elimina la vegetazione; l’abbattimento degli alberi, che trattengono il manto superficiale del terreno.

Le conseguenze della degradazione del suolo si riflettono sia sull’ecosistema che direttamente sulle condizioni di vita umana, per esempio accrescendo

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Vergaglia. Resilienza, transizione e clima nell’agenda dei sindaci

LA DIGA CHE APRE A FINE MAGGIO È IL SIMBOLO CHE BISOGNA GOVERNARE LA TRANSIZIONE DEI TERRITORI AL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Mentre dal Portogallo alla Russia si superano i record temperature elevate noi avremo il Maggio più piovoso è più freddo degli ultimi anni. Dopo un anno di siccità abbiamo alluvioni in varie parti d’Italia ed anche qui nei nostri territori siamo costretti ad aprire la diga di Corbara.
Il riscaldamento è globale ma questo eccesso di energie si può concentrare localmente causando piogge improvvise oppure insolitamente lunghe.
Significa che anche noi dovremmo attrezzarci ad escursioni termiche insolite ed incursioni di piogge o di siccità fuori stagione.

Ovviamente bisogna fare qualcosa per ridurre l’impatto del cambiamento climatico in atto ma quello che è più importante localmente e rendersi resilienti a questi cambiamenti.
La nostra riconosciuta eccellenza della biodiversità, promossa dall’ Unesco con la istituzione della Riserva MAB (man and biosphere) del Monte Peglia presentata e promossa qui ad Orvieto da Lucia Vergaglia, ci permette di poter partire da un territorio insolitamente forte rispetto a tante altre aree del nostro paese ma questo non si deve fare sedere sugli allori.
Occorre introdurre più chiaramente la tematica del cambiamento climatico nel contratto del fiume Paglia, istituire un rapporto diretto con i partecipanti al contratto del fiume Tevere che proprio dal lago di Corbara può rinnovare la sua forza vitale o distruttiva il direzione di Roma e rinnovare le governance del bacino idrografico portando una maggiore partecipazione dei nostri territori.
Occorre che la strategia di sviluppo la pianificazione in termini di utilizzo dei fondi Pac, fesr e di quelli del Ministero dell’Ambiente tengano conto anche di questa novità degli ultimi anni.
Anche la strategia manutentiva delle imponenti opere di difesa idraulica portate avanti negli ultimi 5 anni e comunque dopo l’alluvione del 2012 deve essere arricchita con le più moderne tecnologie i.o.t. internet delle cose.
Ed anche queste tematiche al ballottaggio andranno prese il considerazione.

Siccità. Richiesto l’avvio degli anticipi PAC.

A CAUSA DELLA SICCITÀ VA ANTICIPATA LA PAC DA PARTE DELLA UE. È IL TERZO ANNO SICCITOSO DI FILA, OCCORRE UNA GESTIONE SANA DELLE ACQUE.

C’è una vera emergenza siccità in tutta Europa ed il 2018 è il terzo anno consecutivo in cui il caldo tropicale sta creando grossi problemi e disagi in tutta l’Italia.


Il Ministero delle Politiche agricole alimentari forestali e del turismo, a contrasto dell’emergenza siccità che ha colpito l’Italia nel secondo semestre 2017 e nel primo del 2018, ha chiesto il via libera alla Commissione europea per autorizzare l’erogazione degli anticipi dei fondi Ue della politica comune, a favore delle imprese agricole che operano nelle aree rurali più colpite.

In particolare, spiega una nota del Ministero, l’anticipo fino al 70% per i pagamenti diretti e almeno fino all’85% per il sostegno concesso nell’ambito dello sviluppo rurale. In base al rapporto di monitoraggio sui fenomeni siccitosi, presentato dal Crea lo scorso 10 agosto, è emersa, infatti, nel semestre agosto 2017-gennaio 2018, “una situazione di generale criticità a livello nazionale in quasi tutte le Province italiane, a causa delle temperature particolarmente elevate e assenza di precipitazioni”. Noi eravamo già sul pezzo sia con azioni informative che politiche.

Ora ricordiamo tutti i mass media che la scorsa estate si sono concentrati sul caso della siccità di Roma ed il problema della carenza idrica è tutt’altro che risolto, lo confermano i dati raccolti dagli Osservatori per la Crisi Idrica aperti nei sette Distretti di Bacino Idrografico esistenti in Italia.

E’ fondamentale ricordarci anche il dato fornito dall’Ocse secondo il quale ‘Nonostante le notevoli carenze di dati sul prelievo idrico interno” l’Italia, pur prelevando circa il 30% delle risorse idriche rinnovabili disponibili, sia a livelli di stress idrico medio alto.

Come nazione e come produttori di qualità un punto di non ritorno, dobbiamo immediatamente adottare una visione strategica per una sana gestione dell’acqua partendo dai territori, quindi anche qui ad Orvieto

Desertificazione e siccità

ORVIETO. IN 15 ANNI BEN SETTE ALLUVIONI E QUATTRO SICCITÀ. Lucia Vergaglia (M5S): 《Numeri non sostenibili. Se il Trend non si inverte si rischiano in pochi anni una prima perdita del suolo utile e sul lungo periodo una vera e propria desertificazione simile alle aree più esposte delle nostre “Crete” ed il dramma è che, localmente e come dice lo stesso sindaco Germani, manca un vero e proprio piano a fronte delle ricorrenti siccità.》

Oggi esattamente come ogni anno il 17 giugno si celebra la Giornata Mondiale per la lotta contro la desertificazione, istituita nel 1995 (Risoluzione dell´Assemblea Generale delle Nazioni Unite A/RES/49/1995) per sensibilizzare l´opinione pubblica in materia di cooperazione internazionale per combattere la desertificazione e gli effetti della siccità .

La desertificazione spesso deriva dalla siccità e dalla carenza di acqua, ma le cause più significative sono rappresentate dalle attività umane: le coltivazioni intensive che esauriscono il suolo; la gestione scorretta delle risorse idriche; il sovrapascolamento del bestiame che elimina la vegetazione; l’abbattimento degli alberi, che trattengono il manto superficiale del terreno.
Le conseguenze della degradazione del suolo si riflettono sia sull’ecosistema che direttamente sulle condizioni di vita umana, per esempio accrescendo l’incidenza di povertà , carestie, esodi migratori, tensioni politiche, economiche e sociali.

Va detto che nell’orvietano abbiamo visto negli ultimi 15 anni un alternarsi di siccità ed alluvioni preoccupante, oltre all’abbandono della terra che è uno dei fattori di rischio di tipo antropico. Inoltre alla domanda specifica sull’ esistenza di un piano per la gestione di questo problema della siccità Il sindaco ha risposto che in realtà manca.

La desertificazione è una minaccia per le terre aride e semi-aride delle aree più povere del pianeta, che sono anche le più vulnerabili ai cambiamenti climatici; ma sono più di 110 i paesi potenzialmente a rischio di desertificazione. Anchle l’Italia è stata inclusa nei paesi potenzialmente soggetti a fenomeni di desertificazione, tanto che il tema è pienamente trattato nella Strategia nazionale di adattamento al cambiamento climatico in via di completamento. Ma senza che questa spinta aperta dagli enti territoriali sarà possibile avere risposte di lungo periodo e soprattutto adeguate ai singoli territori?