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Si vis pacem para bellum

LE AMMINISTRAZIONI DEVONO OPTARE PER UNA GESTIONE PRUDENTE ED OPPORTUNA, COME SE IMPREVISTI E PROBLEMI FOSSERO SEMPRE DIETRO L’ANGOLO INVECE DI CROGIOLARSI NEL TUTTO VA BENE…

Il refrain è sempre quello del tutto va bene Madama la marchesa e nel frattempo si danno via i beni pubblici senza alcun tipo di piano, ancora non si vincolano gli organizzatori degli eventi e non si investe nella formazione del personale oppure nella pianificazione con i fondi europei. Sì naviga a vista e campa alla giornata. Una amministrazione non deve aver paura di investire ma deve operare con prudenza e sul lungo periodo, investendo su se stessa e preparandosi al meglio come un esercito che affila le proprie dotazioni di armi, le proprie riserve è la formazione dei propri soldati in vista di una guerra.

Quello che manca è lo spirito con cui almeno un giorno all’anno bisogna immaginare il proprio territorio. Almeno una notte bisogna non dormire e domandarsi cosa fare in caso di una crisi grave. Con l’alluvione ci è andata bene che non ci sono stat vittime ma si vedeva che

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Ricordi dal sisma di Amatrice

Era il 24 di agosto 2016 quando un terremoto lontano molti chilometri feriva Orvieto chiamando a se le due giovani vittime concittadine, Barbara e Matteo, che quel fatidico giorno erano ad Amatrice. Da allora è passato un anno ed ancora giungono notizia tragiche in questa nostra Italia, nazione che con il sisma deve convivere da sempre, a tutte le sue latitudini. Non guarda in faccia a nessuno la rabbia della terra, non si cura di colpire una scuola od una chiesa, e spesso fa danni anche maggiori di quelli che farebbe in un’altra terra che non ha le città medievali e rinascimentali ma giganti di acciaio e materiali speciali in grado di reggere forze notevolissime. Nel ricordare quindi quei momenti di lutto e nell’esprimere solidarietà e vicinanza alle popolazioni, tutte, colpite dai fenomeni naturali che hanno fatto crollare le case, vogliamo anche guardare oltre e fare che tutta questa sofferenza non sia una lezione che vada dimenticata, sepolta da becere polemiche lontane dai drammi umani e dalla realtà dei fatti. E’ passato oltre un anno, ed oltre un anno dalle prime raccolte fondi, le “amatricana” solidali come quella di piazza dei Monaldeshi eppure sembra che il tempo si sia fermato, che non si sia stati in grado di ripartire e che, soprattutto, non si sia imparato nulla.

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Finisce il 2016, bisogna essere più uniti

E’ stato un anno difficile il 2016, l’ultimo dei tre anni di Giubileo, con i problemi di sempre acuiti dalle nuove imposte, dal protrarsi di una crisi per la quale nessuno vede più la famosa luce alla fine del tunnel ed infine ci si è messo pure il terremoto.

Proprio per il terremoto come cittadini ci siamo adoperati, al di la di simboli ed appartenenze politiche, a raccogliere fondi e contribuire alla rinascita dei territori colpiti. A tenere i fari puntati come per la questione casette di legno. Ad essere in prima linea con i nostri parlamentari nelle tende a vivere con i colpiti dal sisma se le iniziative sono state efficaci o si può fare di più.

«In rappresentanza del Consiglio Comunale di Orvieto, a nome di tutte le forze cittadine, politiche di ogni orientamento e sociali, e soprattutto dei cittadini ho accompagnato il sindaco Germani e la presidentessa Marini per la consegna a Preci della cucina intitolata a Barbara e Matteo voluta dall’associazione 3.36. E’ importante che le istituzioni elette direttamente dai cittadini siano presenti, e non solo le autorità, ed è doveroso che in casi come questi si metta a parte l’appartenenza politica perchè ad essere presente in questo ed altri casi era la popolazione orvietana tutta che si è stretta intorno a chi è stato colpito, nel vivo ricordo di chi, di Orvieto, è stato travolto nel fiore della vita dai crolli causati dal sisma.

Per me che conoscevo Barbara come maestra di mia figlia Francesca, la più piccina, è stata una commozione che non dimenticherò mai.Se c’è una lezione da questa vicenda è, probabilmente, quella che bisogna stare vicini, più di come in quest’epoca individualista ci vediamo abituati ad essere perchè, sia come sia, di fronte a certi eventi le divisioni semplicemente non dovrebbero esistere.» Lucia Vergaglia, Consiglio Comunale di Orvieto