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La bella Orvieto

VIVIAMO IMMERSI NE LA GRANDE BELLEZZA MA TROPPO SPESSO LO DIMENTICHIAMO OPPURE È LEI CHE CI FA DIMENTICARE IL RESTO.

Orvieto nella sua parte storica non lascia indifferenti, è una città di cui ci si innamora e che comunque lascia il segno su chi c’è passato. Può sembrare irraggiungibile quelle volte che emerge come una nave con il proprio profilo che spunta dalle nubi o con il suo Skyline in controluce all’alba. Così diversa dalle grandi metropoli e non solo per per la differente vivibilità, e neppure per la sensazione di camminare sui secoli di storia ma piuttosto per il fatto che in questo luogo sembra perdersi l’appartenenza ad un tempo, una epoca oppure a una nazione.

Orvieto

Chi vive però tutti i giorni immerso in questa magnificenza rischia di darla per scontata o, peggio, di pensare che tale esclusiva ed unica qualità sia per qualche motivo di propria proprietà pertanto possa essere usata per distinguersi. Invece è vero il contrario che dalle grande bellezza non ci appartiene ma piuttosto siamo noi ad appartenere a lei, ad essere abitanti ed orgogliosamente custodi tanta magnificenza. È una questione di prospettive e di rispetto , di consapevolezza e di tradizione. Chi amministra deve tenere ben presente questa condizione ed essere consapevole che , anche se i limiti di governo di Orvieto comprendono altri 300 km quadrati, aree artigianali ed industriali anche innovative, centri di produzione di eccellenze qualitativamente riconosciute in tutto il mondo, impianti di viabilità imponenti come l’alta velocità e l’autostrada, oltre a ben altri tredici centri storici e decine di punti di riferimento monumentali, naturalistici, culturali e persino al centro geografico esatto dell’Italia, tutto comunque ruota e dovrebbe sempre ruotare intorno alla Grande Bellezza della rupe, al centro antico della città ed alla sua sede di governo.
È un caposaldo. Un punto di riferimento da avere sempre presente anche se si vogliono portare avanti delle politiche che partono dal basso e dalle aree più decentrate. È l’asticella alta che dal passato coloro che hanno reso grandi queste Terre hanno voluto lasciare come livello da raggiungere non per le grandi opere, o per l’inarrivabile arte, ma per la cura e l’attenzione che mettevano in ogni singolo particolare e che le azioni e le scelte fossero fatte per durare a lungo nel tempo senza pesare alle tasche dei cittadini.

Insomma è per farla breve questa grande bellezza è il contrario della mediocrità che traspare, purtroppo, nel comportamento e nelle scelte di troppi politici. E questa mancanza di cura e di rispetto purtroppo la sta subendo la città a tutti i livelli. Tra pochi mesi cominceremo ad avanzare le proposte per la città che verrà ah, e se volete dire la vostra contattateci o raggiungeteci durante gli incontri.

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Orvieto e le pievi di confine…

Orvieto,

la città estesa ha moltissimi elementi di contatto che la rendono crocevia di culture ed amministrative. Si direbbe, con linguaggio di altri tempi che ha molte “Pievi di Confine”.

Macroaree amministrative Umbra Tosco Sabina con contiguità storiche ed affinità culturali, tradizionali e di produzione
Macroaree amministrative Umbra Tosco Sabina con contiguità storiche ed affinità culturali, tradizionali e di produzione

Orvieto confina ad esempio con la Tuscia. Tuscia deriva dal latino e significa terra dei tusci, ovvero dagli etruschi. Da Tuscia, sinonimo di Etruria, derivano il nome della regione Toscana e il nome del comune di Tuscania in provincia di Viterbo. dal medioevo all’ottocento Tuscia indicava anche la Toscana. Nell’uso contemporaneo Tuscia vuol dire Alto Lazio ed aree confinanti di Toscana e Umbria.

Inoltre la città è sulle più importanti direttrici Nord-Sud della ferrovia e dell’autostrada A1. Insomma, al decadere delle provincie e nella ridistribuzione degli oneri gestionali non solo umbri la città si può candidate a fare da ponte e centro non solo turistico, culturale e logistico, ma anche amministrativo. E’ in questa logica che da settembre proporremo una serie d’iniziative volte a portare alla luce queste potenzialità, questa ricchezza d’opportunità.

Silvio Torre

PS
La Pieve è la chiesa che tipicamente veniva costruita nei luoghi dove arrivava il cristianesimo, con battistero ed alta torre.

#tuttiacasatour Viterbo

Viterbo, 24 maggio 2013

Viterbo è spesso stata legata alla nostra città, dai tempi dei Papi ed ancor prima da quelli etruschi, c’è una fortissima attenzione che da Orvieto abbiamo verso quel territorio. Nel mondo contemporaneo, con le prossime rivoluzioni di provincie e regioni, avremo ancora più punti di contatto e dobbiamo prepararci assieme alle sfide comuni.

La nostra solida appartenenza alla regione Umbria non è messa in discussione ma, così come è vero che ogni città è una storia a se, sembra naturale ad ogni orvietano provare maggiore affinità con le problematiche e questioni viterbesi piuttosto che con quelle di luoghi sull’altro lato dell’appennino.

Così mentre il nostro senatore Lucidi si recava al consiglio comunale straordinario convocato nel nostro capoluogo Terni, città delle acciaierie e degli innamorati, e mentre si chiudevano le campagne elettorali pentastellate a Corciano, Passignano sul Trasimeno e Trevi, ed in altri comuni quelle delle liste non certificate di simpatizzanti affini al nostro MoVimento, noi siamo andati a dare manforte ai nostri confinanti, i grandissimi viterbesi a cinque stelle, impegnati con Beppe Grillo per il #tuttiacasatour.

collage tutti a casa tour 2013 viterbo