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Elezioni Orvieto: Arrivano le prime risposte alle #5Domande di Lucia Vergaglia

CON LA ESCLUSIONE (IMMOTIVATA) DELLA LISTA M5S DELL’AVV. LUCIA VERGAGLIA RESTANO SUL TAVOLO TANTE, TROPPE, TEMATICHE PROMOSSE DALLA CAPOGRUPPO USCENTE SULLE QUALI, IN UNA LETTERA APERTA, HA CHIESTO AI CANDIDATI A SINDACO DI ESPRIMERSI.

La scelta di Lucia Vergaglia di scrivere una lettera personale toccando tematiche che in larga parte non sono tipiche della singola forza politica per la quale è stata capogruppo in comune ha certamente una doppia valenza. Quella di non impegnare in un dibattito di posizionamento dei partiti nazionali, quindi cercando di essere centrati sulle esigenze di cittadini e territorio orvietano, è quella di portare il discorso su ciò che realmente è in itinere e non sulle possibili incursioni programmatiche di ciò che ancora è soltanto potenzialmente dovrà venire.

La sottolineatura della parola “personale” occorre per distinguere e non creare confusione con chi giustamente sta andando alle amministrative con il simbolo del MoVimento 5 Stelle, ci sono 6 candidati a sindaco in regione che potrebbero portare tematiche completamente diverse ed in qualche caso anche lontane ed opposte a quelle sulle quali la stessa Lucia Vergaglia ha fondato la propria azione politica qui in Orvieto città per la Costituzione. Non c’è dunque ragione di dare il fianco a una possibile messa in contrapposizione delle richieste che riguardano la Orvieto di oggi con quelle che potrebbero riguardare uno degli altri comuni dove si vota in presenza del simbolo M5S.

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Le #5domande di Vergaglia (#M5S Orvieto uscente) ai candidati: n.1, denominazioni comunali

TRA LE INIZIATIVE PORTATE AVANTI DA LUCIA VERGAGLIA C’ERA IL RILANCIO DEL PROGETTO DEL COMPIANTO PROF. LEONI SULLE DENOMINAZIONI COMUNALI. SI PROSEGUIRÀ SU QUESTA STRADA?

Quella delle denominazioni comunali è contemporaneamente una via di affermazione identitaria , una proposta di sviluppo sostenibile per i propri marchi, produzioni ed imprese ed una esclusiva ed efficace peculiarità ascrivibile al marketing territoriale e turistico. Le De.Co. Infatti sono usate con successo in molti centri di Italia per prevenire scimmiottamenti e tentativi di sovrapposizione ad esempio del sounding non dal punto di vista del marchio o della tutela normativa che in Europa si scontra contro i regolamenti che prevengono le barriere anche immateriali quanto piuttosto dal punto di vista culturale e del prestigio di appartenere ad una tradizione riconosciuta ed apprezzata. Ed ai comuni non costa nulla se non la volontà di attivarsi.

Lucia Vergaglia, consigliere uscente che ha portato la questione delle denominazioni comunali all’approvazione del consiglio comunale di Orvieto ha rivolto pubblicamente e personalmente #5domande ai candidati sindaci che si stanno avvicinando a grandi passi alle elezioni amministrative di Orvieto in Umbria. Questa è la prima:

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Street art. Occasione persa

POCHI ACUTI PER IL DISCUSSO PROGETTO DI STREET ART.

Viene quasi da pensare che fosse stato portato avanti per pura polemica visto che non ha avuto che un seguito minimale il progetto di street art dell’amministrazione, inizialmente seguito come la parte più a sinistra del Consiglio Comunale. I dibattiti all’epoca furono accesi e andavano dalla effettivamente caotica regolamentazione alla più accesa e chiassosa discussione sul fatto che l’importante era che se ne parlasse, perché l’arte in fondo deve scuotere le coscienze.

Tuttavia non c’è stato nessuno scossone a parte lo sterile confrontarsi su di un murale presso il Cippo dei sette Martiri di Camorena. Eppure la street art porta con sè un retaggio riconosciuto nel recupero delle aree più Periferiche esposte al rischio di degrado per la minore presenza di adeguati elementi dello sviluppo urbano sostenibile, come il commercio di vicinato e lo stesso arredo urbano.

Certo non sopperisce alle lacune dei servizi ma può sostituire muri e ricreare una di quelle peculiarità intorno a cui una comunità ed una generazione possa tendere a riconoscersi in mancanza di altro. E come molte forme d’arte vive a sua volta di riconoscimento e di confronto soffoca invece se il confronto viene spostato su altri piani, come è accaduto ad Orvieto, soffre se viene diffusa fuori dal proprio contesto risultando semplicemente fuori luogo invece che scuotere le coscienze.

Una occasione persa, un insuccesso di cui fare però tesoro per ripartire con quegli obiettivi, alti , che ci si era dati quando fu proposto di dare il via alla street art orvietana.

Iniziative sul Reddito

Nel prossimo Consiglio Comunale di giovedì 16 sarà anche in discussione una proposta sul Reddito di Dignità a doppia firma Rosati (Sel) e Vergaglia (M5S). Sui temi concreti il MoVimento c’è sempre e mai come in questo momento la questione del reddito è in primissimo piano. Il M5S ha infatti ottenuto un importante risultato anche a Strasburgo grazie all’eurodeputato della Regione Umbria Laura Agea (qui nella foto con la portavoce orvietana Lucia Vergaglia).

lucia Vergaglia e Laura Agea (M5S Europa)

Infatti in sessione “plenaria” il Parlamento Europeo ha approvato una relazione che invita gli Stati Membri a introdurre un reddito minimo come una delle misure per ridurre la povertà.
In Europa ci sono 123 milioni di poveri: 1 cittadino su 4 non ha mezzi sufficienti per poter arrivare alla fine del mese, ma solo in Italia e Grecia i poveri sono condannati all’emarginazione e alla solitudine. In Europa tutti sanno che la povertà non è un reato, ecco perché in 26 Paesi su 28 sono previste misure di sostegno al reddito che danno l’opportunità agli indigenti di sopravvivere in attesa di un posto di lavoro. A questo serve il reddito di cittadinanza.
L’Italia non può far finta che non sia accaduto nulla.

Non bisogna ascoltare i diktat di Bruxelles solo quando impone l’austerity e, invece, quando chiede più diritti ci si volta dall’altra parte. Il governo italiano deve dar seguito alle richieste europee. Questo voto del Parlamento europeo è un successo del Movimento 5 Stelle Europa visto che la “relazione per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione” è stata scritta e presentata dalla nostra portavoce ed amica Laura Agea.

Dalla nostra regione parte un impegno forte per la questione del reddito, perchè la moneta torni a circolare nel piccolo commercio e nell’economia reale che crea lavoro e mantiene vive le nostre realtà territoriali. Il M5S è in prima linea, e sostiene paritariamente le forze politiche e le iniziative istituzionali che creino reddito e valore sano.

Unioni civili: scontro al calor bianco M5S – SEL

Orvieto, Consiglio Comunale, 17 novembre 2014

In discussione tre ordini del giorno sulla famiglia e sulle unioni civili. Si discuteranno in ordine, prima quella di Sel che vuole la trascrizione da parte degli ufficiali di Stato Civile dei matrimoni contratti all’estero, poi c’è quella delle destre che puntano a dare privilegi esclusivi alla famiglia tradizionale ed infine quella del M5S che ricalca la proposta votata sul blog a larga maggioranza degli iscritti per l’istituzione di uno speciale registro delle unioni ugualitarie.

Tutto comincia con la presentazione dell’emendamento Rosati (Sel) che vieta la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero nello speciale registro previsto dal M5S.

diritti alle coppie Siamo curiosi e chiediamo perchè questa scelta: se casomai non fosse approvata la mozione di Sel proprio il loro emendamento priverebbe di ogni diritto le coppie gay regolarmente sposate all’estero lasciando impregiudicati i diritti di chi invece si limita a convivere. Ci sembra una stupidata ma ci viene risposto che i diritti o tutti o nessuno, le coppie sposate all’estero, tutte, non si accontenterebbero di una soluzione al ribasso. Ci sembra inutile approfondire se, per caso, Rosati avesse chiesto a tutte le coppie gay presenti e future se fosse meglio un pugno di mosche che una soluzione al ribasso.

Si va in discussione della mozione di Sel che insiste per la trascrizione dei matrimoni gay contratti all’estero che Sel, nonostante la presa di posizione del ministro degli interni (mai smentita da Renzi) che obbliga i prefetti a invalidarle e la contrarietà della sua stessa maggioranza. E’ una questione di principio, di disobbedienza civile e di posizione politica chiosa Rosati, una sensibilità che abbiamo solo noi di Sel…

A questo punto è il M5S ad avere la parola ed a ribaltare la questione: «Non è politica, è solo propaganda! Da un lato ci si erge a paladini dei diritti, dall’altro non si offrono diritti anzi, come nell’emendamento presentato dal Consigliere Rosati, li si limitano apposta per mandare la crisi sempre più alle estreme conseguenze» Tuona Lucia Vergaglia «Dopo questi mesi di vuoto di proposte ed azioni in Comune, con l’avvicinarsi della tornata elettorale regionale, cominciano le grandi manovre per l’acquisizione dei bacini di voti»

Rosati ribatte che non è democratica una forza politica che si sveglia adesso sulle questioni dei diritti civili, e solo dopo un sondaggio su un blog. Vergaglia risponde e rincara la dose «Dopo il patetico tentativo di averci fatti passare per omofobi in Parlamento e la nostra eloquente risposta nel bacio tra i nostri portavoce ancora tentate mezzucci e secondi fini. Ci dispiace ma la vostra mozione è in contrasto con la legge, il Vostro emendamento invece limita i diritti di quelli che dite di rappresentare. Siete una delusione!»

bacio no omofobiaLo scontro non è il primo e non sarà l’ultimo. Sel ha presentato un programma amministrativo che non sta rispettando, in special modo sull’ambiente. Ha appoggiato alle elezioni la lista del greco Tsipras e si è vista presa in giro dal proprio “candidato di garanzia”, Barbara Spinelli, che ha sottratto il posto al giovane Marco Furfaro. Il MoVimento 5 Stelle vorrebbe tanto che si dessero una svegliata e cominciassero a rispondere della propria responsabilità politica, quella ad esempio per la quale, in Parlamento, hanno portato  alla presidenza di Montecitorio Laura Boldrini, non certo una paladina delle minoranze, non certo un esempio superpartes.

Anche qui, nel piccolo di un comune di poco più di ventimila anime, bisogna agire con criterio e responsabilità e non solo nascondersi dietro ad uno slogan propagandistico come Sel è da sempre brava a fare, mentre taglia con un emendamento i diritti che diceva di voler difendere. I toni alti, le accuse a muso duro e le reprimenda sulla manifesta ignoranza di norme e principi democratici Sinistra Ecologia e Libertà se li è meritati tutti.

Speriamo serva a qualcosa.