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LUCIA VERGAGLIA ALLA SEGRETERIA DELLA CONSULTA

PARTE LA CONSULTA ECONOMICA. MOLTE LE PROPOSTE M5S MA PRIMA LA SODDISFAZIONE PER LA UNANIME APPROVAZIONE DI LUCIA VERGAGLIA ALLA SEGRETERIA.

Si avvia la Consulta per lo sviluppo economico del orvietano con la immediata nomina di Lucia Vergaglia, consigliere portavoce del MoVimento 5 Stelle, alla Segretaria della consulta da parte delle categorie e degli operatori economici.

Un riconoscimento personale della competenza, capacità pratica e di sintesi politica che non era affatto scontato e che supera i tanti dubbi che negli anni scorsi seminava chi ci accusava di dilettantismo ed ancora una volta oggi è smentito dai fatti.

Subito a seguire ci sono stati i primi confronti sui primi atti e sulle prime questioni da affrontare e depositate le prime proposte da parte di Vergaglia.

“Sono onorata. Siamo da sempre in prima linea nella nostra città e nel nostro territorio per migliorare la qualità della vita e la possibilità di cittadini e imprese ho il dovere di dare il meglio avendo l’occasione di farlo. Da subito abbiamo portato delle prime proposte ma è importante la partecipazione dei cittadini e degli Imprenditori che segnalino a loro volta, alla consulta, gli argomenti che intendono far approfondire scrivendo al comune all’attenzione della sottoscritta o della presidente Cotigni. ” (Lucia Vergaglia M5S)

Consulta per lo sviluppo economico

COMMERCIO E SVUOTAMENTO DEL CENTRO

Avevamo lanciato una serie di proposte che avrebbero potuto influenzare positivamente il commercio al centro storico, cioè in quel posto dove adesso disperatamente si cerca di piazzare beni pubblici, quelli che chiamano asset, a prezzi di saldo.
Ce ne hanno dette di ogni ed hanno bocciato persino queste tre proposte.

– incoraggiare i proprietari dei locali sfitti ad applicare canoni calmierati, garantendone il pagamento attraverso le cooperative fidi delle Associazioni di categoria;

– agevolare l’uso temporaneo di propri locali per realizzare mostre ed esposizioni di immagini promozionali della Città quali infopoint diffuso, o incentivare una rete di temporary shop da attivare soprattutto in occasione di eventi di richiamo (UJW, Umbria Folk Festival, Giubileo ecc…) per offrire agli imprenditori la possibilità di provare nuove idee a costi accessibili;

– valutare l’opportunità di predisporre una politica atta a contrastare e prevenire comportamenti anche omissivi, che determinino il depauperamento del patrimonio collettivo prevenendo quelle situazioni generali di incuria e degrado che deteriorino la buona vivibilità urbana e la qualità della vita civile.

Cioè hanno respinto la garanzia economica, la possibilità di diffondere moltiplicare il valore degli eventi nel corso del tempo ed iniziativa di decoro urbano che coinvolgesse anche i privati.

Non sappiamo se hanno poche idee ma confuse oppure se proprio una questione culturali per la quale questo tipo di iniziative sono da respingere e basta.
Poi però magari fanno la, rullo di tamburi, consulta per lo sviluppo economico…
A noi sembra tardi ma come sempre, come nel Qsv, non ci tiriamo indietro.
Leggete ⬇️⬇️⬇️
http://www.comune.orvieto.tr.it/notizie/non-approvato-odg-su-svuotamento-centro-storico

Esperienza culturale e museale

Dal 27 al 31 Maggio, oltre 300 professionisti della cultura si sono incontrati nella capitale belga Bruxelles per confrontarsi sul ruolo dei musei all’interno della società contemporanea. L’occasione è la conferenza “Communicating the Museum” un appuntamento arrivato alla sua 20˚ edizione, che quest’anno si concentra sul tema della partecipazione culturale e dell’inclusione sociale. Unico partecipante italiano, il Museo Egizio di Torino. LA direttrice, Corinne Estrada, indica come passaggi chiave la visitor experience e audience development, in particolar modo attraverso l’utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione digitale, per questo tra il 2010 e 2015 se ne è discusso molto di social media e Rete. A partire dal 2015 abbiamo assistito a un ulteriore passaggio con la necessità di concentrarci maggiormente sul ruolo politico delle istituzioni culturali e su tutte quelle attività dedicate al social engagement, alla interazione e coinvolgimento delle nostre comunità di riferimento.

Questo è un dibattito da cui Orvieto, che è un sistema museale a cielo aperto e che ospita una quantità di risorse culturali e strutture museali che ne fanno un Unicum nel centro Italia, lontanissima e soprattutto priva di prospettive. Eppure con la nuova è superiore scolarizzazione degli individui e la disponibilità informativa in tempo reale è proprio sull’ esperienziale che bisogna puntare. Noi questo lo sappiamo bene mentre c’è una intera classe culturale che gioca ancora a crogiolarsi sugli Allori degli anni 80 e 90 tempi ormai molto lontani e distanti da ciò che è l’attesa dei fruitori o visitatori dei sistemi e delle città d’arte. Occorre quindi guardare avanti e prepararsi a rendere il maggior numero di visitatori dei nostri centri storici in fruitori del nostro lifestyle piuttosto che viaggiatori ospiti. Bisogna fare in modo che una esperienza ad Orvieto possa trasformarli in veri e propri Ambasciatori delle nostre migliori qualità ed unicità di modo da conteggiare a loro volta nuovi visitatori oltre che lasciar loro una promessa di nuove e migliori opportunità di vivere Orvieto ed il suo patrimonio museale, culturale e territoriale per farli tornare ancora ed ancora. Non sarà semplice, non sarà possibile in uno o due anni, ma necessità di una grande partecipazione perché bisogna superare delle resistenze ed una tendenza allo status quo che sono connaturate e tratti riconosciuti del nostro establishment ed anche di una parte della nostra popolazione. Ma il guadagno potrebbe essere, come a Civita di Bagnoregio, immenso e tale da giustificare impegni e cambiamenti di abitudini.

Noi su questo ci siamo.

Grave errore non ascoltare commercianti orvietani

Grosso errore ascoltare i commercianti orvietani.
Esemplare la vicenda del bando per il Belvedere, TOTALMENTE disertato dagli imprenditori orvietani nonostante la base d’asta risibile di meno di 500 euro al mese per un locale attrezzato come bar pizzeria, con parcheggio autobus, spazia all’aperto, panorama, accessi per disabili, sale interne, depositi, persino un montacarichi, oltre ad un centro informazioni turistiche UFFICIALE posto all’interno. Che dire poi dell’assenza di un piano per il commercio al centro storico, lacuna ormai evidente durante il periodo Pasquale che è il vero avvio di stagione, con tutti quei discorsi sul “Centro Commerciale Naturale” ampiamente disattesi.
I commercianti ritengono di non essere stati consultati e coinvolti a sufficienza. Da parte nostra osserviamo che l’assessorato al commercio ed allo sviluppo economico della città non ha preso in considerazione di convocare il quadro strategico di valorizzazione cittadino (QSV) per ascoltare le esigenze dei dettaglianti del territorio. I social network diverso con le lamentele di questi ultimi i quali, ricordiamo, sono in prima linea per sostenere che la città turistica ed accogliere visitatori da ogni parte del mondo.

Centri Commerciali Naturali, per vivere il centroA questo punto la capogruppo del M5S, Lucia Vergaglia, ha richiesto la convocazione del quadro strategico di valorizzazione subito dopo le festività pasquali. Troviamo necessario un chiaro confronto pubblico, ai sensi della legge regionale 12 del 2008, almeno per mettere nero su bianco le esigenze percepite e le proposte illustrate dei commercianti stessi.

I QSV sono atti di programmazione in senso lato o meglio processi ciclici nell’ambito dei quali devono ricondursi in modo organico e coordinato i vari interventi ed iniziative che, da parte pubblica e dei privati, tendono alla rivitalizzazione, riqualificazione e valorizzazione dei centri storici: non si tratta di un ulteriore strumento urbanistico, né di un piano commerciale o di un programma di sviluppo sociale, ma di una progettualità strategica che deve individuare obiettivi e finalità condivise, in un’ottica di sviluppo nel lungo periodo e la cui realizzazione concreta è demandata non solo al momento pubblico, ma anche ai privati, alle componenti e formazioni sociali coinvolte in prima persona e a tal fine corresponsabilizzate.
In altri comuni della regione, pensiamo ad esempio Assisi, il quadro strategico di valorizzazione ha permesso di influire sulla politica commerciale della città in maniera molto incisiva.

Era 1926 quando l’economista Keynes scriveva il suo famoso saggio ” la fine del lassismo”, ma qui ad Orvieto sembriamo ancora lontani da aggiungere un simile obiettivo ed ancora una volta ci chiediamo se le persone delegate hai problemi del commercio e dello sviluppo economico fiamma in grado di assolvere questa importante funzione.
Cogliamo l’occasione per ricordare AI membri della maggioranza che la scrivente forza politica ha già più volte richiesto l’attivazione di un tavolo sul commercio. In particolare sulle regole del commercio visto che attualmente si lavora assolutamente in maniera borderline superando quando possibile ogni regola scritta ed etica e trasformando le attività commerciali che dovrebbero essere sul mercato in pure posizioni di rendita.

Il compito della politica è governare, il suo ruolo principale infatti dai che il quadro completo di regole e di indirizzi nel quale i singoli operatori di mercato possano liberamente agire.

Basta quiescienza rimbocchiamoci le maniche e torniamo tutti a lavorare.

Mozione: Bardano Centro del Made in Italy

Il Comune, si sa, non può sostituirsi al privato, non può creare lavoro, reddito, non può fare impresa.

E’ convinzione del M5S Orvieto che l’amministrazione possa però favorire una sana attività d’impresa e creare le condizioni di un rapporto azienda lavoratore sano e professionalizzante. In questi nostri primi passi di proposta fattiva per lo sviluppo economico del territorio puntiamo sugli elementi che differenziano la zona produttiva di Bardano, attualmente in una difficle crisi, rispetto alle altre aree d’insediamento industriale. Lo facciamo a costo prossimo allo zero e con un piglio decisamente “italiano”, trasformando una peculiarità in un’esclusiva opportunità da cogliere con lungimiranza.

made in italy

La peculiarità è che la zona industriale e produttiva di Bardano, nel Comune di Orvieto, è il centro esatto dell’Italia. L’Italia, nella produzione è “Made in Italy”. Ne consegue che la nostra zona d’insediamento produttivo è, secondo noi, il “Centro del Made in Italy”.

Pertanto abbiamo depositato una mozione in Comune per certificare d’autorità questo dato ed iniziare le attività di marketing territoriale volte ad attrarre imprese e capitali di sviluppo, oltre alle fonti di accesso ai finanziamenti per investire nel “Centro del Made in Italy”.

mozione centro del made in italy

Qui di seguito il testo della mozione: Continua a leggere Mozione: Bardano Centro del Made in Italy