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Orvieto. Criticità arancione

DOPO UN ANNO DI SICCITÀ ARRIVA PUNTUALE L’ALLERTA DI PROTEZIONE CIVILE RISCHIO IDROGEOLOGICO (FRANE) ED IDRAULICO (ESONDAZIONE).

Dal 2012 ad oggi abbiamo investito milioni di euro nell’organizzare una difesa idraulica fatta di argini, di un secondo ponte sul fiume Paglia e di vere e proprie opere di presa sotto mentite spoglie come al Carcaione che taglia in due il territorio tra Ciconia vecchia dagli insediamenti più recenti. Un difesa per la città e non per il territorio alle prese con blocchi stradali ed interventi di messa in sicurezza e soprattutto un difesa non dalle acque ma, visti i colori del fango e la quantità di cespugli e rami di legno trascinati, sembra più una difesa dalla mancanza di ordinaria manutenzione a monte.

E questo è un problema se si ripresenta troppo di frequente da quando sono state svuotate le casse degli enti preposti ai lavori di tutela e le loro competenze sono state ridistribuite, scollegando troppo i comuni.

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Mercurio: valga il principio di precauzione

Al Comune di #Orvieto c’è stato l’atteso incontro sulla pianificazione per l’indagine nei corpi fluviali e la verifica della contaminazione da #mercurio del bacino fluviale Paglia-Tevere.evento-monitoraggio-mercurio-paglia-gennaio-2017
Senza polemica dal M5S e dagli attivisti sul territorio vorremmo ricordare che che i dati già c’erano, erano asseverati, c’era la soluzione proposta dal #M5S e fatta propria dai relatori degli incontri orvietani della scorsa estate pareva già condivisa ed anzi la cui presentazione in forma progettuale avrebbe dovuto, a rileggere le dichiarazioni dell’epoca, aver luogo a luglio scorso.

Lucia Vergaglia, portavoce pentastellata al Consiglio Comunale di Orvieto, già protagonista di una campagna di sensibilizzazione sul tema dell’inquinamento del fiume Paglia è intervenuta prima delle conclusioni del dibattito:

«Ben vengano tutti gli approfondimenti e gli studi specialistici, anzi ringrazio chi è intervenuto, a partire dall’assessore regionale Cecchini, nel ricordare le vicende da cui si comprende dove nasce e per quanto tempo si sono propagati nel territorio i minerali di mercurio di origine estrattiva prima ed il mercurio vero e proprio nei residui delle centrali geotermiche negli ultimi anni. Intervengo per porre una questione che si affianca a quella dello studio del territorio compromesso: quella del principio di precauzione. Abbiamo un gruppo di conferenzieri di alto profilo a fronte di un piano che coinvolge tre regioni per un periodo importante, segno questo che l’argomento mercurio è sentito e che le tante denunce di gruppi territoriali come il nostro, come quello dei nostri portavoce in regione Liberati e Carbonari e  quello puntuale e preciso dei cittadini che con i loro comitati sono in prima linea non erano affatto allarmismo o denunce prive di fondatezza. A questo punto forse valeva la pena dare seguito alle nostre denunce sull’inquinamento da mercurio e proposte come quella di fitodepurazione del Paglia visto che è il principio di precauzione che deve affiancarsi alla logica di studio approfondito e con esso il mettere in campo le prime risorse per difendere da subito i territori e la popolazione a rischio, e si dovrebbe fare anche se il rischio fosse solo presunto, a maggior ragione quando si prospetta un approfondimento di questo livello. Aggiungiamo anche una osservazione relativa al coinvolgimento delle strutture sanitarie e dell’Istituto superiore di Sanità nell’ottica di prevenire e dove occorresse di fronteggiare le sofferenze eventualmente causate da tali contaminazioni. Personalmente mi farò promotrice di una richiesta in tal senso che permetta di rilevare se c’è una incidenza dei mali potenzialmente connessi a questi contaminanti come quelli che incidono sul sistema neurovegetativo e riproduttivo dei cittadini che vivono e lavorano nei territori oggetti dello studio ed infine ricordo al nostro primo cittadino, anche come capofila dei comuni delle aree interne e del contratto di fiume, che continueremo a sostenere ogni iniziativa per tenere alta l’attenzione sui problemi ambientali alla ricerca di possibili soluzioni ma nel frattempo bisogna applicare ogni possibile politica di cautela e precauzione senza necessariamente aspettare i risultati di lungo periodo.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Cartolina a Mattarella

C’è la terra buona ad Orvieto, ma a volte si impaluda. Così è stato con le tante, troppe, promesse di Comune e Regione ad esempio sulla questione mercurio nel Paglia.

E’ un problema serio che va affrontato e combattuto con un piano di bonifica importante più volte raccomandato non solo dalla nostra forza politica ma praticamente da tutti gli esperti che in un giro delle sette chiese i nostri amministratori hanno contattato ed invitato in città. In pratica tutti convergono sulla proposta del M5S. Si deve partire subito con i programmi di fitodepurazione.

Tuttavia non si parte, l’Amministrazione fa i suoi tavoli a porte chiuse ed il mercurio è arrivato attraverso il Paglia già a Roma ed al Mare.

«Potevamo partire già da un anno abbondante ma la politica che dell’ambiente parla ma poco fa non è stata capace di affrontare il problema. Abbiamo persino lasciato la soluzione depositata in Comune, tutti i tecnici, professori universitari ed esperti invitati da Germani concordano sulla fitodepurazione cioè sulla nostra proposta di sempre e tuttavia nulla si muove, nessun atto preparatorio, una Giunta che si riunisce senza concludere niente di concreto sulla questione Paglia e le decine di comuni delle Aree Interne che dovrebbero essere protagonisti restano invece in attesa di input esterni. Noi non ci stiamo. Da Palermo, da Italia 5 Stelle, insieme a tutti i nostri portavoce iniziamo una pacifica guerriglia che porterà in Commissione Europea la richiesta di agire o sanzionare, sissignori, sanzionare economicamente, colpire nel portafoglio, i governi nazionali e locali che lasciano attentare alla salute dei cittadini.
Ma c’è di più.
Informeremo il Capo dello Stato, il Presidente Mattarella, scrivendogli non una ma diecimila cartoline che sono già in distribuzione sul territorio ed attraverso i tanti portavoce del M5S in tutta la nazione.

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Faremo in modo che questa vicenda non venga insabbiata o ingolfata ma che sia seguita costantemente. Noi del Movimento 5 Stelle lo chiamiamo #FiatoSulCollo e sia dentro che fuori le istituzioni noi non ci fermeremo, in maniera trasparente e non violenta noi non smetteremo di tenere i riflettori puntati su questa triste e stupida questione di un inquinamento che andava fermato alla fonte prima che diventasse così grave.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Conferenza stampa congiunta inquinamento del Paglia

Si è svolta a Terni la conferenza stampa congiunta dei portavoce al M5S al Senato, in regione Umbria e dei comuni di Terni ed Orvieto sull’inquinamento dei corpi idrici umbri,  in particolare del Paglia e del Nera che confluiscono nel Tevere sfociando nel mediterraneo.

La questione nerina è  una storia di inquinamenti da metalli pesanti e di residui industriali molto recente ma quella del Paglia è molto più antica.

Si tratta di contaminazioni da mercurio per le quali il M5S, da solo ed assieme ai comitati cittadini, si è interessato sin dal suo ingresso in Comune con la portavoce Avv. Lucia Vergaglia.

conferenza stampa congiunta paglia tevere nera1

«Osservato speciale per le numerose contaminazioni da mercurio rilevate nei sedimenti e per gli sversamenti rossi dovuti probabilmente alle vasche delle miniere di cinabro sull’Amiata non è mai stato oggetto di progetti seri e completi di bonifica o messa in sicurezza, ad Orvieto questa condizione ha creato non poco scalpore quando l’inquinamento di mercurio rilevato in discarica si è sovrapposto ai rilievi nel fiume. Attualmente vige un  pressocchè inosservato divieto di pesca sul bacino nel Comune iniziato nel novembre 2012 ed avente causa il blocco dei depuratori per l’alluvione e, nella distrazione amministrativa, mai revocato. Gli studi americani presentati dal Consigliere regionale Liberati, come quello di Grey del 2013 (Long-distance transport of Hg), rilevano che non solo i sedimenti del Paglia risultano contaminati come già potemmo far rilevare lo scorso anno in occasione dei rilievi di Arpa e della stessa Acea sul fiume all’altezza della discarica di Le Crete, ma che la biodisponibilità e la diffusione del contaminante si è estesa anche alla parte investita dall’alluvione ed alla flora e fauna fluviale.

Metallo inquinante e velenoso, il mercurio si trova in natura in forma di composti di mercurio come il cinabro estratto presso il monte Amiata, origine primaria per la contaminazione di lungo periodo del Paglia e, quindi, del Tevere.
Il mercurio entra negli organismi per ingestione, inalazione, o anche per contatto visto che è in grado di penetrare i tessuti cutanei. Stessa cosa per i sali di mercurio, che generalmente si accumulano attraverso la catena alimentare, in particolare di quelle viventi in ambienti acquatici dove i livelli di accumulo del mercurio sono critici. Un pericolo che riguarda l’intero ecosistema se consideriamo che concentrazioni 2-10 volte superiori alla norma possono alterare significativamente l’attività biologica dell’ambiente.
La salute umana è messa particolarmente in pericolo dal metil-mercurio, un composto del mercurio presente negli organismi viventi, in particolare nei pesci dove si verifica il fenomeno del bio-accumulo. La tossicità del mercurio colpisce principalmente il sistema nervoso centrale e periferico ma, come la maggior parte delle sostanze neurotossiche, agisce anche su cuore, reni e sistema immunitario. Gli effetti di alcuni tipi di contaminazioni da mercurio possono manifestarsi anche dopo diversi mesi in maniera virulenta e con danni permanenti. Il mercurio attraversa facilmente la placenta penetrando nel feto compromettendo lo sviluppo normale del cervelletto del nascituro. Ma non è tutto: tra gli effetti direttamente connessi all’accumulo di mercurio negli organi o nei tessuti, figurano anche patologie diffuse come depressione, epilessie, distrofie, paralisi, asme per le quali, probabilmente, occorrerà effettuare una valutazione dell’incidenza locale rispetto a quella nazionale. Copie degli studi sono state inviate al Comune di Orvieto per gli approfondimenti necessari e per una valutazione da parte del primo cittadino, dott. Germani, responsabile della salute pubblica, da parte nostra continueremo a lavorare con i portavoce regionali e nazionali per portare alla luce questo problema da sempre sottostimato e mai affrontato in maniera organica e sistemica, che investe, nel suo percorso un popoloso bacino fluviale, tre regioni e persino la costa tirrenica. Sappiamo di essere una forza di minoranza di un comune di dimensioni limitate ma non abbiamo alcuna intenzione di restare a guardare.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto