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Scandalo Archivio Maoloni

IN OCCASIONE DEI 140 ANNI DEL MESSAGGERO UNO SPECIALE SULLA STORIA DEL GIORNALE CON UN CAPITOLO DEDICATO A MAOLONI, GRAFICO RIVOLUZIONARIO. UN “EXTRATERRESTRE” IL CUI LASCITO GIACE DIMENTICATO AD ORVIETO.

Un extraterrestre, così ricorda Giulio Bergami de Il Messaggero l’amico Piergiorgio Maoloni il cui lascito ad Orvieto consiste in un intero archivio di grafica ed avanguardia della titolazione giornalistica. Maoloni è famoso pensate che una copia gigante dell’immagine della copertina del giornale per cui lavorava è esposta al Moma di New York.

Eppure qui ad Orvieto abbiamo lasciato letteralmente ad ammuffire quella preziosa testimonianza di un’epoca che diveniva moderna e lo faceva con lucido intelletto e volontà di stupire e lasciare il segno.

Che peccato, che vergogna.

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I fontanili pubblici

I FONTANILI CITTADINI DA PUNTO DI AGGREGAZIONE ED IGIENE FINO AL ‘900 A LUOGO DIMENTICATO. OGGI DEVONO TORNARE A VIVERE

In altre città ed altri borghi storici che hanno caro il tema dell’ACQUA PUBBLICA I fontanili sono uno dei punti di riferimento della comunicazione turistica e del marketing territoriale soprattutto per gli escursionisti, i trekker ed il cicloturismo.
Nel nostro comune non risultano neanche segnati nelle mappe.
Siamo tutti d’accordo che l’attrattività di Orvieto verta principalmente sul Duomo del miracolo eucaristico, sul pozzo di San Patrizio e sull’ enogastronomia ma per rendere durevoli le presenze ed aumentare il numero dei pernottamenti con positive ricadute per la prosperità dei cittadini bisogna fai conoscere tutto quello che può interessare le più svariate fasce di pubblico.
Gli eventi vanno bene ma fino a un certo punto anche perché impegnano economicamente ed espropriano ai residenti una parte della città. Mentre invece valorizzare tutto quello che c’è nel territorio costa ben poco perché non c’è nulla da costruire di nuovo e non c’è bisogno di altro personale oltre all’impegno di tener pulito e decoroso quello che comunque parte viva della città.
La tanto decantata a Civita di Bagnoregio ne ha fatto un punto d’onore ed in pochi anni è riuscita a trasformare la città che muore in uno dei luoghi più visitati del centro Italia.
La mentalità da grandi opere che ogni tanto riemerge durante periodi elettorali ad Orvieto è il contrario invece di quello che si sarebbe dovuto e potuto fare.
E così mentre ci si è concentrati sulla stantia vicenda dell’ex ospedale o dell’ex caserma , mentre si tenta di esternalizzare il palazzo del Popolo espropriando lo al popolo stesso e si impoverisce il centro storico con le vicende che riguardano il Palazzo dei sette si sono perse occasioni e tempo e, beh, con esse si è persa opportunità economica e possibilità di lavoro.
Se si vuole raggiungere grandi obiettivi bisogna stare concentrati ma occorre anche avere le basi forti e dimostrare di avere cuore l’interesse della città.
Se invece deve essere L’opposizione a ricordare che vanno tenute in condizioni di decoro luoghi come la fontana di San Zeno oppure Le Conce allora c’è più di qualche problema.

La bella Orvieto

VIVIAMO IMMERSI NE LA GRANDE BELLEZZA MA TROPPO SPESSO LO DIMENTICHIAMO OPPURE È LEI CHE CI FA DIMENTICARE IL RESTO.

Orvieto nella sua parte storica non lascia indifferenti, è una città di cui ci si innamora e che comunque lascia il segno su chi c’è passato. Può sembrare irraggiungibile quelle volte che emerge come una nave con il proprio profilo che spunta dalle nubi o con il suo Skyline in controluce all’alba. Così diversa dalle grandi metropoli e non solo per per la differente vivibilità, e neppure per la sensazione di camminare sui secoli di storia ma piuttosto per il fatto che in questo luogo sembra perdersi l’appartenenza ad un tempo, una epoca oppure a una nazione.

Orvieto

Chi vive però tutti i giorni immerso in questa magnificenza rischia di darla per scontata o, peggio, di pensare che tale esclusiva ed unica qualità sia per qualche motivo di propria proprietà pertanto possa essere usata per distinguersi. Invece è vero il contrario che dalle grande bellezza non ci appartiene ma piuttosto siamo noi ad appartenere a lei, ad essere abitanti ed orgogliosamente custodi tanta magnificenza. È una questione di prospettive e di rispetto , di consapevolezza e di tradizione. Chi amministra deve tenere ben presente questa condizione ed essere consapevole che , anche se i limiti di governo di Orvieto comprendono altri 300 km quadrati, aree artigianali ed industriali anche innovative, centri di produzione di eccellenze qualitativamente riconosciute in tutto il mondo, impianti di viabilità imponenti come l’alta velocità e l’autostrada, oltre a ben altri tredici centri storici e decine di punti di riferimento monumentali, naturalistici, culturali e persino al centro geografico esatto dell’Italia, tutto comunque ruota e dovrebbe sempre ruotare intorno alla Grande Bellezza della rupe, al centro antico della città ed alla sua sede di governo.
È un caposaldo. Un punto di riferimento da avere sempre presente anche se si vogliono portare avanti delle politiche che partono dal basso e dalle aree più decentrate. È l’asticella alta che dal passato coloro che hanno reso grandi queste Terre hanno voluto lasciare come livello da raggiungere non per le grandi opere, o per l’inarrivabile arte, ma per la cura e l’attenzione che mettevano in ogni singolo particolare e che le azioni e le scelte fossero fatte per durare a lungo nel tempo senza pesare alle tasche dei cittadini.

Insomma è per farla breve questa grande bellezza è il contrario della mediocrità che traspare, purtroppo, nel comportamento e nelle scelte di troppi politici. E questa mancanza di cura e di rispetto purtroppo la sta subendo la città a tutti i livelli. Tra pochi mesi cominceremo ad avanzare le proposte per la città che verrà ah, e se volete dire la vostra contattateci o raggiungeteci durante gli incontri.

Orvieto, 14 giugno

Le truppe della V Armata americana, che risalivano la parte occidentale della regione, e quella della VIII Armata britannica, che avanzavano nella parte orientale, fra giugno e luglio di quell’anno riuscirono a scacciare l’esercito tedesco dall’intero territorio umbro. Ad Orvieto questo avvenne il 14 giugno 1944, non senza il sostegno della popolazione il cui impegno spesso viene ricordato.

Al netto delle posizioni politiche e di solito marciano su questo argomento è giusto che il 14 giugno venga riconosciuta è ricordata Orvieto Città Aperta ed è interessante ricordare come furono il senso dello jus belli degli ufficiali che si diedero battaglia sui fronti opposti e la struggente bellezza di Orvieto a salvare dai bombardamenti la parte storica della città. È una storia che, comunque la pensiate, vale la pena conoscere. Leggetela su Orvietonews.

Murales vs. Storia: primo tempo

– MURALES VS. STORIA: 1° TEMPO –

Sulla questione Murales, ora che siamo fuori dalle polemiche e non si influenza l’iniziativa estiva di Atomic Garden, il #M5S di #Orvieto ha cercato di essere chiaro. Non è una partita tra avversari, anzi potrebbe essere un’amichevole nella quale ogni iniziativa sostiene e promuove la cultura della salvaguardia e della valorizzazione della nostra eredità storica, culturale ed artistica.

“Siamo favorevoli alla StreetArt in progetti condivisi e partecipati, gli abusi invece vanno respinti con forza.” Lucia Vergaglia, Movimento 5 Stelle.

Oggi, sabato 19 agosto 2017, il Corriere dell’Umbria riporta un’intervista a Lucia Vergaglia che vale la pena di leggere e di fare girare su di un modo migliore di condurre un’amministrazione cittadina possa accompagnare un tale tipo di processo ed anzi potrebbe addirittura farne tesoro se avesse una condivisa strategia culturale dagli obbiettivi chiari, misurabili e che prevedano ampia partecipazione. I recenti interventi che hanno causato grandi polemiche sono invece sfuggiti alle pianificazioni ed, in qualche caso, sono stati utilizzati come un attrezzo di propaganda per far parlare di se da parte delle fazioni politiche locali.

Da parte nostra non c’è invece il richiamo ad interessarsi di quanto invece era stato dimenticato dai politici sia di destra che di sinistra a pochi metri da dove si dipingevano i murales dimenticando che lo scopo principale delle autorizzazioni era lottare contro il degrado e così in pochi passi si passa dai dipinti colorati all’abbandono dei reperti storici trasformati in pattumiera e questo, per noi, è e resta inaccettabile!

Sicuramente comunque se ne riparlerà presto, ed in campagna chiave elettorale ne diranno (e faranno) di tutti i colori.

Un museo per il Corteo Storico

Il corteo storico merita una sede museale propria, moderna ed interattiva.  Questo lo sanno anche i sassi ad Orvieto.
Serve un contesto appropriato senza fare l’autogol di levare spazi polifunzionali o congressuali come Palazzo dei Sette o Palazzo del Popolo progettando a partire dagli abiti e dalla storia del corteo, sia quella laica che la processione religiosa, un’ipotesi espositiva adeguata ai tempi di oggi in cui mettere costumi ed armi nelle teche con dei poster illustrativi non basta proprio per niente.

Ci sono esempi anche piccoli, immaginiamo le tre stanzette di Monteriggioni che fa ben più del  recente “Orvieto Vie” in termini di risultati, oppure eventi funzionali ad esposizioni temporanee come quelle che a Venezia organizza il CERS che funzionano benissimo. Continua a leggere Un museo per il Corteo Storico