Archivi tag: studenti

Inizia la scuola

BUON INIZIO SCUOLA AI CITTADINI DI DOMANI, ALLE LORO FAMIGLIE ED AL PERSONALE SCOLASTICO. SIETE UN ANELLO IMPORTANTE DELLA COMUNITÀ ED UN PUNTO DI RIFERIMENTO.

Ad Orvieto riaprono le scuole, uno degli elementi fondanti di una società che guarda al futuro e dal Movimento 5 Stelle orvietano giungono gli auspici di Lucia Vergaglia per i docenti ed il personale scolastico, le famiglie ma soprattutto per quelle ragazze e quei giovanotti, dai più piccini a coloro che ormai stanno diventando adulti per un bellissimo momento di crescita assieme alle loro classi ed alla comunità scolastica. Dal M5S sottolineano però anche la situazione generale della scuola ed i problemi degli edifici e del rapporto con l’attuale amministrazione cittadina giunta al termine del suo mandato nel quale, affermano, sono state tante le occasioni perse mentre restano irrisolte questioni fondamentali come le barriere architettoniche e la sicurezza dei locali.

Lucia Vergaglia M5S Continua a leggere Inizia la scuola

Annunci

Scuola: il modello Finlandese (parte seconda)

Questo articolo è riportato in toto dall’Indire, ed in particolare dall’intervista di Maria Grazia Muri al responsabile dell’ammirevole progetto “Senza Zaino” Marco Orsi, fatta poco meno di un anno fa.

INDIRE Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell'Autonomia Scolastica

Il prof. Marco Orsi, che segue il progetto italiano “Senza Zaino“, descrive i punti di forza delle scuole finlandesi, considerate tra le migliori del mondo. Una sezione di ‘Abitare la Scuola’ commenta queste considerazioni con una galleria fotografica.

Prof. Orsi quali sono i punti di forza della scuola Finlandese?

In primo luogo la formazione dei docenti: l’ottima preparazione universitaria di tutti i docenti, dalla primaria alla secondaria, ed il rapporto stretto, il forte interscambio, tra ricerca universitaria e attività didattica.
Ad esempio nella città di Jouensuu, che ho visitato, accanto alla facoltà universitaria dove studiano i futuri docenti sono state costruite una scuola primaria e una secondaria. Qui i docenti cheinsegnano alla scuola primaria e secondariainsegnano anche all’università, e gli studenti universitari vanno nelle scuole a vedere le pratiche didattiche.
Altro punto di forza è l’attenzione alle nuove tecnologie. Nelle classi che abbiamo visitato c’è sempre una LIM e ci sono i computer, in tutte le aule sia della primaria che della secondaria. I computersono a disposizione anche negli spazi comuni. Soprattutto nella secondaria i ragazzi possono accedere in ogni momento ad internet per attività didattiche o ricreative.
Altro punto di forza è l’attenzione alle attività manuali: è una delle cose che più mi hanno colpito. L’utilizzo delle ICT a tutto campo, sia da parte dei ragazzi che dei docenti, tutti preparatissimi ad utilizzarle, si unisce ad un grande valore che viene dato nel curricolo alle attività manuali e laboratoriali. In tutte le scuole, primarie e secondarie, ci sono i laboratori di falegnameria, che poi diventano, quando i ragazzi sono più grandi, laboratori del ferro.
Quindi i ragazzi sono abituati a lavorare con macchinari di una certa complessità come pialle a spessore, seghe a nastro, saldatori, ecc. tutti quegli oggetti utilizzati normalmente in una officina meccanica e in una falegnameria e che da noi sarebbero impensabili non tanto per ragioni di budget quanto per una visione eccessiva circa le questioni della sicurezza.
Poi hanno il laboratorio di taglio e cucito e il laboratorio di arti grafiche. E comunque l’importanza data alla manualità è uno degli aspetti che ho visto più sviluppato anche rispetto agli altri paesi europei. Sappiamo che l’uso delle mani è uno degli ingredienti per lo sviluppo dell’intelligenza, anche se questo importante aspetto della formazione non è messo in rilievo nei tanti rapporti sulla Finlandia. Ma qui, in questa scuola di eccellenza, che per tre volte è risultata in cima alla classifica OCSE PISA rispetto a tutte le scuole del mondo, questo aspetto viene riconosciuto e praticato.
Ai laboratori di musica viene dato molto peso, dai 7 ai 16 anni i ragazzi frequentano laboratori di musica attrezzatissimianche nelle scuole più periferiche. Ci sono ad esempio un numero di chitarre, tastiere, percussioni, strumenti a fiato, sufficiente a poter far lavorare tranquillamente 20 – 25 ragazzi. E come sappiamo il curricolo musicale è uno dei fondamenti dei saperi disciplinari, connesso agli apprendimenti di discipline come la matematica o la lingua: avere un buon curricolo di musica è centrale in una scuola di qualità. Infine troviamo molta attenzione alla attività teatrale.
Un altro elemento significativo è l’attenzione alle piccole scuole periferiche, situate nei villaggi, nelle foreste, nei laghi, scuole che noi chiameremmo pluriclassi. Continua a leggere Scuola: il modello Finlandese (parte seconda)

Scuola: il modello Finlandese (parte prima)

Non ci sono valutazioni con voto fino a 13 anni ed il modello educativo non è quello delle lezioni frontali, qui si impara facendo; ci sono gli insegnanti di sostegno, si insegnano e praticano tre lingue e i docenti sono accuratamente selezionati, motivati ed aggiornati ma non strapagati. Ecco alcuni dei metodi della scuola finlandese, la scuola migliore del mondo.
Secondo i dati dello studio Pisa (Programme for international study assessment), condotto su 400mila 15enni di 57 Paesi, i ragazzi finlandesi risultano davvero i migliori, surclassano i concorrenti in lingua, matematica e scienze. Gli italiani decisamente fanno una figura peggiore: uno su quattro quasi non capisce ciò che legge e uno su due, incredibile al giorno d’oggi, manca delle nozioni di base in matematica.

Quali sono i segreti della scuola finlandese? La scuola finlandese continua ad essere considerata la migliore tra i paesi dell'OCSE

I bambini vanno quasi tutti all’asilo nido e poi alla scuola materna dello stesso distretto. Il che consente grande omogeneità educativa: fin dalla prima infanzia si stimolano autoriflessione, senso di responsabilità, empatia e collaborazione. Qualità ideali per l’apprendimento e la crescita.
La scuola vera e propria inizia a sette anni compiuti, quando il cervello è al giusto stadio di maturazione per apprendere. Il 99,7% dei bambini (immigrati e rom compresi) termina la scuola nove anni dopo, “nessuno escluso”, come dice la legge finlandese, istitutiva della scuola.
Per la pedagogia istituzionale sono gli insegnanti a doversi sintonizzare sugli alunni, non i discenti a doversi uniformare ai vari docenti che incontrerà. Un insegnante in una classe di 25 alunni deve quindi sviluppare diverse strategie come il sostegno ad hoc per chi ha difficoltà di apprendimento, giochi ed esercizi di mediazione per aiutare i piccini provenienti da altri paesi a superare le barriere linguistiche e culturali.
In classe, fino ai 13 anni, niente voti e le interrogazioni non hanno nulla a che fare con giudizi punitivi o selezioni. La pedagogia finlandese parte dalla convinzione che tutti i bambini possano imparare a leggere, scrivere, fare di conto e parlare tre lingue come imparano a correre e parlare, senza ricorrere ad umiliazioni.
Si impara facendo. Un fare che è sperimentare l’apprendimento con i sistemi sensoriali. Albert Einstein diceva “che apprendere significa sperimentare. Il resto è solo informazione”.
Finiti i primi nove anni di scuola, ne seguono tre di scuola superiore. Il 53% degli alunni finlandesi (solitamente quelli con i voti migliori) continua nelle scuole superiori di carattere umanistico, mentre il 39% va alle scuole superiori tecniche. Continua a leggere Scuola: il modello Finlandese (parte prima)

La carica degli alunni

Come ogni settembre ricominciano le scuole e si ricomincia a far di conto con tutto quello che le scuole comportano tra costi come libri, cartelle, uniformi e grembiulini, supporti tecnologici (tablet, computer, lettori di e-book), pratiche burocratiche varie come le iscrizioni, l’adesione al trasporto pubblico, la richiesta in banca dei blocchetti per la mensa scolastica (già, in questo mondo dalla finanza malata le istituzioni invitano, che follia, ad accedere in banca sin da piccolissimi) questo oltre al necessari impegno delle famiglie di supporto alla crescita ed all’apprendimento, della cura dei rapporti sociali con le altre famiglie degli alunni e delle amicizie dei più piccini. Questo quando non si partecipa in prima persona collaborando con le istituzioni od essendo, come si suol dire, in sussidiarietà degli enti come nel caso del Piedibus.

Alunni a Scuola
Alunni: ritorno alla scuola

Intendiamoci Orvieto ha ottime scuole pubbliche, personale all’altezza od addirittura eccellente, ed una buona e moderna progettualità. Per essere una realtà che ha dovuto affrontare le riforme più assurde dalla Berlinguer (ricordate? Quello della bella grafia come materia d’obbligo nell’era di internet) alla recentissima Gelmini (Quella del tunnel dei neutrini che ha mandato regolarmente i test sbagliati agli esami) oltre alla concorrenza delle scuole private, direi che è davvero un’istituzione molto capace. Inoltre per essere un’istituzione calata nella realtà Italiana il fatto che mostri più luci che ombre è davvero positivo.

Nel corso di queste settimane vedremo di approfondirne le peculiarità, indicando le criticità da affrontare e le buone pratiche da importare, per ben resistere alla carica degli alunni e perché domani ci siano cittadini valenti e carichi che escano da questa fondamentale esperienza.