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Vergaglia. Aldo Moro dovrebbe avere un suo spazio ad Orvieto

ALDO MORO FU ASSASSINATO IL 9 MAGGIO DEL ’78. FU UN CAPITOLO BUIO DELLA STORIA RECENTE DEL NOSTRO PAESE CHE NON BISOGNA DIMENTICARE. A MORO VA DATO IL SUO SPAZIO AD ORVIETO.

《Orvieto è la città per la Costituzione per volontà unanime del Consiglio Comunale e, per quel che possa valere, su mia personale proposta.
Aldo Moro è stato un politico, accademico e giurista italiano, segretario politico e presidente del consiglio nazionale della Democrazia Cristiana. Tra i fondatori della Democrazia Cristiana e suo rappresentante alla Costituente, ne divenne segretario e presidente. Ucciso del 1978 dalle Brigate Rosse punto questo nella sua stringatezza il curriculum che non può descrivere l’uomo e non può descrivere quello che senti in modo i cittadini quando lo Stato affrontò uno dei momenti più bui della nostra storia recente. Io, che ero solo una ragazzina, me lo ricordo bene. E lo rivivo oggi qui ad Orvieto città per quella Costituzione di cui fu uno degli artefici.

E noi che siamo divenuti città per la Costituzione abbiamo giustamente dato un proprio spazio a Sandro Pertini che quando divenne Presidente volle ricordare Moro così:

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Spari al centro d’Europa

ANCORA SPARI E TERRORE INDOTTO NEI CENTRI POLITICI EUROPEI.

Scriviamo questo piccolo appunto dopo aver seguito le vicende della sparatoria a Strasburgo nei pressi di luoghi come il mercatino di Natale. C’è sicuramente un problema in una unione nella quale ogni anno nei momenti che dovrebbero essere di pace di gioia i centri politici subiscono la pressione dell’induzione alla paura. Non è solo una questione di analisi del singolo evento o teorie complottistiche che vedono legami e connessioni tra tutti quelli che sembrano essere sono dei cani sciolti pronti al martirio pur di far danni a chi chiede di vivere in pace cioè ai cittadini europei. Non è questo che possiamo stabilire per certo. Quello che possiamo stabilire per certo é che c’è troppa disponibilità di armi per coloro che i sistemi di sicurezza internazionale, con il loro apparati di indagine, avevamo già indicato come potenziali fonti di rischio. Le armi, quelle che sparano.

Senza quelle i problemi sarebbero senza dubbio minori è la capacità di indurre la paura si dovrebbe ridurre di molto.

Forse si dovrebbe partire dal tracciare anche con mezzi tecnologici le armi da fuoco ed i loro caricatori.

Senza cedere alla paura ma con intelligenza e coraggio.