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Solidarietà e vicinanza a chi rischia.

Abbiamo scelto per la prima volta una nota congiunta tra Meetup che diede origine alla lista del Movimento 5 Stelle ma che rappresenta solo una locale comunità di cittadini, e chi ne è stato eletto portavoce e parla come forza politica perchè questo problema trascende i ruoli ed investe l’essenza stessa del territorio, che una volta era il cuore verde d’Italia ed un fiore all’occhiello di natura, ambiente e salute che è inserito nelle famose “Aree Interne” dell’orvietano.

Quello che sta accadendo è davvero inquietante con tanti, troppi colpi di mano delle amministrazioni locali che dopo anni lasciano in eredità una terra dove cominciano a venire fuori scandali legati a traffici illeciti di rifiuti, inquinamento e minacce alla salute spesso sottostimate e per le quali non si è mai avviato un censimento. Ma ora si è passati ad un nuovo livello, ora ci sono le minacce di morte a chi vuole vederci chiaro. A loro, ai cittadini dei comitati come al “No Centrale Biomasse” presieduto in Fabro da Laura Margottini, che è il caso più recente, va la nostra più totale vicinanza e solidarietà. Cose del genere semplicemente non accadono dove gli Stati, le Amministrazioni locali e la politica sono coese e puntano alla sostenibilità ed al benessere. Evidentemente qui si è interrotto il possibile ciclo virtuoso ed a farne le spese, a subire inquinamenti ed infine vessazioni e minacce non sono che i cittadini del territorio ed occorre che chi di dovere, in questo caso lo Stato nel senso più alto del termine, intervenga e faccia la massima chiarezza, tutelando al tempo stesso l’incolumità delle vittime ed il loro diritto a continuare a cercare rispetto e verità.

Sia come cittadini ed attivisti, che come forza politica, non mancheremo di seguire la vicenda e tenere alta l’attenzione.
Auspichiamo che i tanti altri gruppi che in questi mesi hanno inondato di veline stampa le redazioni sulla tematica ambientale facciano esattamente come noi, sarebbe un bel segnale.

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Ricordi dal sisma di Amatrice

Era il 24 di agosto 2016 quando un terremoto lontano molti chilometri feriva Orvieto chiamando a se le due giovani vittime concittadine, Barbara e Matteo, che quel fatidico giorno erano ad Amatrice. Da allora è passato un anno ed ancora giungono notizia tragiche in questa nostra Italia, nazione che con il sisma deve convivere da sempre, a tutte le sue latitudini. Non guarda in faccia a nessuno la rabbia della terra, non si cura di colpire una scuola od una chiesa, e spesso fa danni anche maggiori di quelli che farebbe in un’altra terra che non ha le città medievali e rinascimentali ma giganti di acciaio e materiali speciali in grado di reggere forze notevolissime. Nel ricordare quindi quei momenti di lutto e nell’esprimere solidarietà e vicinanza alle popolazioni, tutte, colpite dai fenomeni naturali che hanno fatto crollare le case, vogliamo anche guardare oltre e fare che tutta questa sofferenza non sia una lezione che vada dimenticata, sepolta da becere polemiche lontane dai drammi umani e dalla realtà dei fatti. E’ passato oltre un anno, ed oltre un anno dalle prime raccolte fondi, le “amatricana” solidali come quella di piazza dei Monaldeshi eppure sembra che il tempo si sia fermato, che non si sia stati in grado di ripartire e che, soprattutto, non si sia imparato nulla.

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Solidarità abusata

Solidarietà, forse non vi è noto, è un sostantivo che deriva dalla parola francese solidaire ed ha come suo significato principale quello etico-sociologico.

Sta correntemente ad indicare un atteggiamento di benevolenza e comprensione, ma soprattutto di sforzo attivo e gratuito, atto a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che ha bisogno di un aiuto.

 Solidarietà è benevolenza e comprensione, ma soprattutto di sforzo attivo e gratuito, atto a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che ha bisogno di un aiuto.
Solidarietà è benevolenza e comprensione, ma soprattutto di sforzo attivo e gratuito, atto a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che ha bisogno di un aiuto.

In pochi giorni c’è stato l’alluvione, una tragedia annunciata, poi lo sciopero generale trasformato nel solito pestaggio organizzato da parte di quarantenni in tenuta antisommossa (che in premio hanno ricevuto lo sblocco del turn-over, c’è bisogno di giovani in salute per menare le mani).

Naturalmente c’è stato il solito coro di solidarietà pelosa e sbavosa.

Chi è solidale con l’agente scivolato sul sangue altrui, chi è solidale con l’incapace al comando che ha causato gli scontri ed adesso sarà inquisito e contemporaneamente promosso, chi è solidale con chi ha perso tutto e promette e prometterà sostegno fino alle elezioni.

Uno schifo dopo l’altro. Si stanno perdendo di vista le comuni cause d’incapacità politica che sottendono a tutto questo e contemporaneamente viene chiesto uno schierarsi con o contro come se fosse etico e lecito lo stesso permettersi di chiederlo. Ebbene NO!

Non chiedetemi di esprimere solidarietà Continua a leggere Solidarità abusata