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Coworking dimenticato

LA STRANA STORIA DI UN PROGETTO DI COWORKING SENZA PROGETTO PRESENTATO PER FAR DISPETTO AL M5S – questa è una storia di impreparazione ed eccesso di fiducia del MoVimento 5 Stelle Orvieto che nel primo anno ha lasciato correre troppe volte in presenza dei colpi bassi dei partiti di maggioranza ed ex maggioranza. La storia è sin troppo semplice: durante le vacanze natalizie del 2014-2015, cioè nei primi sei mesi di attività consiliari di Lucia vergaglia, in risposta ad una domanda precisa del giornalista Lattanzi di La Nazione la capogruppo del Movimento ha risposto anticipando le prossime e successive iniziative tra le quali l’idea di utilizzare precisi spazi coinvolgendo precise risorse per attivare delle iniziative di coworking sulla scia di quelle che erano nate a Foligno in quello stesso periodo, anche se basate su un modello leggermente diverso, e questo uscì sul giornale. E così pochi giorni dopo fu depositata da parte di di una mozione speculare in cui si chiedeva da parte del consiglio comunale alla Giunta di Giuseppe Germani di attivare un non meglio precisato Orvieto co-Working Project. Noi chiedemmo conto naturalmente e per tutta risposta apparve per la prima volta La fantomatica compagine dei giovani democratici.

Diciamo fantomatica perché da allora, cioè da 3 anni e mezzo fa, non le abbiamo né visti né sentiti più e le loro opere ed opinioni non sono mai più venute alla cronaca cittadina in maniera così evidente da essere note e riportate dalla stampa locale, discussa i social oppure come in questo caso riportate in consiglio comunale. Eppure non sarebbe dovuto essere così per un semplice motivo:sono passati 3 anni e del Coworking project (pur approvato) nessuna traccia, ma loro che dovrebbero essere i più da allora di questo, come di altro, hanno taciuto.
Spiaggia perché gli unici che ci hanno perso sono quei giovani e fidati che non hanno potuto godere per questi tre anni dell’esperienza e dei vantaggi di un coworking territoriale ed al tempo stesso e il territorio che si è trovato privato della possibilità di sviluppare giovani e freschi energie che, se non assorbite da qualche privato , hanno dovuto comunque allontanarsi dal territorio.

Insomma l’ennesima occasione persa e, secondo noi, per una semplice questione di esercizio di un predominio territoriale Cioè in pratica per fare un dispetto al Movimento 5 stelle e di che queste cose è tratto solo io.

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Esperienza culturale e museale

Dal 27 al 31 Maggio, oltre 300 professionisti della cultura si sono incontrati nella capitale belga Bruxelles per confrontarsi sul ruolo dei musei all’interno della società contemporanea. L’occasione è la conferenza “Communicating the Museum” un appuntamento arrivato alla sua 20˚ edizione, che quest’anno si concentra sul tema della partecipazione culturale e dell’inclusione sociale. Unico partecipante italiano, il Museo Egizio di Torino. LA direttrice, Corinne Estrada, indica come passaggi chiave la visitor experience e audience development, in particolar modo attraverso l’utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione digitale, per questo tra il 2010 e 2015 se ne è discusso molto di social media e Rete. A partire dal 2015 abbiamo assistito a un ulteriore passaggio con la necessità di concentrarci maggiormente sul ruolo politico delle istituzioni culturali e su tutte quelle attività dedicate al social engagement, alla interazione e coinvolgimento delle nostre comunità di riferimento.

Questo è un dibattito da cui Orvieto, che è un sistema museale a cielo aperto e che ospita una quantità di risorse culturali e strutture museali che ne fanno un Unicum nel centro Italia, lontanissima e soprattutto priva di prospettive. Eppure con la nuova è superiore scolarizzazione degli individui e la disponibilità informativa in tempo reale è proprio sull’ esperienziale che bisogna puntare. Noi questo lo sappiamo bene mentre c’è una intera classe culturale che gioca ancora a crogiolarsi sugli Allori degli anni 80 e 90 tempi ormai molto lontani e distanti da ciò che è l’attesa dei fruitori o visitatori dei sistemi e delle città d’arte. Occorre quindi guardare avanti e prepararsi a rendere il maggior numero di visitatori dei nostri centri storici in fruitori del nostro lifestyle piuttosto che viaggiatori ospiti. Bisogna fare in modo che una esperienza ad Orvieto possa trasformarli in veri e propri Ambasciatori delle nostre migliori qualità ed unicità di modo da conteggiare a loro volta nuovi visitatori oltre che lasciar loro una promessa di nuove e migliori opportunità di vivere Orvieto ed il suo patrimonio museale, culturale e territoriale per farli tornare ancora ed ancora. Non sarà semplice, non sarà possibile in uno o due anni, ma necessità di una grande partecipazione perché bisogna superare delle resistenze ed una tendenza allo status quo che sono connaturate e tratti riconosciuti del nostro establishment ed anche di una parte della nostra popolazione. Ma il guadagno potrebbe essere, come a Civita di Bagnoregio, immenso e tale da giustificare impegni e cambiamenti di abitudini.

Noi su questo ci siamo.

Proposta europea per il reddito minimo garantito.

A Perugia il report sul #RedditoMinimoGarantito preparato per la commissione Occupazione e Affari Sociali del Parlamento Europeo, uno strumento fondamentale per arginare gli effetti sociali della crisi economica e incentivare politiche attive in grado di creare posti di lavoro sostenibili!

La povertà e l’esclusione sociale sono diventate una vera e propria emergenza europea e non ci fermeremo fino a quando non ne saremo usciti senza lasciare indietro nessuno!

Nell’occasione sarà presentato lo studio che commissionato a nome del gruppo EFDD sui #TransitionJobs, un progetto concreto e realizzabile su cui ci stiamo impegnando con @M5S_Europa per creare una nuova occupazione qualificata e sostenibile!
A presentarlo sarà direttamente l’eminente economista statunitense Waren Mosler, ideatore della “Teoria della Moneta Moderna”.

Prof. Warren Mosler

Noi ovviamente ci saremo.

Coordinate:
Sabato 25 febbraio alle ore 16:00
Sala dei “Notari” del Comune di Perugia

Bando Ambulanti: Il M5S chiede una moratoria

Abbiamo protocollato una formale richiesta alla dottoressa Cannistrà, attuale assessore responsabile delle attività produttive, sulla scorta del testo del decreto milleproroghe appena approvato dal Consiglio dei Ministri che specifica come l’applicazione della direttiva Bolkestein nei confronti degli operatori del commercio ambulante sia rimandata al 2020. Le abbiamo chiesto di mettere per iscritto se intende porre all’ordine del giorno della Giunta il ritiro del provvedimento anticipato in data 21 dicembre dal dirigente Vinciotti che va a porre a gara appunto le aree dei nostri mercati tradizionali sospendendo il bando previsto per il prossimo febbraio.

«Speriamo davvero che il nuovo assessore voglia marcare la differenza sin da subito con chi l’ha preceduta cogliendo l’occasione di salvaguardare le famiglie e gli investimenti dei commercianti locali senza metterli in competizione con la grande distribuzione organizzata proprio in questo periodo di fortissima crisi. L’occasione c’è, il tempo di agire è adesso.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto.

Candidare la Piave nuova sede del Tribunale Europeo Brevetti

Si candidi l’ex caserma Piave ad ospitare il Tribunale Europeo dei Brevetti

Con la Brexit tanti enti importanti devono essere trasferiti dall’Inghilterra. Lucia Vergaglia (M5S): «In una visione strategica luoghi come Orvieto, dotati di infrastrutture importanti come la Piave, possono tornare protagonisti e centrali»

I prossimi mesi saranno fondamentali per stabilire le strategie post Brexit negli stati, come il nostro, presi di sorpresa dal risultato del referendum voluto da Cameron e vinto da Nigel Farage.

Così mentre il Fondo Monetario Internazionale rivede le stime di crescita dell’Inghilterra come superiori a quelle della Germania, ancora una volta contraddicendo le apocalittiche previsioni dei primi giorni, l’Unione Europea deve pianificare la redistribuzione dei tanti enti appunto europei che hanno sedi ed uffici in Gran Bretagna.

Ovviamente le lobby e le associazioni dei grandi gruppi industriali stanno già facendo pressione per accaparrarsi il ricco boccone in spazi privati con appalti ed affitti interessanti garantiti dalla poderosa macchina finanziaria dell’Unione.

«Nel nostro piccolo di forza di minoranza nella città di Orvieto, che è secondo autorevoli studi, al centro esatto dell’Italia avanziamo la proposta al Consiglio Comunale di dichiarare la disponibilità ad ospitare uno di questi importanti enti in via di trasferimento in uno dei nostri beni pubblici, l’ex caserma Piave, riportandola a nuova vita e fornendo un’occasione di sviluppo di qualità, e tanto lavoro, al territorio ed al circondario. Noi proponiamo di dichiarare la nostra disponibilità ad accogliere il Tribunale Unificato dei Brevetti che, peraltro, avrebbe competenza esclusiva sulle cause riguardanti biotecnologie, farmaceutica e chimica cioè le aree il cui sviluppo nei prossimi anni andrà aumentando.

Orvieto ne è all’altezza, è una sede prestigiosa, conosciutissima in tutto il mondo, ricca di alberghi, dotata di un centro congressi ed è collegata attraverso le direttrici autostradali e ferroviarie al punto da offrire una logistica interessante e paragonabile a quella di importanti capitali europee che hanno gli aeroporti distanti dalle città.

E’ sensato poi che un tale tribunale nell’Italia delle PMI, sia proprio nei centri delle imprese medie e piccole, non messi la a disposizione quasi esclusiva delle grandi industrie troppo spesso multinazionali extraeuropee. Sarebbe un segnale politico forte serio e concreto approccio all’idea di ripresa tanto decantata.

Per gli orvietani le ricadute sarebbero immense. Dal fitto della struttura della Piave che rimpinguerebbe di milioni di euro le casse comunali ai posti di lavoro diretti ed indiretti, all’indotto in termini di forniture e servizi, dalle nuove sedi dei professionisti nazionali ed internazionali del ramo brevetti che diverrebbero stanziali in città con le relative opportunità per i proprietari di immobili per ufficio, inoltre i giudici ed il personale internazionale hanno una diaria apposita per prendere in fitto studi ed appartamenti. Un tele edificio Europeo inoltre attrarrebbe fondi e personale di supporto verso le nostre strutture sanitarie.

Oltre a questo si destagionalizzerebbe il turismo, finalmente, fuori dai periodi di fine d’anno come ci ha abituato Umbria Jazz Winter ed estivo tipico delle città d’arte. Il Tribunale, ed attorno ad esso tutto quel movimento congressuale internazionale, come quello della farmaceutica o del biotech, avrebbe una sua nuova naturale centralità qui ad Orvieto. Stiamo parlando di un turismo con notevole disponibilità di spesa, spesso a ricerca delle eccellenze enogastronomiche.

Di contro dovremmo sicuramente adeguare la mobilità pubblica ed il numero e la disponibilità dei taxi, abituarci a prezzi più alti nei ristoranti del centro ed una maggiore presenza anche fuori stagione di studenti del diritto e stagisti.

Ci saranno sicuramente altri competitori qui in Italia, tra cui i centri maggiori ma, a mio avviso, n una visione strategica che redistribuisca gli enti per evitare eccessive concentrazioni a Roma e Milano luoghi come Orvieto, dotati di infrastrutture importanti come la Piave, dovrebbero tornare protagonisti e centrali. Qualora si preferisca concentrare le risorse pubbliche invece nei luoghi già ricchi, aumentando la forbice del PIL e delle opportunità, allora lo spirito della coesione sociale tanto vantato dall’Unione è già scomparso ed una tale azione non porterebbe sviluppo all’Italia ma solo ad arricchire chi lo è già e questo non solo a me non piace ma, citando Marco Aurelio, sarebbe da evitare dato che “Ciò che non giova all’alveare non giova neppure all’ape”. Con la Brexit l’Italia diviene la terza nazione europea per numero di brevetti e registrazioni di modelli estetici ed industriali, la gran parte sono frutto del lavoro di piccole e medie imprese, il nostro tipico modello produttivo, il nostro alveare» Lucia Vergaglia – Cittadina portavoce e capogruppo MoVimento 5 Stelle nella città di Orvieto.

Crisi industriali nell’area di Bardano un anno dopo

Sphera, Grinta, Mmanifatture, Tione, Electrosys erano punti di riferimento per famiglie e lavoratori orvietani, per l’indotto e per un’idea ormai trascurata che si chiamava Sviluppo della città.

Ecco come in quelle trasmissioni televisive stile report vogliamo dare il via ad una sorta di rubrica “Come è andata a finire”. Lo facciamo perchè è doveroso e giusto che l’Amministrazione delinei cosa ha fatto per prevenire quelle crisi, per contenerle e ridurne l’impatto e per quali politiche abbia messo in campo per dare nuove prospettive a quelle realtà orvietane ormai compromesse.

La domanda doverosamente la poniamo all’assessore competente, dottoressa Martino, speriamo che non sia avocata a se dal Sindaco se non, nel caso, assumendosi anche la responsabilità di ciò che accadde, di come fu gestita la situazione.

«Le persone e le aziende non scompaiono dai radar della politica se non si vuole che sia cosi. Il M5S ha seguito alcune di quelle vicende, specificamente quelle post 2014, ed ha proposto soluzioni che sono rimaste inascoltate a fronte dell’appoggio a piani che oggi bisogna chiarire quale successo abbiano avuto. Domandiamo alla dottoressa Martino di fare rapporto al Consiglio su questi argomenti rispondendo a formale interrogazione, non le chiediamo l’abbondante mola di documentazione e slides che i suoi colleghi addirittura anticipino ma è insostenibile a distanza di oltre un anno dall’ultima formale interrogazione che non abbia sentito la necessità di tenere informato il Consiglio sugli stati di avanzamento, o sulla mancanza di progressi. Questo lede il diritto d’iniziativa dei delegati dai cittadini di poter, giustamente, intervenire a tutti i livelli e, nel nostro caso almeno, arrivando a farlo in filiera con Regione, Parlamento ed Europarlamento. C’è bisogno di più presenza e trasparente cura di quanto ci si è resi responsabili accettando il proprio ruolo in Giunta.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

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Lettera aperta per non perdere il treno dell’innovazione

In occasione dell’importante scoperta scientifica che conferma la Relatività di Einstein, ci rivolgiamo ai cittadini dei territori orvietani, a chi vi lavora ed agli amministratori pubblici,

Leggiamo praticamente ogni esponente di spicco della comunità parlare di “puntare sull’innovazione” eppure a giudicare l’operato delle forze politiche e dei singoli nell’innovazione non si investe, non se ne sostiene la base culturale che è fatta in larghissima parte di studi tecnici e scientifici, non se ne alimenta la condivisione.

Eppure le eccellenze non mancano come non mancano le occasioni e, tolta l’apposizione della targa stradale dedicata all’innovazione nei pressi di un campus privato che alimenta un programma di studio attraverso strumenti informatici, nulla si muove. Continua a leggere Lettera aperta per non perdere il treno dell’innovazione

Aree Interne: Troppa confusione.

E’ qualche tempo che nella dialettica politica dalla maggioranza, per scelta o per ventura, ad opposizioni e cittadinanza viene contestata l’assenza di proposte concrete e fattive.

Non è sbagliato in linea di principio chiedere la partecipazione dei cittadini e delle minoranze quindi ci mancherebbe altro che noi si resti alla finestra a guardare quindi in genere accogliamo questi inviti ed aggiungiamo al carico importante di proposte ed iniziative che presentiamo regolarmente attraverso il gruppo consiliare del M5S anche quelle nei vari “tavoli” tematici, però solo in risposta a precisa sollecitazione. Non vogliamo sottrarre spazio ai cittadini ma se veniamo accusati di non essere in grado di proporre soluzioni o, come nel caso di “Aree Interne”, bozze di progetto allora in genere mettiamo nero su bianco la dimostrazione di essere da cittadini almeno formalmente in grado di recepire questo genere di sfide pratiche. proposta aree interneIl Sindaco stesso nel richiamare alla partecipazione sia in presenza dell’ex ministro Barca poche settimane fa (il 26 gennaio, a fronte di 120 progetti) che nel focus organizzato da Valentino Filippetti la settimana scorsa (martedì 2 febbraio, quando i progetti erano già 139), momento in cui ci sono state in loco delle presentazioni di idee, ha risposto ad un mio personale e specifico intervento sul proseguire dell’accoglienza delle idee progettuali e sulla “dicotomia”, contraddittorietà apparente, tra le funzioni associate tra i comuni di Aree Interne ed i servizi necessari invece allo sviluppo esordendo sulla mia e nostra “non conoscenza” degli argomenti in questione.

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Riduzione del personale nelle banche orvietane

In questi giorni i cittadini che seguono le reti locali hanno potuto seguire le discussioni su Baratto Amministrativo e Reddito di Cittadinanza. Discussioni molto accese come è giusto che sia quando si parla di temi dall’impatto rilevante sul modo di vivere e lavorare di un’intera città, su come possano essere volano di sviluppo ed ammortizzatore nelle crisi.

La parte più accesa del confronto, quando è diventato chiaro che avrebbe prevalso il NIET della destra alla proposta sul reddito avanzata da Sel e MoVimento 5 Stelle è stata l’aspra reprimenda all’indirizzo di quei consiglieri che lavorano nel mondo bancario.

Dal M5S la posizione espressa da Lucia Vergaglia è stata netta.

Lucia Vergaglia (M5S)
Lucia Vergaglia (M5S)

«Oggi quella bancaria è una delle categorie lavorative del privato non ancora travolta dalla crisi, ma adesso sta per toccare anche a voi lo stesso destino del resto del mondo impiegatizio. Voi che avete avuto in questi anni un osservatorio privilegiato che poteva seguire i flussi di denaro destinato al lavoro delle imprese od i risparmi delle famiglie ed il valore sempre più scarno dell’investimento nel mattone votate contro o vi astenete dalle iniziative sul reddito. Non vi rendete conto che tra poco tocca anche a voi fare i conti con le riduzioni del personale, la ricerca del lavoro, il job act che è peggio della Fornero? Dovreste essere in prima linea.»

C’è stato chi ha risposto direttamente, chi ha fatto gesti scaramantici e lo stesso presidente del Consiglio Comunale Pettinacci ha dovuto richiamare all’ordine.

Ebbene sono passati appena dieci giorni, non dieci settimane, mesi o anni, dieci brevissimi giorni per darci ragione con la Rappresentanza Sindacale Aziendale FABI della Cassa di Risparmio di Orvieto che chiede un intervento PUBBLICO Continua a leggere Riduzione del personale nelle banche orvietane

Lettera aperta alla Cgil

E’ solo un anno che il M5S è nelle stanze del Comune di Orvieto ed in questo periodo la volontà di confronto e la capacità di provare a dare diverse chiavi di lettura e di soluzione ai problemi si è potuta misurare sia nei numerosi atti consiliari che nelle tante iniziative portate anche all’attenzione dei palazzi romani.

Proposta per lavoro comune maggioranze ed opposizioni
Proposta per lavoro comune maggioranze ed opposizioni

Di tutto ci si può accusare meno che di mancanza di sensibilità o di inerzia pertanto è, a nostro avviso, normale che nel leggere le analisi e le proposte della Cgil e della Camera del Lavoro di Orvieto, che rievocano in larghissima parte il nostro operato di quest’ultimo anno, reputiamo opportuno fare alcune considerazioni e redigerle in una lettera aperta indirizzata al Sindacato nella persona di Anna Rita Manuali, responsabile orvietana dal 15 dicembre scorso.

«Gentile dott.ssa Manuali,

Riscontro la secca e triste analisi dello stato del nostro tessuto commerciale, produttivo ed industriale ed in generale del tessuto socioeconomico orvietano, che il Suo ufficio ha voluto portare all’attenzione pubblica. La mappa della crisi, pur nella necessaria stringatezza comunicazionale, affronta molti temi dei quali il gruppo consiliare M5S orvietano si è speso in numerose occasioni. Interprete di una visione politica ed istituzionale non sempre condivisa dal resto del Consiglio Comunale, tra l’ex maggioranza di centro destra e l’attuale maggioranza di centro sinistra, la nostra compagine non ha desistito dal presentare e proporre approcci alla risoluzione dei problemi e di salvaguardia della capacità di sviluppo del territorio, penso alle crisi Electrosys e Tione, all’impegno per la progettazione europea che tanto può contribuire alla sostenibile crescita dell’occupazione, alla tutela delle tipicità intorno alle quali ruotano tantissimi addetti, allo sviluppo turistico, alla rimozione di ostacoli al commercio.

Per quanto concerne il tessile abbiamo addirittura ipotizzato lo sviluppo di un cluster del wearable, coniugando le naturali tendenze della locale industria informatica e le famose 400 maestranze che operavano tra Grinta, MManifattura e le tante ditte locali, cogliendo l’opportunità di far valere la peculiare caratteristica del distretto produttivo di Fontanelle di Bardano che è al centro esatto d’Italia in una proposta di Centro del Made in Italy, purtroppo malamente bocciata.

Il nostro impegno, anche al livello più alto, affianca la possibilità di riavvio del circuito delle piccole e medie imprese attraverso lo strumento del “Microcredito“, chimera presso le banche locali nonostante le nostre pressioni nei confronti delle istituzioni creditizie cui anche Lei ha inteso rivolgersi.

Non Le possiamo nascondere la sorpresa nel riconoscere molto di quanto da noi proposto in questi ultimi mesi nelle ricette che Lei suggerisce. Non Le possiamo nascondere che forse, dico forse, un Suo interessamento per approfondire quanto stavamo provando a proporre avrebbe potuto chiarire i tanti dubbi verso il M5S, da sempre costretto ad affrontare quella denigrazione fatta da un lato accuse di antipolitica e dall’altro di nomignoli “grillini”. Non Le possiamo nascondere la possibilità che un minimo cenno di sostegno da parte dell’istituzione sindacale, che dal 15 dicembre scorso Lei rappresenta, avrebbe potuto stimolare verso politica locale, tutta, ad un maggiore impegno nel confronto.

Doverosamente mi rivolgo alla Sua persona ma è alla comunità degli iscritti ed all’istituzione sindacale che chiedo in futuro meno cautela verso le proposte a cinque stelle, una maggiore apertura quando vi è convergenza su singoli aspetti da approfondire e da affrontare, pur mantenendo rispettivi ruoli e funzioni. Noi continueremo questa via di trasparente attività di analisi, valutazione e proposta nella consapevolezza che il tempo scorre e i numeri delle prestazioni dei cosiddetti “Ammortizzatori Sociali” sono tali che la proposta pentastellata di “Reddito di Cittadinanza” sembra più attuale che mai. Noi crediamo fermamente che la rotta debba essere cambiata e lavoriamo per questo-, per ogni approfondimento costruttivo o critico, Suo e dell’istituzione sindacale, restiamo a disposizione così come è per la cittadinanza tutta.

Gentile dottoressa Manuali anche noi vogliamo che “buon lavoro” resti un saluto e non diventi un auspicio per il futuro, pertanto, in conclusione, voglia cogliere un sincero augurio di buon lavoro ed il ringraziamento per le osservazioni che ha voluto condividere con tutti noi cittadini.»

Lucia Vergaglia, M5S Orvieto