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Vergaglia. La politica non faccia Pilato sulla CariOrvieto

LA QUESTIONE DELLA CASSA DI RISPARMIO DI ORVIETO ANDAVA GESTITA ALLE PRIME AVVISAGLIE DI CRISI, ORA SI INTERVENGA.

“…si deve comunque ragionare sul governare, nei limiti delle competenze comunali, su un Memorandum of Understanding, un patto tra le parti, che permetta la cessione delle azioni della Fondazione ma in cambio di specifiche qualità dei servizi e livelli occupazionali che andranno mantenuti, con penali che disincentivino l’impoverimento ed il decentramento da Orvieto e dal territorio orvietano…” dalla lettera aperta sul futuro della Cassa di Risparmio di Orvieto dell’Avv. Lucia Vergaglia, ex consigliere comunale M5S.

Il nuovo sindaco Roberta Tardani si trova immediatamente ad avere a che fare con una offerta vincolante di acquisto della Banca del territorio su cui i riflettori già sono accesi ad un prezzo forse sovradimensionato rispetto al valore attuale ed è comunque una di quelle situazioni nelle quali le amministrazioni hanno il dovere di far sentire la propria voce e soprattutto di tenere informati i cittadini.

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Meetup Orvieto, Umbria. Scegliete seguendo le stelle. (5/5 Sviluppo)

LA QUINTA DELLE 5 STELLE: SVILUPPO

“Le cinque stelle nel simbolo del Movimento rappresentano acqua, ambiente, trasporti, connettività e sviluppo.”

Lo sviluppo economico, sociale e sostenibile, sociale e sostenibile di un territorio dipende larghissima parte dalle scelte della politica. Il nostro impegno in comune ad Orvieto ha compreso una serie di iniziative per la risoluzione di crisi industriali , iniziative per rendere l’ecosistema dei beni immateriali a partire dalla cultura molto premiante ed attrattivo, iniziative legate al credito ed alla vigilanza sul sistema bancario locale, una proposta per un cluster industriale dedicato al wearable nel centro esatto d’Italia, una proposta di rifunzionalizzazione della ex caserma Piave con tutti i suoi 55.000 metri cubi come luogo di elezione per il trasferimento di imperio del tribunale unificato dei brevetti da Londra dopo la brexit, iniziative a favore dei Temporary Shop e del Commercio locale, iniziative di valorizzazione delle denominazioni comunali e del Brand orvietano un riallineamento sulle buone pratiche nazionali legato alle grandi superfici di vendita organizzate Gdo e decine di altri interventi specifici.

Il tutto a voler coprire le mancanze che c’erano state nel passato precedente al 2014.
Oggi quindi se volete votare nel rispetto delle 5 stelle occorre anche che siate in grado di informarvi su chi ha fatto di più per il lavoro, per lo sviluppo e per gli insediamenti produttivi intorno ai quali si creano occupazione ed indotto e di chi abbia sostenuto la necessità di interventi importanti come quello del tribunale europeo dei brevetti nell’ex caserma.

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Orvieto e l’Umbria senza credito

NON C’È PACE PER LE NOSTRE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, STRETTE TRA LA CRISI ED IL CREDIT CRUNCH BANCARIO. IL MODELLO REGIONALE NON FUNZIONA PIÙ E L’UMBRIA SCIVOLA ULTIMA IN CLASSIFICA…

Così come con il PIL ed il passaggio della nostra regione Umbria da sviluppata a “regione di transizione” che nel burocratico linguaggio europeo vuol dire semplicemente che non rispetta gli standard minimi comunitari dei luoghi e dei territori in cui c’è sviluppo economico e prospettive.

Questa volta il credito alle imprese sotto accusa e non da parte del MoVimento 5 Stelle o dei consiglieri dei singoli comuni, ma è il rapporto della cgia di Mestre che ha fatto saltare sulla sedia tutti coloro che si sono dovuti sentire dire, nel corso di questi anni, che andava tutto bene e che il sistema Umbria con il suo modello Cooperativo ed imprenditoriale , con le sue banche vicine al territorio, era un esempio di sostenibilità e di sviluppo. Invece è vero il contrario.

Ed è ancora più grave la sottolineatura del centro studi che indica come ci sia un grande iato, una vera e propria soluzione di continuità a fare da netta separazione, crea il tessuto delle piccole e medie imprese a cui si chiedono dei tassi anche doppi nell’interesse da corrispondere al sistema bancario rispetto alla grande azienda. Così mentre diventa quasi Impossibile avviare un processo di innovazione partendo dalle peculiarità territoriali e dalle startup che incontrano le difficoltà a consolidarsi ed assumere anche e soprattutto per la mancanza di un sistema di credito proattivo abbiamo che il grosso della movimentazione interessa i soliti grandi gruppi. In questa regione molto più che altrove. Ed un motivo ci sarà. Alla vigilia della presentazione della relazione di segreteria della consulta per lo sviluppo economico del territorio orvietano Lucia Vergaglia, la nostra voce del MoVimento 5 Stelle è responsabile appunto della consulta sottolinea le tante grida l’allarme lanciate proprio nel consiglio comunale di Orvieto dal gruppo M5S.

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Ad Orvieto manca equilibrio tra i 4 settori.

LE AMMINISTRAZIONI CHE SI SONO SUSSEGUITE HANNO DATO CENTRALITÀ AL SETTORE PRIMARIO PRODUTTIVO AGRICOLO OPPURE IN ALTERNATIVA AL TERZIARIO DEL TURISMO. LE CITTÀ PROSPERE DIVERSIFICANO.

La produzione agricola e zootecnica sono in genere considerati come il settore primario delle economie, l’industria manifatturiera e la trasformazione sono quello secondario mentre i servizi come ad esempio il turismo sono considerati il settore terziario. Si intende per quarto settore, in questo articolo, il no profit ad alto impatto.

È vero che non si può fare sempre tutto e che ci sono delle specializzazioni nei vari territori però, va detto, che a parte poche eccezioni le cittadine che riescono a mantenere la propria prosperità durante i periodi di crisi sono generalmente quelle capaci di una maggiore diversificazione e meno dipendenti da un singolo settore. In pratica manca equilibrio tra i quattro settori. E questo è successo nonostante l’alternanza tra le forze politiche. Qui di seguito un estratto dalla documentazione della nostra portavoce in preparazione per la fase conclusiva delle iniziative sullo sviluppo economico locale.

Lucia Vergaglia, segreteria della Consulta per lo sviluppo economico locale:

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Orvieto. Le misure anticrisi respinte dalla maggioranza

ALLA FINE SI DEVONO FARE I CONTI CON LA REALTÀ ED È GIUSTO RICORDARE CHE SOLO LUCIA VERGAGLIA COL M5S HA PRESENTATO PROPOSTE ANTICRISI E DI RILANCIO DELL’ECONOMIA. SEMPRE RESPINTE DALLA MAGGIORANZA.

La perdita netta del PIL pro capite, le chiusure continue di commerci e botteghe artigiane le mancate prospettive industriali stando impattando pesantemente sulla vita dei cittadini di Orvieto come del resto in tutta l’Umbria. In questi territori più che altrove.

Non eravamo Cassandre quando nel 2014 proponevamo una strategia di rilancio del comparto industriale locale con la proposta del centro del made in Italy da sviluppare in 5 anni basata su considerazioni concretissime e su punti di forza che abbiamo unicamente noi. Proposte irrise e bocciate. Le industrie però le abbiamo perse.

Non eravamo Cassandre neanche quando depositavamo le proposte di rilancio del Commercio. Proposte bocciate. I negozi chiudono.

Non eravamo Cassandre neanche

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In malafede chi mette in dubbio il Reddito.

LA PRESUNTA MALAFEDE DEGLI ITALIANI VIENE USATA DA SEMPRE PER IMPEDIRE OGNI PROSPETTIVA DI MIGLIORAMENTO SOCIALE.

di Lucia Vergaglia

Tutti i provvedimenti possono fare essere letti con il filtro sapiente della distorsione.
Quindi ci potrebbe essete anche l’imprenditore farabutto che assume per accaparrarsi le mensilità del reddito e licenziare? Certo i sistemi truffaldini e di sfruttamento ci sono e se ne possono sempre escogitare, ma quando il mercato del lavoro pulito diventa concorrenziale e premiante diventa più arduo scegliere di rimanere al buio.
La rivoluzione copernicana del reddito di cittadinanza è quella di investire nei lavoratori perché già dal momento in cui lo si percepisce si entra nel circuito che economicamente e moralmente ci si proietta verso l’occupazione.
In tutti i decenni in cui ho sentito parlare di politiche per lo sviluppo il tema era sempre lo stesso:

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ORVIETO. MANCA LA DIALETTICA CULTURALE

AL NETTO DELLA PREPARAZIONE DEI SINGOLI LA POLITICA CULTURALE ORVIETANA NON È FECONDA NONOSTANTE LE POTENZIALITÀ PERCHÉ MANCA LA DIALETTICA E LA RELAZIONE TRA POLITICA E MONDI DELLA CULTURA.

Gaio Cilnio #Mecenate è ben riconosciuto come uno dei fautori del successo politico e culturale di Ottaviano Augusto e della affermazione, in epoca classica e successive, del potere che hanno arte e conoscenza nel sostenere la prosperità dei territori piccoli e grandi.
Antesignano dei moderni “ministri della cultura” operò innanzitutto la costruzione di solidi legami con i poeti del tempo, come Orazio, Virgilio e Properzio, protagonisti indiscussi di quella stagione della storia di Roma. A lui dobbiamo anche la sapiente accortezza di indirizzare i big del suo “circolo” letterario verso generi diversi, evitando rivalità e gelosie che altrimenti avrebbero vanificato l’intero progetto di crescita culturale.

Ben più ampia fu la portata del mecenatismo rinascimentale da parte nobiliare e quello ottocentesco che vide la borghesia protagonista.

In epoca repubblicana è lo Stato ed il territorio che diviene protagonista ad esempio seguendo quelle iniziative che diedero origine ai teatri stabili come servizio pubblico, sulla falsariga delle proposte manifesto di Paolo Grassi e Giorgio Strehler.

Ecco. Giungiamo ai nostri giorni ed al nostro territorio cuspide tra Lazio, Toscana ed Umbria dove invece questo sistema di relazioni è assolutamente avulso alla iniziativa politica dell’attuale Assessorato alla cultura orvietano.

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Orvieto: capitale delle iniziative dimenticate

SEMBRA DI VIVERE IN UN ETERNO PRESENTE IN CUI OGNI INIZIATIVA È DESTINATA A NON LASCIARE TRACCIA MA SOLO A CONSUMARE QUEI (POCHI) FONDI CHE ARRIVANO. UNA CITTÀ FERMA NEL TEMPO.

C’era una volta e c’è ancora una città chiamata Orvieto famosa per un pozzo e per il Duomo, in cui non ci si va per il Natale ma per quel concerto jazz che d’estate a Perugia ed in primavera a Terni mentre passa il Capodanno proprio ad Orvieto. Tutto il resto non lascia tracce e viene dimenticato rapidamente. E se una amministrazione non ne fa tesoro Di chi è la colpa?

Ancora una volta ci avviciniamo all’appuntamento elettorale con quella quantità di slogan che negli ultimi anni hanno rivendicato con forza l’idea di andare oltre il passato , anche il proprio passato , a nostro avviso senza fare tesoro degli insegnamenti e delle cose buone fatte che invece si lasciano arrugginire o prender polvere in qualche deposito.

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Ufficio fondi europei

I COMUNI AMMINISTRATI DAL M5S HANNO SAPUTO FARE TESORO DEI FONDI EUROPEI. NOI AD ORVIETO NON VOGLIAMO ESSERE DA MENO E CON LUCIA VERGAGLIA CI SENTIAMO PRONTI.

Abbiamo approfondito la materia dei rapporti tra le amministrazioni e l’Unione Europea e di come questa possa concretizzarsi dell’ottenimento di quei sovvenzionamenti conosciuti come fondi europei diretti.

Ci siamo preparati incontrando in questi ultimi cinque anni i rappresentanti della Commissione e del comitato delle Regioni, i personale che si occupa delle valutazioni ed i più esperti tra europrogettisti specialisti dei diversi programmi promossi dall’Unione.

La nostra Lucia Vergaglia è la decana di questa iniziativa ed è l’unica, tra gli amministratori coinvolti in questo processo, che è stata presente su tutte le tematiche. Continua a leggere Ufficio fondi europei

Aree Interne ancora al palo

L’IMPIETOSA FOTOGRAFIA DEL CONTROVALORE IN EURO DEL “GRANDE PIANO DI SVILUPPO” DELL’ORVIETANO LASCIA L’AMARO IN BOCCA PERSINO AI PIÙ STRENUI SOSTENITORI. OCCORRE RIPENSARE IL MODELLO O SOSTITUIRE GLI ATTORI?

Ormai è dal 2013 che aree interne viene presentato in tutte le salse come se fosse la panacea per la grave crisi che affrontano i territori come quello di Orvieto Eppure siamo ancora ad un punto morto.

Il problema non è della quantità della provvista economica messa a disposizione da Europa e Governo centrale ma della capacità di spesa degli enti che sono coinvolti che, nel caso dei comuni, abbiamo visto essere molto scarsa nella nostra regione Umbria.

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